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Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Castagne, castagne e ancora castagne!

October 9th, 2017 | By Endy Broglio in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Le castagne sono un frutto tipico della stagione autunnale. Le possiamo raccogliere nei boschi nei dintorni del Parco San Marco, sul lago di Como e in Valsolda: in zone quindi lontane dall’inquinamento cittadino. Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale.

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- Un dessert piuttosto autunnale ma comunque molto fresco:

Ingredienti per la pasta frolla (per 5 stampini):
125 gr farina 00
85 gr burro di soia
1/2 cucchiaino estratto vaniglia
40 gr zucchero
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema pasticcera:
1,5 dl latte di soia alla vaniglia
25 gr di farina
9 gr fecola patate
40 gr zucchero
panna montata di soia a piacere

Ingredienti decorativi:
vermicelles in tubetto
panna montata di soia
ribes
foglie di menta

Procedimento per la pasta frolla:
Mischiare tutti gli ingredienti e spianare la pasta (3-4 mm). Inserire la pasta negli stampini di carta da muffin, bucherellare il fondo e metterli in frigo per 1 ora. Infornarli nel forno preriscaldato per 15 min a 180°.

Procedimento per la crema pasticcera:
In un pentolino mischiare la farina, lo zucchero e la fecola. Unire poco a poco il latte e formare una crema omogenea. Mettere il pentolino su fuoco basso e mescolare finché si creerà una crema densa. Lasciare raffreddare e una volta freddo, unire al composto ad occhio la panna montata per rendere la crema più liscia e facile da maneggiare.
Inserire la crema pasticcera negli stampini di frolla, e mettervi sopra i vermicelles “spremuti” dal tubetto (io l’ho trovato già coi buchi).
Decorare con panna montata di soia, ribes e foglie di menta. Eventualmente anche col cioccolato fondente.

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- Una ricetta con le castagne salata pronta in 5 minuti: l‘insalata veloce ideale per accompagnare i secondi e perfetta come piatto unico!
L’autunno alle porte e la voglia di mangiare castagne aumenta ogni giorno di più! Ecco una ricetta davvero veloce per gustare le prime castagne senza sensi di colpa: un’insalata veloce ma ricca di gusto e croccantezza!

Ingredienti:
– Insalata verde mista
– 25 castagne arrostite
– 5 albicocche secche
– Mezzo finocchio
– 1 mela renetta
– 50 gr di mandorle sgusciate
– Un mazzetto di aneto ed erba cipollina
– olio di oliva
– succo di limone
– sale e pepe
– Due fette di pane bianco a fette

Preparazione:
Tagliate a dadini le albicocche secche, a fettine sottilissime il finocchio e la mela. Tagliate invece grossolanamente le castagne arrostite e le mandorle; infine triturate le erbe aromatiche. In una ciotola versate l’insalata e tutti gli ingredienti che avete tagliato. Prima di condirla tagliate a dadini il pane bianco e fatelo saltare in padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio: quando i dadini saranno dorati e croccanti toglieteli dal fuoco. Condite con un filo di olio, il succo di mezzo limone, sale e pepe e infine aggiungete i dadini di pane!

 

Cioccolata, cioccolata e cioccolata

September 18th, 2017 | By Roberto Fornari in Cucina, Dintorni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Giá mi viene ridere, sorridere e gioire

Certo la cioccolata porta il buon umore. Lo stesso che si vive al Parco San Marco.

Dunque come mai parlo di cioccolata. Semplice. A Lugano verrá organizzato il salone del cioccolato.

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CHOC è un evento organizzato da CHOC SAGL con il patrocinio della Città di Lugano, in collaborazione con l’Ente Turistico del luganese e la Società Mastri Panettieri – Pasticcieri – Confettieri del Cantone Ticino (SMPPC).
Si tratta dell’unica fiera della Svizzera Italiana completamente dedicata al cioccolato, alla sua storia, produzione e lavorazione. Il target di CHOC sono le famiglie e tutte le categorie professionali legate alla confetteria, pasticceria ed alla gastronomia in generale, con un occhio particolare ai giovani desiderosi di intraprendere una professione nel ramo.

Una ghiotta opportunità per poter vivere un’esperienza dedicata al gusto ed allo stesso tempo confrontarsi con produttori, conoscere macchinari per lavorazioni industriali ed artigianali ed allo stesso tempo usufruire di servizi di prima qualità.
CHOC completa il ricco calendario luganese dedicato alle fiere, con un evento che si posiziona certamente nel settore del “food”, ma nel contempo mirato anche al tempo libero, coinvolgendo anche settori dedicati al turismo, alla grande distribuzione, ai centri benessere, all’intrattenimento ed allo sport, senza dimenticare i settori della produzione del cioccolato artigianale ed industriale, l’oggettistica, i macchinari, le scuole professionali, l’alimentazione e l’editoria del settore.

L’obbiettivo della 1.a edizione di CHOC, è quello di coinvolgere paesi produttori ospiti, 50 espositori su un’area espositiva di oltre 2’000 metri quadrati, in attesa di oltre 20’000 visitatori provenienti dal Ticino, dalla vicina Italia ma soprattutto da oltre Gottardo, sfruttando a pieno le potenzialità della nuova galleria di base del San Gottardo.gocce-di-cioccolato
Alla fiera CHOC oltre che paesi coltivatori delle fave del cacao, si potranno incontrare stilisti con le sfilate dedicate, maestri pasticceri con speciali “Show-CHOCking”, ristoratori e cuochi stellati che presenteranno numerose applicazioni del cioccolato nella cucina tradizionale, scrittori che presenteranno in anteprima libri dedicati al settore, personaggi pubblici, artisti con mostre fotografiche e scuole svizzere ed europee del settore formativo professionale.

Oltre agli espositori presenti con prodotti e servizi, CHOC offrirà diversi valori aggiunti quali laboratori del cioccolato, workshops, conferenze, dibattiti senza dimenticare dimostrazioni e concorsi professionali che saranno presentati nell’area demo, dove si potranno vedere dal vivo tutti i trucchi dei maestri pasticceri che si alterneranno nelle loro presentazioni e preparazioni.

Tutte le animazioni saranno organizzate direttamente in collaborazione con gli espositori, aziende partner e scuole professionali svizzere ed estere ospiti della 1.a edizione della fiera CHOC.

CHOC proporrà diverse aree tematiche tra le quali: il museo del cioccolato, l’area conferenze e “Workshop” aperte al pubblico e per esperti del settore, l’area dimostrativa e spettacoli per degli speciali “Show-CHOCking”, l’esposizione fotografica sulla storia del cioccolato, il “Press corner” con la presenza di riviste nazionali ed internazionali, l’area cioccolato bio – vegano e commercio equo e tante altre sorprese!

E per i piú piccoli ci saranno delle belle occasioni di divertimento.

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CHOColandia

CHOC in occasione della fiera del cioccolato, dedica ai più piccoli CHOColandia, una golosissima area svago con attività d’intrattenimento, giochi d’animazione e laboratorio creativo tutto accompagnato dal protagonista dell’evento, il cioccolato.

Un luogo ideale per trascorrere un momento di grande divertimento con la propria famiglia e con tanti nuovi amici.

In collaborazione con Giocolandia che ogni anno interessa 5 “location” ticinesi, coinvolgendo bambini della fascia di età compresa tra i 2 ed i 12 anni, CHOColandia vuole trasmettere un messaggio positivo e di benessere nel tempo libero.

Mode Alimentari

September 4th, 2017 | By Michele Pili in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Le diete fai da te fatte seguendo un corso su youtube che ci spiega come dimagrire, senza bisogno di fare movimento (basta eliminare determinati prodotti) oppure mangiare la magnifica barretta che elimina anni di studio dei dietologi, azzera il mio lavoro e anche il piacere di un buon piatto equilibrato, così come il sedersi tutta la famiglia a tavola. Invece basta mangiare corretto e fare del movimento, guardare Jill Cooper non basta, bisogna imitarla, anche se il ricordo di Barbara Bouchet e la sua tutina fucsia sono sempre nei nostri cuori.

Tanti modelli alimentari nascono per fare business, magari sponsorizzati dalla bella attrice americana che deve puntare al grande pubblico e far credere di avere l’antidoto, che sarebbe tu stai sul tuo divano ti mangi la barretta magica oppure ti fai il tuo bel beverone e perdi i tuoi kg in eccesso. Però, lei ha gli addominali scolpiti che sembrano marmo e ha già fatto otto ore di palestra. Perché è inutile se stai sul divano e la tartaruga resta sempre girata, e parlo per esperienza, cintura nera di Divano a due piazze, guardando la bella attrice Americana.

Naturalmente alla dieta deve essere sempre abbinato dell’esercizio fisico, che facciamo?………… le prime due settimane, ma dopo “oggi salto”, “domani dovrò fare la spesa” e giù con le scuse, tanto abbiamo la barretta miracolosa di fibre.

La moda più comune è la strategia del terrorismo alimentare: mettiamo all’angolo gruppi di alimenti e non gli assumiamo più: meno cibo meno peso.

Una ricerca statistica ha mostrato che confrontando tre tra le principali diete (Weight Watchers, Zona, Atkins, South beach) nell’arco di 12 mesi solo il 10% va a buon fine.

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Chi ha seguito una dieta sul modello mediterraneo ha una probabilità di successo in un anno dell’86%. La dieta, intesa come sistema di criteri e di principi con cui l’uomo cerca di regolare il suo rapporto personale con il cibo, è diventata nello stesso tempo fattore positivo e promozionale di salute. Naturalmente serve costanza, impegno e tempo, perché non si perderanno così in fretta i panettoni mangiati a Natale.

Da quando allo star bene si è andato progressivamente sostituendo il sentirsi bene, la dieta è diventata un punto chiave per il proprio benessere.

Alla base di un miglioramento della qualità della vita ci sono: la semplicità, la responsabilità e il cambiamento, infatti, l’organismo possiede tutte le caratteristiche per raggiungere il benessere da solo, in maniera naturale e senza sforzi.

Gli insuccessi di queste fantomatiche diete non fanno comunque che sottolineare che l’alimentarsi in modo sano e corretto è un atto di coscienza e non una moda.

Prendiamo la dieta iperproteica come esempio di terrorismo alimentare: essa si basa sul fatto che è impossibile trasformare i grassi alimentari in grassi di deposito in assenza di carboidrati. Essa provoca radicali acidi che possono danneggiare i tessuti, in particolar modo i reni.

In definitiva mangiare sano equilibrato e non di più di quello che ci serve, e se facciamo una dieta facciamoci seguire da un dietologo.

In fondo, come ci insegna Ludwig Feuerbach “Noi siamo ciò che mangiamo”.

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Vini naturali, biologici e biodinamici

May 15th, 2017 | By Andrea Rera in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco | No Comments »

frutto della passione, dell’amore e della sapiente opera di piccoli produttori.

Il vino, come il cibo, deve essere buono e non nuocere alla terra! Deve rispettare il territorio, il lavoro del contadino e la tradizione del passato.
Questa è un po’ la nostra filosofia all’interno della Cantina del Parco San Marco. Abbiamo introdotto nuove etichette di vini naturali, biologici e biodinamici, provenienti da ogni regione d’Italia e da tutto il mondo.

Vogliamo far assaggiare ai nostri clienti il vero vino del territorio, la sapienza dei vignaioli che di generazione in generazione tramandano il sapere di fare un buon vino, un vino naturale, che utilizza solo la forza della natura e l’amore di chi lo coltiva e lo produce.

Siamo così andati a cercare le piccole cantine, a conoscere i loro personaggi: da chi coltiva le viti, a chi imbottiglia il vino fino a chi lo commercializza e lo fa conoscere al mondo. Abbiamo scoperto che dietro a questi vini ci sono volti di persone, con le loro storie da raccontare, con le loro esperienze e soprattutto con il loro amore e la passione che ci mettono per creare un buon prodotto.

Avec toi!

La maggior parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità di chi li produce. Noi vogliamo proporre vini che emozionino, grandi vini che arrivano dal frutto del lavoro artigianale e agricolo dell’uomo, che non contengono sostanze chimiche, né additivi nè anidride solforosa, che utilizzano soltanto lieviti naturali e rispettino il naturale ciclo della vita.

Vi proporremo vini ricchi di personalità!
Vi racconteremo di come Aldo Viola, dalla bellissima Sicilia, produca uno dei più buoni Syrah italiani ed un Grillo ed un Catarratto così franchi e sinceri da restare ammalliati dall’esplosione di profumi e sentori che si racchiudono in un calice.

Assaporeremo le fragranti bollicine della Franciacorta di Ca’ del Vent che coltiva le sue viti con la coltura biodinamica, la freschezza delle uve delle colline abruzzesi passando per il Pecorino, la Passerina e il Montepulciano d’Abruzzo dell’azienda Agricola di Marina Palusci.

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Andremo ad esplorare il resto del mondo con lo Chardonnay, nei pressi di Macon, da Jill e Chatrine Vergè, con la loro radicale espressione di terroir delle loro vigne centenarie, scaleremo i monti macedoni con Jason Ligas per addentrarci nella macerazione naturale non controllata di vitigni al mondo sconosciuti ma dalle note fruttate e intense e ricche di storia. Arriveremo fino in Giordania dal maestro della fermentazione e dell’affinamento in anfora, Soliko Tsaishvili che dai suoi vitigni autoctoni come il Rkatsiteli e il Saperavi produce vini eccelsi, dal sapore inconfondibile, decisi, potenti, tannici e terrosi.

written by Arianna Anselmetti, Maître d’hôtel

Campionato mondiale della Pizza: ci siamo anche noi!

February 20th, 2017 | By Melanie Pohl in Cucina, Gastronomie, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Ogni anno si svolge il campionato mondiale della pizza. Quest´anno, alla 26esima edizione parteciperá anche il Parco San Marco. Si, avete capito bene! Il nostro pizzaiolo Orazio sfiderá i migliori protagonisti a livello mondiale come rappresentate del Beach Lounge & Pizzeria San Marco durante la grande e famosa manifestazione che si terrá a maggio, dal 8 al 10 a Parma.

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Sono ben 11 le categorie per la quali si puó gareggiare tra cui Pizza in Pala, Pizza Larga e Pizza classica alle quali ci siamo inscritti. Questo è senza dubbio l´evento mondiale dedicato al piatto piú amato al mondo che guarda caso rappresenta un´eccellenza italiana in tutto il mondo, la pizza appunto.

Oggigiorno la pizza ha raggiunto livelli stellati, con prodotti sempre ricercati, da veri gourmet. Ma come è nata in realtá la vera pizza?
La storia della pizza è lunga, complessa e incerta. Le prime attestazioni scritte della parola “pizza” risalgono al latino volgare. Nel XVI secolo a Napoli ad un pane schiacciato venne dato il nome di pizza che deriva dalla storpiatura della parola “Pitta”.

Prima del XVII secolo la pizza era coperta con salsa bianca. Fu più tardi sostituita con olio d’oliva, formaggio, pomodori o pesce. La pizza marinara risale al 1734, mentre la pizza Margherita è degli anni 1796-1810. Nel giugno 1889, per onorare la visita della Regina d’Italia Margherita di Savoia, il cuoco Raffaele Esposito cuoco della pizzeria Pietro…e Basta Così (fondata nel 1780, ancor oggi esistente con il nome di pizzeria Brandi) preparò la “Pizza Margherita”, una pizza condita con pomodori, mozzarella e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana, il verde, il bianco e il rosso dandole appunto il nome “Margherita” in onore della Regina d´Italia.

Lentamente la focaccia di origine popolare arricchita con pomodoro si diffuse in tutte le classi sociali ed in tutte le regioni italiane, e con essa anche i locali specializzati nella preparazione della pizza: dapprima probabilmente forni in cui la pizza si consumava in piedi per strada, poi in seguito trattorie e pizzerie.

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Siamo certi che il nostro pizzaiolo fará un figurone con la sua grande esperienza! E voi, avete giá provato una delle sue ottime pizze? Che cosa state aspettando allora?

Prenotate il vostro prossimo soggiorno estivo sul Lago di Lugano per poter assaggiare direttamente presso la nostra spiaggia private le sue squisite pizze!

A presto!

Il sapore del Natale in Valtellina: la Bisciola

December 12th, 2016 | By Valentina Guerranti in Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

La Valtellina, regione adagiata a monte del Lago di Como e poco distante dal Parco San Marco, gode di un ricco patrimonio storico, naturale, sportivo ma soprattutto gastronomico grazie al suo forte contributo al settore vinicolo e alle sue molteplici specialità culinarie. Tra quest´ultime troviamo anche la Bisciola, tipico dolce del periodo natalizio. Sulle tavole valtellinesi, infatti, il classico Panettone viene spesso sostituito dalla Bisciola, che racchiude in sé tutti i profumi e i sapori genuini del territorio. Il dolce, che può essere definito un pane dolce lievitato, nasce dall´incontro tra diverse farine, burro di latteria, frutta secca come fichi e uvetta e frutta a guscio tra cui pinoli e noci.

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Tradizione narra che il dolce sia stato infornato per la prima volta nel XVIII secolo in occasione di una visita di Napoleone, il quale si fermò proprio nella bella vallata lombarda prima di terminare la Prima Campagna d´Italia. Il condottiero avrebbe chiesto ad un cuoco del posto di preparargli un dolce utilizzando ingredienti locali, e così nacque la Bisciola che con il tempo divenne una vera e propria specialità tradizionale.
La Bisciola oggi è prodotta e distribuita su larga scala ma mantiene la sua genuinità grazie ad un rigido Disciplinare di produzione che impone l´utilizzo di soli prodotti del territorio. Inoltre, il dolce compare tra l´Elenco dei Prodotti Agroalimentare Tradizionali (PAT) ed ha ottenuto, a partire dal 2013, il Marchio Collettivo Geografico (MCG) a garanzia di un ulteriore tutela sulla ricetta originale.

Per chi non avesse la possibilità di acquistarla nelle zone di produzione, o per chi volesse semplicemente proporre una versione “fatta in casa” del dolce durante il pranzo di Natale, riportiamo la ricetta proposta dalla Regione Lombardia qui di seguito.

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Ingredienti: 1 uovo intero + 4 tuorli, 60 grammi di burro, 12 grammi di miele, 75 grammi di zucchero semolato, 270 grammi di farina bianca, 50 grammi di farina di segale, 20 grammi di lievito di birra, un pizzico di sale, la scorza grattugiata di un limone, 100 grammi di uvetta, 100 grammi di fichi secchi, 60 grammi di nocciole, 100 grammi di noci, 20 grammi di pinoli, liquore tipo Gran Marnier, essenza di arancia, acqua, burro e farina per lo stampo.

Procedimento: Stemperate 18 grammi di lievito in 30 grammi di acqua, poi aggiungete un pizzico di sale, 80 grammi di farina ed impastate fino ad ottenere un composto soffice ed omogeneo che lascerete riposare per un’ora in un ciotola coperto con un canovaccio, in un ambiente tiepido (circa 25-28°). In alternativa potete far scaldare il forno fino a 50°, spegnerlo e sistemare l’impasto al suo interno. Nel frattempo mettete i fichi secchi e l’uvetta a bagno nel liquore per farli rinvenire. Prendete nuovamente l’impasto e trasferitelo nella ciotola dell’impastatrice e cominciate a lavorarlo con la frusta aggiungendo, man mano, il burro fuso, la farina rimasta, l’uovo e i tuorli. Quando il composto risulterà ben lucido aggiungete anche lo zucchero sciolto in un poco d’acqua calda, il miele, e qualche goccia di essenza di arancia. Continuate a lavorare l’impasto per altri 5 minuti, poi sbriciolatevi il lievito rimasto ed accertatevi che la consistenza del composto risulti molto elastica ed appiccicosa, in caso contrario, correggete con un poco di acqua tiepida. Amalgamate per bene l’impasto per qualche altro minuto, poi aggiungete anche i fichi e l’uvetta ben sgocciolati, le noci, le nocciole ed i pinoli, poi infornate a 160° per circa 40 minuti.

Ed ecco il vostro dolce natalizio pronto per essere gustato e condiviso con la famiglia, attenzione però a non eccedere: la Bisciola ha un elevato contenuto calorico!!

written by Sara Marconi, Reception

L`Italia e i vini

November 29th, 2016 | By Andrea Rera in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Parlare dell’Italia e dei suoi vini, significa, prima di tutto, intraprendere un lungo viaggio ricco di storia, cultura, uve (tantissime uve;in Italia si contano più di 300 specie di uve diverse), millenarie tradizioni e una vastità di tipologie di vino come non si trova in nessun altro paese del mondo. Dalle Alpi fino alla Sicilia, in mezzo alle dolci colline della Franciacorta, è impossibile non scorgere, praticamente ovunque, la presenza della vite. Vedere questa sconfinata distesa di viti, fa inevitabilmente tornare in mente il nome con cui gli antichi greci chiamavano l’Italia, “Enotria Tellus”, vale a dire “il paese delle viti sostenute da pali”, segno che la vite e il vino erano già ben presenti in Italia sin dai tempi della colonizzazione greca.

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La vite infatti è una pianta che si adatta ai climi molto differenti tra loro; si preferisce coltivare all’aumentare della latitudine e dell’altitudine le uve a bacca bianca, meno resistenti ai freddi autunnali e vendemmiabili a fine estate, mentre al diminuire della latitudine e dell’altitudine si coltivano principalmente uve a bacca rossa e vitigni destinati a produrre vini ad elevata gradazione alcolica; vitigni sottoposti alla cosiddetta “ vendemmia tardiva”.

Vini Bianchi, Rossi, Rosati, vino Novello, Passito, Ruspo o Barricato, vino Frizzante e vini Speciali. Sono tante le classificazioni per tipologie di vino presenti in Italia, tutte differenti per regioni, ogni una con i loro colori sapori e profumi particolari. Ogni vino con una sua caratteristica unica ed inconfondibile, caratteristiche che hanno reso l’Italia dei giorni nostri, stimata e rispettata nel campo enologico nonchè uno tra i principali produttori mondiali di vino.

Alcuni detti popolari dicono “ carne rossa, vino rosso”, ed in genere questo è l’abbinamento più frequente ma spesso rischioso poiché il vino va vino1scelto con estrema attenzione ; il cibo e il vino devono esaltarsi a vicenda e non coprirsi l’uno con l’altro. Per avere una idea più chiara vi darò una indicazione su come scegliere i giusti vini da abbinare alla carne rossa prendendo come esempio pratico una nostra deliziosa pietanza, presente nel nostro menù ed uno o più vini sfogliabili dalla nostra speciale carta.

Il nostro squisitissimo Filetto Rossini alla Michele Pili, delicato succoso e saporito filetto di Manzo può essere abbinato sapientemente a svariati vini della nostra ricca cantina tra i quali spiccano:

  • il “ Rubro” vino Ticinese della Cantina Valsangiacomo, 100% Merlot Riserva con affinamento 12 mesi in Barrique;
  • il “Valtellina Superiore Inferno D.o.c.g.” della Cantina Plozza, 100% Nebbiolo con affinamento 12 mesi in Barrique di rovere;
  • il “Terre Brune Superiore D.o.c.” della Cantina Santadi, 95% Carignano del sulcis 5% Bovale, con maturazione in Barrique di rovere Francese;
  • il “Chateau Domaine de L’Eglise” della Cantina Pomerol Bordeaux Francia, 100% Merlot.

Per altre nostre pietanze ed altre tipologie di vino troverete sicuramente un abbinamento ideale con la guida sapiente del nostro staff.

written by F&B Manager Ignazio Perria

Polenta e funghi: un grande classico della tradizione lombarda

November 13th, 2016 | By Michele Pili in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »


Oggi vi voglio presentare un grande classico del nostro territorio, dico nostro perché ormai a Porlezza mi sento di casa sebbene io sia sardo ed il mio meraviglioso lavoro mi abbia portato in ogni parte del mondo, compresa la Russia. Sto parlando della polenta e funghi.

Prima di tutto dobbiamo concentrarci sugli ingredienti. Per fare un figurone con questo piatto della tradizione è necessario scegliere attentamente polenta-con-funghi-pentolale materie prime: la farina per la polenta deve essere mista composta quindi da farina gialla di mais e da quella di grano saraceno, ovviamente della Valtellina. Vi consiglio di acquistarla direttamente dai piccoli produttori, dove viene ancora macinata secondo gli antichi canoni dei contadini.

Come accompagnamento invece prepareremo degli ottimi funghi porcini rigorosamente freschi della Val Cavargna, a pochi passi dal nostro Resort.

Ora veniamo alla preparazione della ricetta.

Per la polenta serviranno solo la farina mista, dell´acqua portata ed ebollizione e un pizzico di sale. Andrebbe cotta nel tipico paiolo di rame ed addirittura sul fuoco del camino ma tranquilli, potete cuocerla anche nella vostra cucina.

A seconda della densità che volete dare alla polenta, aggiungete la farina: a me personalmente piace piú morbida ma sono gusti personali. Il tempo di cottura stimato una volta che la farina viene calata è di circa 30 minuti. La polenta va rigirata con costanza, meglio se utilizzate la tipica “resena”, ossia un bastone di legno lungo e piatto e poi una volta pronta andrebbe adagiata sul “tap”, il tipico piatto fatto con rametti di salice o nocciolo.

polenta-e-funghi-porciniAnche la preparazione dei funghi è molto semplice e veloce: una volta puliti e tagliati a fettine vanno saltati in una padella con dell´olio d´oliva, preferibilmente del Lago di Como, bello caldo, aromatizzato con uno/due spicchi d´aglio (a seconda del vostro gusto- a me piace che si senta solo leggermente il profumo dell´aglio per non coprire la fragranza del porcino e quindi lo cuocio in camicia). Aggiungete poi del prezzemolo tagliato al coltello, un pizzico di sale e da buon sardo io ci aggiungo anche un tocco di piccante, leggero.

Ed il gioco è fatto! Se però volete lasciare i vostri ospiti senza fiato, vi consiglio di impiattare la vostra polenta e funghi porcini come un vero ristorante gourmet. Non vi serviranno molti strumenti se un cucchiaio, un bel piatto da portata e la tecnica della goccia.

Avete delle altre curiositá o volete imparare a cucinare come un vero executive chef? Prenotate allora una lezione di cucina con me, vi aspetto con tante altre ricette e consigli!

written by Michele Pili, Executive Chef

 

Prodotti del Parco San Marco

September 27th, 2016 | By Paola Mazzo in Cucina, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

La nostra proposta culinaria mira all´esaltazione dalla materia prima, del prodotto non modificato geneticamente, il più possibile biologico e in particolare per la frutta, la verdura e i formaggi il più possibile a chilometro zero, utilizzando anche le erbe aromatiche selvatiche delle nostri valli e del nostro lago.

In tavola portiamo inoltre i nostri prodotti, fatti esclusivamente per il Parco San Marco, nel rispetto della biodiversità, dalla pasta manufatta con grani antichi di Sicilia, al miele del Lago di Como passando per l´olio extra vergine d´oliva umbro.

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LA PASTA DEL PARCO SAN MARCO

Per le Paste del Parco San Marco vengono utilizzate esclusivamente farine provenienti dal campo di grano antico che abbiamo adottato presso il paese di Morgantina, nella Sicilia sud orientale, nell´ambito del progetto “Terre Frumentarie” patrocinato dal custode dei semi della tradizione per la biodiversitá del Mediterraneo, Giuseppe Li Rosi.

I frumenti coltivati ed utilizzati per la nostra pasta sono Senatore Cappelli, Margherito e Strazzavisazzi (detto anche Perciasacchi) e crescono secondo natura, senza quindi l´utilizzo di diserbanti o sostanze chimiche. Il nostro frumento è piú digeribile rispetto a quello usato per la produzione delle paste in commercio ed è naturalmente ricco di nutrienti sani per l´organismo come proteine e glutine destrutturato. Il nostro semolato contiene infatti fino al 70% di glutine in meno rispetto alla comune pasta industriale.

La nostra pasta viene manufatta dall´azienda agricola Damigella nel rispetto delle tradizioni italiane e della biodiversità del territorio e del grano. I semolati macinati a pietra conferiscono, insieme alla lenta lavorazione e alla trafilatura a bronzo, la giusta rugosità e il giusto colore alla pasta, che viene poi essiccata in modo lento, su telai di legno.

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La Pasta del Parco San Marco si contraddistingue per il profumo intenso che ricorda il sapore dell´antica tradizione della pasta italiana, di quella pasta fatta in casa, insieme alle nostre nonne, tutti intorno ad un unico tavolo.

OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA

Il nostro olio di oliva biologico extra vergine D.O.P. viene prodotto dall´Azienda Agricola Ferriccio Iannarilli in Umbria.

L´azienda é certificata biologica e nasce da una tradizione familiare che risale all’inizio degli anni 50. Questa antica passione per la genuinità ha spinto Iannarilli Ferruccio a creare questa azienda agricola gestita con tecniche agronomiche moderne ed una accurata attenzione per la qualità.

Le tecniche utilizzate per la produzione dell´olio servito nei nostri ristoranti sono finalizzate ad esaltare le caratteristiche di un prodotto alla base della dieta mediterranea.

Il nostro olio si distingue per un colore verde brillante e per un sapore ed un aroma molto pronunciati. Viene prodotto esclusivamente con olive proprie raccolte mediante brucatura manuale.

written by Paola Mazzo, Marketing Manager