Posts Tagged ‘dintorni’

Villa Carlotta

May 21st, 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments »

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

Villa_Carlotta_(Tremezzo)_-_DSC02504

 scritto da Silvia Fantapiè A.

Villa Fogazzaro

May 9th, 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

villa fogazzaro

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

Il Maggiolino

April 30th, 2018 | By Roberto Fornari in Parco San Marco | No Comments »

Al Parco San Marco i bambini possono vivere i loro sogni di spensieratezza. Ci sono molte belle attività.

Si parte dal cuore che il Club Bim Bam Bino per proseguire per il Mini Club e per finire nel Teen Club.

Ma chi viene in vacanza da noi ha anche tante altre occasioni per far felici i propri bambini. Ed a questo proposito mi fa piacere segnalare il seguente evento:

Un festival …. Titolo: Il Maggiolino

Il-Maggiolino-1

I bambini sono invitati a vivere le seguenti attività: teatro, danza, arte e musica.

Questo festival è indicato per i bambini più piccoli.

Un rito da scoprire e vivere per bambini ed adulti insieme nell’universo dell’arte.

La direttrice artistica (Vania Luraschi) spiega l’evento:

Dieci anni fa abbiamo creato il primo festival interamente dedicato alla prima infanzia, un bel giardino che abbiamo coltivato con amore, spargendo semi d’arte, di fiori, di novità, d’incontri, di sorprese con artisti del nostro territorio e con compagnie provenienti da altri paesi.

Incredibilmente il tempo è volato, tutto cambia, i piccoli di allora sono cresciuti e quest’anno si festeggia il decimo compleanno.

Il Maggiolino del Teatro Pan è pronto a spiccare il volo per la decima volta. Un festival in continua trasformazione che saprà meravigliare ancora bambine e bambini, adulti e docenti, curiosi di incontrare gli artisti provenienti da Belgio, Italia, Russia e Svizzera. Un appuntamento importante con tante novità: spettacoli teatrali di cui 6 in prima nazionale, performances originali, laboratori di arte giapponese, teatro e poesia sia per le scuole dell’infanzia che per tutto il pubblico.

Dal Belgio si scopriranno i nascondini di “Cache-cache” e i segreti del percorso creativo “Between” indirizzati ai piccolissimi. Gli artisti russi di Novgorod riporteranno un soffio di vento, gli italiani di Scarlattine Teatro ci incanteranno con la nuova produzione “Dall’altra parte” e Antonio Catalano trascinerà il pubblico con i suoi “Quattro passi” tra i vicoli di Gandria. Gli artisti di Taranto presenteranno una premiata “Biancaneve”. I danzatori di Moto Perpetuo e Xocolat ci sorprenderanno nei parchi giochi della città, mentre il Pan presenterà il suo delicato “Giardino di Gaia” e allestirà un giardino profumato dove accogliere narratori pronti a stupirci con fiabe sul regno della natura: Valeria Nidola, Stefania Mariani, Viviana Gysin, Luca Chieregato, Annamaria Maccauso, Francesco Mariotta, gli artisti del Brockenhaus e i narratori dei Confabula e per concludere “Mam’zelle Chapeau” aprirà le sue scatole fantastiche per stupirci con i suoi cappelli.

teatro

Ci piace pensare che il fare arte per, e con, i bambini possa essere uno di questi spazi speciali, dove a volte si può vivere, bambini ed adulti, una splendida e semplice condivisione di sensibilità diverse, per una nuova crescita.

Per i più grandi sarà un’occasione per guardare il mondo con gli occhi dei più piccoli.

E, come sempre, il battello Airone sarà pronto a trasportare i piccoli spettatori con i loro genitori a Gandria e alla Villa Heleneum per una domenica speciale immersa nel mondo delle favole.

Per raggiungere il Festival dal Parco San Marco ci vogliono circa 20 minuti di macchina.

Dunque ora  tocca a voi …..

Buon divertimento!

Sentiero Lago di Origlio

February 14th, 2018 | By Melanie Pohl in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Tesserete – Origlio

Un percorso di facile percorrenza nella regione della Capriasca, poco distante dal centro città di Lugano. Una gita ideale per chi vuole rifugiarsi nella natura lontano dal caos cittadino. Il lago di Orglio è il luogo ideale per il relax e il divertimento in compagnia.

L’itinerario si snoda in gran parte nei boschi della Capriasca e sbocca sull’incantevole laghetto di Origlio. A metà del tracciato, nel cuore del bosco, vi invitiamo a visitare la Torre medioevale di Redde presso la quale si intravedono parti delle rovine sepolte dell’omonimo villaggio e il contiguo oratorio di San Clemente. Ad Origlio vi aspettano il tipico nucleo del paese e la chiesa di San Giorgio che sovrasta il territorio. Ma il cuore prezioso di Origlio è il suo lago, autentica perla ambientale di eccezionale importanza naturalistica.

Caratteristiche

Lunghezza: 6 km

Tempo di marcia: Tesserete–Origlio: 1 h 30 min e Origlio–Tesserete: 1 h 30 min

Requisiti: facile (sentiero escursionistico)

Forma fisica: facile

Dislivello: Tesserete–Origlio: 200 m e Origlio–Tesserete: 300 m

Sentiero Lago di Origlio

A soli 25 minuti a piedi da Origlio in direzione Tesserete si può raggiungere la chiesa di Sant’Ambrogio, un edificio religioso neoclassico costruito su una pre-esistente chiesa duecentesca a Ponte Capriasca.  La prima menzione dell’edificio risale al 9 maggio 1356, quando fu consacrato. Il 14 febbraio 1455 diventò sede di una parrocchia. Il suo aspetto attuale, tuttavia, si deve alle modifiche operate da Carlo Brilli nel 1835: la nuova chiesa, che inglobava il campanile romanico della struttura precedente e la sua navata, fu impostata su una pianta a croce greca e dotata di coro. Dell’edificio pre-esistente restano una torre campanaria, che nonostante le modifiche apportate in tre riprese (nel 1717, nel 1818 e nel 1913) per tre piani conserva lo stile romanico ed è dotata di monofore e bifore originarie, e l’affresco con l’Ultima cena, copia della celeberrima opera di Leonardo da Vinci, attribuita nel 1735 a Cesare da Sesto, ma oggi a un anonimo leonardesco riferibile all’ambito della bottega di Bernardino Luini risalente al 1550 circa, sebbene con modifiche soprattutto nell’ambientazione e nello sfondo, dove compaiono le scene del Sacrificio di Isacco e della Preghiera nell’orto dei Getsemani.

Il Vino di Natale

December 19th, 2017 | By Wendy Koppen in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Atmosfera natalizia, freddo, mercatini di Natale…come non pensare al vin brulè?

mercatini natale

Arrivati  a dicembre, i primi freddi ci inducono in calde tentazioni golose e le città si riempiono di  suggestive atmosfere natalizie. La dieta è rinviata dopo l`Epifania! Siamo tutti alla corsa dei regali, ore passate tra negozi affollati a trovare il dono ideale per i nostri cari. E poi … come una manna dal cielo, arrivati alla Piazza centrale, si presenta davanti a noi il magico scenario del Mercatino Natalizio! Per placare il varco nello stomaco e scaldare anima e corpo, qui troviamo delle leccornie per grandi e piccini, dolci e salati, vere delizie da tutto il mondo. Fiumi di cioccolata calda e dolcetti croccanti ci inducono in tentazione. Impossibile da cancellare il profumo di wurstel e arrosti vari, chiusi in morbidi panini, accompagnati da verdure e crauti. Ma il re di tutti profumi magici, colui che sa di Natale, colui capace di scaldare anche le mani più gelate e ravvivare gli spiriti, è lui, il vin brulé (anche noto come Glühwein, dal tedesco, Vin Chaud in francese, Mulled Wine in inglese). Le origini di questo vino cotto, risalgono all`epoca romana. La prima descrizione si trova nel “De re coquinaria”, l’antica raccolta di ricette di Marco Gavio Apicio e racconta di un vino caldo dolcificato col miele e aromatizzato con pepe, zafferano, datteri e uva passa. Nel medioevo invece veniva chiamata ippocrasso, dolcificato al miele e aromatizzato con zenzero e cannella, soprattutto per coprire gli innumerevoli difetti del vino all`epoca. Nei giorni nostri l`abitudine di bere vin brulè è diffusa soprattutto tra le popolazioni alpine o comunque nei paesi europei freddi. Non esiste bevanda più conviviale a Natale che trasforma i malanni in benedizioni, le avversità in fortuna e gli impicci in piaceri. Riunisce le famiglie, stringe amicizie ed alleanze. Leggermente alcolico e dolcemente seducente, vi proponiamo qui la ricetta originale meticolosamente eseguita da secoli.

vin brule

Ingredienti

  • 1 litro e mezzo di vino rosso
  • 3 stecche di cannella
  • 250 grammi di zucchero o miele
  • 10 chiodi di garofano
  • 2 arance biologiche e non trattate
  • 1 limone
  • 1 mela
  • 1 pizzico di noce moscata

Procedimento

Lavare bene le arance e i limoni, tagliare la scorza. Lavare al mela e tagliarla a rondelle sottili. Mettere il vino in una pentola, con le stecche di cannella, lo zucchero, i chiodi di garofano, la mela e le scorze tagliate in precedenza e un pizzico di noce moscata. Mescolate il composto e poi portatelo ad ebollizione per 5 minuti, affinché lo zucchero si sciolga. A questo punto si può decidere di versare la bevande nei bicchiere e di servire ben caldo, altrimenti, per eliminare ancora un po’ di alcol, si può avvicinare una fiamma alla superficie del vino: compariranno delle fiamme blu che nel giro di pochissimo tempo scompaiono. Dopo di che si può spegnere il fuoco. Ora si può servire.

Possiamo tentare la ricetta anche in proprio, trasformando la cucina in una fiaba natalizia profumata. Gustarlo, peró, presso i suggestivi Mercatini di Natale presenti nella nostra zona, ha tutto un altro fascino. Si, perché dopo Bolzano, Merano e Trentino, anche Como difende l´abilità italiana eccellente di creare atmosfere natalizie. Dal 25 Novembre 2017 al 7 gennaio 2018, Como si trasforma nella Città dei balocchi, mescolando il festival delle luci alla mostra dei presepi alle giostre e al Mercatino di Natale. Tanti appuntamenti da non mancare, immergendosi nella magia natalizia.

Altrettanto propone Lugano, il Mercatino di Natale in versione svizzera, aperto dal 23 novembre al 24 dicembre 2017.

Como

 

scritto da Nedelina Martinova

Albero di Natale o presepe?

December 11th, 2017 | By Valentina Guerranti in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Il momento è arrivato: per chi non ha ancora addobbato la casa a festa, tra il giorno dell’Immacolata e il lungo weekend che lo segue è ora di provvedere. Farete l’albero? Il presepe? Entrambi?

L’albero di Natale è, con la tradizione del presepe, una delle più diffuse usanze natalizie. Si tratta in genere di un abete (o altra conifera sempreverde) addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. albero_di_natale_finto

Quando addobbate l’albero, dovete seguire un unico stile. Quello tradizionale funziona sempre: con palline rosse e dorate o bianche e argento, fiocchi pendant, nastri e mini-ghirlande tra i rami.
Se l’albero viene messo in casa, è tradizione che ai suoi piedi vengano collocati i regali di Natale impacchettati, in attesa del giorno della festa in cui potranno essere aperti.

Non possono mancare le luci, che accendono la magia. Potete scegliere un albero con luci integrate, oppure aggiungerle. L’importante è optare per lampadine sulle tonalità del giallo, che riportino ad un´atmosfera natalizia e di calore.

 

Parlando sempre di luci, se vi trovate nei pressi del Parco San Marco, dal 1 dicembre la città di Lugano si illumina e si trasforma. Il Natale a Lugano inizia con l’accensione dell’albero in Piazza Riforma. Da quel momento il cuore della città diventa un villaggio luminoso che regala opportunità di svago, spettacoli musicali, un mercatino e sorprese fino all’Epifania.

 

IMG_2657bisA Como il tradizionale Albero di Natale, torna ad arricchire di luce e magia il cuore della Città dei Balocchi. Allestito in Piazza Grimoldi, viene ogni giorno incorniciato dalle incantevoli proiezioni architetturali che inondano le piazze circostanti avvolgendo cittadini e turisti in un caldo abbraccio durante le passeggiate serali.

Ed eccoci sulle rive del lago di Lugano dove a pochi chilometri dal Parco San Marco si trovano le Grotte di Rescia, che durante il periodo natalizio accolgono la caratteristica rappresentazione “Natale in Grotta”.

Le grotte vengono decorate con cura e illuminate da candele e luci colorate per trasformarsi in un magico mondo di balocchi e presepi.

Nella mostra dei presepi all´interno delle grotte, si potranno trovare presepi “moderni” o quelli tradizionali.

Il presepe tradizionale è una complessa composizione plastica della Natività di Gesù Cristo, allestita durante il periodo natalizio; vi sono presenti statue formate di materiali vari e disposte in un ambiente ricostruito in modo realistico. Vi compaiono tutti i personaggi e i luoghi della tradizione: la grotta o la capanna, la mangiatoia dov’è posto Gesù bambino, i due genitori, Giuseppe e Maria, i magi, i pastori, le pecore, il bue e l’asinello e gli angeli. La statuina di Gesù Bambino viene collocata nella mangiatoia alla mezzanotte tra il 24 e il 25 dicembre, mentre le figure dei magi vengono avvicinate ad adorare Gesù nel giorno dell’Epifania. Lo sfondo può raffigurare il cielo stellato oppure può essere uno scenario paesaggistico.

consiglio-realizzare-presepe-classico-e1501163109687

Ma i veri appassionati del Natale sono quelli che riescono, anche con poche risorse ma tanta volontà, ad allestire entrambe le cose: presepe da un lato, albero dall’altro; o l’uno accostato all’altro, in modo che i rami del secondo fungano da cornice per il primo. Di solito chi decide di realizzare presepe e abete, è un vero appassionato del clima natalizio e quindi, con alta probabilità, si farà prendere la mano anche da ghirlande, calze variopinte appese ai camini, o alle scale o alle porte. E poi muschi, vischi, lucette, bacche, aghifoglie e candele: addobbi a volontà per la festa più magica dell’anno.
E voi cosa scegliete? Affrettatevi il Natale è alle porte!

Scritto da Stefania Venini

Le pappardelle al ragú di cinghiale

November 13th, 2017 | By Michele Pili in Parco San Marco | No Comments »

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla fine dell´autunno e le temperature sono calate drasticamente.

Per ovviare a questo freddo noi vi consigliamo una bella ricetta che scalderà gli animi e i cuori.

Originariamente questa ricetta arriva dalla regione Toscana, perché ricca di selvaggina; come del resto anche le nostre zone.

Il ragù di cinghiale, diversamente al tradizionale ragù alla bolognese, presenta un sapore più deciso e particolare.

L´unione tra la pasta e questa salsa risulterà un´esplosione di sapori per le papille gustative!

Fettuccine-sugo-ragu-parmigiano

Ingredienti:

  •    205 g di pappardelle all´uovo
  •    500 g di cinghiale macinato
  •    50 g di cipolle
  •    15 g di olio extravergine d´oliva
  •    2 foglie d´alloro
  •    375 g di passata di pomodoro
  •    40 g di sedano
  •    1 spicchio d´aglio
  •    Quanto basta e a vostra preferenza del sale fino
  •     50 g di vino rosso
  •     50 g di carote
  •     1 rametto di rosmarino
  •     Quanto basta e a vostra preferenza del pepe nero

Vediamo ora insieme la preparazione di questo piatto!

 Iniziamo preparando il condimento: spuntiamo e peliamo una carota con il pela verdura; togliamo i filamenti più esterni dal sedano e mondiamo sia l´aglio che la cipolla. Laviamo e tritiamo finemente il tutto, tenendo però da parte gli spicchi di aglio per interi.

Versiamo l´olio in una pentola con il fondo spesso e uniamo le carote, il sedano e la cipolla tritati.

Uniamo anche l’aglio a pezzi grandi (così possiamo toglierlo più facilmente a fine cottura) e lasciamo stufare il tutto per una decina di minuti a fiamma dolce. Aggiungiamo anche il trito di cinghiale,  il rosmarino sminuzzato e le foglie di alloro.

hd650x433_wm

Alziamo leggermente la fiamma e lasciamo rosolare per altri 10 minuti mescolando con una spatola, in modo da cuocere la carne in maniera uniforme. A questo punto sfumiamo con il vino rosso e, solo quando la parte alcolica sarà totalmente evaporata, uniamo la passata di pomodoro.

Saliamo a piacimento, prepariamo e lasciamo cuocere coperto per circa 3 ore e mezza a fuoco dolce.

Passate le 3 ore e mezza togliamo il coperchio e lasciamo asciugare il ragù per ancora 30 minuti. Mettiamo a cuocere la nostra pasta in abbondante acqua bollente, saliamo a piacere.

Nel frattempo trasferiamo il ragù in una pentola capiente, scoliamo la pasta e versiamola nella padella con il condimento, mescoliamo fino ad amalgamare il tutto e serviamo le nostre pappardelle al ragù di cinghiale ancora belle fumanti.

Questa è una delle nostre piccole proposte per rendere più gustoso il vostro autunno!

Scritto da Lara Beatrice

 

Brunate e la sua funicolare

November 6th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Brunate è un comune italiano di 1734 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Noto per essere collegato alla città di Como tramite una funicolare e per numerosi punti panoramici da cui si può vedere l’intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini è stato denominato “Balcone sulle Alpi”.

brunate

La cittadina di Brunateè situata a circa 700 metri di altitudine ed è sempre stata meta di villeggiatura della nobiltà comasca e milanese che qui costruì numerose belle ville in stile Liberty. Brunate è anche il punto di partenza ideale per piacevoli passeggiate nel verde. Dal belvedere è possibile riconoscere la sagoma del centro storico, l’antico castrum romano; poi la vista spazia sulle Alpi e sulla pianura della Brianza.

Tra i punti panoramici più emozionanti c´è il Faro Voltiani, un vero e proprio faro situato in cima al Monte Tre Croci, nella frazione di San Maurizio. La torre è alta 29 metri e contiene una scala a chiocciola di 143 scalini che conduce a due terrazzi circolari: uno dei quali regala un´ampia veduta dell´arco occidentale delle Alpi, sino alla vetta imponente del Monte Rosa. Il faro si illumina di verde, bianco e rosso tutte le notti, dal tramonto all´alba.

 

Altri punti panoramici sono il Belvedere di Via Pirotta, quello del Piazzale Bonacossa e il Sagrato della Chiesa di Sant´Andrea. Quest´ultima, dedicata al Santo Patrono dell cittá, è una bella chiesa di origine trecentesca, che un tempo si trovava annessa a un monastero. All´interno si possono ammirare gli affreschi realizzati dalla Famiglia Recchi nel XVII Secolo., che nella volta rappresentano Sant´Andrea e San Maurizio.

Un´altra chiesa da visitare passeggiando per il centro è la Chiesetta della Madonna di Pompei.3835_chiesa-di-sant-andrea-brunate-(1)

La particolarità architettonica di Brunate sta soprattutto negli edifici civili, che con i loro portali in pietra e i cortili segreti raccontano storie di tempi lontani. Le corti più esclusive sono quelle del Castello e la Corte degli Ebrei, quest´ultima risalente al 1300.

Lontano dal centro si trovano moltissime ville in stile eclettico e Liberty, spesso circondate da splendidi parchi. Le piú notevoli sono Villa Duca, Villa Calderini, Villa Ancona-Capé, Villa Pirotta.

Grazie alla funicolare si puó raggiungere comodamente in soli 7 minuti, incantati da una meravigliosa vista sul Lago di Como. La funicolare viaggia su una rotaia, la quale raggiunge la massima pendenza consentita, cioè 55%.

La funicolare Como-Brunate, inaugurata nel 1894, unisce i due comuni lombardi.

Fino agli inizi del diciannovesimo secolo, il paese di Brunate era raggiungibile tramite una mulattiera tracciata nel 1817 che lo collegava a Como.

Su iniziativa della popolazione il 3 novembre 1891 fu costituita la Società Anonima per la Funicolare Como-Brunate. Il 3 settembre 1892 il consiglio di amministrazione approvò il progetto dell’impianto e il successivo 4 gennaio si poté dare inizio ai relativi lavori di costruzione.

L’11 novembre 1894, dopo meno di un anno di lavori, la funicolare Como-Brunate fu aperta al pubblico.

La costruzione della funicolare contribuì non poco allo sviluppo turistico della località collinare, grazie anche al panorama su Como e sull’omonimo lago che si può ammirare durante il viaggio.

La funicolare viaggia tutti i giorni ogni trenta minuti fino alle 22.30, il sabato fino a mezzanotte.

funicolare-como

Scritto da Sara Biacchi

Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Cioccolata, cioccolata e cioccolata

September 18th, 2017 | By Roberto Fornari in Cucina, Dintorni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Giá mi viene ridere, sorridere e gioire

Certo la cioccolata porta il buon umore. Lo stesso che si vive al Parco San Marco.

Dunque come mai parlo di cioccolata. Semplice. A Lugano verrá organizzato il salone del cioccolato.

choc

CHOC è un evento organizzato da CHOC SAGL con il patrocinio della Città di Lugano, in collaborazione con l’Ente Turistico del luganese e la Società Mastri Panettieri – Pasticcieri – Confettieri del Cantone Ticino (SMPPC).
Si tratta dell’unica fiera della Svizzera Italiana completamente dedicata al cioccolato, alla sua storia, produzione e lavorazione. Il target di CHOC sono le famiglie e tutte le categorie professionali legate alla confetteria, pasticceria ed alla gastronomia in generale, con un occhio particolare ai giovani desiderosi di intraprendere una professione nel ramo.

Una ghiotta opportunità per poter vivere un’esperienza dedicata al gusto ed allo stesso tempo confrontarsi con produttori, conoscere macchinari per lavorazioni industriali ed artigianali ed allo stesso tempo usufruire di servizi di prima qualità.
CHOC completa il ricco calendario luganese dedicato alle fiere, con un evento che si posiziona certamente nel settore del “food”, ma nel contempo mirato anche al tempo libero, coinvolgendo anche settori dedicati al turismo, alla grande distribuzione, ai centri benessere, all’intrattenimento ed allo sport, senza dimenticare i settori della produzione del cioccolato artigianale ed industriale, l’oggettistica, i macchinari, le scuole professionali, l’alimentazione e l’editoria del settore.

L’obbiettivo della 1.a edizione di CHOC, è quello di coinvolgere paesi produttori ospiti, 50 espositori su un’area espositiva di oltre 2’000 metri quadrati, in attesa di oltre 20’000 visitatori provenienti dal Ticino, dalla vicina Italia ma soprattutto da oltre Gottardo, sfruttando a pieno le potenzialità della nuova galleria di base del San Gottardo.gocce-di-cioccolato
Alla fiera CHOC oltre che paesi coltivatori delle fave del cacao, si potranno incontrare stilisti con le sfilate dedicate, maestri pasticceri con speciali “Show-CHOCking”, ristoratori e cuochi stellati che presenteranno numerose applicazioni del cioccolato nella cucina tradizionale, scrittori che presenteranno in anteprima libri dedicati al settore, personaggi pubblici, artisti con mostre fotografiche e scuole svizzere ed europee del settore formativo professionale.

Oltre agli espositori presenti con prodotti e servizi, CHOC offrirà diversi valori aggiunti quali laboratori del cioccolato, workshops, conferenze, dibattiti senza dimenticare dimostrazioni e concorsi professionali che saranno presentati nell’area demo, dove si potranno vedere dal vivo tutti i trucchi dei maestri pasticceri che si alterneranno nelle loro presentazioni e preparazioni.

Tutte le animazioni saranno organizzate direttamente in collaborazione con gli espositori, aziende partner e scuole professionali svizzere ed estere ospiti della 1.a edizione della fiera CHOC.

CHOC proporrà diverse aree tematiche tra le quali: il museo del cioccolato, l’area conferenze e “Workshop” aperte al pubblico e per esperti del settore, l’area dimostrativa e spettacoli per degli speciali “Show-CHOCking”, l’esposizione fotografica sulla storia del cioccolato, il “Press corner” con la presenza di riviste nazionali ed internazionali, l’area cioccolato bio – vegano e commercio equo e tante altre sorprese!

E per i piú piccoli ci saranno delle belle occasioni di divertimento.

cioccolata-bambini

CHOColandia

CHOC in occasione della fiera del cioccolato, dedica ai più piccoli CHOColandia, una golosissima area svago con attività d’intrattenimento, giochi d’animazione e laboratorio creativo tutto accompagnato dal protagonista dell’evento, il cioccolato.

Un luogo ideale per trascorrere un momento di grande divertimento con la propria famiglia e con tanti nuovi amici.

In collaborazione con Giocolandia che ogni anno interessa 5 “location” ticinesi, coinvolgendo bambini della fascia di età compresa tra i 2 ed i 12 anni, CHOColandia vuole trasmettere un messaggio positivo e di benessere nel tempo libero.