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Alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco

October 11th, 2018 | By Valentina Guerranti in Ausflugstipps, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomie, Parco San Marco | No Comments »

In una splendida cornice, circondata dalle montagne e dallo splendido lago di Lugano si trova il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un hotel dedicato alle famiglie che saprà accogliervi e vi fará trascorrere un soggiorno da mille e una notte.

In prossimità del  Parco San Marco, a soli pochi minuti in auto, si possono visitare le splendide ville che si affacciano sul Lago di Como come Villa Carlotta, Villa del Balbianello oppure ancora Villa Melzi.

giardinoinglese

Potrete fare delle splendide passeggiate immersi nella natura e nel verde visitando la Val Sanagra e il Rogolone splendida quercia secolare, oppure ancora visitare Morcote splendido villaggio vicino Lugano eletto nel 2016 il più bel villaggio della Svizzera.

Potrete ancora liberare la vostra voglia di sport estremo e di vivere un’esperienza unica  lanciandovi nel vuoto oppure effettuare dei percorsi ad ostacoli immersi nella natura con Fly Emotion nella bassa Valtellina a circa un’ora d´auto dal Parco San Marco. Sempre rimanendo in Valtellina nel mese di ottobre e più precisamente nel week end di  sabato 13 ottobre / domenica 14 ottobre nei paesi di Albaredo per San Marco, Mello e Traona potrete partecipare all’evento “Gustosando”, un tour alla scoperta degli antichi sapori della Valtellina:  un itinerario enogastronomico volto a scoprire i piatti della tradizione e dei vini valtellinesi tra storiche cantine, corti peculiari e locali tipici. Con un simpatico kit, contenente posate in legno ed un calice per la degustazione dei vini avrà inizio un’indimenticabile passeggiata all’insegna del gusto. Sarà possibile seguire un itinerario enogastronomico in 8 tappe degustando le antiche ricette valtellinesi come i pizzoccheri, le tradizionali tagliatelle ricavate dall’impasto di grano saraceno e farina di frumento, condite con formaggio Casera, burro e verze. Tra i dolci tipici potrete gustare il pane dolce bio ed infine, il grandissimo l’orgoglio Valtellinese: il Bitto, un formaggio  d’alpeggio e di stalla a denominazione di origine protetta (DOP) la cui variante storica é prodotta esclusivamente in questi territori montani.

Pizzoccheri-classici

Per continuare la vostra esperienza alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco, anche la splendida città di Lugano desidera regalare momenti indimenticabili ai turisti grazie alle escursioni guidate della Città alla scoperta degli angoli più nascosti e deliziando il palato con piccole degustazioni di varie specialità ticinesi e di altri cantoni, compreso il delizioso vino Merlot.  Le varie tappe che compongono le passeggiate permetteranno ai partecipanti di conoscere aneddoti e curiosità su molti dei locali, bar e ristoranti più caratteristici della perla del Ceresio. Più che una passeggiata di assaggi, il tour consiste in un vero e proprio menu… itinerante.

Bicchiere di Merlot

Per tutte queste ragioni se volete vivere una vacanza veramente unica ed irripetibile all’insegna del relax, della cultura, dell’avventura e della gastronomia non potete far altro che scegliere il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un paradiso a 360 gradi.

L`UVA: il toccasana di fine estate a tavola e nella cosmesi

August 31st, 2018 | By Wendy Koppen in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments »

La fine dell´estate segna una svolta nella nostra vita, per alcuni le vacanze al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort stanno per finire e la necessità di energia per riprendere i doveri quotidiani si fa sempre più immediata ed indispensabile.

Abbiamo trovato per voi il rimedio perfetto: un frutto delle proprietà nutrizionali importantissime, con elevato contenuto di zuccheri semplici, subito disponibili a dare forza e vitalità: la Vitis Vinifera, detta anche vite europea o meglio l`uva. Precisiamo innanzitutto che di Vitis vinifera a piede franco ce ne siano rimaste pochissime coltivazioni, a causa della fillossera: un insetto che attacca le radici, derivato dal continente americano il quale ha rischiato di distruggere completamente la vite in Europa alla fine del XIX secolo. Sempre dall`America è arrivata anche la soluzione per impedire questo disastro: alcuni radici della Vitis labrusca o meglio la vite americana, avevano sviluppato una resistenza genetica alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

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Tutto ciò non ha impedito a questa pianta divina a donaci le migliori qualità nutrizionali attraverso i suoi frutti. A prescindere da colore, forma e tempi di maturazione, l’uva è ricca di glucosio, levulosio e mannosio, tutti zuccheri assimilabili in tempi brevi che aiutano a combattere stanchezza e carenza, appunto, di zucchero. Proprio per questa sua caratteristica, chi soffre di diabete deve mangiare piccole quantità di uva e preferibilmente senza buccia. Le stesse precauzioni dovrebbero essere seguite da chi ha problemi digestivi.alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

L’uva combatte i radicali liberi grazie ai flavonoidi contenuti, soprattutto la quercetina ed il resveratrolo che hanno proprietà antiossidanti e antitumorali, utile nella prevenzione del tumore al seno e al colon.

Indicata soprattutto per chi vuol disintossicarsi, nota è l’ ampeloterapia, la dieta dell’uva che prevede di mangiare 2 kg di uva al giorno per qualche giorno come unico alimento giornaliero, infatti l’uva ha proprietà disintossicante, indicata anche per chi vuol eliminare le tossine dal corpo e per chi ha problemi renali. Inoltre è antibatterica e antinfiammatoria, ed aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, irrobustisce le ossa, quindi è indicata per prevenire l’osteoporosi, ed è fonte di energia soprattutto per studenti e sportivi, rinforza il sistema immunitario e mantiene in salute gli occhi. Le foglie di vite, ricche di omega-3 invece, si possono usare come tisana facendo bollire 50 gr. di foglie in un litro di acqua, filtrare e bere due bicchieri almeno due volte al giorno. I tannini contenuti nelle foglie prevengono l’invecchiamento e favoriscono la circolazione periferica.

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I semi di uva vengono utilizzati  per estrarre l’olio di vinacciolo, molto usato in cosmesi.  L’olio dona elasticità e morbidezza alla pelle, andando a impattare sulle due proteine strutturali: vale a dire collagene ed elastina. Le nostre colleghe della SPA San Marco saranno felici di presentarVi diversi trattamenti a base di uva, ad esempio il trattamento viso Vinoble Selection o Vinoble Deluxe oppure il Vinoble Peeling facciale.

Grappoli di bellezza: dal frutto al nettare divino, acino e succo fermentato, dal piatto al bicchiere; un passaggio che segna la nascita del mondo dionisiaco e insieme del più caro rubino a Bacco.

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L’ uva rientra nella cosmogonia cristiana sia come vino, trasfigurazione del Salvatore ed eredità dell’ultima cena, sia come vigna. La Carta dei Vini nei ristoranti dell Parco San Marco è ricca di numerosi etichette locali ed internazionali che accompagneranno le Vostre cene gourmet. I nostri colleghi sommelier saranno felici di assisterVi nella selezione e guidare le Vostre degustazioni.

.La vigna è bella in primavera, verde giovinezza, in estate – con le sue foglie fitte ma sopratutto in autunno, accendendo d’improvviso il paesaggio con secchiate purpuree o giallastre. E come descrivere la vendemmia, che in questa stagione riempie l`aria con profumi dolciastri e invitanti ed  è un momento conviviale e tappa considerevole nel ciclo annuale agricolo.

Ricorderete però di certo anche la nota favola di Esopo, la cui protagonista, la volpe, disprezzava l`uva perché irraggiungibile: ancora una volta, attraverso questo dolce frutto divino, il celebre scrittore greco ci racconta come “anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze”. Il team del nostro del Club Bim Bam Bino, raccontano e spiegano questa fiaba ai Vostri bambini al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort.

Ricca di sostanze nutritive e proprietà curative, buona, dolce e succosa, capace di trasformarsi in grandi vini attraverso la fermentazione, protagonista atavica di racconti e fiabe, l`uva è un toccasana per la salute. Il fine estate é il momento ideale per godere al pieno di tutti suoi benefici, approfittiamo!

La Via del Ferro

August 17th, 2018 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Per gli amanti del trekking, il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort grazie alla sua posizione offre ai clienti molteplici possibilità di meravigliose passeggiate.

Una degna di nota é la ” Via del Ferro”. Questa passeggiata era ai tempi un´antica strada che collegava la Val Menaggio con i paesi dell´alta Val Cavargna. Nel XVIII – XIX secolo veniva utilizzata per il trasporto del ferro grezzo proveniente dalle miniere dell´alta valle, passando per Forni Vecchi dove il ferro veniva fuso per poi raggiungere le fucine di Begna.

Il percorso:

Questa incantevole passeggiata inizia partendo dal nostro resort arrivando sino a Carlazzo. Si prosegue sulla strada che attraversa il centro storico, raggiungendo così la frazione di Maggione. Percorsa la strada in selciato di pietra si incontra l’ex caserma della Guardia di Finanza fino a raggiungere il ponte di pietra che sovrasta il fiume Cuccio.

Da qui una salita, che porta a raggiungere un´altezza di 650 m. Lungo il percorso si incontrano sorgenti che sgorgano da blocchi di calcare a tufo, alcuni casolari e la chiesa di S. Ambrogio di Cusino.

Via del Ferro percorso

Qui inizierà una strada in discesa, dal quale si raggiunge il Ponte Dovia, luogo in cui ammirare la caserma austro-ungarica (che ora è abitazione private) con un maglio ad acqua, un mulino, una calcineria, un deposito di carbone e uno sbarramento idrico. Con questa passeggiata si potranno vedere aree di opere idrauliche molto interessanti, che hanno permesso la canalizzazione delle acque del fiume Cuccio; in modo tale da poter sfruttare la grande forza motrice che ai tempi era utile al funzionamento della fornace (diroccata) e ancora oggi viene sfruttata per la produzione di energia elettrica.

Proseguendo per il ponte ad arco in pietra, si sale lungo il lato sinistro del fiume, dove la strada sale fino a 700 m, raggiungendo Sora.  Attraversando il piccolo borgo, attraverso la vecchia strada, si incontrerà un’edicola sacra in stile barocco dove è ancora conservato un bellissimo fontanile.

Imboccando la discesa lungo il bordo del fiume, si attraverserà un bosco ed in breve tempo raggiungerete la località Forni Vecchi che rappresenta la meta finale di questo itinerario. Qui si potranno ammirare alcune costruzioni in pietra (ca. XV secolo) che ricordano le attività industriali del tempo, quando le fucine per la lavorazione dei minerali ferrosi erano ancora attive. Molti edifici sono oggi diroccati e vengono utilizzati per il ricovero degli animali. Quelli che sono ancora riconoscibili sono l´impianto di un maglio funzionante ad energia idraulica e i resti del primo altoforno in Val Cavargna del 1783 che venne trasformato poi in segheria a causa dei costi troppo elevati della ghisa prodotta.

Lungo il percorso si possono fare delle lunghe soste , magari anche per un bel pic-nic vista la presenza di vasti prati contornati da una ruota di mulino abbandonata, corsi d’acqua e da una fitta vegetazione che lo rendono un luogo molto gradevole e rilassante.

Per tornare al Parco San Marco sará possibile ripercorrere il sentiero o salire per il breve e ripido sentiero sino a S. Nazzaro per poi prendere il bus che li porterà sino all’hotel.

Via del Ferro percorso2

L’itinerario:

Percorso fra acciottolato e sterrato, percorribile con facilità nelle belle stagioni; qualche difficoltà in inverno a causa di neve e ghiaccio Dislivello: da 481m di di Carlazzo ai 995m di S.NazzaroV.C. Tempo di percorrenza: 5 ore, solo andata. Difficoltà: per tutti, discreto impegno f isico.

Leggende Culinarie

July 13th, 2018 | By Melanie Pohl in Parco San Marco | No Comments »

Cappuccino

La nostra prima colazione, intesa come diffusione e non certo come valore nutrizionale, ha sulle sue spalle un forte legame e soprattutto sono legati a una bellissima storia. Siamo nel 1683 e gli ottomani sono oramai alle porte di Vienna che se cedesse aprirebbe le porte dell’Europa centrale all’Impero Ottomano. La battaglia si conclude il 12 settembre, dopo mesi di assedio e di morte; la vittoria dei Cristiani è dovuta al Re polacco Giovanni III di Polonia che con 30.000 uomini sconfisse gli ottomani.

Capuccino e cornetto

Nella loro fuga da Vienna, questi ultimi lasciarono sul campo i sacchi di caffè che furono usati e la bevanda con l’aggiunta di latte e zucchero originò il cappuccino. Secondo altri, per festeggiare la vittoria, i pasticcieri viennesi inventarono il cornetto che simboleggiava la mezzaluna ottomana. In sintesi ogni volta che facciamo colazione con cornetto e cappuccino, ricordiamo involontariamente una battaglia di oltre trecento anni fa’ che significò molto nello sviluppo della successiva politica europea di espansione nei Balcani.

 

Caponata

In Sicilia, anticamente, il pesce Capone si preparava in cucina con cipolla, sedano, olive, capperi e aceto: il piatto prendeva il nome di “Caponatina”; oggigiorno al posto del pesce si usano le melanzane, ma il nome è rimasto immutato.

 

Spaghetti carbonara

Ora, dopo tante ricerche storie e leggende, l’amico Executive Chef Luca Alfieri ci riporta una grande testimonianza: quella dello Chef Alberto Ciarla. Queste le parole di Luca Alfieri: “Finalmente! Ho pregato uscisse la vera storia, ho sempre omesso la fonte, per stima, rispetto e perché volevo fossi tu a raccontarla” ha rivelato ad Alberto Ciarla, maestro e amico.

Carbonara

La  carbonara  nacque a Roma nell’immediato dopoguerra, intorno a Via della Scrofa in una piccola trattoria romana forse in Vicolo della Campana, con ingredienti tipicamente americani. Ero piccolo ma c’ero. Mia madre, cuoca da tradizioni, non la volle mai cucinare perché venivano usati degli ingredienti stranieri, come il bacon e l’uovo liofilizzato, che non ci appartenevano come cultura gastronomica e non fu un’invenzione, ma un mero e sorprendente risultato della necessità di sopravvivenza“, spiega Alberto Ciarla da Roma.Luca Alfieri mi raccontò inoltre che, di fatto, in quella piccola trattoria all’angolo di via della Scrofa e vicolo della Campana, un giorno del ‘44 si presentarono degli ufficiali americani, stanchi di mangiare razioni “K”. Diedero al cuoco uova in polvere e bacon e gli imposero di realizzare qualcosa di buono. Mi diede un ulteriore dettaglio. Successivamente la ricetta fu riproposta con i medesimi ingredienti, quelli reperibili allora, ma con una interessante variante: l’aggiunta di pecorino al parmigiano, quasi in uguali proporzioni. La scelta era motivata dalla scarsa reperibilità di parmigiano.

 

Il tortellino

Nel 1200 arrivò in una locanda chiamata Corona, a Castelfranco Emilia, una giovane e bella Marchesina da una carrozza tirata da quattro cavalli, per riposarsi. Il locandiere accompagnò la dama in camera e attratto irrimediabilmente dalla sua bellezza rimase a spiarla dalla serratura, rimanendo colpito dal suo ombelico.

Al momento di preparare la cena l’immagine lo aveva talmente ispirato da tirare la sfoglia riproducendo le fattezze dell’ombelico della giovane nobile ma non sapendo cosa farne della sola pasta li riempì di carne. E così nacque il prelibato tortellino ripieno. Per altri la medesima storia assume un valore divino, vedendo, al posto della Marchesina, protagonista la Dea Venere.

Villa Carlotta

May 21st, 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments »

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

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 scritto da Silvia Fantapiè A.

Villa Fogazzaro

May 9th, 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

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Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

Primavera di Corsa

April 23rd, 2018 | By Melanie Pohl in Benessere, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Proprio questa mattina mi sono imbattuta nel post pubblicato su una delle app più famose per runners che sosteneva “correre è come bere il caffè, dopo stai meglio”. In parte pienamente d`accordo che dopo ogni allenamento immerge la grinta di una leonessa, ma d`altronde in questa frase viene trascurata la parte più importante, cioè le sensazioni che si provano durante la corsa. Perché che sazietà sarebbe se non assaporiamo il pasto e quale destinazione se sorvoliamo il viaggio?

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Ecco perché oggi vorrei parlarvi proprio dei benefici durante ma anche dopo una bella corsa all`aria aperta.

Arrivata la bella stagione, la natura risplende nei suoi mille colori, il sole accarezza le guance ancora gelide, e tra alberi fioriti e profumi incantevoli, risveglia i nostri sensi.  Ci riempie di entusiasmo ed energia, invitandoci fuori porta per sentire la liberta sotto i piedi, l`ossigeno che riempie i polmoni e la gioia – la nostra anima.  Perché non esiste antidepressivo migliore dell`attività fisica all`aria aperta ed in particolare lo jogging o running che dir si voglia, che riesce a liberarci dalle nostre ansie, sviluppa la nostra creatività e migliora l`umore. Infatti grazie all`inondazione di ossigeno che il sangue sta trasportando dai polmoni contratti, migliora il funzionamento di tutti nostri sistemi e tessuti: il cervello viene sollecitato nel trovare  nuove idee e soluzioni;  le ossa e le cartilagini vengono rafforzati con la produzione di vitamina D; migliora la digestione e l`assunzione di vitamine e minerali, rafforzando anche il sistema immunitario; vengono rilasciati endorfine e serotonina nel corpo, gli ormoni della felicità e poi …. bruciamo grassi “cattivi” come il colesterolo, riducendo peso e rotondità. Insomma: prestazioni, postura migliore, pelle più sana, minor grasso corporeo e muscoli più tonici, sentire che stiamo migliorando e che abbiamo il controllo del proprio corpo e della propria vita, faranno miracoli all`autostima. Ma vediamo dove avviene questo miracolo e dove possiamo beneficiare al meglio di tutti questi vantaggi nei dintorni.

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Parco San Marco, con la sua posizione magnifica sulla riva del lago di Lugano, offre degli scenari incantevoli per assaporare la natura, impegnandosi in una corsa che risveglia la nostra linfa vitale. Il primo percorso che potremo intraprendere costeggia la sponda nord-ovest del Lago di Lugano. Partendo da Parco San Marco in poco più di 2 km si arriva a Porlezza, costeggiando il Lago e proseguendo sulla vecchia statale esterna alla galleria. In questo percorso approfittiamo doppiamente dei raggi solari mattutini, rispecchi e giochi acquatici di anatre e cigni che ci accompagnano nel nostro allenamento.

Chi invece ha molta energia da bruciare, potrebbe avventurarsi sulla pista ciclopedonale che collega Porlezza con Bene Lario. Si tratta del percorso della ex-ferrovia, cui binari sono stati rimossi, trasformandolo attualmente in un sentiero immerso nel bosco, che attraversa la Riserva Naturale del Lago di Piano, sfiorando il Borgo e l`Antico Crotto del Castello di Carlazzo. E´ lunga quasi 6 km e presenta un  dislivello di quasi 300 slm.

Ma si sa i traguardi hanno più significato quando sono condivisi. Infatti anche a Porlezza, seguendo le ormai innumerevoli manifestazioni podistiche per amatori organizzati in tutta la nostra penisola, quest`anno si terrà la prima edizione di “Vivi Porlezza di Corsa”, una corsa non competitiva aperta a tutti, della distanza 12 km, che si svolgerà il 7 Luglio 2018. È un grande evento ricco di sport, musica e spettacolo pirotecnico e le iscrizioni sono già aperte sul sito.

Non posso che concludere invitandovi a mettere le scarpe sportive  ed uscire di casa alla prima occasione. E vedrete:

Run, run, run … 10 Km Lento in 48:40 … Se dai un cuore alle gambe loro ti porteranno anche dove la mente non vuol andare. Oltre i Limiti!
(emituitt, Twitter)

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scritto da Nedelina Martinova

Argilla: proprietà terapeutiche

April 1st, 2018 | By Melanie Pohl in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments »

L’argilla è uno tra i rimedi più antichi che l’uomo abbia a disposizione perché cura efficacemente e in modo naturale moltissimi disturbi. Eppure le virtù di questa polvere magica si tramandano soprattutto come segreti di bellezza. L’argilla è un deposito minerale prodotto dall’erosione delle rocce; ha granelli molto piccoli e contiene silicati, alluminio e acqua in percentuali diverse a seconda del tipo di argilla. L’argilla viene utilizzata in diversi ambiti e settori, soprattutto in edilizia e nella lavorazione della ceramica, ma trova impiego anche nei trattamenti terapeutici e si rivela una grande alleata per la bellezza della pelle; l’argilla infatti agisce sul nostro organismo sia internamente che esternamente, apportando oligoelementi e purificando dalle tossine. L’argilla può essere assunta sia per via interna sia esternamente applicandola sulla pelle.

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LE PROPRIETA’ DELL’ARGILLA

Oltre al noto potere assorbente, che la rende particolarmente adatta ad effettuare maschere di bellezza purificanti, l’argilla ha azione rimineralizzante grazie alla presenza di minerali come il magnesio, potassio, sodio, calcio ferro e alluminio e vengono ceduti alle cellule dell’organismo per osmosi.

Ha proprietà antiossidanti in quanto è in gradi di legarsi ai radicali liberi ( responsabili dell’invecchiamento cutaneo), svolge azione cicatrizzante e disinfettante in caso di ferite favorendo la coagulazione del sangue e la rigenerazione della pelle.

TIPI DI ARGILLA

Le argille utilizzabili per scopi curativi si suddividono in base al colore. La differenza di colore fra le argille (verde, bianca, rossa, gialla, grigia,) dipende dalla composizione chimica; dall’età dell’argilla stessa; dalla locazione dei giacimenti.

Argilla Verde

Ha proprietà antinfiammatorie elevate e, se impiegata per uso esterno, ha un alto potere assorbente, che la rende particolarmente adatta per la cura dell’acne e degli eczemi. Se usata per via interna: svolge un’attività disintossicante.

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Argilla Bianca

È la più fine di tutte le argille ed è indicata per uso interno: combatte intossicazioni.
Per uso esterno, invece, l’argilla bianca viene usata soprattutto per maschere di bellezza o come antismagliature generico su tutto il corpo. L’argilla bianca purifica la pelle e restringe i pori dilatati. Inoltre può essere usata per la pelle screpolata, soprattutto sui talloni. È utile anche per esfoliare la pelle.

Argilla Rossa

L’uso di argilla rossa è più indicato per pelli sensibili e delicate con problemi di dermatite.
Molto assorbente, l’argilla rossa è consigliata per lenire le irritazioni cutanee e dare sollievo in caso di dolori dovuti a storte e trauma. Sulle contusioni, gli ematomi, le ecchimosi e i dolori muscolari, l’argilla rossa permette di sgonfiare le zone e di attenuare il dolore.L’argilla rossa apporta benefici in caso di mal di testa, di nevralgia, di gotta. È indicata per stimolare la circolazione sanguigna.

Argilla Gialla

Molto indicata per essere applicata sul collo, sulla schiena e anche sulla colonna vertebrale in caso di dolori. Ha una buona azione rinfrescante e può essere usata mescolata alla rossa per un’azione più completa. Per i problemi di ossa, per attenuare i dolori, in caso di grave affaticamento, combinata con l’argilla verde, l’argilla gialla stimola la riparazione dei muscoli e legamenti e mantiene gli organi interni puliti.

Argilla Grigia

L’argilla grigia è indicata per uso interno nella cura dell’acidità di stomaco e delle infiammazioni intestinali. Favorisce inoltre il drenaggio dei liquidi in eccesso e svolge un’importante azione alcalinizzante. È adatta per tutti i tipi di pelle.

scritto da Deborah Giorno

Sentiero Lago di Origlio

February 14th, 2018 | By Melanie Pohl in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Tesserete – Origlio

Un percorso di facile percorrenza nella regione della Capriasca, poco distante dal centro città di Lugano. Una gita ideale per chi vuole rifugiarsi nella natura lontano dal caos cittadino. Il lago di Orglio è il luogo ideale per il relax e il divertimento in compagnia.

L’itinerario si snoda in gran parte nei boschi della Capriasca e sbocca sull’incantevole laghetto di Origlio. A metà del tracciato, nel cuore del bosco, vi invitiamo a visitare la Torre medioevale di Redde presso la quale si intravedono parti delle rovine sepolte dell’omonimo villaggio e il contiguo oratorio di San Clemente. Ad Origlio vi aspettano il tipico nucleo del paese e la chiesa di San Giorgio che sovrasta il territorio. Ma il cuore prezioso di Origlio è il suo lago, autentica perla ambientale di eccezionale importanza naturalistica.

Caratteristiche

Lunghezza: 6 km

Tempo di marcia: Tesserete–Origlio: 1 h 30 min e Origlio–Tesserete: 1 h 30 min

Requisiti: facile (sentiero escursionistico)

Forma fisica: facile

Dislivello: Tesserete–Origlio: 200 m e Origlio–Tesserete: 300 m

Sentiero Lago di Origlio

A soli 25 minuti a piedi da Origlio in direzione Tesserete si può raggiungere la chiesa di Sant’Ambrogio, un edificio religioso neoclassico costruito su una pre-esistente chiesa duecentesca a Ponte Capriasca.  La prima menzione dell’edificio risale al 9 maggio 1356, quando fu consacrato. Il 14 febbraio 1455 diventò sede di una parrocchia. Il suo aspetto attuale, tuttavia, si deve alle modifiche operate da Carlo Brilli nel 1835: la nuova chiesa, che inglobava il campanile romanico della struttura precedente e la sua navata, fu impostata su una pianta a croce greca e dotata di coro. Dell’edificio pre-esistente restano una torre campanaria, che nonostante le modifiche apportate in tre riprese (nel 1717, nel 1818 e nel 1913) per tre piani conserva lo stile romanico ed è dotata di monofore e bifore originarie, e l’affresco con l’Ultima cena, copia della celeberrima opera di Leonardo da Vinci, attribuita nel 1735 a Cesare da Sesto, ma oggi a un anonimo leonardesco riferibile all’ambito della bottega di Bernardino Luini risalente al 1550 circa, sebbene con modifiche soprattutto nell’ambientazione e nello sfondo, dove compaiono le scene del Sacrificio di Isacco e della Preghiera nell’orto dei Getsemani.

La colazione

January 17th, 2018 | By Francesco Sagliocco in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Perché è importante fare colazione al mattino?

La colazione è il pasto più importante della giornata e non dovrebbe mai essere saltata. Come mai? Ecco perché è fondamentale fare una colazione sana ed equilibrata ogni mattina.

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La colazione è il primo pasto della giornata ed è fondamentale per la salute del tuo organismo. A volte, per via della fretta mattutina o per i ritmi di vita frenetici si pensa che saltare la colazione o prendere un caffè al volo sia sufficiente, invece dedicare il tempo necessario alla colazione e consumare i giusti alimenti è importantissimo. Come mai?

L’importanza della prima colazione

Per prima cosa la colazione è fondamentale per riequilibrare il livello di zuccheri nel sangue che durante la notte scendono: fare una corretta colazione è quindi importante per ristabilire il giusto livello di glucosio, necessario per fornire le energie al nostro corpo. Non basta però fare una colazione sana ed equilibrata: se vogliamo avere una giornata senza stress è anche importante dedicare il tempo necessario alla colazione, per evitare di trasmettere al nostro corpo e al nostro cervello un “messaggio” carico di tensione che si ripercuoterebbe nell’arco della giornata. Alcuni studi hanno inoltre rivelato che consumare frutta e cereali integrali a colazione riduce il rischio di contrarre malattie cardiovascolari e di sviluppare situazioni di sovrappeso. La colazione è quindi un pasto necessario anche per risvegliare letteralmente il nostro organismo e fare il pieno di energia per affrontare la giornata. Chi non fa colazione al mattino inoltre, è portato a mangiare molto di più durante la giornata, con il rischio di ingrassare più facilmente.

colazione 2

Colazione, una sana abitudine anche per i bambini

Il primo pasto della giornata è molto importante anche per i bambini, una sana abitudine che non deve mai mancare : spesso prima di andare a scuola tentano di dormire qualche minuto in più cercando di saltare la colazione, ma tale abitudine non è per nulla salutare per il bambino. Saltare la colazione infatti lo renderà stanco, privo di energia e il bambino arriverà affamato al pranzo, dove generalmente mangerà più di quanto il suo organismo necessiterebbe. Saltare la colazione inoltre produce un calo di concentrazione. Non cercate però di invogliare vostro figlio a fare colazione tentandolo con alimenti sbagliati: l’ideale sarebbe una tazza di latte con fette biscottate oppure biscotti o ancora cereali, da abbinare ad un frutto fresco.

Cosa mangiare a colazione?

Qual è la colazione perfetta? Le colazioni più gettonate tra gli italiani sono senza doppio il cornetto accompagnato da cappuccino oppure caffè: questa abitudine non è di certo tra le più salutari. Non bisogna infatti confondere i benefici della colazione con gli svantaggi provocati da una colazione ricca di calorie e poco sana. L’ideale sarebbe consumare una tazza di latte accompagnata da cereali, ma attenzione alla scelta: al giorno d’oggi i cornflakes sono stati impreziositi da zuccheri, cacao e frutti secchi per renderli più appetitosi, con il risultato che si assumono più calorie già di prima mattina. I cereali ideali sono quelli che contengono meno di 300 calorie ogni 100 grammi. Per una colazione sana prova a consumare lo yogurt, meglio se magro, accompagnato dalla frutta che fornisce vitamine, antiossidanti e fibre. Sì ai succhi, freschi e non confezionati, possibilmente senza zuccheri aggiunti, ma anche la frutta secca, importante per tenere sotto controllo il colesterolo.

coalzione

Cosa succede al nostro fisico se si salta la colazione?

La colazione deve fornire le calorie e i nutrienti necessari alle attività diurne. Se questo “rifornimento” viene a mancare, il livello delle prestazione diminuisce e il nostro organismo si vede obbligato a ricavare le energie e i nutrienti necessari da stress metabolici.

ALCUNI ESEMPI DI PRIME COLAZIONI:

Esempi di colazioni dolci:
– The + fette biscottate o pane integrale e marmellata + un frutto di stagione:
– Latte vaccino ( parzialmente scremato) + biscotti secchi o cereali integrali + un frutto di stagione.
– Yogurt parzialmente scremato bianco + cereali integrali + frutta fresca + 4-5 noci o mandorle.

Esempi di colazioni salate:
– spremuta d’arancia + pane di segale o integrale tostato + ricotta vaccina+ miele e cannella.
– Pancake con farina d’avena + frutta fresca + the.
– Spremuta d’arancia + pane integrale e affettato magro ( affettato di fesa di tacchino- bresaola- prosciutto crudo magro).

Colazione perfetta:
1 tazza di latte parzialmente scremato – 70 Calorie
1 mela (o altro frutto fresco di stagione) – 70 Calorie
1 Banana – 145 Calorie
1 Arancia – 75 Calorie
1 Pera – 70 Calorie
1 Tazza di caffè con 1 cucchiaio di zucchero – 20 Calorie
1 succo di frutta – 65/70 Calorie
40 grammi di corn flakes – 100 calorie
4 fette biscottate integrali – 120 Calorie
3 fette biscottate con marmellata – 170 Calorie
1 yogurt magro – 45 Calorie
1 yogurt magro alla frutta – 70 Calorie
25 grammi di mandorle secche – 145 Calorie

Un proverbio che abbiamo sentito ripetere dai nostri nonni è quello di fare “una colazione da re, un pasto da principe e una cena da povero”. E i nostri nonni erano molto saggi!

Francesco Sagliocco
Director of Food & Beverage