Posts Tagged ‘Fauna’

Villa Carlotta

May 21st, 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments »

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

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 scritto da Silvia Fantapiè A.

La biodiversità sul Lago di Lugano

February 8th, 2016 | By Paola Mazzo in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

L´ambiente nel quale viviamo e nel quale “facciamo turismo” ci regala ogni giorno la fortuna di stare in un habitat ideale per la vita e la crescita di alcune specie di mammiferi e volatili presenti su tutto l´arco Prealpino.

Per questo motivo uno dei nostri ideali è il rispetto della natura che ci circonda, del Lago di Lugano con la sua flora e la sua fauna che ogni giorno ci regala spettacoli naturalistici di inestimabile valore. Spesso sentiamo parlare di biodiversitá, del suo rispetto e della sua importanza ma cosa è effettivamente la biodiversità? Essa rappresenta il risultato attuale di miliardi di anni di evoluzione, costituisce la rete di elementi, connessioni e funzioni in cui si articola la vita, compresa quella dell´uomo. La biodiversità si trova dappertutto, sulla Terra, nelle Acque e anche nell´Aria.

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Tutti gli ospiti del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort hanno la possibilitá di trascorrere le loro vacanze in un´oasi ideale per la vita e lo sviluppo di alcune tra le specie più importanti di mammiferi e rapaci presenti su tutto l´arco Prealpino. Molti di voi avranno giá notato i pannelli informativi posti nella zona sottostante il Padiglione Buddha dove abbiamo brevemente indicato i principali mammiferi e rapaci presenti nei boschi intorno al Parco San Marco come ad esempio il cervo, il capriolo, le volpi oppure la poiana o il nibbio. Magari, i piú fotunati di voi, hanno giá vissuto la piacevole esperienza di un incontro ravvicinato con uno scoiattolo o un camoscio durante una passeggiata lungo il nostro sentiero panoramico dell´Amore.

Anche intorno al nostro Resort, sono molti i luoghi di notevole importanza per la conservazione della biodiviersitá. Uno studio del WWF, in particolare dalla sezione della Svizzera italiana,  si è dedicato all´attuazione di un piano d´azione per la biodiversità del Sottoceneri- Alto Lario- Alto Varesotto comprendendo un´area importantissima tra il Lago di Como, detto anche Lario, il Ceresio (Lago di Lugano) ed il Lago Maggiore.

fauna_lagodelpianoLo studio dimostra infatti che a ridosso del Parco San Marco sono state identificate moltissime zone di importanza fondamentale per l´ambiente e per la conservazione dell´habitat naturale. Le più significative  e vicine sono la Foresta Regionale della Valsolda, la Riserva Naturale del Lago del Piano e  il Monte San Giorgio. Questi luoghi sono visitabili durante tutto il corso dell´anno e possono rappresentare il primo avvicinamento ad un turismo che sia consapevole del patrimonio naturale che ci circonda e che è necessario tutelare.

Queste aree  fanno parte di un progetto molto più esteso volto alla salvaguardia di tutto l´arco alpino e prealpino essendo state indicate come ecoregioni prioritarie (la nostra è la Ecoregione H). Le Alpi ospitano in tutta la loro grandezza un tesoro naturale di circa trentamila specie animali, alcune delle quali osservabili anche all´interno del nostro parco tra cui la salamandra pezzata (la presenza di questo anfibio è sinonimo di un ambiente pulitissimo e salubre), e tredicimila specie vegetali.

Presso il museo cantonale di storia naturale a Lugano sará esposta fino al 25 giugno la nostra “X-Nature. Il tempo della Terra. Il tempo dell’uomo” la quale illustra le tappe fondamentali che hanno segnato la trasformazione del territorio ticinese dalle sue origini a oggi; un progetto con lo scopo di risvegliare una maggiore consapevolezza sulla natura e sulla biodiversità che si trova “fuori dalla porta di casa”.

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Written by Paola Mazzo

Il re del ceresio

May 25th, 2015 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Il persico supera a sorpresa il gardon, considerato fino a oggi il pesce più diffuso nel lago del Ceresio. La notizia, considerata positiva dagli esperti del settore, emerge dai primi risultati di una ricerca su fauna e flora lacustre condotta da un team internazionale di ittiologi nella parte italiana del Ceresio, solo tra alcune settimane, ma i ricercatori hanno già ricavato importanti informazioni dai primi campionamenti effettuati nel Ceresio.
«Contrariamente a quanto si è creduto finora – si legge nel primo rapporto sulla ricerca – la specie predominante nel Ceresio non è il Rutilus Rutilus, nome scientifico del gardon, ma il Perca Fluviatilis, ovvero il persico, che tra l’altro è considerato un pesce di maggiore pregio e chiaramente più gradito ai consumatori».

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L’incremento del pesce persico nel Ceresio è un preciso obiettivo dell’amministrazione provinciale lariana – dice – Annualmente effettuiamo interventi di miglioramento ambientale per favorire la riproduzione naturale della specie».
Per facilitare l’aumento degli esemplari della preziosa specie, gli esperti della Provincia hanno rispolverato anche le tecniche della tradizione, utilizzate in passato dai pescatori professionisti.
La ricerca è stata condotta tra il 17 e il 21 ottobre scorsi da un’équipe composta da 20 ricercatori svizzeri e francesi, coordinati dall’Istituto per la ricerca sulle acque nel settore dei politecnici federali e dal Museo di storia naturale di Berna. Gli esperti hanno eseguito rilievi ambientali sui fondali, prelevando campioni delle diverse specie ittiche presenti. Prima di essere nuovamente liberati nel lago, i pesci sono stati misurati, fotografati e classificati. I dati serviranno per una dettagliata comparazione che permetterà di verificare lo stato di salute e la diffusione della popolazione ittica dei laghi europei.

Oltre a questo…

I boschi e le montagne danno asilo a diverse specie di animali: tra i mammiferi più comuni vi sono volpi, talpe, ricci, scoiattoli, ghiri, lepri, cinghiali e tassi.

Cigno RealeIl cigno reale nidifica sulle sponde del Ceresio e della Tresa. Il germano reale, specie acquatica più comune in provincia di Varese, è presente anche in corrispondenza di laghetti e altre raccolte d’acqua di dimensioni ridotte (L. di Ghirla, L. di Ganna, L. di Arcisate). La gallinella d’acqua è risultata, dopo il germano reale, la specie acquatica maggiormente diffusa in provincia: la distribuzione risulta legata alla presenza di corpi d’acqua aperti con sufficiente copertura vegetale. Nidifica in corrispondenza di ambienti acquatici di diversa natura: sulle rive dei laghi di maggiori dimensioni (Ceresio), sulle rive dei fiumi (Tresa, Margorabbia) e torrenti (Bevera), e nei canneti ripariali di piccoli laghetti (lago di Ganna). La folaga, sedentaria e migratrice, risulta tra le specie più comuni della provincia e la sua distribuzione è legata alla presenza di corpi d’acqua caratterizzati da buona copertura vegetale e corrente debole o assente. La specie è risultata nidificare in corrispondenza di fragmiteti ripariali ben strutturati del lago Ceresio e nei primi tratti del fiume Tresa. Il biancone è, tra le specie di rapaci diurni, una delle più rare in provincia di Varese; pur essendo osservato regolarmente durante i periodi di migrazione primaverile e autunnale, le segnalazioni di possibili nidificazioni per il territorio provinciale sono piuttosto scarse e riferite all’area compresa tra il massiccio del Campo dei Fiori e la Valganna.

Il nibbio bruno, nidifica con territori isolati o colonie rade nella parte nelle vicinanze dei laghi di Ganna, Ceresio e sui versanti montani della Valganna e Valceresio. Il frosone è un Fringillide la cui distribuzione in provincia come nidificante è da considerarsi localizzata, rilevata nel corso dell’ultimo Atlante Ornitologico nelle zone di Lavena-Ponte Tresa e della Valganna, prevalentemente tra i 200 e i 600 m. L’astore è una specie forestale sedentaria; nidifica sul territorio provinciale a basse densità, in presenza di formazioni a faggete nell’area montana (Lavena Ponte Tresa).

Dal punto di vista della fauna di Chirotteri, è stato individuato nel maggio 1998 il rifugio estivo di un piccolo gruppo di maschi di vespertilio di Capaccini in una grotta della Valganna, mentre nel 2004 è stata segnalata la presenza di una femmina in svernamento presso l’Orrido di Cunardo e sono stati catturati degli esemplari sul Monte Pravello.

Nelle pozze e zone umide si trovano il rospo comune, la rana temporaria, la rana di lataste, la rana verde, la rana dalmatina e la salamandra pezzata. Sporadica è la presenza della raganella italiana e del tritone punteggiato.

Nel lago di Ganna è presente il triotto e la scardola; discreto è il popolamento di persico reale, tinca e pesce gatto. Il luccio è presente sia nel laghetto che nei piccoli canali ad esso collegati. Il gambero di fiume autoctono (Austropotamobius pallipes italicus) è un raro crostaceo che si contraddistingue per l’elevato valore naturalistico e la localizzazione; nell’area del Piambello è rintracciabile nel lago di Ganna.

Nel lago Ceresio si individuano il lucioperca, gardon, coregone, trota lacustre, salmerino alpino, alborella e pigo mentre nel Lago di Ghirla scardole, tinche, carpe, pesci persici e lucci.

 Panorama Lago di Lugano

Il Parco della Val Sanagra

October 27th, 2014 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Il Parco della Val Sanagra
Appena sopra l’abitato di Menaggio si trova lo splendido Parco Val Sanagra.
Un ambiente fatto di mosaici di boschi, praterie e alpeggi, scavato dal fiume Sanagra e modellato dai ghiacci dell’ultima glaciazione; un’urbanizzazione non eccessiva e comunque rispettosa del territorio. Ecco come si presenta oggi la Val Sanagra, splendida vallata del Lario occidentale incastonata nel cuore delle Alpi Lepontine, saggiamente conservata dai suoi abitanti.
L’urbanizzazione contenuta, l’ambiente selvaggio, la presenza di specie vegetali rare o endemiche, unite a un microclima particolare, fanno di questa zona uno dei territori più interessanti in ambito lariano.
Il successo della conservazione di questa valle è anche il frutto di “un’eredità” tramandata da generazione in generazione e dovuta soprattutto alle necessità primarie dell’uomo.
L’uomo si stabilì qui inizialmente per la pastorizia ed infatti i primi stanziamenti stagionali erano legati all’allevamento ed allo sfruttamento dei boschi.
Solo più tardi gli insediamenti divennero permanenti e si crearono le prime attività di tipo artigianale e pre-industriale, legate principalmente allo sfruttamento energetico dell’elemento centrale e modellatore della Valle: il torrente Sanagra.
Nel Parco sono tracciati numerosi percorsi. Uno ha inizio alla località Piamuro e segue il corso del fiume Sanagra guidando tra antichi mulini e fornaci che hanno sfruttato l’energia idraulica del Sanagra, fino al vecchio nucleo rurale di Monti di Madri. Un altro percorso attraversa la località di Codogna, sede di dimore signorili, e conduce al “Rogolone”, grande quercia secolare.
Presso La Villa Camozzi a Codogna si trova il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra con sale dedicate alla flora, alla fauna e fossili del Parco; parte del museo è dedicato alla vecchia ferrovia Menaggio – Porlezza; per informazioni www.museovalsanagra.it oppure tel. 0344 32115.

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Animali ed ambienti

Il Parco è coperto da un vasto manto forestale che si estende per tutta la valle e si alterna a radure e a pascoli montani. Boschi di carpino, querce e castagno crescono rigogliosi sul fondovalle, lasciando il passo alle imponenti faggete delle medie quote, fino ad arrivare ai boschi di abete rosso e abete bianco delle quote più elevate.
Ad accezione dei grandi predatori, il Parco ospita gran parte dei mammiferi e degli uccelli che abitano le zone montuose prealpine. Ungulati come cervi, camosci e caprioli si possono osservare facilmente dagli appositi punti di osservazione, mentre di altri mammiferi più piccoli ed elusivi bisognerà accontentarsi di osservarne le tracce. Tra questi ultimi, in particolare,
vanno citati il tasso, la martora, la faina e la volpe.
L’avifauna presenta esemplari notevoli, tra cui il picchio rosso maggiore, la civetta capogrosso e il picchio nero, indicatori di buona qualità ambientale. Ad alta quota, tra i predatori alati, non sarà difficile scorgere l’aquila. Altri rapaci degni di nota sono il gheppio, il falco pecchiaiolo e la poiana, mentre nelle zone boscate è possibile rilevare la presenza dell’astore, dell’allocco e dello sparviero. Di particolare interesse è la presenza di due galliformi: il gallo forcello e, estremamente raro, il francolino di monte, entrambe specie in forte declino numerico su tutto l’arco montuoso alpino e prealpino.
Elemento centrale di tutta la vallata è il torrente Sanagra, da sempre legato alla tradizione della pesca. Le sue acque cristalline ospitano la trota fario e la trota iridea, naturalizzata ma non autoctona della zona, mentre attorno ai suoi argini e nelle zone più umide troviamo anfibi e rettili come la salamadra pezzata, la biscia d’acqua e la rana temporaria.

 

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Una flora unica


Il clima, mitigato dai laghi Lario e Ceresio, le differenti tipologie di rocce e l’opera di antichi ghiacci, generano nella valle condizioni che hanno permesso l’insediamento di un ricco e variegato patrimonio floristico.
A questo è dovuta la presenza contemporanea e nello stesso luogo, di specie vegetali che, come il rododendro ferruggineo e il rododendro irsuto, si sviluppano su terreni molto differenti.
Nel Parco sono importantissime anche le specie floreali endemiche, ossia quelle evolutesi in areali molto ristretti. Tipici endemismi del luogo sono il raperonzolo chiomoso, la campanula dell’arciduca, il citiso insubrico, la carice candida, l’aquilegia di Einsele e l’euforbia insubrica.
La valle offre anche rifugio a varietà botaniche rare come la viola pennata e la minuartia capillare. Le particolari condizioni climatiche favoriscono anche a presenza di specie che normalmente crescono nell’area mediterranea o in zone decisamente più calde, come l’erica arborea e la felce di creta.

 

campanula dell'arciduca

 

Il Parco dei funghi

La presenza di una ricco patrimonio boschivo, favorisce la crescita e la riproduzione di numerose specie di funghi. Le specie micologiche presenti in Val Sanagra sono numerosissime: oltre ai classici porcini e alle varie specie eduli più conosciute, tra i più interessanti e stravaganti funghi troviamo il fungo barbino che può raggiungere anche i 15 Kg, i funghi stellati, il satirone dal caratteristico odore cadaverico e la vescia gigante, che può raggiungere il mezzo metro di diametro e un peso superiore ai 20 Kg. Altre specie interessanti sono il fungo a patata comune e la spugnola. A qualcuno capiterà anche di osservare, in particolare nei prati, una disposizione di funghi che crescono formando un cerchio quasi perfetto. Questo curioso fenomeno è dovuto alle colonie miceliari (la parte sotterranea del fungo) che si sviluppano in modo centrifugo.

A spasso nella tradizione

Alpeggi e maggenghi, molti ormai in disuso e altri restaurati con cura, sono disseminati per tutta la valle a testimonianza dell’antica pratica della monticazione.
Anche i crotti sono una testimonianza del passato e oggi vengono sfruttati con successo per la ristorazione.
Chi viene nel Parco potrà anche andare a spasso tra ville, torri, mulini e cappelle: le testimonianze di un antico passato sono numerose e si possono incontrare passeggiando tra i boschi e nei borghi. Particolare attenzione merita la torre Milano e, nei dintorni di Codogna, l’antica torre medievale (XIV sec.).
I Comuni compresi nel Parco hanno recentemente acquistato la Fornace Galli, un’antica fabbrica di mattoni posta nelle immediate vicinanze del torrente Sanagra. La fornace è un esempio di archeologia industriale: al suo interno si trovano un forno di cottura e gli impianti necessari per la lavorazione dell’argilla tramite la forza motrice dell’acqua. In futuro l’edificio,
restaurato e messo in funzione, diverrà la sede del Parco. Degni di nota ma purtroppo in stato di abbandono, sono anche i vecchi forni nei prati adiacenti a Cardano, edificati nel 1787 per fondere la ghisa e lavorare il ferro. Lungo il corso del Sanagra sorgono anche alcuni mulini, ora destinati ad altri usi: quello dei “Guerra”, il mulino Nogara con accanto il ponte a schiena d’asino e, nella parte bassa del fiume, il mulino Spinelli così caratteristico da essersi meritato un posto nello sfondo di uno dei diorami esposti al Museo. A poca distanza dal mulino Nogara si trova il mulino del Boggio il più antico della valle che dal 1914 divenne una bottega di fabbro di cui si osservano ora le rovine. Anche la Vecchia Chioderia, oggi noto agriturismo, era fino al 1820 un mulino e successivamente, tra il 1943 e il 1966, una fabbrica di chiodi. L’acqua del torrente era sfruttata anche in prossimità di Menaggio: ne sono un esempio le Imprese Venini per la lavorazione del ferro e le Seterie “Burgatto”.

Montagne antichissime

La Val Sanagra è caratterizzata dalla Linea della Grona, un’importante frattura geologica creatasi in seguito agli sconvolgimenti che portarono alla formazione delle Alpi e delle Prealpi. Essa separa due tipologie rocciose molto differenti: rocce cristalline a Nord e rocce sedimentarie a Sud, peculiarità che determina l’aspetto della valle, caratterizzato a settentrione da un profilo montuoso dolce e modellato e a mezzogiorno da profili aspri e accidentati.
Nella parte bassa, in particolare tra Cardano e Menaggio l’alveo del Sanagra diventa stretto e profondo, assumendo le caratteristiche tipiche delle valli a forra. Il profilo stretto e profondo della valle è il prodotto di una forte attività erosiva del Sanagra, favorita dal sollevamento del territorio in epoche remote. All’attività erosiva del torrente si deve anche la creazione dello spettacolare Orrido del Forno. Altro settore di rilievo è la località Sass Corbee dove una serie di fatturazioni del versante ovest della forra hanno provocato la caduta grossi massi, generando un ambiente suggestivo.
La Val Sanagra racchiude al suo interno le rocce più antiche della provincia di Como e, addirittura, tra le più vecchie d’Italia! Si tratta di formazioni a “carbon fossile” che sono state attribuite al Carbonifero medio (Westfaliano), un periodo che gli studiosi ritengono essere datato 310 milioni di anni. La flora fossile del canalone dell’Alpe Logone o Val Gariasca consta di numerosi resti di antichissimi vegetali appartenenti al gruppo delle Pteridofite e delle Protospermatofite, primordiali piante “a seme” documentate da numerosi reperti fossili. Vi è anche un affioramento di 100 milioni di anni più giovane del periodo Carbonifero (Triassico superiore) da quale provengono fossili di pesci che popolavano un’antico bacino marino.
Alcuni tra i più importanti di questi reperti sono conservati e illustrati con pannelli nel Museo Etnografico e Naturalistico.

 

Flora, Fauna e laghi intorno al Parco San Marco

August 3rd, 2014 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Oggi per Voi qualche punto d’interesse che offre la natura intorno al Parco San Marco:

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Nelle vicinanze del Parco San Marco si trova il Lago del Piano un’oasi naturale di particolare bellezza, raggiungibile a piedi o lungo il percorso ciclabile; fulcro di questa area è la Casa della Riserva, con la sua piattaforma sul lago, da cui parte il sentiero  fino a Bene Lario, lungo il percorso della vecchia ferrovia.

Lago di Como

http://images.visititaly.com/app_images/Blog/52120c34-dede-4bf5-9b68-1b7c635a113a.jpgQuesto lago  è famoso  in tutto il mondo per le sue tante caratteristiche: tra questi abbiamo Bellagio – con le sue stradine piene di botteghe, la costa che parte da Menaggio fino a Domaso; lo stile naturalistico dei Pian di Spagna; lo stile letterario di Lecco il cui ‘Ramo’ del lago, ha ispirato il famoso romanzo di Manzoni -I promessi sposi-; lo stile storico della città di Como, con i monumenti e la cattedrale;  lo stile rinascimentale delle numerose ville storiche che costeggiano tutto il lago, fra cui spicca Villa Carlotta a Tremezzo, con il suo maestoso giardino botanico.

Le cascate di Begna

http://static.panoramio.com/photos/large/34915870.jpgPartendo da Porlezza salendo in direzione Val Rezzo troviamo la caratteristica frazione di Begna, seguendo le indicazioni fra le vie del paese si raggiunge questa piccola cascata che è una metà assai cara ai nostri turisti. La natura rigogliosa, la freschezza dell’ acqua e il fascino della cascata rendono questo luogo una metà ideale per una passeggiata rilassante al fresco dei boschi.

 Fauna e flora

Sul territorio della Comunità Montana Valli del Lari e del Ceresio si incontrano associazioni vegetali alpine e, vegetazione alpina, si suddivide in almeno tre principali livelli altitudinali: il piano basale, il piano montano e il piano culminale.

Ad ogni piano, si distinguono più orizzonti, limiti non sempre definiti e fissi ma varianti, in relazione a condizioni climatiche più o meno favorevoli, morfologia dei pendii, protezione dai venti, esposizione e nevosità.

Nel piano basale locale, fino a 200 metri di altitudine, il clima particolarmente mite dei bassi versanti dei bacini lacustri principali, consente alla vegetazione di presentarsi con accenni dell’orizzonte submediterraneo, costituito da olivi, allori e oleandri (tipiche piante della macchia), ma anche da piante esotiche subtropicali come l’agave americana. Queste specie possono essere coltivate o crescere spontaneamente.

A questo livello vegetazionale, si possono osservare sia boschi artificiali derivati da impianto di specie esotiche (pino strobo) che, purtroppo, quasi mai hanno tenuto conto delle esigenze naturalistiche ed ecologiche dell’ambiente nel quale sono state introdotte, sia boschi degradati, caratterizzati dalla presenza di specie alloctone: robinia e ailanto.

I boschi naturali invece, richiamano i boschi dell’orizzonte submontano. Nelle stazioni a microclima particolarmente mite (sponde lacustri) i boschi mesofili ospitano anche sempreverdi come l’agrifoglio, il tasso ed il pungitopo.

L’orizzonte submontano, rappresenta l’area di espansione potenziale delle latifoglie, in particolare della roverella, albero termofilo che caratterizza il bosco insediatosi sui pendii più asciutti e caldi.

Al querceto di roverella, molto ridotto e localizzato, si accompagnano spesso arbusti e piccoli alberi che trovano, nella luminosità dell’ambiente, un sito idoneo per un loro equilibrato sviluppo.

Tra questi i principali sono il nocciolo, il carpino nero, il biancospino, il ligustro ed il corniolo. Il sottobosco del querceto di roverella, offre anche ricchezza di specie floristiche ed erbacee.

Altre formazioni forestali riscontrabili nel livello submontano si osservano distintamente in conseguenza della basicità o acidità del suolo: acero-frassineto, querco-betuleto, querco-tiglieto.

In presenza dei corsi d’acqua incassati tra le rocce o sul fondovalle, le rive sono occupate da boschi specializzati a dominio dell’ontano.http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/70/Flora_fauna_Garda.jpg

Tra le specie di sostituzione antropica, prevale il castagno che occupa più spazio di quanto naturalmente gli spetti, ciò dovuto alla sua grande valenza storica di patrimonio economico ed alimentare per le popolazioni locali.

Al castagneto si associa il ciliegio selvatico, il carpino bianco, e l’agrifoglio, mentre il sottobosco è costituito dalla viola selvatica, dall’anemone dei boschi e dal mughetto.

Man mano che l’altitudine aumenta l’orizzonte montano si caratterizza con la faggeta pura seppur limitata alle aree ove il clima non sia di tipo continentale.

Le peccete presenti, si differenziano da quelle dell’orizzonte subalpino per la vicinanza di specie erbacee e cespugliose che provengono dai boschi di latifoglie sottostanti.

Si tratta di boschi polimorfi dove il clima assume valori quasi suboceanici, nel quale l’abete bianco si mischia con l’abete rosso. Sui suoli tendenzialmente più rocciosi esposti a sud, prevale invece il pino silvestre.

I boschi di conifere subalpini del piano culminale (a larici, pini ed abeti) sono caratterizzati dalla vicinanza con i rododendri, i ginepri e gli ontani verdi che tendono a rioccupare le radure più o meno naturali.

Quest’ultimo orizzonte rappresenta il limite superiore della vegetazione forestale.

L’orizzonte alpino inferiore è costituito dal cespuglieto contorto: ginepro ed uva ursina nelle aree ad esposizione più favorevole; rododendro e pino mugo, sui versanti ombrosi esposti a nord.

Più in alto, l’ambiente delle praterie naturali è dominato da vegetazione erbacea continua: ciperacee e graminacee oltre a carice nelle stazioni più fredde e festuca sui versanti più soleggiati.