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Leggende Culinarie

July 13th, 2018 | By Melanie Pohl in Parco San Marco | No Comments »

Cappuccino

La nostra prima colazione, intesa come diffusione e non certo come valore nutrizionale, ha sulle sue spalle un forte legame e soprattutto sono legati a una bellissima storia. Siamo nel 1683 e gli ottomani sono oramai alle porte di Vienna che se cedesse aprirebbe le porte dell’Europa centrale all’Impero Ottomano. La battaglia si conclude il 12 settembre, dopo mesi di assedio e di morte; la vittoria dei Cristiani è dovuta al Re polacco Giovanni III di Polonia che con 30.000 uomini sconfisse gli ottomani.

Capuccino e cornetto

Nella loro fuga da Vienna, questi ultimi lasciarono sul campo i sacchi di caffè che furono usati e la bevanda con l’aggiunta di latte e zucchero originò il cappuccino. Secondo altri, per festeggiare la vittoria, i pasticcieri viennesi inventarono il cornetto che simboleggiava la mezzaluna ottomana. In sintesi ogni volta che facciamo colazione con cornetto e cappuccino, ricordiamo involontariamente una battaglia di oltre trecento anni fa’ che significò molto nello sviluppo della successiva politica europea di espansione nei Balcani.

 

Caponata

In Sicilia, anticamente, il pesce Capone si preparava in cucina con cipolla, sedano, olive, capperi e aceto: il piatto prendeva il nome di “Caponatina”; oggigiorno al posto del pesce si usano le melanzane, ma il nome è rimasto immutato.

 

Spaghetti carbonara

Ora, dopo tante ricerche storie e leggende, l’amico Executive Chef Luca Alfieri ci riporta una grande testimonianza: quella dello Chef Alberto Ciarla. Queste le parole di Luca Alfieri: “Finalmente! Ho pregato uscisse la vera storia, ho sempre omesso la fonte, per stima, rispetto e perché volevo fossi tu a raccontarla” ha rivelato ad Alberto Ciarla, maestro e amico.

Carbonara

La  carbonara  nacque a Roma nell’immediato dopoguerra, intorno a Via della Scrofa in una piccola trattoria romana forse in Vicolo della Campana, con ingredienti tipicamente americani. Ero piccolo ma c’ero. Mia madre, cuoca da tradizioni, non la volle mai cucinare perché venivano usati degli ingredienti stranieri, come il bacon e l’uovo liofilizzato, che non ci appartenevano come cultura gastronomica e non fu un’invenzione, ma un mero e sorprendente risultato della necessità di sopravvivenza“, spiega Alberto Ciarla da Roma.Luca Alfieri mi raccontò inoltre che, di fatto, in quella piccola trattoria all’angolo di via della Scrofa e vicolo della Campana, un giorno del ‘44 si presentarono degli ufficiali americani, stanchi di mangiare razioni “K”. Diedero al cuoco uova in polvere e bacon e gli imposero di realizzare qualcosa di buono. Mi diede un ulteriore dettaglio. Successivamente la ricetta fu riproposta con i medesimi ingredienti, quelli reperibili allora, ma con una interessante variante: l’aggiunta di pecorino al parmigiano, quasi in uguali proporzioni. La scelta era motivata dalla scarsa reperibilità di parmigiano.

 

Il tortellino

Nel 1200 arrivò in una locanda chiamata Corona, a Castelfranco Emilia, una giovane e bella Marchesina da una carrozza tirata da quattro cavalli, per riposarsi. Il locandiere accompagnò la dama in camera e attratto irrimediabilmente dalla sua bellezza rimase a spiarla dalla serratura, rimanendo colpito dal suo ombelico.

Al momento di preparare la cena l’immagine lo aveva talmente ispirato da tirare la sfoglia riproducendo le fattezze dell’ombelico della giovane nobile ma non sapendo cosa farne della sola pasta li riempì di carne. E così nacque il prelibato tortellino ripieno. Per altri la medesima storia assume un valore divino, vedendo, al posto della Marchesina, protagonista la Dea Venere.

La colazione

January 17th, 2018 | By Francesco Sagliocco in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Perché è importante fare colazione al mattino?

La colazione è il pasto più importante della giornata e non dovrebbe mai essere saltata. Come mai? Ecco perché è fondamentale fare una colazione sana ed equilibrata ogni mattina.

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La colazione è il primo pasto della giornata ed è fondamentale per la salute del tuo organismo. A volte, per via della fretta mattutina o per i ritmi di vita frenetici si pensa che saltare la colazione o prendere un caffè al volo sia sufficiente, invece dedicare il tempo necessario alla colazione e consumare i giusti alimenti è importantissimo. Come mai?

L’importanza della prima colazione

Per prima cosa la colazione è fondamentale per riequilibrare il livello di zuccheri nel sangue che durante la notte scendono: fare una corretta colazione è quindi importante per ristabilire il giusto livello di glucosio, necessario per fornire le energie al nostro corpo. Non basta però fare una colazione sana ed equilibrata: se vogliamo avere una giornata senza stress è anche importante dedicare il tempo necessario alla colazione, per evitare di trasmettere al nostro corpo e al nostro cervello un “messaggio” carico di tensione che si ripercuoterebbe nell’arco della giornata. Alcuni studi hanno inoltre rivelato che consumare frutta e cereali integrali a colazione riduce il rischio di contrarre malattie cardiovascolari e di sviluppare situazioni di sovrappeso. La colazione è quindi un pasto necessario anche per risvegliare letteralmente il nostro organismo e fare il pieno di energia per affrontare la giornata. Chi non fa colazione al mattino inoltre, è portato a mangiare molto di più durante la giornata, con il rischio di ingrassare più facilmente.

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Colazione, una sana abitudine anche per i bambini

Il primo pasto della giornata è molto importante anche per i bambini, una sana abitudine che non deve mai mancare : spesso prima di andare a scuola tentano di dormire qualche minuto in più cercando di saltare la colazione, ma tale abitudine non è per nulla salutare per il bambino. Saltare la colazione infatti lo renderà stanco, privo di energia e il bambino arriverà affamato al pranzo, dove generalmente mangerà più di quanto il suo organismo necessiterebbe. Saltare la colazione inoltre produce un calo di concentrazione. Non cercate però di invogliare vostro figlio a fare colazione tentandolo con alimenti sbagliati: l’ideale sarebbe una tazza di latte con fette biscottate oppure biscotti o ancora cereali, da abbinare ad un frutto fresco.

Cosa mangiare a colazione?

Qual è la colazione perfetta? Le colazioni più gettonate tra gli italiani sono senza doppio il cornetto accompagnato da cappuccino oppure caffè: questa abitudine non è di certo tra le più salutari. Non bisogna infatti confondere i benefici della colazione con gli svantaggi provocati da una colazione ricca di calorie e poco sana. L’ideale sarebbe consumare una tazza di latte accompagnata da cereali, ma attenzione alla scelta: al giorno d’oggi i cornflakes sono stati impreziositi da zuccheri, cacao e frutti secchi per renderli più appetitosi, con il risultato che si assumono più calorie già di prima mattina. I cereali ideali sono quelli che contengono meno di 300 calorie ogni 100 grammi. Per una colazione sana prova a consumare lo yogurt, meglio se magro, accompagnato dalla frutta che fornisce vitamine, antiossidanti e fibre. Sì ai succhi, freschi e non confezionati, possibilmente senza zuccheri aggiunti, ma anche la frutta secca, importante per tenere sotto controllo il colesterolo.

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Cosa succede al nostro fisico se si salta la colazione?

La colazione deve fornire le calorie e i nutrienti necessari alle attività diurne. Se questo “rifornimento” viene a mancare, il livello delle prestazione diminuisce e il nostro organismo si vede obbligato a ricavare le energie e i nutrienti necessari da stress metabolici.

ALCUNI ESEMPI DI PRIME COLAZIONI:

Esempi di colazioni dolci:
– The + fette biscottate o pane integrale e marmellata + un frutto di stagione:
– Latte vaccino ( parzialmente scremato) + biscotti secchi o cereali integrali + un frutto di stagione.
– Yogurt parzialmente scremato bianco + cereali integrali + frutta fresca + 4-5 noci o mandorle.

Esempi di colazioni salate:
– spremuta d’arancia + pane di segale o integrale tostato + ricotta vaccina+ miele e cannella.
– Pancake con farina d’avena + frutta fresca + the.
– Spremuta d’arancia + pane integrale e affettato magro ( affettato di fesa di tacchino- bresaola- prosciutto crudo magro).

Colazione perfetta:
1 tazza di latte parzialmente scremato – 70 Calorie
1 mela (o altro frutto fresco di stagione) – 70 Calorie
1 Banana – 145 Calorie
1 Arancia – 75 Calorie
1 Pera – 70 Calorie
1 Tazza di caffè con 1 cucchiaio di zucchero – 20 Calorie
1 succo di frutta – 65/70 Calorie
40 grammi di corn flakes – 100 calorie
4 fette biscottate integrali – 120 Calorie
3 fette biscottate con marmellata – 170 Calorie
1 yogurt magro – 45 Calorie
1 yogurt magro alla frutta – 70 Calorie
25 grammi di mandorle secche – 145 Calorie

Un proverbio che abbiamo sentito ripetere dai nostri nonni è quello di fare “una colazione da re, un pasto da principe e una cena da povero”. E i nostri nonni erano molto saggi!

Francesco Sagliocco
Director of Food & Beverage

 

 

Le pappardelle al ragú di cinghiale

November 13th, 2017 | By Michele Pili in Parco San Marco | No Comments »

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla fine dell´autunno e le temperature sono calate drasticamente.

Per ovviare a questo freddo noi vi consigliamo una bella ricetta che scalderà gli animi e i cuori.

Originariamente questa ricetta arriva dalla regione Toscana, perché ricca di selvaggina; come del resto anche le nostre zone.

Il ragù di cinghiale, diversamente al tradizionale ragù alla bolognese, presenta un sapore più deciso e particolare.

L´unione tra la pasta e questa salsa risulterà un´esplosione di sapori per le papille gustative!

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Ingredienti:

  •    205 g di pappardelle all´uovo
  •    500 g di cinghiale macinato
  •    50 g di cipolle
  •    15 g di olio extravergine d´oliva
  •    2 foglie d´alloro
  •    375 g di passata di pomodoro
  •    40 g di sedano
  •    1 spicchio d´aglio
  •    Quanto basta e a vostra preferenza del sale fino
  •     50 g di vino rosso
  •     50 g di carote
  •     1 rametto di rosmarino
  •     Quanto basta e a vostra preferenza del pepe nero

Vediamo ora insieme la preparazione di questo piatto!

 Iniziamo preparando il condimento: spuntiamo e peliamo una carota con il pela verdura; togliamo i filamenti più esterni dal sedano e mondiamo sia l´aglio che la cipolla. Laviamo e tritiamo finemente il tutto, tenendo però da parte gli spicchi di aglio per interi.

Versiamo l´olio in una pentola con il fondo spesso e uniamo le carote, il sedano e la cipolla tritati.

Uniamo anche l’aglio a pezzi grandi (così possiamo toglierlo più facilmente a fine cottura) e lasciamo stufare il tutto per una decina di minuti a fiamma dolce. Aggiungiamo anche il trito di cinghiale,  il rosmarino sminuzzato e le foglie di alloro.

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Alziamo leggermente la fiamma e lasciamo rosolare per altri 10 minuti mescolando con una spatola, in modo da cuocere la carne in maniera uniforme. A questo punto sfumiamo con il vino rosso e, solo quando la parte alcolica sarà totalmente evaporata, uniamo la passata di pomodoro.

Saliamo a piacimento, prepariamo e lasciamo cuocere coperto per circa 3 ore e mezza a fuoco dolce.

Passate le 3 ore e mezza togliamo il coperchio e lasciamo asciugare il ragù per ancora 30 minuti. Mettiamo a cuocere la nostra pasta in abbondante acqua bollente, saliamo a piacere.

Nel frattempo trasferiamo il ragù in una pentola capiente, scoliamo la pasta e versiamola nella padella con il condimento, mescoliamo fino ad amalgamare il tutto e serviamo le nostre pappardelle al ragù di cinghiale ancora belle fumanti.

Questa è una delle nostre piccole proposte per rendere più gustoso il vostro autunno!

Scritto da Lara Beatrice

 

La Polenta

October 30th, 2017 | By Deborah Giorno in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Tra gli alimenti tipici di questa stagione troviamo anche questa gustosa e antica pietanza: la polenta infatti è un piatto arcaico, uno dei primi impasti cotti dell’umanità.

polenta

Veniva già preparata circa 3000 anni fa tra le popolazioni sumere e in Mesopotamia dove veniva cucinata con miglio e segale. Successivamente anche i greci ne fecero uso preparandola con la farina d’orzo. Dobbiamo però ai romani l’origine del suo nome: essi eseguivano un impasto chiamato Puls (era una polenta o farinata di farro o fave, che non scomparve mai del tutto dall’alimentazione romana, conservandosi come alimento popolare) che poi prese il nome di pulmentum.

La ricetta per la cottura della polenta varia sempre  a secondo del luogo, del tempo e delle persone. I primi ingredienti (orzo, farro, piselli, fagioli, eccetera) erano indigeni. Inoltre, dobbiamo ringraziare Cristoforo Colombo che introdusse il granturco dopo il suo viaggio nelle Americhe. Successivamente, è stato facile far crescere questo particolare prodotto anche in tutta Europa poichè facilmente adattabile.

Nell’antichità la polenta è sempre stata conosciuta  come piatto poco costoso e facile da cucinare e come tale consumato dalle classi più povere della società. A causa della sua facile preparazione e soprattutto del basso costo, l’eccessiva consumazione di questo alimento causò la Pellagra: un disturbo alimentare dovuto al mancato assorbimento della vitamina B. Inizialmente questa malattia fu scambiata per lebbra poiché causava piaghe sulla pelle.

La polenta ha un sapore neutro e quindi si accompagna ad una grande quantità di alimenti come carne, formaggi ecc. Oggi viene preparata con acqua, sale e farina di cereali; la farina maggiormente impiegata è quella di granoturco. Fate molta attenzione a scegliere il tipo di farina per ottenere un’ottima polenta; il consiglio che vi posso dare è di utilizzare una farina mista composta quindi da farina gialla di mais e da quella di grano saraceno. La tradizione vuole che venga preparata in un paiolo di rame e cotta sul fuoco per circa un’ora e poi servita su un piatto di legno e tagliata mai con un coltello bensì con un filo di cotone. SONY DSC

Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Castagne, castagne e ancora castagne!

October 9th, 2017 | By Endy Broglio in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Le castagne sono un frutto tipico della stagione autunnale. Le possiamo raccogliere nei boschi nei dintorni del Parco San Marco, sul lago di Como e in Valsolda: in zone quindi lontane dall’inquinamento cittadino. Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale.

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- Un dessert piuttosto autunnale ma comunque molto fresco:

Ingredienti per la pasta frolla (per 5 stampini):
125 gr farina 00
85 gr burro di soia
1/2 cucchiaino estratto vaniglia
40 gr zucchero
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema pasticcera:
1,5 dl latte di soia alla vaniglia
25 gr di farina
9 gr fecola patate
40 gr zucchero
panna montata di soia a piacere

Ingredienti decorativi:
vermicelles in tubetto
panna montata di soia
ribes
foglie di menta

Procedimento per la pasta frolla:
Mischiare tutti gli ingredienti e spianare la pasta (3-4 mm). Inserire la pasta negli stampini di carta da muffin, bucherellare il fondo e metterli in frigo per 1 ora. Infornarli nel forno preriscaldato per 15 min a 180°.

Procedimento per la crema pasticcera:
In un pentolino mischiare la farina, lo zucchero e la fecola. Unire poco a poco il latte e formare una crema omogenea. Mettere il pentolino su fuoco basso e mescolare finché si creerà una crema densa. Lasciare raffreddare e una volta freddo, unire al composto ad occhio la panna montata per rendere la crema più liscia e facile da maneggiare.
Inserire la crema pasticcera negli stampini di frolla, e mettervi sopra i vermicelles “spremuti” dal tubetto (io l’ho trovato già coi buchi).
Decorare con panna montata di soia, ribes e foglie di menta. Eventualmente anche col cioccolato fondente.

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- Una ricetta con le castagne salata pronta in 5 minuti: l‘insalata veloce ideale per accompagnare i secondi e perfetta come piatto unico!
L’autunno alle porte e la voglia di mangiare castagne aumenta ogni giorno di più! Ecco una ricetta davvero veloce per gustare le prime castagne senza sensi di colpa: un’insalata veloce ma ricca di gusto e croccantezza!

Ingredienti:
– Insalata verde mista
– 25 castagne arrostite
– 5 albicocche secche
– Mezzo finocchio
– 1 mela renetta
– 50 gr di mandorle sgusciate
– Un mazzetto di aneto ed erba cipollina
– olio di oliva
– succo di limone
– sale e pepe
– Due fette di pane bianco a fette

Preparazione:
Tagliate a dadini le albicocche secche, a fettine sottilissime il finocchio e la mela. Tagliate invece grossolanamente le castagne arrostite e le mandorle; infine triturate le erbe aromatiche. In una ciotola versate l’insalata e tutti gli ingredienti che avete tagliato. Prima di condirla tagliate a dadini il pane bianco e fatelo saltare in padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio: quando i dadini saranno dorati e croccanti toglieteli dal fuoco. Condite con un filo di olio, il succo di mezzo limone, sale e pepe e infine aggiungete i dadini di pane!

 

La stagione delle castagne

September 27th, 2017 | By Paola Mazzo in Cucina, Gastronomie, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Con l´arrivo dell´autunno tornano in voga le vecchie ricette di una volta, con i prodotti tipici dei nostri boschi come ad esempio le castagne. Il nome scientifico della castagna è Castanea vulgaris.

Castagne

Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale e sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. 100 grammi di castagne forniscono 165 chilocalorie.

Vi presentiamo nel nostro blog un menú completo alternativo a base di castagne con il quale potrete sorprendere i vostri ospiti. Buona lettura e buon divertimento in cucina!

Risotto alle castagne:

da preparare con riso integrale, castagne lessate, brodo di verdure, cipolla, alloro, vino bianco e panna vegetale. Dovrete preparare il classico trito di cipolla per la cottura del risotto. Agli ingredienti per il risotto alle castagne potrete aggiungere anche la zucca o i funghi.

castagne con riccio

Stufato di seitan e castagne:

Volete provare a preparare il seitan in modo diverso dal solito? Allora mettetevi ai fornelli per realizzare un bel piatto di seitan stufato alle castagne con cipolla rossa tritata, salsa di soia, olio extravergine d’oliva, limone, zenzero e erbe aromatiche. Una ricetta veloce ma dal grande effetto!

Castagne ricoperte di cioccolato:

Per preparare questo goloso dessert vi occorreranno semplicemente delle castagne che dovrete sbucciare e lessare e del cioccolato fondente (o a vostro piacere personale) da sciogliere a bagnomaria che vi servirà poi per ricoprirle.

Vino e castagne

I vini da abbinare per la vostra cena devono essere giovani, meglio se si tratta di vini novelli, ancora meglio se leggermente frizzanti per sgrassare la bocca. Esempi classici tra i vini italiani sono il Lambrusco di Sorbara, il Sangue di Giuda, il Barbera del Monferrato, la Bonarda, e molti altri vini rossi frizzanti.

Vi aspettiamo quindi presso i ristornati del nostro Resort per una cena ai sapori d´autunno!

Polenta e funghi: un grande classico della tradizione lombarda

November 13th, 2016 | By Michele Pili in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »


Oggi vi voglio presentare un grande classico del nostro territorio, dico nostro perché ormai a Porlezza mi sento di casa sebbene io sia sardo ed il mio meraviglioso lavoro mi abbia portato in ogni parte del mondo, compresa la Russia. Sto parlando della polenta e funghi.

Prima di tutto dobbiamo concentrarci sugli ingredienti. Per fare un figurone con questo piatto della tradizione è necessario scegliere attentamente polenta-con-funghi-pentolale materie prime: la farina per la polenta deve essere mista composta quindi da farina gialla di mais e da quella di grano saraceno, ovviamente della Valtellina. Vi consiglio di acquistarla direttamente dai piccoli produttori, dove viene ancora macinata secondo gli antichi canoni dei contadini.

Come accompagnamento invece prepareremo degli ottimi funghi porcini rigorosamente freschi della Val Cavargna, a pochi passi dal nostro Resort.

Ora veniamo alla preparazione della ricetta.

Per la polenta serviranno solo la farina mista, dell´acqua portata ed ebollizione e un pizzico di sale. Andrebbe cotta nel tipico paiolo di rame ed addirittura sul fuoco del camino ma tranquilli, potete cuocerla anche nella vostra cucina.

A seconda della densità che volete dare alla polenta, aggiungete la farina: a me personalmente piace piú morbida ma sono gusti personali. Il tempo di cottura stimato una volta che la farina viene calata è di circa 30 minuti. La polenta va rigirata con costanza, meglio se utilizzate la tipica “resena”, ossia un bastone di legno lungo e piatto e poi una volta pronta andrebbe adagiata sul “tap”, il tipico piatto fatto con rametti di salice o nocciolo.

polenta-e-funghi-porciniAnche la preparazione dei funghi è molto semplice e veloce: una volta puliti e tagliati a fettine vanno saltati in una padella con dell´olio d´oliva, preferibilmente del Lago di Como, bello caldo, aromatizzato con uno/due spicchi d´aglio (a seconda del vostro gusto- a me piace che si senta solo leggermente il profumo dell´aglio per non coprire la fragranza del porcino e quindi lo cuocio in camicia). Aggiungete poi del prezzemolo tagliato al coltello, un pizzico di sale e da buon sardo io ci aggiungo anche un tocco di piccante, leggero.

Ed il gioco è fatto! Se però volete lasciare i vostri ospiti senza fiato, vi consiglio di impiattare la vostra polenta e funghi porcini come un vero ristorante gourmet. Non vi serviranno molti strumenti se un cucchiaio, un bel piatto da portata e la tecnica della goccia.

Avete delle altre curiositá o volete imparare a cucinare come un vero executive chef? Prenotate allora una lezione di cucina con me, vi aspetto con tante altre ricette e consigli!

written by Michele Pili, Executive Chef

 

Il Natale cala il Tris: le origini dei tre dolci tipici

December 3rd, 2015 | By Francesco Sagliocco in Cucina, Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

PANDORO:

Come da tradizione dell’alimentazione italiana che si basa sulle tradizioni locali, anche il pandoro ha la sua origine geografica specifica, infatti la città di Verona riconosce come alimento tipico e tradizionale il pandoro. Dolce la cui storia si perde nella notte dei tempi; c’è chi riconduce la sua scoperta all’epoca della Repubblica Veneziana nel ‘500 e c’è chi invece pensa che sia la trasformazione di un altro dolce tipico veronese, sempre a forma di stella, il Nadalin. Un’ulteriore ipotesi sulla nascita del pandoro lo farebbe derivare dal tipico Pane di Vienna, ottenuto dalla lavorazione di un impasto ricco di burro. Di sicuro il pandoro a Verona ha cominciato ad essere prodotto industrialmente verso la fine dell’800 ed è divenuto un vero e proprio alimento tipico, in un primo momento della zona veronese e poi a livello nazionale. Di sicuro uno dei dolci che non mancherà sulla nostra tavola.

Pandoro

TORRONE:

Come il pandoro anche il torrone è un dolce tradizionalmente natalizio. Spesso però lo troviamo sotto forma di cioccolatino per tutto l’anno. Noi italiani attribuiamo la nascita del torrone a Cremona, ed in parte è vero, ma un prodotto molto simile ha origine nel popolo arabo che poi lo esportò nella zona mediterranea, in particolare Spagna ed Italia.
Secondo una leggenda molto accreditata si narra che questo dolce fu prodotto per la prima volta verso la fine del 1441, in onore al banchetto di nozze celebrato nella città lombarda, quando Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti si unirono in matrimonio. Sempre secondo questa leggenda il torrone venne realizzato secondo la forma del Torrazzo, campanile vicino al Duomo di Cremona, uno dei simboli più noti della città. Probabilmente il nome “torrone” è stato influenzato dal nome del Torrazzo. Un’altra tradizione racconta che la prima notizia del torrone a Cremona risale al 1543 quando il Comune acquistò una certa quantità di torroni per farne dono alle autorità in visita alla città, soprattutto autorità milanesi. Questo ci fa capire come all’epoca il torrone era già radicato nella tradizione popolare cremonese. Di sicuro non ci priveremo di un bel pezzo di torrone da accompagnare con il caffè.

Il torrone

PANETTONE:

Una delle leggende più accreditate sul panettone milanese narra che questo dolce natalizio nasce durante uno sfarzoso pranzo di Natale offerto dal Conte Sforza quando il suo cuoco si accorge che il forno gli aveva bruciato il dolce. L’aiutante del cuoco, di nome Toni, vedendo il cuoco disperato e non sapendo cosa fare, gli propone di presentare il dolce da lui preparato con gli avanzi. Si trattava di una specie di pane dolce fatto con burro, frutta candita e pasta. I commensali, con grande stupore del cuoco, del suo garzone e del padrone di casa rimangono favorevolmente impressionati ed alzano un coro d’entusiasmo ricco di complimenti. Il cuoco imbarazzato da questa ovazione, ammette che il merito era tutto del suo aiutante e del suo “Pan di Toni” come era stato battezzato il nome del dolce realizzato dal suo aiutante. Un’altra leggenda accreditata narra di un giovane falconiere, tale Ughetto Atellani, perdutamente innamorato di una fornaia di nome Algisa che gestiva un forno vicino alla Chiesa delle Grazie. Purtroppo per lei gli affari non andavano bene con l’avvicinarsi del Natale. Difatti vedeva lunghe code di gente fare la fila davanti al forno suo concorrente non molto distante da lei.  Allora Ughetto Atellani,vedendo la disperazione della sua amata, decide di dare fondo ai suoi ultimi denari comprando burro, zucchero, uova ed uva sultanina. Impasta il tutto con la farina e, potere dell’amore, il successo è assicurato. Dopo questo avvenimento i due innamorati convolarono a nozze. Indipendentemente dalle leggende il panettone, come suggerisce il nome stesso, non è altro che un pane arricchito con altri ingredienti molto semplici ma che messi insieme hanno dato vita ad uno dei dolci più famosi al mondo. Di sicuro una fetta di panettone al cenone di Natale non mancherà.

Il panettone

Written by Angelo Lentinio

Ananas e mango: l´estate é servita!

April 20th, 2015 | By Michele Pili in Benessere, Cucina, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Buongiorno a tutti, sono Michele Pili e sono l´Executive Chef del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort a Cima di Porlezza sul Lago di Lugano.

La bella stagione è ormai alle porte e per questo motivo ho deciso di scrivere il mio articolo del blog su due ricette fresche, veloci e a basso contenuto di zuccheri. Rimettersi in forma non è mai stato cosí facile e divertente e la prova costume non sará piú il vostro incubo!

Gli ingredienti principali delle mie proposte, la Pinapple and Mango Cake e l´ananas sciroppato al mango, sono come potete facilmente capire l´ananas ed il mango, due frutti freschi e colorati dal sapore dell´estate.

Piante dell´ananas L’Ananas è una pianta che già Maya, Atzechi e Incas conoscevano e coltivavano. Cristoforo Colombo aveva visto questo frutto a Guadalupa nel 1493. Gli indigeni del Sud America la chiamavano “nana”, i Portoghesi “ananaz”, quindi ananas in italiano, francese e tedesco; per gli Spagnoli era la “piña” per la somiglianza ad una pigna: da qui il termine inglese “pine apple”. Nel XVI secolo lo scrittore spagnolo Fernandez de Oviedo definì l’Ananas come “la donna più bella nel mondo delle piante” in riferimento alla bellezza e alla bontà del frutto.

Nell’acquisto dell’Ananas, bisogna evitare i frutti che hanno la buccia tra le losanghe esterne di colore verde-grigio o marrone: nel primo caso sono acerbi, nel secondo sono troppo maturi. La buccia dev’essere arancione sfumato ed il frutto deve avere un profumo leggero caratteristico. L’ananas non va tenuto a temperatura inferiore agli 8°C

Il mango invece è un colorato frutto esotico di forma ovale ed è il prodotto dell’albero Mangifera Indica, della famiglia delle Anacardiaceae. La buccia è piena di buchini e la polpa, giallo arancAlbero del mangoia, è gustosa e profumata. Esistono varietà dalla buccia verde, gialla e rossa. Questo frutto è reperibile durante tutto l´anno e le coltivazioni si trovano in India, in Cina, in Thailandia,in Pakistan e quasi tutti i paesi sui Tropici come ad esempio la Tenzania. In Italia viene coltivato anche in Italia, in Sicilia ed in Calabria. Il mango è il protagonista di molte leggende indiane ed è considerato sacro dagli Indù: in questo frutto, secondo la credenza, si incarnò la Figlia del Sole.

Pineapple and mango cake(  sugar /gluten free and dairy  free)

q.b.          ananas sciroppato

gr   200    farina di mandorle

gr   400    maltitolo

gr   100    sciroppo di agave

gr   200    farina di riso integrale

gr   200     amido di patata

gr       5     baking powder

gr       2      fibra di guar

gr    100     rosso d’ uova

gr    450      uova intere

gr    800      dadolata di mango

procedimento:

Montare assieme, maltitolo, sciroppo di agave, farina di mandorle ,uova e il rosso d’uova. Unire  le farine setacciate  precedentemente al baking. Unire la dadolata di mango e versare l’impasto in appositi stampini precedentemente ingrassati con burro di cacao fuso, decorare la superficie di ogni singolo tortino con ananas sciroppato. Cottura 160°c con il 20% di vapore per circa 15 minuti circa.

Ananas sciroppato al mango :

gr   500     ananas privato della buccia

gr   100     sciroppo di agave

gr   500     purea di mango

gr 1500     acqua minerale

 procedimento:

Suddividere l’ananas a metà  della sua lunghezza, ed affettarlo ad uno spessore di 5mm . A parte portare ad ebollizione l’acqua , la purea di frutta e lo sciroppo di agave, unire le fette di ananas e lasciare sobbollire il tutto dolcemente  per circa 5 minuti . Lasciare macerare l’ananas  in frigo per 24 ore.

Ananas