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Abbazia Cistercense di Piona

June 19th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Il complesso architettonico costituente il Priorato di Piona, generalmente conosciuto come Abbazia di Piona, tipico edificio dell’arte comacina in pietra squadrata a vista, raggiungibile anche dal lago con il battello che costituisce un raro gioiello dell’architettura romanica lombarda, si trova sulla sponda lecchese del lago di Como nel territorio del comune di Colico.

L’abbazia sorge sull’estremità della penisola detta Olgiasca di fronte a Gravedona sulla punta estrema del ramo di Lecco. Ai piedi dei monti Legnone e Legnoncino.

Piona

Fu consacrata nel 1138 e intitolata alla Vergine.

La Chiesa appare leggermente arretrata rispetto al lato occidentale del monastero su cui appoggia.

La prima chiesa dedicata a Santa Giustina sorse in etá medievale. Molti secoli piú tardi venne fondato il priorato con il complesso abbaziale. Il posto si trovava lungo una rotta militare strategica, in quanto da qui si collegano, attraverso la Valtellina, il milanese e l’Italia centro-settentrionale all’Europa.

Nell’attuale Piona esistono, dunque, due edifici: l’odierna chiesa di San Nicola, costituente il vero e proprio nucleo edilizio del Priorato di Piona, e in posizione retrostante resti di un primitivo edificio ossia un rudere di una porzione di abside che può ragionevolmente essere attribuita all’oratorium voluto da Agrippino. Sono resti che, per le loro dimensioni, fanno pensare a un edificio piccolo e raccolto, degradato col tempo e quindi distrutto, che così ha fatto posto al successivo edificio dedicato a San Nicola.

L’architettura del complesso abbaziale rientra nel cosiddetto romanico lombardo con influenze transalpine. L’edificio attuale è il risultato di un ampliamento, per allungamento, di una precedente chiesa la cui consacrazione risale al 1138.

Nella parte sud della chiesa si trova un bel chiostro costruito in seguito intorno al 1242, in sostituzione forse di uno precedente di cui non si hanno notizie. È il punto di riferimento di tutto il complesso monastico, luogo di silenzio. La struttura è a forma quadrangolare per evocare la forza simbolica del numero quattro.

ABBAZIA-DI-PIONA-COLICO-4

Al centro del chiostro la fonte e l’albero raffigurano la fonte delle delizie e l’albero della vita del paradiso terrestre.

Passeggiare tra i giardini di ulivi e andare alla scoperta della chiesa principale, dello splendido chiostro, dell’abside, dei ruderi della chiesa di Santa Giustina, della bella sala capitolare e degli scorci sul lago è sicuramente un’esperienza mistica ed entusiasmante.

In uno degli edifici del complesso, i monaci che ancora abitano questo luogo, vendono alcuni prodotti tra cui erbe medicinali, oggetti sacri, creme cosmetiche, miele e i famosi liquori sapientemente distillati secondo le più antiche tradizioni, tutti prodotti naturali creati dai monaci stessi.

written by Sara Biacchi

La cascata di Begna

June 12th, 2017 | By Deborah Giorno in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

A soli 25 minuti dal Parco San Marco (10 minuti di auto più 15 minuti a piedi) potrete raggiungere uno dei posti più belli di Porlezza. Sarete immersi in un meraviglioso spazio naturale in cui potrete godere della vista di una splendida, seppur piccola, cascata: la cascata di Begna.

Cascata-di-Begna

Si lascia l’auto a Begna vicino alla chiesa parrocchiale e al parco giochi (il posteggio è gratuito), si continua a piedi seguendo le indicazioni per il “Ponte di Strolech” e poi per  la cascata. Il sentiero non presenta alcuna difficoltà, a parte una breve ma ripida discesa che porta ad un vecchio ponte di pietra.

Il sentiero incomincia su strada asfaltata per le vie del paese e, dopo questo breve tratto, inizia la parte di sentiero nel bosco.  Ad un certo punto il sentiero  vi regalerà una vista panoramica sulla piana di Porlezza, andando avanti troverete delle vecchie cascine e poi, giunti ad una piccola cappelletta, si segue il sentiero di sinistra che prosegue in discesa il quale vi porterà in pochi minuti alla cascata.

Ideale è andarci in una calda giornata d’estate, si può partire attrezzati di costume e telo mare per apprezzare la frescura di un posto che anche d’estate non rimane mai troppo caldo.

lungolago

Se invece dopo aver visto la casca avete ancora voglia di camminare, potete tornare indietro alla vecchia cappelletta e seguire le indicazione per il ponte di Strolech che raggiungerete in poco più di un’ora.

Tornati al posteggio concedetevi pochi minuti per vedere una vecchia nevera che si trova proprio a fianco del parco giochi, questa veniva utilizzata per conservare neve e ghiaccio da sfruttare come un rudimentale frigorifero per la conservazione dei cibi deperibili.

Museo Del Contrabbando

June 5th, 2017 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Da sempre contrabbando e contrabbandieri esercitano un certo fascino sui buoni e bravi borghesi. Ma coinvolge anche studiosi del costume, storici, economisti, perché il contrabbando ha rappresentato per decenni un’attività che ha permesso di far quadrare i conti in tempi di difficoltà e in zone economicamente povere. È giusto quindi che gli sia dedicato un museo, a ricordo di tempi, di condizioni, pericoli, fatiche, e ingegnosità manifestate da contrabbandieri e guardie, caratteri specifici della socialità che hanno interessato il Ticino negli ultimi cent’anni, fin verso i primi anni Settanta.

cantine di gandria

L’edificio che ospita il Museo delle Dogane si trova dall’altra parte del lago rispetto a Lugano, in zona Cantine di Gandria, ed è raggiungibile con una breve, suggestiva gita in battello; infatti sorge direttamente sul lago, al confine tra Svizzera e Italia in una zona impervia e coperta da una fitta vegetazione. Il primo posto doganale nella zona di Lugano era stato installato nel 1856 ed è noto ancora oggi come “La Casa Rossa”, mentre questa costruzione è stata realizzata nel 1904 come posto doganale, quindi come base per combattere il contrabbando, ed è diventata museo nel 1935.

Il museo è stato rinnovato e aperto al pubblico nel 1978, dopo accurati e prolungati lavori di restauro effettuati dal Museo Nazionale di Zurigo. La rievocazione dei tempi in cui il contrabbando era in piena fioritura avviene attraverso un’ampia esposizione collocata sui tre piani del museo. Al pianterreno è stato ricostruito il vecchio posto doganale, così come doveva apparire nel 1904. Vi si riconoscono i luoghi dei doganieri, e qui spicca la figura in cera di un contrabbandiere ammanettato da due agenti, e gli alloggi adiacenti destinati alle guardie. Sono poi esposti in bella evidenza diversi documenti doganali, un’agenda, monete dell’epoca, bilance e numerosi strumenti di misurazione. Al primo piano viene spiegata la storia dell’evoluzione dell’apparato confederale sino alla struttura odierna; un monumento ricorda le guardie di frontiera cadute nell’adempimento del proprio dovere.

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Al secondo piano è riunito un arsenale di armi provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, sequestrate a partigiani, fuggiaschi o evasi mentre tentavano di oltrepassare in modo clandestino la frontiera svizzera. Vi è poi una curiosa esposizione di strumenti e apparecchiature varie usate da contrabbandieri e bracconieri, oltre a una documentazione sui trucchi più raffinati coi quali si è tentato di aggirare le leggi doganali. Tra questi, un piccolo sottomarino con motore subacqueo, guidato da un contrabbandiere che navigava con la testa a pelo d’acqua, sequestrato con il suo carico d’una tonnellata di salame.

Nel 1994 l’esposizione permanente è stata trasformata in un’esposizione interattiva che, nel 1998, si è arricchita di novità informatiche e audiovisive. Per mezzo di video e di fotografie vengono presentati i sistemi moderni di sorveglianza alle dogane, come gli strumenti di sorveglianza notturna con raggi infrarossi e di rilevamento di falsificazione dei documenti d’identità. È possibile visitare il museo del contrabbando partendo direttamente dal pontile del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort  tramite le gite organizzate dalla scuola Padi Diving presso la nostra spiaggia privata.

 

Visita alla città di Lugano

May 29th, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

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Il Lago di Lugano è sicuramente uno dei più bei laghi in terra. La città stessa di Lugano è bellissima, pulita, molto ben organizzata e piena di colline con incredibili proprietà. Il lago è al centro di tutto. È possibile trovare ottimi ristoranti di marchi internazionali, ed è anche possibile incontrare molte persone e godersi il giorno e la notte… è assolutamente da vedere. Ad esempio, vi suggerisco la visita del Parco Ciani, parco di dimensioni contenute, ma molto curato. Paesaggi straordinari e piante di una bellezza unica. Sul lungolago si ritrovano numerosi cigni e paperelle. Per di più vi è una sezione del lungolago dalla quale si ha accesso a una piccola spiaggia, dove è possibile dar da mangiare alle paperelle che si riuniscono in questo posto. Vi sono inoltre numerose panchine per rilassarsi ammirando il panorama e una sezione interamente dedicata ai bambini, con vari giochi e divertimenti. Le mura proteggono questo piccolo angolo di paradiso dalla movida della città circostante.

Continuando la vostra passeggiata verso il Museo LAC di Lugano, costeggiando il lungolago, non perdetevi la Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Essa custodisce un capolavoro del primo Rinascimento, considerato il più noto affresco di quel periodo in Svizzera. Si tratta di una raffigurazione della Passione e della Crocifissione, opera dell’artista italiano Bernardino Luini (1480 circa – 1532) che fu discepolo di Leonardo. Il grande affresco si caratterizza per la vivacità della scena che presenta un tripudio di personaggi: oltre 150, con un alternarsi di cavalli e un movimento di figure. Santa Maria degli Angeli custodisce due altri capolavori del Luini: il dipinto dell’Ultima Cena sulla parete sinistra della navata (che in origine si trovava nell’antico refettorio del convento) e l’affresco della Madonna con Gesù Bambino e S. Giovannino nella prima cappella laterale.

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Degno di nota anche il S. Francesco dipinto nel 1728 da Giuseppe Antonio Petrini che si ammira nella seconda cappella.

È consigliabile combinare questa visita con quella del centro storico. Piazza della Riforma contende alla Piazza Grande di Locarno il ruolo di piazza più bella del Ticino. È considerato come l’elegante salotto della città, contornato da antichi edifici, tra cui il neoclassico Palazzo Civico, e di ritrovi che invitano a una sosta. Luogo d’incontro dei luganesi, ospita grandi eventi come Festival Jazz, ed è il punto di partenza ideale per una visita della città. Una rete di viuzze pedonali, dove si passeggia fra vetrine scintillanti e lussuose boutiques, la collega, infatti, ai principali punti d’interesse del centro.

Il Santuario della Caravina e Villa Fogazzaro-Roi

May 22nd, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

La zona delle 5 valli è piena e ricca di luoghi unici e straordinari, come per esempio il Santuario della Nostra Signora dei Miracoli della Caravina e la Villa Fogazzaro-Roi.

Santuario della Caravina

Il Santuario si trova sulla strada che collega Lugano e Porlezza, sulle rive del Ceresio. A due passi dal nostro Parco San Marco, raggiungibile a piedi o più comodamente in macchina.

Esso nasce di fatto da un miracolo nel 1562, quando il dipinto della Pietà che ritrae la Madonna con Gesù morto sulle sue ginocchia inizia a piangere. Da quel giorno si inizia a costruire il Santuario come lo conosciamo noi oggi. I lavori di costruzione, con anche annesso il campanile, voluto dall’allora arcivescovo di Milano, S. Carlo Borromeo, terminano nel 1611.

La chiesa fu arricchita all’interno di arredi, cornici, capitelli e affreschi di Isidoro Bianchi di Campione d’Italia.

Il Santuario fu consacrato da Mons. Carlo Settala, vescovo di Tortona nel 1659. Successivamente, dopo vari lavori e rimodernamenti all’interno della Chiesa, nel 1960 il Papa Paolo VI affidò il Santuario nelle mani dei Padri del Sacro Cuore di Betharram.

Anche Antonio Fogazzaro, noto scrittore della nostra zona che scrisse “Piccolo Mondo Antico”, ha cantato in modo romantico la bellezza poetica del posto dove sorge il Santuario, proprio al limitare della Valsolda.

Parlando di Antonio Fogazzaro non si può tralasciare la bellezza della sua villa estiva a Oria, Valsolda. Sulla riva del lago di Lugano con una visuale spettacolare, egli la descrisse come il suo “luogo dell’anima” e ci ambientò gran parte dei suoi maggiori successi.

In origine la villa apparteneva alla parrocchia di San Sebastiano, poi acquisita nel 1900 dalla famiglia Fogazzaro, imparentata con i marchesi vicentini Roi.

La villa è di stampo ottocentesco, sia per lo stile che per i suoi spazi raccolti. Al suo interno sono conservate le memorie dello scrittore, accuratamente distribuite per tutta la casa grazie al meticoloso lascito del Marchese Roi. Infatti l’ultimo proprietario, il marchese Giuseppe Roi, oltre a donarla nel 2009 al FAI- Fondo Ambiente Italiano, ha lasciato anche per iscritto come dovevano essere disposte i ricordi, le stoviglie e tutti i piccoli oggetti della casa. Ad esempio, la camera da letto e lo studio dello scrittore sono state fedelmente ricostruite tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento e mantenute meticolosamente dal suo ultimo proprietario.

villa fogazzaro

A pochi chilometri dal Parco troverete, quindi, dei posti unici e spettacolari. Non perdetevi la visita di questi luoghi straordinari!

Written by Lara Beatrice, Receptionist

Vini naturali, biologici e biodinamici

May 15th, 2017 | By Andrea Rera in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco | No Comments »

frutto della passione, dell’amore e della sapiente opera di piccoli produttori.

Il vino, come il cibo, deve essere buono e non nuocere alla terra! Deve rispettare il territorio, il lavoro del contadino e la tradizione del passato.
Questa è un po’ la nostra filosofia all’interno della Cantina del Parco San Marco. Abbiamo introdotto nuove etichette di vini naturali, biologici e biodinamici, provenienti da ogni regione d’Italia e da tutto il mondo.

Vogliamo far assaggiare ai nostri clienti il vero vino del territorio, la sapienza dei vignaioli che di generazione in generazione tramandano il sapere di fare un buon vino, un vino naturale, che utilizza solo la forza della natura e l’amore di chi lo coltiva e lo produce.

Siamo così andati a cercare le piccole cantine, a conoscere i loro personaggi: da chi coltiva le viti, a chi imbottiglia il vino fino a chi lo commercializza e lo fa conoscere al mondo. Abbiamo scoperto che dietro a questi vini ci sono volti di persone, con le loro storie da raccontare, con le loro esperienze e soprattutto con il loro amore e la passione che ci mettono per creare un buon prodotto.

Avec toi!

La maggior parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità di chi li produce. Noi vogliamo proporre vini che emozionino, grandi vini che arrivano dal frutto del lavoro artigianale e agricolo dell’uomo, che non contengono sostanze chimiche, né additivi nè anidride solforosa, che utilizzano soltanto lieviti naturali e rispettino il naturale ciclo della vita.

Vi proporremo vini ricchi di personalità!
Vi racconteremo di come Aldo Viola, dalla bellissima Sicilia, produca uno dei più buoni Syrah italiani ed un Grillo ed un Catarratto così franchi e sinceri da restare ammalliati dall’esplosione di profumi e sentori che si racchiudono in un calice.

Assaporeremo le fragranti bollicine della Franciacorta di Ca’ del Vent che coltiva le sue viti con la coltura biodinamica, la freschezza delle uve delle colline abruzzesi passando per il Pecorino, la Passerina e il Montepulciano d’Abruzzo dell’azienda Agricola di Marina Palusci.

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Andremo ad esplorare il resto del mondo con lo Chardonnay, nei pressi di Macon, da Jill e Chatrine Vergè, con la loro radicale espressione di terroir delle loro vigne centenarie, scaleremo i monti macedoni con Jason Ligas per addentrarci nella macerazione naturale non controllata di vitigni al mondo sconosciuti ma dalle note fruttate e intense e ricche di storia. Arriveremo fino in Giordania dal maestro della fermentazione e dell’affinamento in anfora, Soliko Tsaishvili che dai suoi vitigni autoctoni come il Rkatsiteli e il Saperavi produce vini eccelsi, dal sapore inconfondibile, decisi, potenti, tannici e terrosi.

written by Arianna Anselmetti, Maître d’hôtel

In barca a vela sul Lago di Lugano

May 8th, 2017 | By Roberto Fornari in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Il mondo visto da una barca a vela. Vento, senso di libertà, rispetto della natura, emozioni che scolpiscono l’anima.

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Prova ad immaginare i seguenti passaggi:

-          Ti trovi sulla terra ferma a Cima di Porlezza
-          Sei in riva al lago di Lugano
-          Sei in un porticciolo
-          Nel porticciolo ci sono tante barche
-          Una barca in particolare ti incuriosisce
-          È una barca a vela
-          Fra poco salirai sulla barca a vela
-          Inizia l’avventura – si inizia a navigare

La premessa mi suscita curiosità ed interesse. Vedere il mondo dalla prospettiva del lago.

Sul lago di Lugano si trova un bel resort. È il Parco San Marco. Il luogo è incantevole e la curiosità mi ha portato ad approfondire la conoscenza di questo luogo. Oltre ad avere scoperto che hanno team dedicato ad attività sia di rilassamento che di sport (viene chiamato Vitality energy program) ho visto nella loro spiaggia privata, dove vi è anche un porticciolo, una barca a vela.

Torno ad immaginare i passaggi sopracitati e senza pensarci troppo chiedo di potere avere la possibilità di veleggiare su questo lago.

Lo skipper è un uomo alla mano, mi mette subito a mio agio, mi spiega i principi base di chi naviga.

Le principali norme di precedenza tra barche a vela (e fra vela e motore), o meglio regole per evitare gli abbordi, ovvero collisioni in mare, sono poche e facili da ricordare.

Le prime due sono relative al vento: tra due vele che navigano con le stesse mure e sono in rotta di collisione, è la barca sopravvento (quella cioè che stringe meno il vento) che deve manovrare per evitare l’abbordo.

barche a vela

Mentre tra due vele che navigano in rotta di collisione con mure diverse, è la barca con le mure a sinistra che deve manovrare.

Le ultime due regole di precedenza invece, non fanno riferimento al vento: tra una barca raggiungente (a vela o a motore) e una barca raggiunta (anche lei a vela o a motore), è la barca raggiungente che deve manovrare. Questa regola prevale sulle prime due, quelle cioè relative al vento. Infine tra una barca a vela e una a motore, che navigano in rotta di collisione, è la barca a motore che deve manovrare. Ci preme sottolineare che queste regole per evitare gli abbordi vanno intese come doveri e non come diritti: chi ha il dovere di dare la precedenza deve fare una manovra tempestiva ed evidente, senza aspettare l’ultimo minuto. Chi ha il “diritto” di precedenza deve navigare per la sua rotta senza mutarla, per non ingannare l’altra imbarcazione. Se poi questa non manovra a tempo debito, deve manovrare lei per evitare la collisione.

Esistono altre particolari regole di precedenza: all’imbocco dei porti, dove chi entra deve lasciare acqua a chi esce; sui fiumi, dove chi naviga contro corrente deve manovrare per evitare l’abbordo con chi è in favore di corrente; per le imbarcazioni con difficoltà di manovra (es: pescherecci, rimorchiatori, posacavi) che in generale hanno il diritto di precedenza.

Finita questa premessa lascio libero sfogo alla vostra fantasia per lasciarvi immaginare come velisti sperduti nel vento.

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Attimi di relax per corpo e anima

May 1st, 2017 | By Wendy Koppen in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments »

La SPA San Marco è un´oasi di charme e di relax direttamente sul Lago di Lugano. Potete trovare tutto ciò che rallegra il vostro animo tra cui una piscina riscaldata con vasca idromassaggio e zona per i bambini. Inoltre vi aspetta anche un Vitarium, una sauna finlandese, un bagno turco, la fontana del ghiaccio, delle docce sensoriali e una stanza ipersalina oltre che a diverse aree di relax.

PSM2014-06-141403Il vostro viaggio nel mondo del benessere viene poi guidato dalle mani esperte dei nostri massaggiatori ed maestri del benessere. Per la vostra bellezza, provate un fresco peeling completo oppure una pulizia profonda del viso.

L´arte del massaggio è un´antica forma di cura del corpo dagli innumerevoli benefici: favorisce il rilassamento che consente al nostro organismo di rigenerarsi equilibrando il sistema nervoso, stimola l’ossigenazione e il flusso dei liquidi nel corpo, rilassa e decontrae la muscolatura e dona una sensazione di  pace e benessere.

Godete  del massimo relax con un massaggio Ayurveda che con lenti e costanti scivolamenti delle mani lungo il corpo, permette di raggiungere uno stato di rilassamento sia fisico che mentale oppure con un massaggio classico alle pietre calde. Olii caldi, mani premurose, aromi intesi: insomma un´esperienza di benessere completo.

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Uno speciale trattamento corpo mirato su principi attivi che stimolano la disintossicazione è il nostro nuovissimo trattamento corpo Detox. Questo trattamento inizia con la rimozione delle cellule morte grazie all`uso dei guanti di canapa, a seguire si applicha il fango specifico detossinante e drenante che ricompatta e tonifica la pelle il quale verrà lasciato agire per circa 15-20 minuti. Infine si farà un massaggio con prodotto specifico che favorisce l`eliminazione delle tossine e promuovere il drenaggio. È un trattamento ideale per ritrovare un corpo più leggero e tonico.

Lasciatevi coccolare dal nostro Team della SPA. Volete prenotare un trattamento o un massaggio giá prima del vostro arrivo? Con piacere siamo a vostra disposizione!

Non vediamo l´ora di viziarvi al Parco San Marco!

Il Monte Generoso

April 10th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Il Monte Generoso, principale cima panoramica del Canton Ticino, la cui vista spazia dagli Appennini alle Alpi permettendo di ammirare dall’alto il Nord Italia, con la regione dei laghi e la catena Alpina del Gran Paradiso, dal Monte Rosa al Cervino e dalla Jungfrau al massiccio del Gottardo è finalmente riaperto al pubblico.

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Si puó raggiungere con il trenino a cremagliera che partendo da Capolago sul lago di Lugano raggiunge la vetta a 1704 m percorrendo per 9 km il parco naturale del Monte Generoso per una durata di circa 40 minuti di viaggio.

Il Monte Generoso offre una vasta scelta di escursioni, adatte sia a coloro che sono alla ricerca di una rilassante passeggiata, immersa nella natura, sia a coloro che invece vogliono intraprendere una sfida più impegnativa attraverso i sentieri di montagna. Lungo il sentiero che porta alla vetta panoramica è possibile osservare alcune curiosità geologiche in quanto sono presenti numerose tracce fossili. Il terreno favorevole della montagna ha sviluppato più di 800 specie vegetali, tra cui specie molto rare, come la peonia (peonia officinalis). Il monte costituisce un crocevia per le migrazioni di volatili fra l’arco Alpino e la pianura Padana infatti in primavera/estate sono facilmente avvistabili molti volatili tra cui poiane, nibbi e cinciallegre. I piú fortunati si potranno anche imbattere in una colonia di camosci, che non hanno alcun problema a farsi vedere, poiché non temono l’uomo.

Sul versante orientale in territorio italiano è stata scoperta nel 1988 una grotta, comunemente conosciuta come Grotta dell’Orso perché vi sono stati trovati i resti di un orso delle caverne risalenti ad un periodo compreso tra i 60.000 ed i 30.000 anni fa. La fauna fossile è costituita da molte altre specie tra cui il lupo, l’orso bruno, lo stambecco, l’alce e molti altri. Sarà possibile effettuare visite guidate dal 27 maggio al 1° ottobre dalle ore 10:30 alle ore 16:00.

Per i più sportivi é possibile svolgere attività come parapendio, mountain bike e La Via Ferrata. La Via Ferrata s’inerpica lungo le rocce, assicurata mediante funi di ferro e attrezzata con scalette, offre agli appassionati di montagna una via di mezzo tra le escursioni alpine e le arrampicate sportive. Il percorso inizia a 1704 m di altitudine e ha una durata di circa tre ore, è adatta agli adulti e ai bambini a partire da 8 anni.

Dopo una passeggiata sarà possibile trovare ristoro in uno dei due ristoranti presenti sulla vetta: Il “Fiore di pietra” che troneggia sul ciglio roccioso della montagna e offre una vista a 360 gradi e il self-service “Generoso”.

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In conclusione di una piacevole giornata immersi nella natura, ogni domenica da giugno a settembre dalle ore 14:30 alle ore 17:30 sarà possibile inoltre l’osservazione della volta celeste durante le serate a tema e del sole presso l’osservatorio astronomico inaugurato il 26 agosto 1996.

Scritto da Silvia Crosta- prenotazioni

Il Rogolone: la piú grande quercia del nord Italia

April 4th, 2017 | By Deborah Giorno in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Se siete ospiti del Parco San Marco non potete non utilizzare mezza giornata della vostra permanenza qui per andare a vedere una delle più maestose querce d’Europa, la più grande del nord Italia: il Rogolone.

Rogolone

Con i suoi 7,90 m di circonferenza, un altezza di ben 25 m e un’età di 276 anni (circa), il Rogolone dal dicembre del 1928, è tutelato come Monumento Nazionale facendo parte dei 150 alberi italiani di grande valore storico e monumentale.

Distante solo 12 Km dal nostro Parco, l’antica quercia sorge su un pianoro nel comune di Grandola ed uniti a 479 m di altitudine.

E’ facilmente raggiungibile da tre punti:

-       Dalla chiesa di san Giorgo situata nella frazione di Gottro del comune di Carlazzo.

-       Dalla frazione di Velzo del comune di Grandola ed uniti.

-       Dalla frazione Scarpignana del comune di Carlazzo.

Tutti e tre i sentieri non presentano alcuna difficoltà e hanno una durata di percorrenza di 20/25 min.

Vista dai Miradori del Regolone

Se avete intenzione di fare un bel giro vi consiglio di partire o da Gottro o da Scarpignana,raggiungere in pochi minuti la maestosa quercia e poi procedere in direzione di Velzo. Da qui si attraversa la strada e si seguono le indicazioni per il mulino Nogara. Passato il piccolo ma affascinante paesino, il sentiero continua in discesa raggiungendo un ponte (ponte Nogara) sotto il quale scorre il fiume Sanagra (il quale da’ il nome alla valle). Attraversato il ponte andate subito a destra e costeggiate il fiume fino a raggiungere l’agriturismo Vecchia Chioderia dove troverete un cartello con i vari sentieri che potete seguire (Attenzione che alcuni sentieri non ci sono più o sono dismessi, come il sentiero giallo che passa sull’orrido).

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Dall’agriturismo vi consiglio si seguire o percorso tematico rosso e raggiungere così la torre Galbiati e poi la villa Vigoni; oppure seguire il percorso tematico verde per arrivare a Sass Curbèe e poi raggiungere la località Madri.

Scritto da Deborah Giorno- SPA Manager