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In barca a vela sul Lago di Lugano

May 8th, 2017 | By Roberto Fornari in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Il mondo visto da una barca a vela. Vento, senso di libertà, rispetto della natura, emozioni che scolpiscono l’anima.

Panorama klein

Prova ad immaginare i seguenti passaggi:

-          Ti trovi sulla terra ferma a Cima di Porlezza
-          Sei in riva al lago di Lugano
-          Sei in un porticciolo
-          Nel porticciolo ci sono tante barche
-          Una barca in particolare ti incuriosisce
-          È una barca a vela
-          Fra poco salirai sulla barca a vela
-          Inizia l’avventura – si inizia a navigare

La premessa mi suscita curiosità ed interesse. Vedere il mondo dalla prospettiva del lago.

Sul lago di Lugano si trova un bel resort. È il Parco San Marco. Il luogo è incantevole e la curiosità mi ha portato ad approfondire la conoscenza di questo luogo. Oltre ad avere scoperto che hanno team dedicato ad attività sia di rilassamento che di sport (viene chiamato Vitality energy program) ho visto nella loro spiaggia privata, dove vi è anche un porticciolo, una barca a vela.

Torno ad immaginare i passaggi sopracitati e senza pensarci troppo chiedo di potere avere la possibilità di veleggiare su questo lago.

Lo skipper è un uomo alla mano, mi mette subito a mio agio, mi spiega i principi base di chi naviga.

Le principali norme di precedenza tra barche a vela (e fra vela e motore), o meglio regole per evitare gli abbordi, ovvero collisioni in mare, sono poche e facili da ricordare.

Le prime due sono relative al vento: tra due vele che navigano con le stesse mure e sono in rotta di collisione, è la barca sopravvento (quella cioè che stringe meno il vento) che deve manovrare per evitare l’abbordo.

barche a vela

Mentre tra due vele che navigano in rotta di collisione con mure diverse, è la barca con le mure a sinistra che deve manovrare.

Le ultime due regole di precedenza invece, non fanno riferimento al vento: tra una barca raggiungente (a vela o a motore) e una barca raggiunta (anche lei a vela o a motore), è la barca raggiungente che deve manovrare. Questa regola prevale sulle prime due, quelle cioè relative al vento. Infine tra una barca a vela e una a motore, che navigano in rotta di collisione, è la barca a motore che deve manovrare. Ci preme sottolineare che queste regole per evitare gli abbordi vanno intese come doveri e non come diritti: chi ha il dovere di dare la precedenza deve fare una manovra tempestiva ed evidente, senza aspettare l’ultimo minuto. Chi ha il “diritto” di precedenza deve navigare per la sua rotta senza mutarla, per non ingannare l’altra imbarcazione. Se poi questa non manovra a tempo debito, deve manovrare lei per evitare la collisione.

Esistono altre particolari regole di precedenza: all’imbocco dei porti, dove chi entra deve lasciare acqua a chi esce; sui fiumi, dove chi naviga contro corrente deve manovrare per evitare l’abbordo con chi è in favore di corrente; per le imbarcazioni con difficoltà di manovra (es: pescherecci, rimorchiatori, posacavi) che in generale hanno il diritto di precedenza.

Finita questa premessa lascio libero sfogo alla vostra fantasia per lasciarvi immaginare come velisti sperduti nel vento.

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