Posts Tagged ‘Passeggiate’

Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Castagne, castagne e ancora castagne!

October 9th, 2017 | By Endy Broglio in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Le castagne sono un frutto tipico della stagione autunnale. Le possiamo raccogliere nei boschi nei dintorni del Parco San Marco, sul lago di Como e in Valsolda: in zone quindi lontane dall’inquinamento cittadino. Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale.

Castagneto3

- Un dessert piuttosto autunnale ma comunque molto fresco:

Ingredienti per la pasta frolla (per 5 stampini):
125 gr farina 00
85 gr burro di soia
1/2 cucchiaino estratto vaniglia
40 gr zucchero
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema pasticcera:
1,5 dl latte di soia alla vaniglia
25 gr di farina
9 gr fecola patate
40 gr zucchero
panna montata di soia a piacere

Ingredienti decorativi:
vermicelles in tubetto
panna montata di soia
ribes
foglie di menta

Procedimento per la pasta frolla:
Mischiare tutti gli ingredienti e spianare la pasta (3-4 mm). Inserire la pasta negli stampini di carta da muffin, bucherellare il fondo e metterli in frigo per 1 ora. Infornarli nel forno preriscaldato per 15 min a 180°.

Procedimento per la crema pasticcera:
In un pentolino mischiare la farina, lo zucchero e la fecola. Unire poco a poco il latte e formare una crema omogenea. Mettere il pentolino su fuoco basso e mescolare finché si creerà una crema densa. Lasciare raffreddare e una volta freddo, unire al composto ad occhio la panna montata per rendere la crema più liscia e facile da maneggiare.
Inserire la crema pasticcera negli stampini di frolla, e mettervi sopra i vermicelles “spremuti” dal tubetto (io l’ho trovato già coi buchi).
Decorare con panna montata di soia, ribes e foglie di menta. Eventualmente anche col cioccolato fondente.

castagna 2

- Una ricetta con le castagne salata pronta in 5 minuti: l‘insalata veloce ideale per accompagnare i secondi e perfetta come piatto unico!
L’autunno alle porte e la voglia di mangiare castagne aumenta ogni giorno di più! Ecco una ricetta davvero veloce per gustare le prime castagne senza sensi di colpa: un’insalata veloce ma ricca di gusto e croccantezza!

Ingredienti:
– Insalata verde mista
– 25 castagne arrostite
– 5 albicocche secche
– Mezzo finocchio
– 1 mela renetta
– 50 gr di mandorle sgusciate
– Un mazzetto di aneto ed erba cipollina
– olio di oliva
– succo di limone
– sale e pepe
– Due fette di pane bianco a fette

Preparazione:
Tagliate a dadini le albicocche secche, a fettine sottilissime il finocchio e la mela. Tagliate invece grossolanamente le castagne arrostite e le mandorle; infine triturate le erbe aromatiche. In una ciotola versate l’insalata e tutti gli ingredienti che avete tagliato. Prima di condirla tagliate a dadini il pane bianco e fatelo saltare in padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio: quando i dadini saranno dorati e croccanti toglieteli dal fuoco. Condite con un filo di olio, il succo di mezzo limone, sale e pepe e infine aggiungete i dadini di pane!

 

Mode Alimentari

September 4th, 2017 | By Michele Pili in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Le diete fai da te fatte seguendo un corso su youtube che ci spiega come dimagrire, senza bisogno di fare movimento (basta eliminare determinati prodotti) oppure mangiare la magnifica barretta che elimina anni di studio dei dietologi, azzera il mio lavoro e anche il piacere di un buon piatto equilibrato, così come il sedersi tutta la famiglia a tavola. Invece basta mangiare corretto e fare del movimento, guardare Jill Cooper non basta, bisogna imitarla, anche se il ricordo di Barbara Bouchet e la sua tutina fucsia sono sempre nei nostri cuori.

Tanti modelli alimentari nascono per fare business, magari sponsorizzati dalla bella attrice americana che deve puntare al grande pubblico e far credere di avere l’antidoto, che sarebbe tu stai sul tuo divano ti mangi la barretta magica oppure ti fai il tuo bel beverone e perdi i tuoi kg in eccesso. Però, lei ha gli addominali scolpiti che sembrano marmo e ha già fatto otto ore di palestra. Perché è inutile se stai sul divano e la tartaruga resta sempre girata, e parlo per esperienza, cintura nera di Divano a due piazze, guardando la bella attrice Americana.

Naturalmente alla dieta deve essere sempre abbinato dell’esercizio fisico, che facciamo?………… le prime due settimane, ma dopo “oggi salto”, “domani dovrò fare la spesa” e giù con le scuse, tanto abbiamo la barretta miracolosa di fibre.

La moda più comune è la strategia del terrorismo alimentare: mettiamo all’angolo gruppi di alimenti e non gli assumiamo più: meno cibo meno peso.

Una ricerca statistica ha mostrato che confrontando tre tra le principali diete (Weight Watchers, Zona, Atkins, South beach) nell’arco di 12 mesi solo il 10% va a buon fine.

pasta

Chi ha seguito una dieta sul modello mediterraneo ha una probabilità di successo in un anno dell’86%. La dieta, intesa come sistema di criteri e di principi con cui l’uomo cerca di regolare il suo rapporto personale con il cibo, è diventata nello stesso tempo fattore positivo e promozionale di salute. Naturalmente serve costanza, impegno e tempo, perché non si perderanno così in fretta i panettoni mangiati a Natale.

Da quando allo star bene si è andato progressivamente sostituendo il sentirsi bene, la dieta è diventata un punto chiave per il proprio benessere.

Alla base di un miglioramento della qualità della vita ci sono: la semplicità, la responsabilità e il cambiamento, infatti, l’organismo possiede tutte le caratteristiche per raggiungere il benessere da solo, in maniera naturale e senza sforzi.

Gli insuccessi di queste fantomatiche diete non fanno comunque che sottolineare che l’alimentarsi in modo sano e corretto è un atto di coscienza e non una moda.

Prendiamo la dieta iperproteica come esempio di terrorismo alimentare: essa si basa sul fatto che è impossibile trasformare i grassi alimentari in grassi di deposito in assenza di carboidrati. Essa provoca radicali acidi che possono danneggiare i tessuti, in particolar modo i reni.

In definitiva mangiare sano equilibrato e non di più di quello che ci serve, e se facciamo una dieta facciamoci seguire da un dietologo.

In fondo, come ci insegna Ludwig Feuerbach “Noi siamo ciò che mangiamo”.

cibo-sano-700x350

Escursione in giornata: Bellano e il suo Orrido

August 28th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Con uno dei numerosi battelli che ogni giorno fanno da spola per accompagnare i turisti sulle sponde del Lago di Como, partendo da Menaggio, è possibile raggiungere in poco meno di mezz´oretta, Bellano, un piccolo paesino affacciato sulla sponda orientale del Lario che offre uno dei lungolago più suggestivi dal quale si ha una splendida visuale dei paesi e delle montagne sulla riva opposta del lago.

bellano

Il paese è diviso in due parti dal torrente Pioverna: la parte più antica, sede del porto vecchio e della Chiesa prepositurale e la più moderna dove si trova la stazione FS. Alle spalle del paese l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e da molti nuclei antichi e popolati. Anche se attualmente il settore più sviluppato è il terziario, nel secolo scorso, Bellano, fu definito dallo scrittore bellanese Antonio Balbiani “la piccola Manchester del Lario” per i suoi grandi stabilimenti di industria serica.

Percorrendo la caratteristica via Manzoni, intorno al quale è situato il centro storico del paese, si possono ammirare numerosi portali, corti, androni d’antiche case patrizie, scale di pietra viva e stemmi araldici che rimandano alle origine settecentesche. Da qui, attraverso una delle tante viuzze che sbucano sul lago si giunge di fronte alla Chiesa di Santa Marta. Qui, vi si conserva un prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Angelo del Maino, noto dal 1496 al 1536.

santa marta bellano

Su di un lato della Chiesa di Santa Marta s’apre la piazza della Prepositurale dedicata ai Santi Nazaro e Celso. Di stile tardo romantico ha una facciata a bande nere e un grande rosone in terracotta. Ricostruita tra il 1342 e il 1350, presenta i notevoli affreschi della volta centrale, i pulpiti, il presbitero e i due grandi confessionali di legno intagliato, il ricco battistero di marmo. Pregevole è il polittico della cappella di S.Giovanni e la delicata tempera rappresentante la Madonna detta delle Rose. Salendo per la scalinata alla destra della Prepositurale si arriva alla Chiesa di S.Rocco del XV sec. che venne costruita dall’omonima confraternita veneziana per preservare i passanti dalle pestilenze. Attualmente è dedicata ai caduti bellanesi di tutte le guerre ed ospita due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali.

Nella parte più antica di Bellano si trova invece la Chiesa sconsacrata di San Nicolao, utilizzata attualmente per iniziative culturali. Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza.

Nella frazione di Lezzeno sorge il Santuario della Madonna, di stile barocco, fu costruito tra il 1690 e il 1704, su progetto dell’architetto Quadrio a soli due anni di distanza dal miracolo che avvenne il 6 agosto 1688. Quel giorno Bartolomeo Mezzera, passando da una cappelletta che aveva fatto costruire, vide che la Madonna raffigurata in un medaglione in gesso piangeva lacrime di sangue.

Una visita obbligatoria è quella all’Orrido. La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”.

Si tratta di una gola naturale creata dell’erosione delle acque del torrente fiume Pioverna 15 milioni di anni fa, le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose dell’Orrido una delle località più note del Lario.

La peculiarità dell’Orrido consiste nella possibilità di percorrere un tratto all’interno della gola camminando su passerelle fissate nella roccia, camminando in assordanti meandri che si affacciano su strapiombi vertiginosi.

Orrido-di-Bellano-

Il percorso è molto suggestivo, fra cascate e grotte naturali, panorami mozzafiato e una ricca vegetazione, il sole si riflette negli anfrantti, creando bagliori incredibili. La leggenda narra di un guerriero di nome Taino, che la fantasia locale vuole sepolto proprio nelle profondità dell’Orrido di Bellano, insieme al suo immenso tesoro, custoditi da un enorme pietra che ricopre la sepoltura.

La forza delle acque nei secoli scorsi era utilizzata per la lavorazione del ferro e nella conciatura delle pelli, oggi la potenza della cascata viene utilizzata per alimentare due centrali idroelettriche.

A guardia dell’Orrido, su di una roccia del fiume Pioverana sorge la Casa del Diavolo o Cà del Diavol, una curiosa torretta di cui non si conosce ne l’origine ne la funzione, la cui torre ad esagono irregolare si eleva su quattro piani collegati tra loro da una scala a chiocciola. Si narra che al suo interno si svolgessero licenziosi festini accompagnati da riti satanici ed evocazione del maligno; il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell’ultimo piano della torre rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo.

La  manifestazione bellanese piú conosciuta e che richiama numerosi spettatori è la “Pesa Vegia” che si celebra la notte dell’Epifania. Rievoca, secondo la leggenda, un fatto avvenuto durante la dominazione spagnola, quando una delegazione di bellanesi si recò in barca a Como a perorare il mantenimento dei pesi vecchi che erano stati sostituiti da quelli nuovi, di più difficile e complicata applicazione e che creavano imbarazzo tra la popolazione locale, formata prevalentemente da commercianti e artigiani. L’ambasciata ebbe successo ed i bellanesi ritornarono la notte del 5 gennaio 1606, felici di essere riusciti a conservare la “Pesa Vegia”. Questa la leggenda che, data la coincidenza con l’Epifania, è sempre stata festeggiata unitamente alla sfilata dei Re Magi.

Per gli sportivi inoltre, vicino al lago, si trovano aree verdi e strutture sportive quali: campo polifunzionale, piscine all’interno del Lido di Bellano, Circolo Vela Bellano e una pista ciclabile. Recentemente è sorto anche il “Palasole”, moderna costruzione a forma di vela, adibita alle numerose feste organizzate in paese.

L’ex ferrovia Porlezza-Menaggio

August 7th, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

La città di Porlezza è da sempre riconosciuta come località turistica.

Infatti, possiamo ritrovare i primi cenni di turismo già a partire dall’inizio dell’’800.

Tra il 1815 e il 1915, i comuni del porlezzese erano governati dagli austriaci. Essi portarono grande beneficio alla località, costruendo opere pubbliche di fondamentale importanza come scuole, fognature, acquedotti, strade e trasporti pubblici.

Questi ultimi resero accessibile la zona per l’arrivo dei primi turisti di giornata.

Tra le opere più importanti troviamo:

  • La strada odierna Porlezza-Menaggio (1839)
  • La ferrovia Porlezza-Menaggio (1885-1966)
  • I battelli del Ceresio

La seconda metà dell’’800, corrisponde in modo particolare al periodo di rapido sviluppo del trasporto ferroviario.

Proprio in questi anni si aprì la prospettiva di collegare le regioni dell’Europa centrale con la regione dei grandi laghi lombardi, sfruttando il traforo del Gottardo e sostituendo così le vetture celeri a cavallo.

ferrovia menaggio-porlezza

Nel 1881 il Canton Ticino inaugurò la ferrovia del San Gottardo e da questo punto si iniziarono a creare tutti i collegamenti ticinesi che portarono anche allo sviluppo del progetto della linea che collegava Italia e Svizzera.

Risale al 1872 il progetto di collegare con tracciati ferroviari e linee di battelli il Lario, il Ceresio e il Verbano, in maniera tale da poter unire gli importanti paesi di Menaggio e Luino con la città di Lugano, nella Svizzera italiana.

Il progetto iniziale consisteva in un collegamento circolare straordinario:

Lugano – Porlezza – Como – Milano – Porto Ceresio – Lugano, ai fini turistici e di agevolazione nello scambio delle merci. Purtroppo il progetto venne realizzato soltanto in parte. I collegamenti effettivi furono Luino –Lugano con linea ferroviaria, Lugano-Porlezza con il battello e da Porlezza a Menaggio ancora linea ferroviaria.

In particolare, la ferrovia Porlezza- Menaggio fu inaugurata mercoledì 8 ottobre 1884 e aprì al servizio pubblico il lunedì 17 novembre dello stesso anno. Questa linea ferroviaria era forse l’unica in Europa per la sua caratteristica di essere a scartamento ridotto, ossia avere la larghezza tra i binari molto più stretta del dovuto. La lunghezza del tragitto era di ben 12 km: questa era considerata una distanza straordinaria all’epoca dato soprattutto il dislivello tra i due laghi. Purtroppo, alcuni anni dopo, con lo scoppio della I Guerra Mondiale, finì il periodo d’oro della ferrovia. Inoltre, iniziava a farsi sentire la concorrenza, in special modo dei primi autobus che, in servizio parallelo, costavano meno ed erano più veloci. Questo portò, infine, con autorizzazione ministeriale, il giorno 31 ottobre 1939 alla cessazione dell’esercizio sulla ferrovia Menaggio-Porlezza. Dopo la seconda guerra mondiale si tentò di ripristinarla, ma inutilmente.

Percorsa nel 2014, sopravvivevano solo poche tracce della ferrovia, poiché in alcuni punti è stata trasformata in pista ciclabile, o sfruttata per l’edificazione di alcuni stabili. A Menaggio l’edificio della stazione è stato ristrutturato, mentre il fabbricato della fermata di Tavordo (Porlezza) è l’unico rimasto integro. Di contro, il fabbricato della stazione di Porlezza è stato demolito definitivamente il 9 marzo 2015. Ora il tracciato di questa ferrovia è diventato un interessante percorso pedonale per una bella camminata tra l’azzurro dei laghi e il verde delle montagne.

pista10

 

written by Sara Camozzi

Alpeggi nelle nostre valli

July 31st, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Raggiungo San Nazzaro Val Cavargna nell’omonima valle, abbandono la SP10 per proseguire su Via Tecchio e giungere a quota 1300 m dove trovo un piccolo parcheggio nel bosco (spazio per 5/6 macchine). Nella stagione invernale questo tratto di strada è spesso impercorribile perché ghiacciato o innevato.

É facile raggiungere Cavargna (1071 m) che, con le sue frazioni di Mandraco (1139 m) e Vegna (1119 m), è il comune più alto della provincia di Como. Di origine pre-romana, Cavargna presenta un aspetto relativamente moderno, con poche testimonianze del suo passato. Anche la chiesa parrochiale di S.Lorenzo è stata costruita nel 1967 e del precedente edificio secentesco conserva solo il campanile. Caratteristico è il cosidetto “bosco sacro”, a monte dell’abitato, che ha conservato nel tempo la sua funzione di barriera antivalanghe.

cavargna

Nel Museo della Valle (sorge nei pressi della chiesa parrocchiale) è possibile visitare nelle sue dieci sale gli ambienti tipici della cultura contadina della valle. Di particolare interesse sono le ricostruzioni dedicate ai “magnani” (calderai), agli “spalloni” (contrabbandieri) e alle tecniche di estrazione del minerale ferroso. Da Cavargna, per un tortuoso percorso stradale che porta fino a Buggiolo, in Val Rezzo, si raggiunge il Passo della Cava (1148 m) e poi il piccolo nucleo di Dasio Val Rezzo dove, nei pressi dell’ex caserma della Guardia di Finanza (1180 m), si lascia la macchina. Qui ha inizio il tracciato per S.Lucio e l’Alpe di Tabano. Il colpo d’occhio sulla Val Rezzo è ampio e rilassante. Il facile percorso si snoda fra cespugli di ginestre che in primavera si colorano di un giallo fosforescente. Una ragnatela di sentieri permette di evitare i tornanti della strada che, zigzagando, si inerpica tagliando il fianco della montagna. In poco più di un’ora si arriva alla “chiesetta del Cepp” dove c’è un’area attrezzata per la sosta. E’ questo un punto di sosta obbligatorio per chi percorre il “Sentiero delle 4 Valli”, provenendo da Cavargna, prima di scendere verso Seghebbia e per le mandrie di mucche (per loro c’è un grande abbeveratoio), quando transitano in occasione della transumanza verso gli alpeggi.

sanlucio

Ripreso il cammino, si attraversa un maestoso faggeto e si sbuca nei pressi di un roccolo (1380 m) per poi imboccare sulla sinistra il sentiero che, snodandosi in salita a monte della strada, in mezzo ai cespugli di mirtilli e di rododendri, vi porta fin sotto l’oratorio di San Lucio (1542 m). Questo edificio, esistente già nel sec. XIV, è stato più volte ampliato e rimaneggiato, ma ha conservato intatto nel tempo il suo fascino, rievocato all’interno dai bellissimi affreschi tardogotici recentemente restaurati. La tradizione popolare identifica in San Lucio un mandriano locale, vissuto nel sec. XIII, che fu ucciso dal padrone, in quanto troppo caritatevole nei confronti dei poveri (l’iconografia popolare lo raffigura intento a distribuire loro del formaggio). San Lucio venerato come patrono dei mandriani e dei casari, viene ricordato il 12 luglio di ogni anno, dagli abitanti di Cavargna che si recano in processione fino all’oratorio e il 16 agosto, giorno di S.Rocco, con una festa popolare, che riunisce gli abitanti delle valli limitrofe italiane e svizzere. Nei pressi il rifugio S.Lucio , ricavato dall’ex caserma della Guardia di Finanza ed offre quanto meglio serve agli escursionisti in cerca di ristoro.

 

Proseguire verso il Monte Garzirola è facile: basta seguire lo sterrato che porta in direzione dell’Alpe Tabano, passare accanto alla grande bolla chiamata “il laghetto di San Lucio”, dove la leggenda dice che il santo sia stato ucciso, proseguire sulla sinistra lungo la linea di confine, ancora visibile per i brandelli di reticolato abbandonato e per alcuni cippi dedicati ai militari delle Fiamme Gialle morti nel tentativo di contrastare il fenomeno di contrabbando.
Non alberi, ma un manto di erba e di fiori, che copre il dolce crinale vi accompagnerà fin sotto la cima della Garzirola. Fino al piano (1976 m), dove sorge l’omonimo rifugio (anche questo ricavato da un ex caserma e aperto solo nei mesi estivi), che invita ad una sosta prima di salire fino alla grande croce posta sulla cima rocciosa (2116 m), ormai vicinissima. Da qui, nelle giornate più limpide, si possono osservare a 360° laghi e monti in un susseguirsi di visioni mozzafiato.

MonteGarzirolaPanorama2

Abbazia Cistercense di Piona

June 19th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Il complesso architettonico costituente il Priorato di Piona, generalmente conosciuto come Abbazia di Piona, tipico edificio dell’arte comacina in pietra squadrata a vista, raggiungibile anche dal lago con il battello che costituisce un raro gioiello dell’architettura romanica lombarda, si trova sulla sponda lecchese del lago di Como nel territorio del comune di Colico.

L’abbazia sorge sull’estremità della penisola detta Olgiasca di fronte a Gravedona sulla punta estrema del ramo di Lecco. Ai piedi dei monti Legnone e Legnoncino.

Piona

Fu consacrata nel 1138 e intitolata alla Vergine.

La Chiesa appare leggermente arretrata rispetto al lato occidentale del monastero su cui appoggia.

La prima chiesa dedicata a Santa Giustina sorse in etá medievale. Molti secoli piú tardi venne fondato il priorato con il complesso abbaziale. Il posto si trovava lungo una rotta militare strategica, in quanto da qui si collegano, attraverso la Valtellina, il milanese e l’Italia centro-settentrionale all’Europa.

Nell’attuale Piona esistono, dunque, due edifici: l’odierna chiesa di San Nicola, costituente il vero e proprio nucleo edilizio del Priorato di Piona, e in posizione retrostante resti di un primitivo edificio ossia un rudere di una porzione di abside che può ragionevolmente essere attribuita all’oratorium voluto da Agrippino. Sono resti che, per le loro dimensioni, fanno pensare a un edificio piccolo e raccolto, degradato col tempo e quindi distrutto, che così ha fatto posto al successivo edificio dedicato a San Nicola.

L’architettura del complesso abbaziale rientra nel cosiddetto romanico lombardo con influenze transalpine. L’edificio attuale è il risultato di un ampliamento, per allungamento, di una precedente chiesa la cui consacrazione risale al 1138.

Nella parte sud della chiesa si trova un bel chiostro costruito in seguito intorno al 1242, in sostituzione forse di uno precedente di cui non si hanno notizie. È il punto di riferimento di tutto il complesso monastico, luogo di silenzio. La struttura è a forma quadrangolare per evocare la forza simbolica del numero quattro.

ABBAZIA-DI-PIONA-COLICO-4

Al centro del chiostro la fonte e l’albero raffigurano la fonte delle delizie e l’albero della vita del paradiso terrestre.

Passeggiare tra i giardini di ulivi e andare alla scoperta della chiesa principale, dello splendido chiostro, dell’abside, dei ruderi della chiesa di Santa Giustina, della bella sala capitolare e degli scorci sul lago è sicuramente un’esperienza mistica ed entusiasmante.

In uno degli edifici del complesso, i monaci che ancora abitano questo luogo, vendono alcuni prodotti tra cui erbe medicinali, oggetti sacri, creme cosmetiche, miele e i famosi liquori sapientemente distillati secondo le più antiche tradizioni, tutti prodotti naturali creati dai monaci stessi.

written by Sara Biacchi

Visita alla città di Lugano

May 29th, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Lago_di_Lugano_Panorama (1)

Il Lago di Lugano è sicuramente uno dei più bei laghi in terra. La città stessa di Lugano è bellissima, pulita, molto ben organizzata e piena di colline con incredibili proprietà. Il lago è al centro di tutto. È possibile trovare ottimi ristoranti di marchi internazionali, ed è anche possibile incontrare molte persone e godersi il giorno e la notte… è assolutamente da vedere. Ad esempio, vi suggerisco la visita del Parco Ciani, parco di dimensioni contenute, ma molto curato. Paesaggi straordinari e piante di una bellezza unica. Sul lungolago si ritrovano numerosi cigni e paperelle. Per di più vi è una sezione del lungolago dalla quale si ha accesso a una piccola spiaggia, dove è possibile dar da mangiare alle paperelle che si riuniscono in questo posto. Vi sono inoltre numerose panchine per rilassarsi ammirando il panorama e una sezione interamente dedicata ai bambini, con vari giochi e divertimenti. Le mura proteggono questo piccolo angolo di paradiso dalla movida della città circostante.

Continuando la vostra passeggiata verso il Museo LAC di Lugano, costeggiando il lungolago, non perdetevi la Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Essa custodisce un capolavoro del primo Rinascimento, considerato il più noto affresco di quel periodo in Svizzera. Si tratta di una raffigurazione della Passione e della Crocifissione, opera dell’artista italiano Bernardino Luini (1480 circa – 1532) che fu discepolo di Leonardo. Il grande affresco si caratterizza per la vivacità della scena che presenta un tripudio di personaggi: oltre 150, con un alternarsi di cavalli e un movimento di figure. Santa Maria degli Angeli custodisce due altri capolavori del Luini: il dipinto dell’Ultima Cena sulla parete sinistra della navata (che in origine si trovava nell’antico refettorio del convento) e l’affresco della Madonna con Gesù Bambino e S. Giovannino nella prima cappella laterale.

lugano-811738_960_720

Degno di nota anche il S. Francesco dipinto nel 1728 da Giuseppe Antonio Petrini che si ammira nella seconda cappella.

È consigliabile combinare questa visita con quella del centro storico. Piazza della Riforma contende alla Piazza Grande di Locarno il ruolo di piazza più bella del Ticino. È considerato come l’elegante salotto della città, contornato da antichi edifici, tra cui il neoclassico Palazzo Civico, e di ritrovi che invitano a una sosta. Luogo d’incontro dei luganesi, ospita grandi eventi come Festival Jazz, ed è il punto di partenza ideale per una visita della città. Una rete di viuzze pedonali, dove si passeggia fra vetrine scintillanti e lussuose boutiques, la collega, infatti, ai principali punti d’interesse del centro.

Il Santuario della Caravina e Villa Fogazzaro-Roi

May 22nd, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

La zona delle 5 valli è piena e ricca di luoghi unici e straordinari, come per esempio il Santuario della Nostra Signora dei Miracoli della Caravina e la Villa Fogazzaro-Roi.

Santuario della Caravina

Il Santuario si trova sulla strada che collega Lugano e Porlezza, sulle rive del Ceresio. A due passi dal nostro Parco San Marco, raggiungibile a piedi o più comodamente in macchina.

Esso nasce di fatto da un miracolo nel 1562, quando il dipinto della Pietà che ritrae la Madonna con Gesù morto sulle sue ginocchia inizia a piangere. Da quel giorno si inizia a costruire il Santuario come lo conosciamo noi oggi. I lavori di costruzione, con anche annesso il campanile, voluto dall’allora arcivescovo di Milano, S. Carlo Borromeo, terminano nel 1611.

La chiesa fu arricchita all’interno di arredi, cornici, capitelli e affreschi di Isidoro Bianchi di Campione d’Italia.

Il Santuario fu consacrato da Mons. Carlo Settala, vescovo di Tortona nel 1659. Successivamente, dopo vari lavori e rimodernamenti all’interno della Chiesa, nel 1960 il Papa Paolo VI affidò il Santuario nelle mani dei Padri del Sacro Cuore di Betharram.

Anche Antonio Fogazzaro, noto scrittore della nostra zona che scrisse “Piccolo Mondo Antico”, ha cantato in modo romantico la bellezza poetica del posto dove sorge il Santuario, proprio al limitare della Valsolda.

Parlando di Antonio Fogazzaro non si può tralasciare la bellezza della sua villa estiva a Oria, Valsolda. Sulla riva del lago di Lugano con una visuale spettacolare, egli la descrisse come il suo “luogo dell’anima” e ci ambientò gran parte dei suoi maggiori successi.

In origine la villa apparteneva alla parrocchia di San Sebastiano, poi acquisita nel 1900 dalla famiglia Fogazzaro, imparentata con i marchesi vicentini Roi.

La villa è di stampo ottocentesco, sia per lo stile che per i suoi spazi raccolti. Al suo interno sono conservate le memorie dello scrittore, accuratamente distribuite per tutta la casa grazie al meticoloso lascito del Marchese Roi. Infatti l’ultimo proprietario, il marchese Giuseppe Roi, oltre a donarla nel 2009 al FAI- Fondo Ambiente Italiano, ha lasciato anche per iscritto come dovevano essere disposte i ricordi, le stoviglie e tutti i piccoli oggetti della casa. Ad esempio, la camera da letto e lo studio dello scrittore sono state fedelmente ricostruite tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento e mantenute meticolosamente dal suo ultimo proprietario.

villa fogazzaro

A pochi chilometri dal Parco troverete, quindi, dei posti unici e spettacolari. Non perdetevi la visita di questi luoghi straordinari!

Written by Lara Beatrice, Receptionist

I parchi di Lugano

October 3rd, 2016 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

La cittadina di Lugano grazie alla sua strategica posizione gode di un clima mite tutto l´anno. Questa sua caratteristica ha permesso lo sviluppo e la crescita di numerosi parchi, visitabili praticamente durante tutto il corso dell´anno. Approfittatene durante il vostro prossimo soggiorno al Parco San Marco!

Ecco una breve presentazione dei maggiori parchi della ridente cittá ticinese.

 Parco di Villa Heleneum: situato a Castagnola, direttamente a ridosso del lago, si caratterizza per la sua vegetazione mediterranea. Il Parco dell’Heleneum viene realizzato, in puro stile “Liberty”, nel 1931, contemporaneamente alla villa, di stile neoclassico, copia fedele del Petit Trianon di Versailles. L’ampio giardino che circonda l’edificio offre una straordinaria varietà di piante e fiori subtropicali e tropicali, che resistono ai rigori invernali grazie ad un microclima favorevole, unico nella zona del luganese.

Parco e sentiero dell´Olivo: Questo parco naturale terrazzato che si trova sulle pendici del Monte Brè è ricoperto da un ricchissimo prato secco fiorito. Il sentiero attraversa una zona di rara bellezza naturale dove coesistono oliveti antichi e di recente impianto. Il parco si estende su di una superficie di circa 20000 mq, i suoi sentieri flessuosi e le sue ripide scalette si inerpicano attraverso olivi, cipressi, allori e mirti: specie tipiche della macchia mediterranea ben ambientate a Lugano, grazie al clima favorevole.

parco-ciani

Parco Ciani: direttamente nel centro di Lugano, il Parco Ciani costituisce il polmone verde della cittá con i suoi 63.000 metri quadrati di superficie. È meta di moltissimi turisti, che vi si riversano per ammirare quello che è considerato uno tra i più bei parchi svizzeri. I vialetti del parco si snodano tra aiuole fiorite, statue e fontane, si insinuano tra i bei prati all’inglese e raggiungono piazzette celate dalla fitta vegetazione.

Parco San Grato: con i suoi 62.000 metri quadrati raccoglie la collezione di azalee, rododendri e conifere più ampia per varietà e per quantità dell’intera Regione Insubrica. Dal parco si approfitta pure del panorama eccezionale sugli immediati dintorni e sulle vette della catena alpina. È adagiato fra il San Salvatore e il Monte Arbòstora, a circa dieci chilometri da Lugano e si estende a 690 m s/m, con un panorama eccezionale sugli immediati dintorni e sulle vette della catena alpina.

Parco Scherrer: il parco comprende due aree, ciascuna con uno stile predominante: quello mediterraneo e quello asiatico. Il percorso attraversa dapprima i ripiani dei giardini mediterranei in stile rinascimentale e barocco, ricchi di statue; poi prosegue in boschetti di bambù nel paesaggio orientale, che sorprende per le sue costruzioni siamesi, arabe ed indiane, accompagnate dalla flora che caratterizza queste regioni. In questo parco avete l’occasione unica di compiere un emozionante viaggio nel tempo e nello spazio, dove passato e presente, storia e natura si fondono armoniosamente.

Parco San Michele: Il parco è un’area verde naturale di 12’000 mq. ed offre la vista panoramica più affascinante di tutta la città. I suoi sentieri conducono attraverso una tipica vegetazione meridionale. È situato sul pendio del Monte Brè e dalla sua posizione privilegiata, infatti, si possono ammirare la città, il lago con l’inconfondibile sagoma del monte San Salvatore, il ponte-diga di Melide, Campione e il paesino di Caprino.

parco-san-michele

Non mi resta che augurarvi delle piacevoli passeggiate per i parchi di Lugano!