All Posts in the ‘Escursioni’ Category

La chiesa di San Martino di Griante

August 20th, 2017 | By Deborah Giorno in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Chiesa di San Martino

Splendida gita adatta a tutti, di notevole interesse paesaggistico. La passeggiata che conduce alla chiesa di San Martino di Griante è una semplice escursione che in circa 45 min, con un dislivello di appena 220 m,  vi porterà su di un pianoro posto a 472 metri slm, situato sopra il pendio del Sasso San Martino dove è situata, appunto, la  chiesa di San Martino. Questa chiesa, risalente al XVI secolo, divenne famosa  in seguito al ritrovamento di una statua fatta di legno della Madonna con il Bambino.

San Martino e il lago di Como

Da qui potrete godere di una vista mozzafiato, forse uno dei migliori terrazzi naturali che regalano una splendida veduta sul lago di Como. Potrete ammirare il pese di Bellagio, facilmente riconoscibile perché è il punto in cui il lago si divide nei suoi due rami (quello di Como e quello di Lecco) assumendo quella sua tipica forma di “Y” rovesciata.

Come raggiungere San Martino Sopra Griante

Partendo da Parco San Marco si può facilmente raggiungere Griante in soli 25 min di auto, lasciando l’auto nel parcheggio di Piazza san Rocco. Da qui potrete già ammirare la chiesa che, vista da questa prospettiva, vi sembrerà irraggiungibile, ma in realtà c’è una comoda mulattiera che vi porterà fino in cima.Sasso San Martino

 

Si segue la stradina con l’indicazione di San Martino. Una volta giunti alla cappella di san Rocco il sentiero inizia innalzandosi nel bosco con una pendenza mai esagerata, difatti la mulattiera segue un percorso zigzagante che vi condurrà su semplici e ampi tornanti. Lungo la mulattiera sono situate le cappellette devozionali che rappresentano i Misteri del Santo Rosario. A metà strada si trova la Cappella degli Alpini, dedicata a San Carlo. Da qui il sentiero prosegue fino a raggiungere la nostra chiesa cinquecentesca.

Se avrete un pizzico di fortuna, potrete vedere le aquile che, di recente, sono tornate a nidificare sulla roccia strapiombante.

 

L’ultimo consiglio che posso lasciarvi è di andare muniti di pranzo al sacco che potrete ordinare direttamente alla reception e godervelo su uno dei diversi tavoli da picnic che ci sono attorno alla chiesa.

La Val Sanagra

August 14th, 2017 | By Annalisa De Maria in Cucina, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Appena sopra l’abitato di Menaggio si trova lo splendido Parco Val Sanagra.
Un ambiente fatto di mosaici di boschi, praterie e alpeggi, scavato dal fiume Sanagra e modellato dai ghiacci dell’ultima glaciazione. La Val Sanagra è caratterizzata dalla Linea della Grona, un’importante frattura geologica creatasi in seguito agli sconvolgimenti che portarono alla formazione delle Alpi e delle Prealpi. Essa separa due tipologie rocciose molto differenti: rocce cristalline a Nord e rocce sedimentarie a Sud, peculiarità che determina l’aspetto della valle, caratterizzato a settentrione da un profilo montuoso dolce e modellato e a mezzogiorno da profili aspri e accidentati.

val sanagra-ponte

Ecco come si presenta oggi la Val Sanagra, splendida vallata del Lario occidentale incastonata nel cuore delle Alpi Lepontine, saggiamente conservata dai suoi abitanti con un’urbanizzazione non eccessiva e comunque rispettosa del territorio.
L’urbanizzazione contenuta, l’ambiente selvaggio, la presenza di specie vegetali rare o endemiche, unite a un microclima particolare, fanno di questa zona uno dei territori più interessanti in ambito lariano.
Il successo della conservazione di questa valle è anche il frutto di “un’eredità” tramandata da generazione in generazione e dovuta soprattutto alle necessità primarie dell’uomo.

parco-val-sanagra-alpe-leveja

 

L’uomo si stabilì qui inizialmente per la pastorizia ed infatti i primi stanziamenti stagionali erano legati all’allevamento ed allo sfruttamento dei boschi. Solo più tardi gli insediamenti divennero permanenti e si crearono le prime attività di tipo artigianale e pre-industriale, legate principalmente allo sfruttamento energetico dell’elemento centrale e modellatore della Valle: il torrente Sanagra.

Nel Parco sono tracciati numerosi percorsi. Uno ha inizio alla località Piamuro e segue il corso del fiume Sanagra guidando tra antichi mulini e fornaci che hanno sfruttato l’energia idraulica del Sanagra, fino al vecchio nucleo rurale di Monti di Madri. Un altro percorso attraversa la località di Codogna, sede di dimore signorili, e conduce al “Rogolone”, grande quercia secolare.
Presso La Villa Camozzi a Codogna si trova il Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra con sale dedicate alla flora, alla fauna e fossili del Parco; parte del museo è dedicato alla vecchia ferrovia Menaggio – Porlezza.

parco-val-sanagra-alpe-ballarona

Alpeggi e maggenghi, molti ormai in disuso e altri restaurati con cura, sono disseminati per tutta la valle a testimonianza dell’antica pratica della monticazione. Anche i crotti sono una testimonianza del passato e oggi vengono sfruttati con successo per la ristorazione.

parco-val-sanagra-cascate-sas-corbee

Chi viene nel Parco potrà anche andare a spasso tra ville, torri, mulini e cappelle: le testimonianze di un antico passato sono numerose e si possono incontrare passeggiando tra i boschi e nei borghi. Particolare attenzione merita la torre Milano e, nei dintorni di Codogna, l’antica torre medievale (XIV sec.).

L’ex ferrovia Porlezza-Menaggio

August 7th, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

La città di Porlezza è da sempre riconosciuta come località turistica.

Infatti, possiamo ritrovare i primi cenni di turismo già a partire dall’inizio dell’’800.

Tra il 1815 e il 1915, i comuni del porlezzese erano governati dagli austriaci. Essi portarono grande beneficio alla località, costruendo opere pubbliche di fondamentale importanza come scuole, fognature, acquedotti, strade e trasporti pubblici.

Questi ultimi resero accessibile la zona per l’arrivo dei primi turisti di giornata.

Tra le opere più importanti troviamo:

  • La strada odierna Porlezza-Menaggio (1839)
  • La ferrovia Porlezza-Menaggio (1885-1966)
  • I battelli del Ceresio

La seconda metà dell’’800, corrisponde in modo particolare al periodo di rapido sviluppo del trasporto ferroviario.

Proprio in questi anni si aprì la prospettiva di collegare le regioni dell’Europa centrale con la regione dei grandi laghi lombardi, sfruttando il traforo del Gottardo e sostituendo così le vetture celeri a cavallo.

ferrovia menaggio-porlezza

Nel 1881 il Canton Ticino inaugurò la ferrovia del San Gottardo e da questo punto si iniziarono a creare tutti i collegamenti ticinesi che portarono anche allo sviluppo del progetto della linea che collegava Italia e Svizzera.

Risale al 1872 il progetto di collegare con tracciati ferroviari e linee di battelli il Lario, il Ceresio e il Verbano, in maniera tale da poter unire gli importanti paesi di Menaggio e Luino con la città di Lugano, nella Svizzera italiana.

Il progetto iniziale consisteva in un collegamento circolare straordinario:

Lugano – Porlezza – Como – Milano – Porto Ceresio – Lugano, ai fini turistici e di agevolazione nello scambio delle merci. Purtroppo il progetto venne realizzato soltanto in parte. I collegamenti effettivi furono Luino –Lugano con linea ferroviaria, Lugano-Porlezza con il battello e da Porlezza a Menaggio ancora linea ferroviaria.

In particolare, la ferrovia Porlezza- Menaggio fu inaugurata mercoledì 8 ottobre 1884 e aprì al servizio pubblico il lunedì 17 novembre dello stesso anno. Questa linea ferroviaria era forse l’unica in Europa per la sua caratteristica di essere a scartamento ridotto, ossia avere la larghezza tra i binari molto più stretta del dovuto. La lunghezza del tragitto era di ben 12 km: questa era considerata una distanza straordinaria all’epoca dato soprattutto il dislivello tra i due laghi. Purtroppo, alcuni anni dopo, con lo scoppio della I Guerra Mondiale, finì il periodo d’oro della ferrovia. Inoltre, iniziava a farsi sentire la concorrenza, in special modo dei primi autobus che, in servizio parallelo, costavano meno ed erano più veloci. Questo portò, infine, con autorizzazione ministeriale, il giorno 31 ottobre 1939 alla cessazione dell’esercizio sulla ferrovia Menaggio-Porlezza. Dopo la seconda guerra mondiale si tentò di ripristinarla, ma inutilmente.

Percorsa nel 2014, sopravvivevano solo poche tracce della ferrovia, poiché in alcuni punti è stata trasformata in pista ciclabile, o sfruttata per l’edificazione di alcuni stabili. A Menaggio l’edificio della stazione è stato ristrutturato, mentre il fabbricato della fermata di Tavordo (Porlezza) è l’unico rimasto integro. Di contro, il fabbricato della stazione di Porlezza è stato demolito definitivamente il 9 marzo 2015. Ora il tracciato di questa ferrovia è diventato un interessante percorso pedonale per una bella camminata tra l’azzurro dei laghi e il verde delle montagne.

pista10

 

written by Sara Camozzi

Alpeggi nelle nostre valli

July 31st, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Raggiungo San Nazzaro Val Cavargna nell’omonima valle, abbandono la SP10 per proseguire su Via Tecchio e giungere a quota 1300 m dove trovo un piccolo parcheggio nel bosco (spazio per 5/6 macchine). Nella stagione invernale questo tratto di strada è spesso impercorribile perché ghiacciato o innevato.

É facile raggiungere Cavargna (1071 m) che, con le sue frazioni di Mandraco (1139 m) e Vegna (1119 m), è il comune più alto della provincia di Como. Di origine pre-romana, Cavargna presenta un aspetto relativamente moderno, con poche testimonianze del suo passato. Anche la chiesa parrochiale di S.Lorenzo è stata costruita nel 1967 e del precedente edificio secentesco conserva solo il campanile. Caratteristico è il cosidetto “bosco sacro”, a monte dell’abitato, che ha conservato nel tempo la sua funzione di barriera antivalanghe.

cavargna

Nel Museo della Valle (sorge nei pressi della chiesa parrocchiale) è possibile visitare nelle sue dieci sale gli ambienti tipici della cultura contadina della valle. Di particolare interesse sono le ricostruzioni dedicate ai “magnani” (calderai), agli “spalloni” (contrabbandieri) e alle tecniche di estrazione del minerale ferroso. Da Cavargna, per un tortuoso percorso stradale che porta fino a Buggiolo, in Val Rezzo, si raggiunge il Passo della Cava (1148 m) e poi il piccolo nucleo di Dasio Val Rezzo dove, nei pressi dell’ex caserma della Guardia di Finanza (1180 m), si lascia la macchina. Qui ha inizio il tracciato per S.Lucio e l’Alpe di Tabano. Il colpo d’occhio sulla Val Rezzo è ampio e rilassante. Il facile percorso si snoda fra cespugli di ginestre che in primavera si colorano di un giallo fosforescente. Una ragnatela di sentieri permette di evitare i tornanti della strada che, zigzagando, si inerpica tagliando il fianco della montagna. In poco più di un’ora si arriva alla “chiesetta del Cepp” dove c’è un’area attrezzata per la sosta. E’ questo un punto di sosta obbligatorio per chi percorre il “Sentiero delle 4 Valli”, provenendo da Cavargna, prima di scendere verso Seghebbia e per le mandrie di mucche (per loro c’è un grande abbeveratoio), quando transitano in occasione della transumanza verso gli alpeggi.

sanlucio

Ripreso il cammino, si attraversa un maestoso faggeto e si sbuca nei pressi di un roccolo (1380 m) per poi imboccare sulla sinistra il sentiero che, snodandosi in salita a monte della strada, in mezzo ai cespugli di mirtilli e di rododendri, vi porta fin sotto l’oratorio di San Lucio (1542 m). Questo edificio, esistente già nel sec. XIV, è stato più volte ampliato e rimaneggiato, ma ha conservato intatto nel tempo il suo fascino, rievocato all’interno dai bellissimi affreschi tardogotici recentemente restaurati. La tradizione popolare identifica in San Lucio un mandriano locale, vissuto nel sec. XIII, che fu ucciso dal padrone, in quanto troppo caritatevole nei confronti dei poveri (l’iconografia popolare lo raffigura intento a distribuire loro del formaggio). San Lucio venerato come patrono dei mandriani e dei casari, viene ricordato il 12 luglio di ogni anno, dagli abitanti di Cavargna che si recano in processione fino all’oratorio e il 16 agosto, giorno di S.Rocco, con una festa popolare, che riunisce gli abitanti delle valli limitrofe italiane e svizzere. Nei pressi il rifugio S.Lucio , ricavato dall’ex caserma della Guardia di Finanza ed offre quanto meglio serve agli escursionisti in cerca di ristoro.

 

Proseguire verso il Monte Garzirola è facile: basta seguire lo sterrato che porta in direzione dell’Alpe Tabano, passare accanto alla grande bolla chiamata “il laghetto di San Lucio”, dove la leggenda dice che il santo sia stato ucciso, proseguire sulla sinistra lungo la linea di confine, ancora visibile per i brandelli di reticolato abbandonato e per alcuni cippi dedicati ai militari delle Fiamme Gialle morti nel tentativo di contrastare il fenomeno di contrabbando.
Non alberi, ma un manto di erba e di fiori, che copre il dolce crinale vi accompagnerà fin sotto la cima della Garzirola. Fino al piano (1976 m), dove sorge l’omonimo rifugio (anche questo ricavato da un ex caserma e aperto solo nei mesi estivi), che invita ad una sosta prima di salire fino alla grande croce posta sulla cima rocciosa (2116 m), ormai vicinissima. Da qui, nelle giornate più limpide, si possono osservare a 360° laghi e monti in un susseguirsi di visioni mozzafiato.

MonteGarzirolaPanorama2

LONGLAKE FESTIVAL LUGANO

July 3rd, 2017 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Anche quest’anno a Lugano, dal 28 giugno al 1° agosto, va in scena la 7° edizione del Long Lake Festival, uno dei più grandi open air urbani della Svizzera! Ogni giorno, eventi e intrattenimenti dal pomeriggio fino a tarda notte.
Concerti, musica per tutti i gusti, letteratura, incontri, animazioni, spettacoli di teatro e danza, cinema, attività per bambini, installazioni di arte urbana invaderanno e movimenteranno le vie, le piazze e i parchi pubblici della città dando vita ad un intenso incontro tra artisti e pubblico.

Longlake Lugano
Il Festival, organizzato dalla Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano, ospiterà varie manifestazioni tra cui:

BUSKER FESTIVAL: un apparente delirio di freaks, artisti, eghi, musicisti che in cinque giorni si compone e scompone in un’armonia artistica di bellezza e pienezza. Il Festival rende omaggio alla prestazione artistica di strada che, pur nell’essenzialità dei mezzi, dà vita a performance di qualità.

ROAM ROAM: è il festival interamente dedicato alla musica live. Quest’anno il festival si concentra in sei serate consecutive, dal 25 al 31 luglio, portando a Lugano, nella splendida cornice del Parco Ciani, le principali stelle della scena electro pop, alternative e world del momento.

ESTIVAL JAZZ LUGANO: Estival propone un programma entusiasmante e particolarmente sorprendente che, oltre a soddisfare tutti gli appassionati del Jazz, torna ad esplorare il ricchissimo mondo della musica contemporanea con i suoi ritmi, colori e melodie con lo spirito di sempre, orientato alla conoscenza di culture diverse, alla tolleranza e alla convivenza.

FAMILY: il Festival offre proposte di vario genere pensate per le famiglie e i più piccini: letture di fiabe, teatri per l’infanzia, cinema, spettacoli di clowneria, mostre, e tanti laboratori durante i quali i bambini e i ragazzi potranno imparare divertendosi.

llpiazza-20riforma

CLASSICA: i ventiquattro Capricci di Nicolò Paganini interpretati in una serata, Der Heyser Bulgar sotto le fronde del Boschetto del Parco Ciani, e Blagoslavlyayu vas, lesa (“Vi benedico, foreste”) di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, le tre Sonate e le tre Partite di Johann Sebastian Bach per violino solo, Funiculì-Funiculà arrangiato da Arnold Schönberg, la Sequenza XIV per violoncello solo di Luciano Berio, pagine del Drexel Manuscript di Karl Friedrich Abel, il Fandango di Aldemaro Romero, i sei Capricci di François Adrien Servais per due violoncelli… e molto ancora al LongLake Classica Festival 2017!

WORDS: con L. Cohen sussurriamo che la luce entra nelle crepe presenti in ogni cosa, con A. Camus esclamiamo che la cultura è il grido dell’uomo di fronte al proprio destino.
In Words c’è voglia di autenticità.

URBAN ART: Urban Art è un cantiere di iniziative artistiche che spazia in ambiti sperimentali diversi e mette in relazione i cittadini con il contesto urbano e con temi di richiamo.

LONG LAKE PLUS: LongLake plus raccoglie le altre proposte, organizzate durante il periodo del Festival LongLake (28 giugno – 1 agosto), che animano l’estate luganese. Pur non costituendo un festival, LongLake plus completa l’offerta festivaliera coinvolgendo molti altri organizzatori e aumentando la visibilità dei diversi cartelloni estivi.

In conclusione, gli eventi in agenda sono vari e per tutti i gusti! Perciò non lasciatevi sfuggire questo fantastico festival e i suoi intrattenimenti mentre soggiornate presso il Parco San Marco!

lugano_buskers_festival

La cascata di Begna

June 12th, 2017 | By Deborah Giorno in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

A soli 25 minuti dal Parco San Marco (10 minuti di auto più 15 minuti a piedi) potrete raggiungere uno dei posti più belli di Porlezza. Sarete immersi in un meraviglioso spazio naturale in cui potrete godere della vista di una splendida, seppur piccola, cascata: la cascata di Begna.

Cascata-di-Begna

Si lascia l’auto a Begna vicino alla chiesa parrocchiale e al parco giochi (il posteggio è gratuito), si continua a piedi seguendo le indicazioni per il “Ponte di Strolech” e poi per  la cascata. Il sentiero non presenta alcuna difficoltà, a parte una breve ma ripida discesa che porta ad un vecchio ponte di pietra.

Il sentiero incomincia su strada asfaltata per le vie del paese e, dopo questo breve tratto, inizia la parte di sentiero nel bosco.  Ad un certo punto il sentiero  vi regalerà una vista panoramica sulla piana di Porlezza, andando avanti troverete delle vecchie cascine e poi, giunti ad una piccola cappelletta, si segue il sentiero di sinistra che prosegue in discesa il quale vi porterà in pochi minuti alla cascata.

Ideale è andarci in una calda giornata d’estate, si può partire attrezzati di costume e telo mare per apprezzare la frescura di un posto che anche d’estate non rimane mai troppo caldo.

lungolago

Se invece dopo aver visto la casca avete ancora voglia di camminare, potete tornare indietro alla vecchia cappelletta e seguire le indicazione per il ponte di Strolech che raggiungerete in poco più di un’ora.

Tornati al posteggio concedetevi pochi minuti per vedere una vecchia nevera che si trova proprio a fianco del parco giochi, questa veniva utilizzata per conservare neve e ghiaccio da sfruttare come un rudimentale frigorifero per la conservazione dei cibi deperibili.

Museo Del Contrabbando

June 5th, 2017 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Da sempre contrabbando e contrabbandieri esercitano un certo fascino sui buoni e bravi borghesi. Ma coinvolge anche studiosi del costume, storici, economisti, perché il contrabbando ha rappresentato per decenni un’attività che ha permesso di far quadrare i conti in tempi di difficoltà e in zone economicamente povere. È giusto quindi che gli sia dedicato un museo, a ricordo di tempi, di condizioni, pericoli, fatiche, e ingegnosità manifestate da contrabbandieri e guardie, caratteri specifici della socialità che hanno interessato il Ticino negli ultimi cent’anni, fin verso i primi anni Settanta.

cantine di gandria

L’edificio che ospita il Museo delle Dogane si trova dall’altra parte del lago rispetto a Lugano, in zona Cantine di Gandria, ed è raggiungibile con una breve, suggestiva gita in battello; infatti sorge direttamente sul lago, al confine tra Svizzera e Italia in una zona impervia e coperta da una fitta vegetazione. Il primo posto doganale nella zona di Lugano era stato installato nel 1856 ed è noto ancora oggi come “La Casa Rossa”, mentre questa costruzione è stata realizzata nel 1904 come posto doganale, quindi come base per combattere il contrabbando, ed è diventata museo nel 1935.

Il museo è stato rinnovato e aperto al pubblico nel 1978, dopo accurati e prolungati lavori di restauro effettuati dal Museo Nazionale di Zurigo. La rievocazione dei tempi in cui il contrabbando era in piena fioritura avviene attraverso un’ampia esposizione collocata sui tre piani del museo. Al pianterreno è stato ricostruito il vecchio posto doganale, così come doveva apparire nel 1904. Vi si riconoscono i luoghi dei doganieri, e qui spicca la figura in cera di un contrabbandiere ammanettato da due agenti, e gli alloggi adiacenti destinati alle guardie. Sono poi esposti in bella evidenza diversi documenti doganali, un’agenda, monete dell’epoca, bilance e numerosi strumenti di misurazione. Al primo piano viene spiegata la storia dell’evoluzione dell’apparato confederale sino alla struttura odierna; un monumento ricorda le guardie di frontiera cadute nell’adempimento del proprio dovere.

contrabbandiere

Al secondo piano è riunito un arsenale di armi provenienti da Italia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, sequestrate a partigiani, fuggiaschi o evasi mentre tentavano di oltrepassare in modo clandestino la frontiera svizzera. Vi è poi una curiosa esposizione di strumenti e apparecchiature varie usate da contrabbandieri e bracconieri, oltre a una documentazione sui trucchi più raffinati coi quali si è tentato di aggirare le leggi doganali. Tra questi, un piccolo sottomarino con motore subacqueo, guidato da un contrabbandiere che navigava con la testa a pelo d’acqua, sequestrato con il suo carico d’una tonnellata di salame.

Nel 1994 l’esposizione permanente è stata trasformata in un’esposizione interattiva che, nel 1998, si è arricchita di novità informatiche e audiovisive. Per mezzo di video e di fotografie vengono presentati i sistemi moderni di sorveglianza alle dogane, come gli strumenti di sorveglianza notturna con raggi infrarossi e di rilevamento di falsificazione dei documenti d’identità. È possibile visitare il museo del contrabbando partendo direttamente dal pontile del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort  tramite le gite organizzate dalla scuola Padi Diving presso la nostra spiaggia privata.

 

Visita alla città di Lugano

May 29th, 2017 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung, Wissenswertes | No Comments »

Lago_di_Lugano_Panorama (1)

Il Lago di Lugano è sicuramente uno dei più bei laghi in terra. La città stessa di Lugano è bellissima, pulita, molto ben organizzata e piena di colline con incredibili proprietà. Il lago è al centro di tutto. È possibile trovare ottimi ristoranti di marchi internazionali, ed è anche possibile incontrare molte persone e godersi il giorno e la notte… è assolutamente da vedere. Ad esempio, vi suggerisco la visita del Parco Ciani, parco di dimensioni contenute, ma molto curato. Paesaggi straordinari e piante di una bellezza unica. Sul lungolago si ritrovano numerosi cigni e paperelle. Per di più vi è una sezione del lungolago dalla quale si ha accesso a una piccola spiaggia, dove è possibile dar da mangiare alle paperelle che si riuniscono in questo posto. Vi sono inoltre numerose panchine per rilassarsi ammirando il panorama e una sezione interamente dedicata ai bambini, con vari giochi e divertimenti. Le mura proteggono questo piccolo angolo di paradiso dalla movida della città circostante.

Continuando la vostra passeggiata verso il Museo LAC di Lugano, costeggiando il lungolago, non perdetevi la Chiesa di Santa Maria degli Angeli. Essa custodisce un capolavoro del primo Rinascimento, considerato il più noto affresco di quel periodo in Svizzera. Si tratta di una raffigurazione della Passione e della Crocifissione, opera dell’artista italiano Bernardino Luini (1480 circa – 1532) che fu discepolo di Leonardo. Il grande affresco si caratterizza per la vivacità della scena che presenta un tripudio di personaggi: oltre 150, con un alternarsi di cavalli e un movimento di figure. Santa Maria degli Angeli custodisce due altri capolavori del Luini: il dipinto dell’Ultima Cena sulla parete sinistra della navata (che in origine si trovava nell’antico refettorio del convento) e l’affresco della Madonna con Gesù Bambino e S. Giovannino nella prima cappella laterale.

lugano-811738_960_720

Degno di nota anche il S. Francesco dipinto nel 1728 da Giuseppe Antonio Petrini che si ammira nella seconda cappella.

È consigliabile combinare questa visita con quella del centro storico. Piazza della Riforma contende alla Piazza Grande di Locarno il ruolo di piazza più bella del Ticino. È considerato come l’elegante salotto della città, contornato da antichi edifici, tra cui il neoclassico Palazzo Civico, e di ritrovi che invitano a una sosta. Luogo d’incontro dei luganesi, ospita grandi eventi come Festival Jazz, ed è il punto di partenza ideale per una visita della città. Una rete di viuzze pedonali, dove si passeggia fra vetrine scintillanti e lussuose boutiques, la collega, infatti, ai principali punti d’interesse del centro.

Il Santuario della Caravina e Villa Fogazzaro-Roi

May 22nd, 2017 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

La zona delle 5 valli è piena e ricca di luoghi unici e straordinari, come per esempio il Santuario della Nostra Signora dei Miracoli della Caravina e la Villa Fogazzaro-Roi.

Santuario della Caravina

Il Santuario si trova sulla strada che collega Lugano e Porlezza, sulle rive del Ceresio. A due passi dal nostro Parco San Marco, raggiungibile a piedi o più comodamente in macchina.

Esso nasce di fatto da un miracolo nel 1562, quando il dipinto della Pietà che ritrae la Madonna con Gesù morto sulle sue ginocchia inizia a piangere. Da quel giorno si inizia a costruire il Santuario come lo conosciamo noi oggi. I lavori di costruzione, con anche annesso il campanile, voluto dall’allora arcivescovo di Milano, S. Carlo Borromeo, terminano nel 1611.

La chiesa fu arricchita all’interno di arredi, cornici, capitelli e affreschi di Isidoro Bianchi di Campione d’Italia.

Il Santuario fu consacrato da Mons. Carlo Settala, vescovo di Tortona nel 1659. Successivamente, dopo vari lavori e rimodernamenti all’interno della Chiesa, nel 1960 il Papa Paolo VI affidò il Santuario nelle mani dei Padri del Sacro Cuore di Betharram.

Anche Antonio Fogazzaro, noto scrittore della nostra zona che scrisse “Piccolo Mondo Antico”, ha cantato in modo romantico la bellezza poetica del posto dove sorge il Santuario, proprio al limitare della Valsolda.

Parlando di Antonio Fogazzaro non si può tralasciare la bellezza della sua villa estiva a Oria, Valsolda. Sulla riva del lago di Lugano con una visuale spettacolare, egli la descrisse come il suo “luogo dell’anima” e ci ambientò gran parte dei suoi maggiori successi.

In origine la villa apparteneva alla parrocchia di San Sebastiano, poi acquisita nel 1900 dalla famiglia Fogazzaro, imparentata con i marchesi vicentini Roi.

La villa è di stampo ottocentesco, sia per lo stile che per i suoi spazi raccolti. Al suo interno sono conservate le memorie dello scrittore, accuratamente distribuite per tutta la casa grazie al meticoloso lascito del Marchese Roi. Infatti l’ultimo proprietario, il marchese Giuseppe Roi, oltre a donarla nel 2009 al FAI- Fondo Ambiente Italiano, ha lasciato anche per iscritto come dovevano essere disposte i ricordi, le stoviglie e tutti i piccoli oggetti della casa. Ad esempio, la camera da letto e lo studio dello scrittore sono state fedelmente ricostruite tra gli anni cinquanta e sessanta del Novecento e mantenute meticolosamente dal suo ultimo proprietario.

villa fogazzaro

A pochi chilometri dal Parco troverete, quindi, dei posti unici e spettacolari. Non perdetevi la visita di questi luoghi straordinari!

Written by Lara Beatrice, Receptionist

In barca a vela sul Lago di Lugano

May 8th, 2017 | By Roberto Fornari in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Umgebung | No Comments »

Il mondo visto da una barca a vela. Vento, senso di libertà, rispetto della natura, emozioni che scolpiscono l’anima.

Panorama klein

Prova ad immaginare i seguenti passaggi:

-          Ti trovi sulla terra ferma a Cima di Porlezza
-          Sei in riva al lago di Lugano
-          Sei in un porticciolo
-          Nel porticciolo ci sono tante barche
-          Una barca in particolare ti incuriosisce
-          È una barca a vela
-          Fra poco salirai sulla barca a vela
-          Inizia l’avventura – si inizia a navigare

La premessa mi suscita curiosità ed interesse. Vedere il mondo dalla prospettiva del lago.

Sul lago di Lugano si trova un bel resort. È il Parco San Marco. Il luogo è incantevole e la curiosità mi ha portato ad approfondire la conoscenza di questo luogo. Oltre ad avere scoperto che hanno team dedicato ad attività sia di rilassamento che di sport (viene chiamato Vitality energy program) ho visto nella loro spiaggia privata, dove vi è anche un porticciolo, una barca a vela.

Torno ad immaginare i passaggi sopracitati e senza pensarci troppo chiedo di potere avere la possibilità di veleggiare su questo lago.

Lo skipper è un uomo alla mano, mi mette subito a mio agio, mi spiega i principi base di chi naviga.

Le principali norme di precedenza tra barche a vela (e fra vela e motore), o meglio regole per evitare gli abbordi, ovvero collisioni in mare, sono poche e facili da ricordare.

Le prime due sono relative al vento: tra due vele che navigano con le stesse mure e sono in rotta di collisione, è la barca sopravvento (quella cioè che stringe meno il vento) che deve manovrare per evitare l’abbordo.

barche a vela

Mentre tra due vele che navigano in rotta di collisione con mure diverse, è la barca con le mure a sinistra che deve manovrare.

Le ultime due regole di precedenza invece, non fanno riferimento al vento: tra una barca raggiungente (a vela o a motore) e una barca raggiunta (anche lei a vela o a motore), è la barca raggiungente che deve manovrare. Questa regola prevale sulle prime due, quelle cioè relative al vento. Infine tra una barca a vela e una a motore, che navigano in rotta di collisione, è la barca a motore che deve manovrare. Ci preme sottolineare che queste regole per evitare gli abbordi vanno intese come doveri e non come diritti: chi ha il dovere di dare la precedenza deve fare una manovra tempestiva ed evidente, senza aspettare l’ultimo minuto. Chi ha il “diritto” di precedenza deve navigare per la sua rotta senza mutarla, per non ingannare l’altra imbarcazione. Se poi questa non manovra a tempo debito, deve manovrare lei per evitare la collisione.

Esistono altre particolari regole di precedenza: all’imbocco dei porti, dove chi entra deve lasciare acqua a chi esce; sui fiumi, dove chi naviga contro corrente deve manovrare per evitare l’abbordo con chi è in favore di corrente; per le imbarcazioni con difficoltà di manovra (es: pescherecci, rimorchiatori, posacavi) che in generale hanno il diritto di precedenza.

Finita questa premessa lascio libero sfogo alla vostra fantasia per lasciarvi immaginare come velisti sperduti nel vento.

Lago-lugano-panorama