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Alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco

October 11th, 2018 | By Valentina Guerranti in Ausflugstipps, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomie, Parco San Marco | No Comments »

In una splendida cornice, circondata dalle montagne e dallo splendido lago di Lugano si trova il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un hotel dedicato alle famiglie che saprà accogliervi e vi fará trascorrere un soggiorno da mille e una notte.

In prossimità del  Parco San Marco, a soli pochi minuti in auto, si possono visitare le splendide ville che si affacciano sul Lago di Como come Villa Carlotta, Villa del Balbianello oppure ancora Villa Melzi.

giardinoinglese

Potrete fare delle splendide passeggiate immersi nella natura e nel verde visitando la Val Sanagra e il Rogolone splendida quercia secolare, oppure ancora visitare Morcote splendido villaggio vicino Lugano eletto nel 2016 il più bel villaggio della Svizzera.

Potrete ancora liberare la vostra voglia di sport estremo e di vivere un’esperienza unica  lanciandovi nel vuoto oppure effettuare dei percorsi ad ostacoli immersi nella natura con Fly Emotion nella bassa Valtellina a circa un’ora d´auto dal Parco San Marco. Sempre rimanendo in Valtellina nel mese di ottobre e più precisamente nel week end di  sabato 13 ottobre / domenica 14 ottobre nei paesi di Albaredo per San Marco, Mello e Traona potrete partecipare all’evento “Gustosando”, un tour alla scoperta degli antichi sapori della Valtellina:  un itinerario enogastronomico volto a scoprire i piatti della tradizione e dei vini valtellinesi tra storiche cantine, corti peculiari e locali tipici. Con un simpatico kit, contenente posate in legno ed un calice per la degustazione dei vini avrà inizio un’indimenticabile passeggiata all’insegna del gusto. Sarà possibile seguire un itinerario enogastronomico in 8 tappe degustando le antiche ricette valtellinesi come i pizzoccheri, le tradizionali tagliatelle ricavate dall’impasto di grano saraceno e farina di frumento, condite con formaggio Casera, burro e verze. Tra i dolci tipici potrete gustare il pane dolce bio ed infine, il grandissimo l’orgoglio Valtellinese: il Bitto, un formaggio  d’alpeggio e di stalla a denominazione di origine protetta (DOP) la cui variante storica é prodotta esclusivamente in questi territori montani.

Pizzoccheri-classici

Per continuare la vostra esperienza alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco, anche la splendida città di Lugano desidera regalare momenti indimenticabili ai turisti grazie alle escursioni guidate della Città alla scoperta degli angoli più nascosti e deliziando il palato con piccole degustazioni di varie specialità ticinesi e di altri cantoni, compreso il delizioso vino Merlot.  Le varie tappe che compongono le passeggiate permetteranno ai partecipanti di conoscere aneddoti e curiosità su molti dei locali, bar e ristoranti più caratteristici della perla del Ceresio. Più che una passeggiata di assaggi, il tour consiste in un vero e proprio menu… itinerante.

Bicchiere di Merlot

Per tutte queste ragioni se volete vivere una vacanza veramente unica ed irripetibile all’insegna del relax, della cultura, dell’avventura e della gastronomia non potete far altro che scegliere il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un paradiso a 360 gradi.

La Via del Ferro

August 17th, 2018 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Per gli amanti del trekking, il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort grazie alla sua posizione offre ai clienti molteplici possibilità di meravigliose passeggiate.

Una degna di nota é la ” Via del Ferro”. Questa passeggiata era ai tempi un´antica strada che collegava la Val Menaggio con i paesi dell´alta Val Cavargna. Nel XVIII – XIX secolo veniva utilizzata per il trasporto del ferro grezzo proveniente dalle miniere dell´alta valle, passando per Forni Vecchi dove il ferro veniva fuso per poi raggiungere le fucine di Begna.

Il percorso:

Questa incantevole passeggiata inizia partendo dal nostro resort arrivando sino a Carlazzo. Si prosegue sulla strada che attraversa il centro storico, raggiungendo così la frazione di Maggione. Percorsa la strada in selciato di pietra si incontra l’ex caserma della Guardia di Finanza fino a raggiungere il ponte di pietra che sovrasta il fiume Cuccio.

Da qui una salita, che porta a raggiungere un´altezza di 650 m. Lungo il percorso si incontrano sorgenti che sgorgano da blocchi di calcare a tufo, alcuni casolari e la chiesa di S. Ambrogio di Cusino.

Via del Ferro percorso

Qui inizierà una strada in discesa, dal quale si raggiunge il Ponte Dovia, luogo in cui ammirare la caserma austro-ungarica (che ora è abitazione private) con un maglio ad acqua, un mulino, una calcineria, un deposito di carbone e uno sbarramento idrico. Con questa passeggiata si potranno vedere aree di opere idrauliche molto interessanti, che hanno permesso la canalizzazione delle acque del fiume Cuccio; in modo tale da poter sfruttare la grande forza motrice che ai tempi era utile al funzionamento della fornace (diroccata) e ancora oggi viene sfruttata per la produzione di energia elettrica.

Proseguendo per il ponte ad arco in pietra, si sale lungo il lato sinistro del fiume, dove la strada sale fino a 700 m, raggiungendo Sora.  Attraversando il piccolo borgo, attraverso la vecchia strada, si incontrerà un’edicola sacra in stile barocco dove è ancora conservato un bellissimo fontanile.

Imboccando la discesa lungo il bordo del fiume, si attraverserà un bosco ed in breve tempo raggiungerete la località Forni Vecchi che rappresenta la meta finale di questo itinerario. Qui si potranno ammirare alcune costruzioni in pietra (ca. XV secolo) che ricordano le attività industriali del tempo, quando le fucine per la lavorazione dei minerali ferrosi erano ancora attive. Molti edifici sono oggi diroccati e vengono utilizzati per il ricovero degli animali. Quelli che sono ancora riconoscibili sono l´impianto di un maglio funzionante ad energia idraulica e i resti del primo altoforno in Val Cavargna del 1783 che venne trasformato poi in segheria a causa dei costi troppo elevati della ghisa prodotta.

Lungo il percorso si possono fare delle lunghe soste , magari anche per un bel pic-nic vista la presenza di vasti prati contornati da una ruota di mulino abbandonata, corsi d’acqua e da una fitta vegetazione che lo rendono un luogo molto gradevole e rilassante.

Per tornare al Parco San Marco sará possibile ripercorrere il sentiero o salire per il breve e ripido sentiero sino a S. Nazzaro per poi prendere il bus che li porterà sino all’hotel.

Via del Ferro percorso2

L’itinerario:

Percorso fra acciottolato e sterrato, percorribile con facilità nelle belle stagioni; qualche difficoltà in inverno a causa di neve e ghiaccio Dislivello: da 481m di di Carlazzo ai 995m di S.NazzaroV.C. Tempo di percorrenza: 5 ore, solo andata. Difficoltà: per tutti, discreto impegno f isico.

Villa Fogazzaro

May 9th, 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

villa fogazzaro

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

Primavera di Corsa

April 23rd, 2018 | By Melanie Pohl in Benessere, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Proprio questa mattina mi sono imbattuta nel post pubblicato su una delle app più famose per runners che sosteneva “correre è come bere il caffè, dopo stai meglio”. In parte pienamente d`accordo che dopo ogni allenamento immerge la grinta di una leonessa, ma d`altronde in questa frase viene trascurata la parte più importante, cioè le sensazioni che si provano durante la corsa. Perché che sazietà sarebbe se non assaporiamo il pasto e quale destinazione se sorvoliamo il viaggio?

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Ecco perché oggi vorrei parlarvi proprio dei benefici durante ma anche dopo una bella corsa all`aria aperta.

Arrivata la bella stagione, la natura risplende nei suoi mille colori, il sole accarezza le guance ancora gelide, e tra alberi fioriti e profumi incantevoli, risveglia i nostri sensi.  Ci riempie di entusiasmo ed energia, invitandoci fuori porta per sentire la liberta sotto i piedi, l`ossigeno che riempie i polmoni e la gioia – la nostra anima.  Perché non esiste antidepressivo migliore dell`attività fisica all`aria aperta ed in particolare lo jogging o running che dir si voglia, che riesce a liberarci dalle nostre ansie, sviluppa la nostra creatività e migliora l`umore. Infatti grazie all`inondazione di ossigeno che il sangue sta trasportando dai polmoni contratti, migliora il funzionamento di tutti nostri sistemi e tessuti: il cervello viene sollecitato nel trovare  nuove idee e soluzioni;  le ossa e le cartilagini vengono rafforzati con la produzione di vitamina D; migliora la digestione e l`assunzione di vitamine e minerali, rafforzando anche il sistema immunitario; vengono rilasciati endorfine e serotonina nel corpo, gli ormoni della felicità e poi …. bruciamo grassi “cattivi” come il colesterolo, riducendo peso e rotondità. Insomma: prestazioni, postura migliore, pelle più sana, minor grasso corporeo e muscoli più tonici, sentire che stiamo migliorando e che abbiamo il controllo del proprio corpo e della propria vita, faranno miracoli all`autostima. Ma vediamo dove avviene questo miracolo e dove possiamo beneficiare al meglio di tutti questi vantaggi nei dintorni.

porlezza bene lario

Parco San Marco, con la sua posizione magnifica sulla riva del lago di Lugano, offre degli scenari incantevoli per assaporare la natura, impegnandosi in una corsa che risveglia la nostra linfa vitale. Il primo percorso che potremo intraprendere costeggia la sponda nord-ovest del Lago di Lugano. Partendo da Parco San Marco in poco più di 2 km si arriva a Porlezza, costeggiando il Lago e proseguendo sulla vecchia statale esterna alla galleria. In questo percorso approfittiamo doppiamente dei raggi solari mattutini, rispecchi e giochi acquatici di anatre e cigni che ci accompagnano nel nostro allenamento.

Chi invece ha molta energia da bruciare, potrebbe avventurarsi sulla pista ciclopedonale che collega Porlezza con Bene Lario. Si tratta del percorso della ex-ferrovia, cui binari sono stati rimossi, trasformandolo attualmente in un sentiero immerso nel bosco, che attraversa la Riserva Naturale del Lago di Piano, sfiorando il Borgo e l`Antico Crotto del Castello di Carlazzo. E´ lunga quasi 6 km e presenta un  dislivello di quasi 300 slm.

Ma si sa i traguardi hanno più significato quando sono condivisi. Infatti anche a Porlezza, seguendo le ormai innumerevoli manifestazioni podistiche per amatori organizzati in tutta la nostra penisola, quest`anno si terrà la prima edizione di “Vivi Porlezza di Corsa”, una corsa non competitiva aperta a tutti, della distanza 12 km, che si svolgerà il 7 Luglio 2018. È un grande evento ricco di sport, musica e spettacolo pirotecnico e le iscrizioni sono già aperte sul sito.

Non posso che concludere invitandovi a mettere le scarpe sportive  ed uscire di casa alla prima occasione. E vedrete:

Run, run, run … 10 Km Lento in 48:40 … Se dai un cuore alle gambe loro ti porteranno anche dove la mente non vuol andare. Oltre i Limiti!
(emituitt, Twitter)

viviporlezza

scritto da Nedelina Martinova

Sentiero Lago di Origlio

February 14th, 2018 | By Melanie Pohl in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Tesserete – Origlio

Un percorso di facile percorrenza nella regione della Capriasca, poco distante dal centro città di Lugano. Una gita ideale per chi vuole rifugiarsi nella natura lontano dal caos cittadino. Il lago di Orglio è il luogo ideale per il relax e il divertimento in compagnia.

L’itinerario si snoda in gran parte nei boschi della Capriasca e sbocca sull’incantevole laghetto di Origlio. A metà del tracciato, nel cuore del bosco, vi invitiamo a visitare la Torre medioevale di Redde presso la quale si intravedono parti delle rovine sepolte dell’omonimo villaggio e il contiguo oratorio di San Clemente. Ad Origlio vi aspettano il tipico nucleo del paese e la chiesa di San Giorgio che sovrasta il territorio. Ma il cuore prezioso di Origlio è il suo lago, autentica perla ambientale di eccezionale importanza naturalistica.

Caratteristiche

Lunghezza: 6 km

Tempo di marcia: Tesserete–Origlio: 1 h 30 min e Origlio–Tesserete: 1 h 30 min

Requisiti: facile (sentiero escursionistico)

Forma fisica: facile

Dislivello: Tesserete–Origlio: 200 m e Origlio–Tesserete: 300 m

Sentiero Lago di Origlio

A soli 25 minuti a piedi da Origlio in direzione Tesserete si può raggiungere la chiesa di Sant’Ambrogio, un edificio religioso neoclassico costruito su una pre-esistente chiesa duecentesca a Ponte Capriasca.  La prima menzione dell’edificio risale al 9 maggio 1356, quando fu consacrato. Il 14 febbraio 1455 diventò sede di una parrocchia. Il suo aspetto attuale, tuttavia, si deve alle modifiche operate da Carlo Brilli nel 1835: la nuova chiesa, che inglobava il campanile romanico della struttura precedente e la sua navata, fu impostata su una pianta a croce greca e dotata di coro. Dell’edificio pre-esistente restano una torre campanaria, che nonostante le modifiche apportate in tre riprese (nel 1717, nel 1818 e nel 1913) per tre piani conserva lo stile romanico ed è dotata di monofore e bifore originarie, e l’affresco con l’Ultima cena, copia della celeberrima opera di Leonardo da Vinci, attribuita nel 1735 a Cesare da Sesto, ma oggi a un anonimo leonardesco riferibile all’ambito della bottega di Bernardino Luini risalente al 1550 circa, sebbene con modifiche soprattutto nell’ambientazione e nello sfondo, dove compaiono le scene del Sacrificio di Isacco e della Preghiera nell’orto dei Getsemani.

Il Vino di Natale

December 19th, 2017 | By Wendy Koppen in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Atmosfera natalizia, freddo, mercatini di Natale…come non pensare al vin brulè?

mercatini natale

Arrivati  a dicembre, i primi freddi ci inducono in calde tentazioni golose e le città si riempiono di  suggestive atmosfere natalizie. La dieta è rinviata dopo l`Epifania! Siamo tutti alla corsa dei regali, ore passate tra negozi affollati a trovare il dono ideale per i nostri cari. E poi … come una manna dal cielo, arrivati alla Piazza centrale, si presenta davanti a noi il magico scenario del Mercatino Natalizio! Per placare il varco nello stomaco e scaldare anima e corpo, qui troviamo delle leccornie per grandi e piccini, dolci e salati, vere delizie da tutto il mondo. Fiumi di cioccolata calda e dolcetti croccanti ci inducono in tentazione. Impossibile da cancellare il profumo di wurstel e arrosti vari, chiusi in morbidi panini, accompagnati da verdure e crauti. Ma il re di tutti profumi magici, colui che sa di Natale, colui capace di scaldare anche le mani più gelate e ravvivare gli spiriti, è lui, il vin brulé (anche noto come Glühwein, dal tedesco, Vin Chaud in francese, Mulled Wine in inglese). Le origini di questo vino cotto, risalgono all`epoca romana. La prima descrizione si trova nel “De re coquinaria”, l’antica raccolta di ricette di Marco Gavio Apicio e racconta di un vino caldo dolcificato col miele e aromatizzato con pepe, zafferano, datteri e uva passa. Nel medioevo invece veniva chiamata ippocrasso, dolcificato al miele e aromatizzato con zenzero e cannella, soprattutto per coprire gli innumerevoli difetti del vino all`epoca. Nei giorni nostri l`abitudine di bere vin brulè è diffusa soprattutto tra le popolazioni alpine o comunque nei paesi europei freddi. Non esiste bevanda più conviviale a Natale che trasforma i malanni in benedizioni, le avversità in fortuna e gli impicci in piaceri. Riunisce le famiglie, stringe amicizie ed alleanze. Leggermente alcolico e dolcemente seducente, vi proponiamo qui la ricetta originale meticolosamente eseguita da secoli.

vin brule

Ingredienti

  • 1 litro e mezzo di vino rosso
  • 3 stecche di cannella
  • 250 grammi di zucchero o miele
  • 10 chiodi di garofano
  • 2 arance biologiche e non trattate
  • 1 limone
  • 1 mela
  • 1 pizzico di noce moscata

Procedimento

Lavare bene le arance e i limoni, tagliare la scorza. Lavare al mela e tagliarla a rondelle sottili. Mettere il vino in una pentola, con le stecche di cannella, lo zucchero, i chiodi di garofano, la mela e le scorze tagliate in precedenza e un pizzico di noce moscata. Mescolate il composto e poi portatelo ad ebollizione per 5 minuti, affinché lo zucchero si sciolga. A questo punto si può decidere di versare la bevande nei bicchiere e di servire ben caldo, altrimenti, per eliminare ancora un po’ di alcol, si può avvicinare una fiamma alla superficie del vino: compariranno delle fiamme blu che nel giro di pochissimo tempo scompaiono. Dopo di che si può spegnere il fuoco. Ora si può servire.

Possiamo tentare la ricetta anche in proprio, trasformando la cucina in una fiaba natalizia profumata. Gustarlo, peró, presso i suggestivi Mercatini di Natale presenti nella nostra zona, ha tutto un altro fascino. Si, perché dopo Bolzano, Merano e Trentino, anche Como difende l´abilità italiana eccellente di creare atmosfere natalizie. Dal 25 Novembre 2017 al 7 gennaio 2018, Como si trasforma nella Città dei balocchi, mescolando il festival delle luci alla mostra dei presepi alle giostre e al Mercatino di Natale. Tanti appuntamenti da non mancare, immergendosi nella magia natalizia.

Altrettanto propone Lugano, il Mercatino di Natale in versione svizzera, aperto dal 23 novembre al 24 dicembre 2017.

Como

 

scritto da Nedelina Martinova

Semplicemente numero 1

December 2nd, 2017 | By Francesco Sagliocco in Cucina, Dintorni, Gastronomia, Gastronomie, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Nella mia nuova ed eccitante esperienza al Parco San Marco,  vado in cerca cerca di conferme o di novità che consentano di fare il punto sullo stato dell’arte delle produzioni vinicole nostrane, intercetto questo vino di Valtellina che a mio parere compendia entrambi gli obiettivi: conforta per ciò che concerne il potenziale espressivo della cosiddetta viticoltura estrema o di montagna praticata in questo areale, offre variabili innovative per quanto riguarda le metodologie di vinificazione.

plozza-vineyard

Ci troviamo in località Tirano (So) nella regione Lombardia, nei pressi del confine svizzero; qui opera da circa un secolo Plozza Vini, che con una produzione media di 350.000 bottiglie all’anno ricavate da poco più di 25 ettari di vigneto, può essere considerata come una delle più grandi aziende vinicole di Valtellina.

Ottenuto da uve Nebbiolo (localmente denominate Chiavennasca) provenienti da vigneti vecchi di 70 anni, sottoposto allo stesso procedimento dello Sfursat, con 3 mesi d’appassimento delle uve, ma con affinamento in barriques nuove della durata di 2 anni, più ulteriore anno in bottiglia, si presentaalla vista di color rosso granato più carico rispetto alla media della tipologia, che certo non eccelle per ricchezza antocianica.

 

Fine e complesso al naso, su note di spezie, pepe, frutto nero in confettura, spunti vegetali.plozza_vini_5-ac7f90260b In bocca è caldo e di notevole struttura, arrotondato dal legno piccolo, contraddistinto da toni cioccolatosi, torrefazione, frutto stramaturo, sensazioni che ricordano rabarbaro e composta di prugne.


 Ne risulta un quadro succulento e intenso, di vino quasi da meditazione, da abbinare su bresaola di Valtellina, formaggi stagionati e carni rosse di qualità superlativa.

Cosa dire? Semplicemente N.1

Scritto da Francesco Sagliocco

Brunate e la sua funicolare

November 6th, 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Brunate è un comune italiano di 1734 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Noto per essere collegato alla città di Como tramite una funicolare e per numerosi punti panoramici da cui si può vedere l’intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini è stato denominato “Balcone sulle Alpi”.

brunate

La cittadina di Brunateè situata a circa 700 metri di altitudine ed è sempre stata meta di villeggiatura della nobiltà comasca e milanese che qui costruì numerose belle ville in stile Liberty. Brunate è anche il punto di partenza ideale per piacevoli passeggiate nel verde. Dal belvedere è possibile riconoscere la sagoma del centro storico, l’antico castrum romano; poi la vista spazia sulle Alpi e sulla pianura della Brianza.

Tra i punti panoramici più emozionanti c´è il Faro Voltiani, un vero e proprio faro situato in cima al Monte Tre Croci, nella frazione di San Maurizio. La torre è alta 29 metri e contiene una scala a chiocciola di 143 scalini che conduce a due terrazzi circolari: uno dei quali regala un´ampia veduta dell´arco occidentale delle Alpi, sino alla vetta imponente del Monte Rosa. Il faro si illumina di verde, bianco e rosso tutte le notti, dal tramonto all´alba.

 

Altri punti panoramici sono il Belvedere di Via Pirotta, quello del Piazzale Bonacossa e il Sagrato della Chiesa di Sant´Andrea. Quest´ultima, dedicata al Santo Patrono dell cittá, è una bella chiesa di origine trecentesca, che un tempo si trovava annessa a un monastero. All´interno si possono ammirare gli affreschi realizzati dalla Famiglia Recchi nel XVII Secolo., che nella volta rappresentano Sant´Andrea e San Maurizio.

Un´altra chiesa da visitare passeggiando per il centro è la Chiesetta della Madonna di Pompei.3835_chiesa-di-sant-andrea-brunate-(1)

La particolarità architettonica di Brunate sta soprattutto negli edifici civili, che con i loro portali in pietra e i cortili segreti raccontano storie di tempi lontani. Le corti più esclusive sono quelle del Castello e la Corte degli Ebrei, quest´ultima risalente al 1300.

Lontano dal centro si trovano moltissime ville in stile eclettico e Liberty, spesso circondate da splendidi parchi. Le piú notevoli sono Villa Duca, Villa Calderini, Villa Ancona-Capé, Villa Pirotta.

Grazie alla funicolare si puó raggiungere comodamente in soli 7 minuti, incantati da una meravigliosa vista sul Lago di Como. La funicolare viaggia su una rotaia, la quale raggiunge la massima pendenza consentita, cioè 55%.

La funicolare Como-Brunate, inaugurata nel 1894, unisce i due comuni lombardi.

Fino agli inizi del diciannovesimo secolo, il paese di Brunate era raggiungibile tramite una mulattiera tracciata nel 1817 che lo collegava a Como.

Su iniziativa della popolazione il 3 novembre 1891 fu costituita la Società Anonima per la Funicolare Como-Brunate. Il 3 settembre 1892 il consiglio di amministrazione approvò il progetto dell’impianto e il successivo 4 gennaio si poté dare inizio ai relativi lavori di costruzione.

L’11 novembre 1894, dopo meno di un anno di lavori, la funicolare Como-Brunate fu aperta al pubblico.

La costruzione della funicolare contribuì non poco allo sviluppo turistico della località collinare, grazie anche al panorama su Como e sull’omonimo lago che si può ammirare durante il viaggio.

La funicolare viaggia tutti i giorni ogni trenta minuti fino alle 22.30, il sabato fino a mezzanotte.

funicolare-como

Scritto da Sara Biacchi

Gita al Rogolone, quercia monumentale

October 23rd, 2017 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Umgebung | No Comments »

Il Rogolone si trova su un pianoro circondato dai boschi, in Val Menaggio, tra il Lago di Como e il Lago di Lugano, al centro di un grande prato, stupendo, grandioso come una cattedrale, ma ancora più bello e affascinante, perché è un essere vivente, una quercia leggendaria.

Rogolone in primavera

Ha ottocento anni, e dopo tanti secoli la corteccia del suo tronco, attraversata da profondi solchi longitudinali, ha il colore e l’aspetto della roccia, identico a quello dell’antico sedile in pietra che si trova alla sua base. L’albero presenta purtroppo una evidente ferita, un grande ramo tagliato qualche anno fa da uno scriteriato in cerca di legna. E’ difficile impedire che venga danneggiato, nonostante abbia ottenuto, fin dal 1928, un vincolo di protezione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e oggi sia sotto la tutela dell’Associazione Italia Nostra.

La chioma, cinquanta metri di circonferenza, copre con la sua ombra tutto il prato e la struttura perfetta dei suoi rami si staglia netta contro il cielo. Qui, un tempo, si riunivano i saggi, gli anziani dei paesi circostanti per amministrare la giustizia e ratificare le decisioni più importanti. Un documento del ’500, che si conserva ancora, registra l’incontro, sotto il Rogolone, dei rappresentanti di Beilate, Grona, Naggio e Grandola, per stabilire i confini dei quattro paesi e porre fine alle continue liti, prendendo a testimone del loro impegno la grande quercia, sacra alle popolazioni locali dai tempi più antichi, quando sotto le sue fronde si celebrava la “Festa della Primavera” e si tenevano riti magici e religiosi.

Immagine storica del Rogolone

 

Una seconda quercia che si trova ai margini del grande prato, più piccola, ma anch’essa già classificata come “albero monumentale”, potrebbe testimoniare la sacralità del luogo, delimitato un tempo da una corona di alberi dei quali due soltanto sarebbero sopravvissuti e da una sorgente che si trova ancora oggi a cento metri dal Rogolone, la cui acqua purissima era indispensabile per le antiche cerimonie religiose.

Rogolone- magia

 

Per raggiungere il Rogolone dal Parco San Marco: dirigersi con l´automobile in direzione Menaggio, al primo semaforo girare a sinistra in direzione Carlazzo. Giunti a Carlazzo seguire le indicazioni per Gottro (frazione del comune di Carlazzo). Arrivati alla frazione girare a destra in Via San Giorgio, una stretta ed asfaltata strada in discesa che porta alla chiesa di San Giorgio con annesso cimitero. Nel piccolo piazzale antistante la chiesa inizia un sentiero che porta direttamente e sempre in piano al Rogolone (attenzione al primo bivio che si incontra prendere il sentiero di destra).

Appuntamenti da non perdere!

October 16th, 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!