Posts Tagged ‘gita’

Villa Carlotta

May 21st, 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments »

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

Villa_Carlotta_(Tremezzo)_-_DSC02504

 scritto da Silvia Fantapiè A.

Villa Fogazzaro

May 9th, 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

villa fogazzaro

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

I propositi per l´anno nuovo

January 8th, 2018 | By Melanie Pohl in Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Tutti gli anni é sempre la stessa storia; ci si fissa degli obbiettivi, tutti relativamente „sani“, per far si che l´anno nuovo parta con il migliore spin possibile! Nella top ten dei propositi per l´anno nuovo troviamo il nostro beneamato: „Devo iniziare la dieta/voglio tornare in forma“!

Questo é un ottimo proposito, salutare e che dovrebbe aiutare l´autostima di una persona. Muoversi riduce il rischio di sviluppare malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2 alcuni tipi di cancro. Ovviamente, peró, non bisogna strafare: non é salutare rinunciare a tutto per dimagrire, basta impostare una dieta sana e salutare. Non da soli, peró! Mi raccomando!

CroppedImage1024576-buddha-pavilion-wellbeing

Fare piú attivitá fisica aiuta sia il corpo, che la mente. Qui vicino al nostro resort ci sono tanti posti per passeggiate e trekking. Oltre il fatto che, durante la bella stagione, offriamo ai nostri clienti una grande quantitá di attivitá sportive: dal adventure climbing al tiro con l´arco, dall´arrampicata allo scuba diving. Cosí oltre a rilassarvi, potrete anche realizzare i vostri propositi!

Al secondo posto si aggiudicano alla pari il „smetto di fumare“ e „smetto di bere“! Questi propositi non sono per tutti, ma tanti capiranno di cosa si sta parlando.

Ormai si sa che fumare fa male, ma é un vizio che in tanti hanno e che non riescono a togliere. Vuoi che sia per i bimbi che girano intorno a casa, vuoi perché alla tua nuova fidanzata non fa piacere che tu fumi, vuoi tante altre cose, fumare é un butto vizio e sarebbe meglio lasciarlo andare.

Bere uno o due bicchieri di vino va bene e, da buona italiana dico anche che, fa bene! Esagerare fa sempre male, al contrario. L´eccesso di bevande alcoliche fa male e puó arrivare a delle conseguenze devastanti anche per le persone che ci circondano.

Questo proposito non sará per tutti, ma lo mettiamo comunque nella nostra top ten. „Il mattino ha l´oro in bocca“, é un antico proverbio, ma non c´é nulla di piú vero! Non prendiamoci in giro. Svegliarsi presto è un gran sacrificio e c’è chi nel farlo potrebbe trasformarsi in un serial killer, almeno all’inizio. La cosa positiva, però, è che, dopo averlo fatto e aver scoperto tutto quello che si può fare in quelle ore, non vorrete più tornare indietro (weekend esclusi).

L´ultimo proposito che menziono é: „voglio arricchirmi intellettualmente“ . Ogni anno si diventa sempre piú vecchi e quindi anche il nostro cervello tende a raggrinzirsi. Quindi come cercare di essere sempre attivi e arzilli anche mentalmente? Ovviamente leggendo di piú; e questo non significa solo leggere i titoli dei giornali e si e no due o tre articoli interi. Bisognerebbe almeno trovare il tempo di leggere un capitolo al giorno di un libro che piace o che potrebbe interessare.

auguri-capodanno-2016-e-buone-feste-facebook-frasi-migliori-cartoline-email-biglietti-i-piu-divertenti-dove-trovare-gratis

Insomma, bisogna partire con la giusta motivazione per far si che il nostro anno sia uno dei migliori.

Quindi, auguro a tutti un buon anno nuovo!

Scritto da Lara Beatrice

Albero di Natale o presepe?

December 11th, 2017 | By Valentina Guerranti in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Il momento è arrivato: per chi non ha ancora addobbato la casa a festa, tra il giorno dell’Immacolata e il lungo weekend che lo segue è ora di provvedere. Farete l’albero? Il presepe? Entrambi?

L’albero di Natale è, con la tradizione del presepe, una delle più diffuse usanze natalizie. Si tratta in genere di un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. albero_di_natale_finto

Quando addobbate l’albero, dovete seguire un unico stile. Quello tradizionale funziona sempre: con palline rosse e dorate o bianche e argento, fiocchi pendant, nastri e mini-ghirlande tra i rami.
Se l’albero viene messo in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.

Non possono mancare le luci, che accendono la magia. Potete scegliere un albero con luci integrate, oppure aggiungerle. L’importante è optare per lampadine sulle tonalità del giallo, che riportino ad un´atmosfera natalizia e di calore.

 

Parlando sempre di luci, se vi trovate nei pressi del Parco San Marco, dal 1 dicembre la città di Lugano si illumina e si trasforma. Il Natale a Lugano inizia con l’accensione dell’albero in Piazza Riforma. Da quel momento il cuore della città diventa un villaggio luminoso che regala opportunità di svago, spettacoli musicali, un mercatino e sorprese fino all’Epifania.

 

IMG_2657bisA Como il tradizionale Albero di Natale, torna ad arricchire di luce e magia il cuore della Città dei Balocchi. Allestito in Piazza Grimoldi, viene ogni giorno incorniciato dalle incantevoli proiezioni architetturali che inondano le piazze circostanti avvolgendo cittadini e turisti in un caldo abbraccio durante le passeggiate serali.

Ed eccoci sulle rive del lago di Lugano dove a pochi chilometri dal Parco San Marco si trovano le Grotte di Rescia, che durante il periodo natalizio accolgono la caratteristica rappresentazione “Natale in Grotta”.

Le grotte vengono decorate con cura e illuminate da candele e luci colorate per trasformarsi in un magico mondo di balocchi e presepi.

Nella mostra dei presepi all´interno delle grotte, si potranno trovare presepi “moderni” o quelli tradizionali.

Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov’è posto Gesù bambino, i due genitori, Giuseppe e Maria, i magi, i pastori, le pecore, il bue e l’asinello e gli angeli. La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre le figure dei magi vengono avvicinate ad adorare Gesù nel giorno dell’Epifania. Lo sfondo può raffigurare il cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico.

consiglio-realizzare-presepe-classico-e1501163109687

Ma i veri appassionati del Natale sono quelli che riescono, anche con poche risorse ma tanta volontà, ad allestire entrambe le cose: presepe da un lato, albero dall’altro; o l’uno accostato all’altro, in modo che i rami del secondo fungano da cornice per il primo. Di solito chi decide di realizzare presepe e abete, è un vero appassionato del clima natalizio e quindi, con alta probabilità, si farà prendere la mano anche da ghirlande, calze variopinte appese ai camini, o alle scale o alle porte. E poi muschi, vischi, lucette, bacche, aghifoglie e candele: addobbi a volontà per la festa più magica dell’anno.
E voi cosa scegliete? Affrettatevi il Natale è alle porte!

Scritto da Stefania Venini

Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Escursione in giornata: Bellano e il suo Orrido

August 28th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Con uno dei numerosi battelli che ogni giorno fanno da spola per accompagnare i turisti sulle sponde del Lago di Como, partendo da Menaggio, è possibile raggiungere in poco meno di mezz´oretta, Bellano, un piccolo paesino affacciato sulla sponda orientale del Lario che offre uno dei lungolago più suggestivi dal quale si ha una splendida visuale dei paesi e delle montagne sulla riva opposta del lago.

bellano

Il paese è diviso in due parti dal torrente Pioverna: la parte più antica, sede del porto vecchio e della Chiesa prepositurale e la più moderna dove si trova la stazione FS. Alle spalle del paese l’entroterra è caratterizzato da numerose frazioni e da molti nuclei antichi e popolati. Anche se attualmente il settore più sviluppato è il terziario, nel secolo scorso, Bellano, fu definito dallo scrittore bellanese Antonio Balbiani “la piccola Manchester del Lario” per i suoi grandi stabilimenti di industria serica.

Percorrendo la caratteristica via Manzoni, intorno al quale è situato il centro storico del paese, si possono ammirare numerosi portali, corti, androni d’antiche case patrizie, scale di pietra viva e stemmi araldici che rimandano alle origine settecentesche. Da qui, attraverso una delle tante viuzze che sbucano sul lago si giunge di fronte alla Chiesa di Santa Marta. Qui, vi si conserva un prezioso gruppo ligneo di nove statue a grandezza naturale raffigurante la Deposizione ed attribuito allo scultore Angelo del Maino, noto dal 1496 al 1536.

santa marta bellano

Su di un lato della Chiesa di Santa Marta s’apre la piazza della Prepositurale dedicata ai Santi Nazaro e Celso. Di stile tardo romantico ha una facciata a bande nere e un grande rosone in terracotta. Ricostruita tra il 1342 e il 1350, presenta i notevoli affreschi della volta centrale, i pulpiti, il presbitero e i due grandi confessionali di legno intagliato, il ricco battistero di marmo. Pregevole è il polittico della cappella di S.Giovanni e la delicata tempera rappresentante la Madonna detta delle Rose. Salendo per la scalinata alla destra della Prepositurale si arriva alla Chiesa di S.Rocco del XV sec. che venne costruita dall’omonima confraternita veneziana per preservare i passanti dalle pestilenze. Attualmente è dedicata ai caduti bellanesi di tutte le guerre ed ospita due tele del pittore bellanese Giancarlo Vitali.

Nella parte più antica di Bellano si trova invece la Chiesa sconsacrata di San Nicolao, utilizzata attualmente per iniziative culturali. Notevoli sono gli affreschi che la decorano e che testimoniano la sua passata importanza.

Nella frazione di Lezzeno sorge il Santuario della Madonna, di stile barocco, fu costruito tra il 1690 e il 1704, su progetto dell’architetto Quadrio a soli due anni di distanza dal miracolo che avvenne il 6 agosto 1688. Quel giorno Bartolomeo Mezzera, passando da una cappelletta che aveva fatto costruire, vide che la Madonna raffigurata in un medaglione in gesso piangeva lacrime di sangue.

Una visita obbligatoria è quella all’Orrido. La gola acquisisce il suo nome grazie al poeta bellanese Sigismondo Boldoni che rimase affascinato da questo “Orrore di un’orrenda orrendezza”.

Si tratta di una gola naturale creata dell’erosione delle acque del torrente fiume Pioverna 15 milioni di anni fa, le cui acque, nel corso dei secoli, hanno modellato gigantesche marmitte e suggestive spelonche. I tetri anfratti, il cupo rimbombo delle acque tumultuose dell’Orrido una delle località più note del Lario.

La peculiarità dell’Orrido consiste nella possibilità di percorrere un tratto all’interno della gola camminando su passerelle fissate nella roccia, camminando in assordanti meandri che si affacciano su strapiombi vertiginosi.

Orrido-di-Bellano-

Il percorso è molto suggestivo, fra cascate e grotte naturali, panorami mozzafiato e una ricca vegetazione, il sole si riflette negli anfrantti, creando bagliori incredibili. La leggenda narra di un guerriero di nome Taino, che la fantasia locale vuole sepolto proprio nelle profondità dell’Orrido di Bellano, insieme al suo immenso tesoro, custoditi da un enorme pietra che ricopre la sepoltura.

La forza delle acque nei secoli scorsi era utilizzata per la lavorazione del ferro e nella conciatura delle pelli, oggi la potenza della cascata viene utilizzata per alimentare due centrali idroelettriche.

A guardia dell’Orrido, su di una roccia del fiume Pioverana sorge la Casa del Diavolo o Cà del Diavol, una curiosa torretta di cui non si conosce ne l’origine ne la funzione, la cui torre ad esagono irregolare si eleva su quattro piani collegati tra loro da una scala a chiocciola. Si narra che al suo interno si svolgessero licenziosi festini accompagnati da riti satanici ed evocazione del maligno; il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell’ultimo piano della torre rendendo palpabile il fascino misterioso del luogo.

La  manifestazione bellanese piú conosciuta e che richiama numerosi spettatori è la “Pesa Vegia” che si celebra la notte dell’Epifania. Rievoca, secondo la leggenda, un fatto avvenuto durante la dominazione spagnola, quando una delegazione di bellanesi si recò in barca a Como a perorare il mantenimento dei pesi vecchi che erano stati sostituiti da quelli nuovi, di più difficile e complicata applicazione e che creavano imbarazzo tra la popolazione locale, formata prevalentemente da commercianti e artigiani. L’ambasciata ebbe successo ed i bellanesi ritornarono la notte del 5 gennaio 1606, felici di essere riusciti a conservare la “Pesa Vegia”. Questa la leggenda che, data la coincidenza con l’Epifania, è sempre stata festeggiata unitamente alla sfilata dei Re Magi.

Per gli sportivi inoltre, vicino al lago, si trovano aree verdi e strutture sportive quali: campo polifunzionale, piscine all’interno del Lido di Bellano, Circolo Vela Bellano e una pista ciclabile. Recentemente è sorto anche il “Palasole”, moderna costruzione a forma di vela, adibita alle numerose feste organizzate in paese.

L’ex ferrovia Porlezza-Menaggio

August 7th, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

La città di Porlezza è da sempre riconosciuta come località turistica.

Infatti, possiamo ritrovare i primi cenni di turismo già a partire dall’inizio dell’’800.

Tra il 1815 e il 1915, i comuni del porlezzese erano governati dagli austriaci. Essi portarono grande beneficio alla località, costruendo opere pubbliche di fondamentale importanza come scuole, fognature, acquedotti, strade e trasporti pubblici.

Questi ultimi resero accessibile la zona per l’arrivo dei primi turisti di giornata.

Tra le opere più importanti troviamo:

  • La strada odierna Porlezza-Menaggio (1839)
  • La ferrovia Porlezza-Menaggio (1885-1966)
  • I battelli del Ceresio

La seconda metà dell’’800, corrisponde in modo particolare al periodo di rapido sviluppo del trasporto ferroviario.

Proprio in questi anni si aprì la prospettiva di collegare le regioni dell’Europa centrale con la regione dei grandi laghi lombardi, sfruttando il traforo del Gottardo e sostituendo così le vetture celeri a cavallo.

ferrovia menaggio-porlezza

Nel 1881 il Canton Ticino inaugurò la ferrovia del San Gottardo e da questo punto si iniziarono a creare tutti i collegamenti ticinesi che portarono anche allo sviluppo del progetto della linea che collegava Italia e Svizzera.

Risale al 1872 il progetto di collegare con tracciati ferroviari e linee di battelli il Lario, il Ceresio e il Verbano, in maniera tale da poter unire gli importanti paesi di Menaggio e Luino con la città di Lugano, nella Svizzera italiana.

Il progetto iniziale consisteva in un collegamento circolare straordinario:

Lugano – Porlezza – Como – Milano – Porto Ceresio – Lugano, ai fini turistici e di agevolazione nello scambio delle merci. Purtroppo il progetto venne realizzato soltanto in parte. I collegamenti effettivi furono Luino –Lugano con linea ferroviaria, Lugano-Porlezza con il battello e da Porlezza a Menaggio ancora linea ferroviaria.

In particolare, la ferrovia Porlezza- Menaggio fu inaugurata mercoledì 8 ottobre 1884 e aprì al servizio pubblico il lunedì 17 novembre dello stesso anno. Questa linea ferroviaria era forse l’unica in Europa per la sua caratteristica di essere a scartamento ridotto, ossia avere la larghezza tra i binari molto più stretta del dovuto. La lunghezza del tragitto era di ben 12 km: questa era considerata una distanza straordinaria all’epoca dato soprattutto il dislivello tra i due laghi. Purtroppo, alcuni anni dopo, con lo scoppio della I Guerra Mondiale, finì il periodo d’oro della ferrovia. Inoltre, iniziava a farsi sentire la concorrenza, in special modo dei primi autobus che, in servizio parallelo, costavano meno ed erano più veloci. Questo portò, infine, con autorizzazione ministeriale, il giorno 31 ottobre 1939 alla cessazione dell’esercizio sulla ferrovia Menaggio-Porlezza. Dopo la seconda guerra mondiale si tentò di ripristinarla, ma inutilmente.

Percorsa nel 2014, sopravvivevano solo poche tracce della ferrovia, poiché in alcuni punti è stata trasformata in pista ciclabile, o sfruttata per l’edificazione di alcuni stabili. A Menaggio l’edificio della stazione è stato ristrutturato, mentre il fabbricato della fermata di Tavordo (Porlezza) è l’unico rimasto integro. Di contro, il fabbricato della stazione di Porlezza è stato demolito definitivamente il 9 marzo 2015. Ora il tracciato di questa ferrovia è diventato un interessante percorso pedonale per una bella camminata tra l’azzurro dei laghi e il verde delle montagne.

pista10

 

written by Sara Camozzi

Alpeggi nelle nostre valli

July 31st, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Raggiungo San Nazzaro Val Cavargna nell’omonima valle, abbandono la SP10 per proseguire su Via Tecchio e giungere a quota 1300 m dove trovo un piccolo parcheggio nel bosco (spazio per 5/6 macchine). Nella stagione invernale questo tratto di strada è spesso impercorribile perché ghiacciato o innevato.

É facile raggiungere Cavargna (1071 m) che, con le sue frazioni di Mandraco (1139 m) e Vegna (1119 m), è il comune più alto della provincia di Como. Di origine pre-romana, Cavargna presenta un aspetto relativamente moderno, con poche testimonianze del suo passato. Anche la chiesa parrochiale di S.Lorenzo è stata costruita nel 1967 e del precedente edificio secentesco conserva solo il campanile. Caratteristico è il cosidetto “bosco sacro”, a monte dell’abitato, che ha conservato nel tempo la sua funzione di barriera antivalanghe.

cavargna

Nel Museo della Valle (sorge nei pressi della chiesa parrocchiale) è possibile visitare nelle sue dieci sale gli ambienti tipici della cultura contadina della valle. Di particolare interesse sono le ricostruzioni dedicate ai “magnani” (calderai), agli “spalloni” (contrabbandieri) e alle tecniche di estrazione del minerale ferroso. Da Cavargna, per un tortuoso percorso stradale che porta fino a Buggiolo, in Val Rezzo, si raggiunge il Passo della Cava (1148 m) e poi il piccolo nucleo di Dasio Val Rezzo dove, nei pressi dell’ex caserma della Guardia di Finanza (1180 m), si lascia la macchina. Qui ha inizio il tracciato per S.Lucio e l’Alpe di Tabano. Il colpo d’occhio sulla Val Rezzo è ampio e rilassante. Il facile percorso si snoda fra cespugli di ginestre che in primavera si colorano di un giallo fosforescente. Una ragnatela di sentieri permette di evitare i tornanti della strada che, zigzagando, si inerpica tagliando il fianco della montagna. In poco più di un’ora si arriva alla “chiesetta del Cepp” dove c’è un’area attrezzata per la sosta. E’ questo un punto di sosta obbligatorio per chi percorre il “Sentiero delle 4 Valli”, provenendo da Cavargna, prima di scendere verso Seghebbia e per le mandrie di mucche (per loro c’è un grande abbeveratoio), quando transitano in occasione della transumanza verso gli alpeggi.

sanlucio

Ripreso il cammino, si attraversa un maestoso faggeto e si sbuca nei pressi di un roccolo (1380 m) per poi imboccare sulla sinistra il sentiero che, snodandosi in salita a monte della strada, in mezzo ai cespugli di mirtilli e di rododendri, vi porta fin sotto l’oratorio di San Lucio (1542 m). Questo edificio, esistente già nel sec. XIV, è stato più volte ampliato e rimaneggiato, ma ha conservato intatto nel tempo il suo fascino, rievocato all’interno dai bellissimi affreschi tardogotici recentemente restaurati. La tradizione popolare identifica in San Lucio un mandriano locale, vissuto nel sec. XIII, che fu ucciso dal padrone, in quanto troppo caritatevole nei confronti dei poveri (l’iconografia popolare lo raffigura intento a distribuire loro del formaggio). San Lucio venerato come patrono dei mandriani e dei casari, viene ricordato il 12 luglio di ogni anno, dagli abitanti di Cavargna che si recano in processione fino all’oratorio e il 16 agosto, giorno di S.Rocco, con una festa popolare, che riunisce gli abitanti delle valli limitrofe italiane e svizzere. Nei pressi il rifugio S.Lucio , ricavato dall’ex caserma della Guardia di Finanza ed offre quanto meglio serve agli escursionisti in cerca di ristoro.

 

Proseguire verso il Monte Garzirola è facile: basta seguire lo sterrato che porta in direzione dell’Alpe Tabano, passare accanto alla grande bolla chiamata “il laghetto di San Lucio”, dove la leggenda dice che il santo sia stato ucciso, proseguire sulla sinistra lungo la linea di confine, ancora visibile per i brandelli di reticolato abbandonato e per alcuni cippi dedicati ai militari delle Fiamme Gialle morti nel tentativo di contrastare il fenomeno di contrabbando.
Non alberi, ma un manto di erba e di fiori, che copre il dolce crinale vi accompagnerà fin sotto la cima della Garzirola. Fino al piano (1976 m), dove sorge l’omonimo rifugio (anche questo ricavato da un ex caserma e aperto solo nei mesi estivi), che invita ad una sosta prima di salire fino alla grande croce posta sulla cima rocciosa (2116 m), ormai vicinissima. Da qui, nelle giornate più limpide, si possono osservare a 360° laghi e monti in un susseguirsi di visioni mozzafiato.

MonteGarzirolaPanorama2

La cascata di Begna

June 12th, 2017 | By Deborah Giorno in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

A soli 25 minuti dal Parco San Marco (10 minuti di auto più 15 minuti a piedi) potrete raggiungere uno dei posti più belli di Porlezza. Sarete immersi in un meraviglioso spazio naturale in cui potrete godere della vista di una splendida, seppur piccola, cascata: la cascata di Begna.

Cascata-di-Begna

Si lascia l’auto a Begna vicino alla chiesa parrocchiale e al parco giochi (il posteggio è gratuito), si continua a piedi seguendo le indicazioni per il “Ponte di Strolech” e poi per  la cascata. Il sentiero non presenta alcuna difficoltà, a parte una breve ma ripida discesa che porta ad un vecchio ponte di pietra.

Il sentiero incomincia su strada asfaltata per le vie del paese e, dopo questo breve tratto, inizia la parte di sentiero nel bosco.  Ad un certo punto il sentiero  vi regalerà una vista panoramica sulla piana di Porlezza, andando avanti troverete delle vecchie cascine e poi, giunti ad una piccola cappelletta, si segue il sentiero di sinistra che prosegue in discesa il quale vi porterà in pochi minuti alla cascata.

Ideale è andarci in una calda giornata d’estate, si può partire attrezzati di costume e telo mare per apprezzare la frescura di un posto che anche d’estate non rimane mai troppo caldo.

lungolago

Se invece dopo aver visto la casca avete ancora voglia di camminare, potete tornare indietro alla vecchia cappelletta e seguire le indicazione per il ponte di Strolech che raggiungerete in poco più di un’ora.

Tornati al posteggio concedetevi pochi minuti per vedere una vecchia nevera che si trova proprio a fianco del parco giochi, questa veniva utilizzata per conservare neve e ghiaccio da sfruttare come un rudimentale frigorifero per la conservazione dei cibi deperibili.

La storia della Villa Balbaniello

July 30th, 2014 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Il promontorio più emozionante del Lago di Como

balbianello1Per gustare l’atmosfera magica del Lago di Como, quale assaggio migliore di una gita alla Villa del Balbianello, raggiungibile  in barca o con una breve camminata a piedi?

Se volete andare a visitare una delle dimore piu’ romantiche del Lago di Como andate sulla punta della penisola di Lavedo, un promontorio che si spinge nel Lago di Como nel paese di Lenno. Qui troverete la magnifica Villa del Balbianello. Il complesso architettonico comprende la Villa, la Loggia, la Casa del Custode, la Ghiacciaia, la Casa Bosco, la Serra e l’esteso parco-giardino. La planimetria e’ articolata e sviluppata su sei piani. E’ ancora conservata la facciata con due campanili appartenenti all’antica chiesa del convento francescano di San Giovanni.

balbianello2Fu costruita nel XVIII secolo, per volontà del cardinale Angelo Maria Durini,possidente gia’ dell’enorme Villa del Balbiano,che volle fare di questo meraviglioso posto un luogo dove poter studiare, leggere e dissertare di arti.

La villa nel 1796, passo’ in eredita’ al nipote Luigi Porro Lambertenghi e in seguito venne comprata dalla famiglia Arconati Visconti. In questo periodo, il meraviglioso edificio ospito’ grandi intellettuali quali Giovanni Berchet, Giuseppe Giusti e Alessandro Manzoni.

balbianello3Purtroppo, con il passare degli anni, insieme al decadere della famiglia, decadde anche la villa.

Nel 1974 questa venne comprata dall’esploratore Guido Monzino che la arredo’ con le sue numerose collezioni d’arte cinese, precolombiana e africana, l’importante biblioteca, i cimeli e i ricordi delle proprie spedizioni, in particolare quella all’Everest nel 1973 e al Polo Nord, raggiunto nel 1971 con una slitta trainata da cani.

A suo piacimento, arricchì la Villa  con prestigiosi mobili francesi e inglesi del ‘700-‘800, la raccolta di stampe del Lago di Como e una delle più rare collezioni di dipinti su vetro.

Alla sua morte nel 1988, il Monzino lasciò la Villa al Fondo Ambientale Italiano (FAI).

Un aneddoto particolare : Si narra che nei cenacoli artistici e letterari della Villa del Balbianello venne servito per la prima volta in Lombardia il caffè.

balbianello4A partire dagli anni novanta, grazie alla sua grande bellezza, divenne una location cinematografica molto richiesta.

La Villa è circondata da uno splendido giardino, in cui si puo’ immaginare di passeggiare insieme alle importanti persone che l’hanno vissuta e frequentata; questo e’ caratterizzato dalla presenza di grandi platani potati a “candelabro” alternati a statue e glicini. Sparsi nel parco vi sono anche esemplari di lecci, canfore, magnolie e cipressi, oltre a cespugli di azalee e rododendri.

Puo’ essere raggiunta in barca o a piedi ,facendo una passeggiata di circa 1km della durata di circa 20 minuti, partendo dal lungo lago di Lenno, da dove si costeggia prima il lago e poi si prende il sentiero pedonale che porta alla villa. Si deve camminare nel bosco per circa una ventina di minuti e poi si arriva all’ingresso. Entrando, si possono visitare solo i giardini , oppure i giardini e gli interni. Si puo’ visitare il martedi e dal giovedi alla domenica dalle 10 alle 18 tramite visita guidata.

by Sara Biacchi, ufficio prenotazioni