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Escursioni nei dintorni del Parco San Marco

May 29th, 2018 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Parco San Marco | No Comments »

MONTE GRONA 

monte grona

Dalla cima della Grona si ammira uno dei migliori panorami delle Prealpi; oltre ai tre laghi (Como, Lugano e Piano), le vicine cime (Bregagno, Pizzo di Gino, Legnone, Grigne, Corni di Canzo) si possono scorgere le più alte montagne dell’arco alpino, dal Monviso al Bernina. Le salite partono dal Rifugio Menaggio.

RIFUGIO MENAGGIO

Il Rifugio Menaggio (1400 m) si trova ai piedi del versante sud del Monte Grona e offre una spettacolare vista del Lago di Como e delle montagne circostanti. Dal rifugio c’è la possibilità di salire al Monte Grona (1736 m) o al Monte Bregagno (2107 m). Il rifugio è aperto da metà giugno a fine settembre tutti i giorni, durante il resto dell’anno sabato domenica e festivi; per informazioni tel. 0344 37282 oppure tel. 327 8855090.

  •  punto di partenza: Breglia 749 m (comune di Plesio)
  •  durata della passeggiata da Breglia fino al rifugio: 1h45
  •  dislivello: 650 m
  •  segnavia: rosso-bianco-rosso
  •  collegamenti: da Menaggio a Breglia bus linea C13
    possibilità di parcheggio a Breglia oppure ai Monti di Breglia – La strada agro-silvo-pastorale per i Monti di Breglia è a pagamento ( 3 euro), macchinetta all’imbocco della strada
  •  difficoltà: alcuni passaggi in forte salita

rifugio menaggio

Percorso: dalla fermata del bus di Breglia si percorre la carrozzabile che sale ai sovrastanti Monti di Breglia (cartello indicatore Rifugio Menaggio), e, superato il lavatoio, si imbocca a destra la prima scorciatoia che sbuca sulla strada che sale ai Monti di Breglia. La si attraversa per imboccare uno sterrato. Dopo un breve tratto, all’altezza del traliccio dell’alta tensione, si sale a destra fino alla teleferica. Tornati sulla carrozzabile, la si segue per una centinaio di metri per poi attraversare un prato sulla sinistra. Dopo aver di nuovo attraversato la carrozzabile si segue il sentiero che sbuca ai Monti di Breglia (996 m). Qui si trova un’area picnic con fontana e bella vista sul lago; superate alcune case ed entrati nel bosco si giunge ad un’area adibita a parcheggio, attraversata l’area si imbocca nuovamente il sentiero. Al prossimo bivio si risale il sentiero panoramico a destra (in inverno in caso di forte innevamento è consigliato quello a sinistra) che prosegue tra betulle e ginestre fino al bivio per S. Amate e Monte Bregagno; da qui si procede a sinistra e dopo un lungo passaggio in costa  si raggiunge il rifugio.  La bellissima vista  spazia sul centro lago con i paesi di Menaggio il Monte Crocione (1640 m), Bellagio con sullo sfondo il Monte San Primo (1682 m) e i Corni di Canzo, e Varenna sovrastata dalle Grigne (2410 m).

Passeggiate dal rifugio Menaggio

Pizzo Coppa
In altri quindici minuti si raggiunge il punto panoramico di Pizzo Coppa con vista su tre laghi: il Lago di Como, il lago di Piano con tutta la Val Menaggio, e il lago di  Lugano.  L’imbocco del sentiero rimane sulla sinistra del rifugio (guardando il rifugio).

Monte Grona 1736 m

Salite:
Per la Via Normale
: dislivello m 336, tempo di salita ore 1.15 ca.
Il sentiero inizia dietro al rifugio e conduce prima alla Forcoletta, poi, risalendo a sinistra la ripida cresta, si giunge in vetta.

Per la Via Direttissima: dislivello m 336, tempo di salita ore 1 ca;
sempre alle spalle del rifugio parte il sentiero per il ripido canalone sud; per la sua esposizione, è il più utilizzato nel periodo invernale per la rara presenza di neve.

Per la Via Ferrata del Centenario: tempo di salita ore 3.00;
riservata ad alpinisti esperti muniti di adeguate attrezzature, per raggiungere l’attacco della Via Ferrata seguire in parte il sentiero della via panoramica.

monte grona2

S. Amate 1623 m e Monte Bregagno 2107 m
Sempre dal Rifugio Menaggio si può intraprendere l’escursione panoramica, su un sentiero che attraversa i pascoli, alla chiesetta di S. Amate (dislivello m 240 – tempo di salita ore 0.45 dal Rifugio) e alla cima del Monte Bregagno (dislivello m 707 – tempo di salita dal rifugio ore 2.00)

Percorso: il sentiero si imbocca alle spalle del rifugio, seguendo l’indicazione per la via normale al M. Grona, e giunti al bivio S. Amate/M. Grona si prende a destra per S. Amate e si descrive un ampio giro a mezza costa della Val Pessina. Si raggiunge la quota 1643 m e si scende alla sella di S. Amate, dove sorge l’omonima chiesetta. La spettacolare vista abbraccia il Lago di Como, i boschi e pascoli della Val Sanagra, il lago di Lugano e la catena alpina. Dalla cappella, seguendo l’indicazione, si può tornare a Breglia, lungo un sentiero che si estende in costa lungo il pendio erboso fino a una piccola sella denominata dai locali “el capel de Jiovan”. Da qui si scende fino a raggiungere il sentiero seguito prima per raggiungere il Rifugio Menaggio.
Chi invece vuole salire in cima al Monte Bregagno, segue da S. Amate il panoramico ed erboso Costone del Bregagno. Si raggiunge la quota 1905 (il Bregagnino) e si scende alla sottostante insellatura da dove si risale l’ultimo pendio fino alla tondeggiante cima del Monte Bregagno 2107 m. Si gode una splendida vista sull’Alto Lago e la Valle Albano. Si ritorno sui propri passi fino a S. Amate per poi imboccare il sentiero per Bre.

Il castagno delle valli lariane

October 8th, 2013 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Cucina, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Il castagno delle valli lariane

LA SELVA
La selva castanile montana, semplicemente selva nella parlata popolare, è in sostanza un frutteto di castagni: gli alberi, generalmente innestati con varietà di pregio (per dimensione e bontà dei frutti o per capacità d’adattamento a peculiari condizioni ambientali), sono allevati a fustaia, con impalcatura dei rami solitamente alta. La loro disposizione è a maglia larga e irregolare, a sesto libero in gergo tecnico, per favorire il soleggiamento
delle chiome e sfruttare al meglio l’accidentato profilo dei versanti e la
forma delle singole proprietà. Di norma nelle piccole selve famigliari,con pochi alberi, i castagni sono innestati con varietà diverse al fine di ottenere maturazioni scalari (e dunque un periodo di raccolta più lungo) e frutti adatti sia al consumo fresco che alla conservazione. La selva, rada e pulita, oltre alle castagne produce foraggi, per il taglio estivo e il pascolo autunnale, foglie e strame per la lettiera degli animali, legna da fuoco e legname da opera. Indiretta,ma comunque preziosa, è infine la produzione di funghi
e miele.

Miele di castagno :
Il miele di castagno tende a rimanere liquido, a causa della forte componente di fruttosio. L’eventuale cristallizzazione è molto lenta, non sempre regolare. Il colore è ambrato scuro, con tonalità rossiccio-verdastre nel miele liquido; se cristallizzato, assume un colore marrone. Sia l’odore che l’aroma sono intensi, è poco dolce, amaro, molto persistente.
Proprietà terapeutiche delle castagne non contengono glutine e sono quindi consumabili da tutte le persone interessate dal morbo celiaco.
La castagna è molto digeribile ed è consigliata in casi di anemia e inappetenza; grazie all’abbondante presenza di fibre sono molto utili per la funzionalità dell’intestino. In virtù della presenza dell’acido folico la castagna è anche consigliata in casi di gravidanza in quanto quest’ultimo è in grado di prevenire l’insorgere di alcune malformazioni a livello fetale. Essendo ricche di minerali le castagne sono particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza cronica, per chi deve riprendere le forze dopo l’influenza e per bambini ed anziani; il potassio è utile per rinforzare i muscoli, il fosforo collabora alla costituzione del tessuto nervoso, lo zolfo è antisettico e disinfettante, il sodio è utile alla digestione, il magnesio agisce sulla rigenerazione dei nervi.

Grazie alla presenza di vitamina B e di fosforo, le castagne contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio nervoso e, grazie alla presenza di zuccheri, possono costituire un alimento alternativo per i bambini allergici al latte

Le caldarroste

Dopo la raccolta, le castagne vanno fatte asciugare per qualche giorno. Poi vanno “castrate”, ovvero va fatta una piccola incisione longitudinale sul lato convesso di ogni castagna. Questi due procedimenti, hanno lo scopo di impedire a quest’ultima che esploda una volta sottoposte al calore. Preparato un bel fuoco vivo, si adagiano le castagne castrate su una padella da castagne.
È comunque consigliabile effettuare la cottura più intensa e breve possibile (meglio la stufa o un fuocherello del gas di cucina), in primis perché carbonizzandosi i vari strati esterni se ne favorisce la rimozione (che può essere molto ostica in caso contrario), secondariamente perché una cottura accelerata non permette una eccessiva disidratazione della parte interna del seme, sicché la caldarrosta si mantiene tonica e croccante. Viceversa una cottura dolce e prolungata tende a favorire la perdita di vapore, ottenendo però castagne molli, vizze o addirittura rinsecchite

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C’era una volta ma io ci sono ancora..

October 2nd, 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Escursioni, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

“C’era una volta un piccolo paesino nascosto nella parte più recondita di una bella valle, ricca e lussureggiante, raccolta fra due Teli, la famosa Valle d’Intelvi. Questo piccolo paesino, confinante con la Svizzera, era ben noto fino in Brianza, fino addirittura nella Grande Milano. Molti infatti erano i ricchi e nobili milanesi che si trasferivano nel fine settimana (ai quei tempi la parola “Weekend” non esisteva ancora) o durante le vacanze estive nelle importanti ville e dimore di ancor più ricchi antenati per passare delle piacevoli giornate lontani dall’inquinamento di una nascente realtà industriale.

www.quattrobaj.com

Nelle strade di questo piccolo paese, a seconda della stagione, si potevano vedere le grandi signore con freschi abiti di seta o vaporose pellicce che parlavano con le contadine e i bottegai del luogo, si sentiva il profumo di un famoso “Numero 5” misto ai genuini aromi di latte appena munto e sapori di montagna.

Tutti si riunivano nella piazza principale, dove nei grandi Hotel e case del caffè ci si trovava per discorrere della guerra, delle terre lontane o di quanti funghi avesse raccolto “il Zale” e quante castagne avesse trovato “il Toni triicuu”.

Oh che bella vita! Sembrava un piccolo angolo di paradiso immerso nel verde e nella tranquillità di una zona che pareva non risentire delle sciagure dei conflitti mondiali che colpivano tutta l’Italia.

Ma non erano solo le belle ville e la vita sana a rendere questo piccolo paesino tanto amato e tanto ambito come meta di soggiorno. Esso infatti custodiva un meraviglioso tesoro, una vista mozzafiato su di me e sui boschi e luoghi che si trovavano sopra i pendii che tutt’oggi mi raccolgono. Tutti mi conoscono come “Lago di Lugano” ma io sono famoso anche come “Ceresio”, appellativo che mi era stato dato dai celti data la mia strana e complessa forma ramificata. Quante diatribe sul mio nome e sulla mia appartenenza fra gli italiani “sfrusadur” e gli svizzeri “mangia ciculat”! A me a dire il vero queste cose non sono mai importate: ciò che mi rendeva e mi rende ancora orgoglioso della mia sempre verde bellezza sono le parole di stupore dei visitatori di un tempo e di oggi che affacciati sul Balcone d’Italia del bel paesino mi possono ammirare stupefatti.

www.naturamediterraneo.com

Certo raggiungere la vetta della mia cara amica Sighignola a 1320 metri sul livello del mare non è facile, ci si arriva partendo dal piccolo paesino di Lanzo d’Intelvi attraverso una tortuosa strada di montagna che venne costruita durante la Prima Guerra Mondiale nell’ambito dei lavori di realizzazione del sistema difensivo italiano verso il confine svizzero della Frontiera Nord, parte del progetto della Linea Cadorna.

Oggi il piccolo paesino non è più così ridente e prospero, le grandi ville e i famosi alberghi sono in decadenza, la bicentenaria funicolare che collegava Lanzo alle mie lussureggianti sponde è ormai in disuso e rifugio degli animali dei miei bei boschi, la Svizzera ed i suoi Franchi non sono più così ostili ma per fortuna la mia bellezza è rimasta. Venite ad osservarmi dalla vetta della Sighignola, cercate fra le numerose cime il luccichio lontano della “bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina” che domina Milano e lasciatevi sorprendere della mia meravigliosa bellezza:

www.panoramio.com

perché c’era una volta si, ma io ci sono ancora e sono meraviglioso!

www.labaita-lanzo.it

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Imparare l´arte di fare un formaggio & belle paseggiate sulla Leventina.

September 27th, 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Cucina, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Al Parco San Marco ci sono sempre tantissime attività da fare e le possibilitá di divertirsi non hanno eguali.

formaggio & belle paseggiate sulla Leventina
Naturalmente anche nei dintorni ci sono dei luoghi, delle passeggiate, delle escursioni da scoprire.

In particolare voglio suggerire la seguente:
imparare l´arte di fare il formaggio
L´idea di creare qualcosa ha giá da se qualche cosa di affascinante e riuscire ad amalgamare il latte per trasformalo in formaggio è una vera e propria soddisfazione.

Veniamo al dunque.

È possibile vivere questa esperienza presso il caseificio dimostrativo del Gottardo. É una struttura turistico-commerciale costituita da un caseificio dimostrativo, da un ristorante e da un negozio.

Alla preparazione del formaggio possono partecipare fino a 20 persone e si trascorre una mezza giornata “lavorando” in allegria.

Un pezzo di Ticino da portare a casa: nel caseificio Gottardo di Airolo, gli ospiti fabbricano il loro formaggio utilizzando il prelibato latte della regione del San Gottardo sotto lo sguardo attento dell’esperto formaggiaio.

Dopo la maturazione nelle cantine del caseificio, l’autentico formaggio alpino viene spedito al domicilio degli apprendisti formaggiai, che lo consumeranno ripensando alla loro esperienza casearia in Ticino.

Hai pensato di potere fare tu stesso una forma di formaggio?

Fabbricare il proprio formaggio, un’esperienza unica e indimenticabile. Sotto la direzione di un esperto e dinamico casaro si impara il principio del formaggio, apprendendo tutto il processo di produzione. Dall’erba fresca che la mucca mangia al pascolo, al fieno immagazzinato per i mesi invernali, passando dalla mungitura per ottenere il latte. Con il prezioso liquido, i gruppi potranno fabbricare il proprio formaggio, seguendo le varie fasi e assaggiandolo in seguito.

La giornata si conclude con la visita al museo.

L’esposizione offre un percorso lineare, formato da oggetti e fotografie legati ai lavori di fienagione, mungitura, lavorazione ed infine al trasporto dei formaggi prodotti sugli alpeggi. Con delle semplici didascalie in tre lingue, che descrivono i beni esposti, il visitatore ritroverà facilmente la via del formaggio, riuscendo ad immaginarsi o rivivere momenti del nostro passato alpestre. Gli oggetti del Museo dell’alpeggio sono stati scelti tra quelli di proprietà del Museo di Leventina e della collezione etnografica del Cantone Ticino, oltre al prezioso contributo di alcuni privati. Le diciture in dialetto completano il contesto leventinese dell’arte casearia e nomi curiosi come zangola, spannarola o spino acquistano significato accostati ai vari cimeli esposti.

Situato a circa 200 m dall’uscita autostradale di Airolo e a 50 m. dalla stazione a valle della funivia del Gottardo, il caseificio dimostrativo è ubicato nella via più antica, la cosiddetta “Via delle Genti”, per cui è un luogo di incontro ideale, sia per gli abitanti della zona che per gli ospiti.

Per raggiungere Airolo dal Parco San Marco ci vuole circa una oretta.
Inoltre ad Airolo vi è la possibilitá di fare delle belle passeggiate:

Escursioni a piedi in Leventina

La Valle Leventina si estende lungo un arco di cinquanta chilometri, che va dal massiccio del San Gottardo ai dolci terreni vignati ad appena trecento metri sul mare. Situata nel cuore delle Alpi è una porta di comunicazione fra le genti del nord e quelle del sud. Il passaggio del San Gottardo assicura un triplice collegamento con la Svizzera tedesca e l’Europa, grazie alla strada del passo, aperta d’estate e, ai grandiosi trafori ferroviari e autostradali tra i più lunghi del mondo. La Leventina offre dunque la comodità e la singolarità, la rapidità di comunicazione e la ricchezza del paesaggio e della natura. La Leventina è, comunque, una valle dove si vive a misura d’uomo. Ricca di immense pinete che ossigenano l’aria, è un ambiente ideale per svolgervi attività di svago e di sport. D’estate la valle offre profusione di sole, di acque, di verde, di luce: d’inverno l’incanto di distese azzurre e bianche. La rete dei sentieri è vastissima (ben 600 km); molti i parchi naturali che consentono itinerari indimenticabili. La valle suddivisa nella Bassa, Media e Alta Leventina si compone di 21 comuni.

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Le Grotte di Rescia

July 30th, 2013 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Queste grotte naturali sono formate da tufo depositato, per azione secolare, dalle acque sorgive calcaree ivi scorrenti contenenti in soluzione bicarbonato di calcio. Questo composto trasformandosi in carbonato di calcio, e come tale essendo insolubile all’acqua, viene a deporsi sulle sostanze colle quali si trova in contatto.

Nelle grotte si manifesta un continuo stillicidio di tali acque calcaree per modo che il visitatore può osservare il processo di formazione delle stallattiti.

Le grotte vennero illuminate a luce elettrica per renderne più facile ed interessante la visita.Da una apertura naturale esistente in una delle grotte si gode la vista della Cascata del Torrente di santa Giulia.

Il Bucone di Tremezzo, esso e’ composto da due cunicoli paralleli (uno sopra l’altro) in leggera salita di oltre 400 metri ognuno.

Si accede al cunicolo superiore tramite un’ampia apertura che via via si restringe, verso la fine del percorso un pozzo quasi verticale lungo qualche metro permette di immettersi nella galleria inferiore.

La Grotta “dell’Orso”

http://www.montegeneroso.chSituata sul versante orientale del Monte Generoso, la Grotta “dell’Orso” dove è venuto alla luce un importante giacimento con reperti di oltre 500 orsi delle caverne (Ursus spelaeus) vissuti ed estinti sul Monte Generoso tra gli oltre 50.000 ed i 30.000 circa anni fa, è stata preparata affinché anche l’uomo comune, e non solo il paleontologo o lo speleologo, possa visitarla.

 

http://www.montegeneroso.chIl lavoro di preparazione all’avventura è avvenuto con il prezioso e qualificato apporto dell’Università degli Studi di Milano, in particolare del Dipartimento di Scienze della terra e del Museo Cantonale di Storia naturale.

 
http://www.montegeneroso.chNon essendo terminati gli scavi di ricerca della Grotta, continuando gli stessi a seguito dei sempre maggiori e ricchi ritrovamenti, viene data la possibilità di visitare la Grotta anche per osservare il minuzioso e delicato lavoro dei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano.

 

Il Parco delle Gole della Breggia è ubicato nelle Alpi calcaree meridionali svizzere, verso la punta più meridionale del Ticino. L’intaglio erosivo del fiume Breggia, lungo un tratto di un chilometro e mezzo allo sbocco della Valle di Muggio, espone una tra le più rappresentative serie stratigrafiche delle Alpi Meridionali.

Il comprensorio del Parco delle Gole della Breggia si sviluppa per circa 1,5 km lungo l’omonimo torrente e interessa una superficie di 1,5 km2 nei territori dei Comuni di Balerna, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Morbio Superiore.

È stato ideato negli anni ’80 dal Museo cantonale di storia naturale, che ha proposto di istituire un parco naturale nella bassa Valle di Muggio nell’ambito dell’allestimento del Piano Direttore cantonale.

Nel Parco sono presenti numerose componenti sia naturali sia umane, ma i particolari contenuti geologici delle Gole della Breggia ne fanno uno dei geotopi più importanti a livello svizzero e il primo geoparco elvetico.

Lungo questo tratto del fiume Breggia, la sezione naturale creata dall’ opera di scavo dell’acqua ha messo a nudo un profilo geologico quasi continuo fra il Giurassico ed il Terziario (oltre 80 milioni di anni).

Nelle rocce delle Gole sono presenti numerose testimonianze degli antichi mari: strati ricchissimi di fossili, resti di frane subacquee, testimonianze di cambiamenti climatici in epoche ben precedenti alla comparsa dell’uomo sulla Terra, e prove di eruzioni vulcaniche.

Questi resti hanno permesso di ricostruire l’evoluzione di questa parte del territorio – il Bacino del Monte Generoso – durante epoche remotissime, quando le attuali Alpi non esistevano ancora e le rocce che attualmente le compongono si trovavano a migliaia di metri di profondità nella crosta terrestre o sul fondo di remoti oceani.

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AVVENTURA E DIVERTIMENTO AL MONTE TAMARO

July 26th, 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Il Monte Tamaro, situato nei pressi di Rivera nel vicinissimo Canton Ticino in Svizzera, a circa 30 minuti in auto dal Parco San Marco, offre una lunga serie di possibilita´ di svago e divertimento per tutta la famiglia.
All´uscita di Rivera dall´autostrada Lugano – Bellinzona, a circa 15 KM da Lugano, e a 200 metri dalla stazione ferroviaria, si trova un ampio parcheggio.

Nelle immediate vicinanze si trova l´ ingresso del fantastico  AcquaPark Splash & Spa Tamaro. Al suo interno e´ possibile farsi coinvolgere dal divertimento in molteplici attivita´: sono presenti infatti ben 5 scivoli emozionanti, una piscina con le onde, una piscina con poolbar – il bancone e gli sgabelli sono proprio immersi in acqua !  potrete rinfrescare il corpo stando nella piscina e il palato sorseggiando un buon drink – una zona bambini con scivoli e giochi acquatici interattivi, una piscina esterna riscaldata con acqua a 34 gradi. Anche la vista sulle montagne regala grandi emozioni e per un buon pranzo o uno snack veloce e´ possibile prendere posto presso il ristorante.

L´area SPA invece, con le sue saune, bagni di vapore, vasca relax, piscina con acqua salina, percorsi Kneipp e la possibilita´ di effettuare trattamenti, sapra´ donarvi tranquillita´, pace e benessere.

Se siete amanti dell´azione consigliamo invece il Tamaro Adventure Park : raggiunta la stazione intermedia della funicolare, dopo un breve briefing nei pressi del parco giochi per bambini, andrete nel bosco alla scoperta del percorso con tutti i suoi esercizi di vara difficolta´, in ordine progressivo: arrampicatevi sugli alberi, state sospesi su ponti di corda, scalate, saltate  e scivolate lungo tirolesi equipaggiati di carrucole e moschettoni di sicurezza.

Per i piu´ sportivi, il Monte Tamaro offre diverse alternative: una pista di Downhill e Freeride, piste per mountain bike, il percorso di traversata Tamaro – Lema, diversi percorsi panoramici a piedi e per la pratica del Nordic Walking, possibilita´ di volo in parapendio. Inoltre e´ possibile provare l´emozionante seggiovia mono oppure biposto, della lunghezza complessiva di 800 metri e utilizzare la tirolese piu´ lunga della Svizzera, di ben 440 metri.

Scendendo alla seconda stazione della funivia, vi ritroverete in cima all´Alpe Foppa a 1530 metri sul livello del mare e potrete proseguire a piedi fino alla cima del Monte Tamaro oppure rilassarvi e prendere il sole.
All´Alpe Foppa e´ possibile anche assaporare piatti della tradizione culinaria ticinese presso il ristorante dotato di ben 400 posti a sedere e terrazza solarium, adatto anche per banchetti, aperitivi, buffet fino a 250 persone, oppure consumare uno spuntino presso lo  Snack-Bar.

Insomma che siate amanti del relax, dell´acqua e dei giochi acquatici, della cucina locale, dello sport e dell´avventura o di ognuna di queste cose, il Monte Tamaro sara´ in grado di offrirvi una lunga e piacevole giornata da soli, tra amici o in compagnia di tutta la famiglia.

Alla Reception potrete trovare numerosi volantini e depliant. Inoltre potete richiedere il coupon per ottenere una riduzione del 10% sul prezzo del biglietto, valevole per l´entrata al Parco SPLASH & SPA

Il  Team del Parco San Marco e´ a vostra disposizioni per tutte le informazioni.

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