Consigli per la pulizia della casa con prodotti naturali e di facile riperimento

21 November 2017 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

La domanda sorge spontanea. L’unica alternativa è utilizzare tantissimi prodotti, tutti a base chimica, per rendere lucide, brillanti disinfettate, igienizzate, e chi più ne ha più ne metta, le superfici della “casa dolce casa”?

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No: un’alternativa valida esiste. I suggerimenti vengono dalla natura e dall’esperienza delle nonne. Ci ringrazieranno gli scarichi casalinghi, cui non fa certo piacere accogliere acidi e sostanze che liberano terribili miasmi, che avvelenano mari e fiumi. Non dimentichiamoci, infatti, le croci nere ed i teschi presenti sui flaconi, che invitano ad usarli con molta cautela e a non inalarne le esalazioni, dato che sono corrosivi ed urticanti.

Partiamo dai parquet: per lucidarli è possibile utilizzare cere naturali o cera vergine d’api.

Per detergere i normali pavimenti acqua calda unita ad aceto di vino, che ha un alto potere pulente e sgrassante. Se dovesse sentirsi un forte odore d’aceto dopo la pulizia, niente paura. L’aceto ha un odore penetrante ma evapora e svanisce in pochi minuti, lasciando le superfici linde. Per i lavelli in ceramica o acciaio è possibile utilizzare una pasta composta da acqua e bicabornato di sodio da usare su una spugnetta. Il bicarbonato elimina i residui di opacità, ridona luminosità, e non graffia: quindi è adatto alla pulizia delle superfici delicate. Inoltre è igienizzante e non contenendo sostanze tossiche può anche entrare a contatto con gli alimenti (non a caso viene utilizzato per lavare frutta e verdura). Dopo aver passato la spugnetta sulle varie parti del lavello si risciacqua con abbondante acqua pura.

Per i fornelli, soprattutto quelli in acciaio, utilizzate una spugna imbevuta di acqua calda e bicarbonato di sodio o aceto di vino bianco dall’alto potere emolliente.

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Passiamo ai vetri: si possono pulire con uno spruzzino che contenga acqua ed aceto miscelati in parti uguali. Poi si risciacqua con acqua pura e si asciuga. Meglio utilizzare panni in microfibra, che permettono di risparmiare tempo, fatica ed acqua (ne assorbono la giusta quantità).

Per detergere il forno utilizzate acqua calda, limone o aceto bianco e per scrostare una fornace “difficile” lasciate al suo interno, per un’intera notte, una pentola piena di acqua bollente cui avrete aggiunto un cucchiaio di ammoniaca. Il giorno dopo potrete togliere lo sporco disciolto con una spugnetta.

Ed ora tocca al wc. Olio di gomito e bicarbonato di sodio passato sullo scopino o aceto puro diluito in poca acqua caldissima. Per qualsiasi superficie è bene usare sempre panni in microfibra: per pulirli basta sciacquarli o bollirli con sapone di Marsiglia.

E’ per i piatti? Niente paura: a soccorrerci ci pensa una ricetta che serve a preparare un detersivo naturale che può essere usato sia per i lavaggi a mano che in lavastoviglie.

Prendete tre limoni, tagliateli in cinque fette sottili e togliete i semi. Metteteli in un frullatore (ma potete usare anche un mixer) assieme a 200 ml di acqua, 100-200 di aceto e 200 grammi di sale fine. Dopo aver frullato il composto bollitelo per 10-15 minuti con altri 200 ml di acqua. E poi lasciatelo freddare e riponetelo in un recipiente di vetro. Due cucchiai di questo composto, uniti al potere pulente dell’acqua calda, sgrassano benissimo senza lasciare residui chimici sulle stoviglie. Volete una soluzione velocissima? Utilizzare l’acqua della bollitura della pasta tiepida. Essendo ricca di amido presenta un alto valore sgrassante e toglie tutto l’unto. Parola d’ordine: pulito e rispetto per l’ambiente.

 

 

Le pappardelle al ragú di cinghiale

13 November 2017 | By Michele Pili in Parco San Marco | No Comments Yet

Ci stiamo avvicinando sempre di più alla fine dell´autunno e le temperature sono calate drasticamente.

Per ovviare a questo freddo noi vi consigliamo una bella ricetta che scalderà gli animi e i cuori.

Originariamente questa ricetta arriva dalla regione Toscana, perché ricca di selvaggina; come del resto anche le nostre zone.

Il ragù di cinghiale, diversamente al tradizionale ragù alla bolognese, presenta un sapore più deciso e particolare.

L´unione tra la pasta e questa salsa risulterà un´esplosione di sapori per le papille gustative!

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Ingredienti:

  •    205 g di pappardelle all´uovo
  •    500 g di cinghiale macinato
  •    50 g di cipolle
  •    15 g di olio extravergine d´oliva
  •    2 foglie d´alloro
  •    375 g di passata di pomodoro
  •    40 g di sedano
  •    1 spicchio d´aglio
  •    Quanto basta e a vostra preferenza del sale fino
  •     50 g di vino rosso
  •     50 g di carote
  •     1 rametto di rosmarino
  •     Quanto basta e a vostra preferenza del pepe nero

Vediamo ora insieme la preparazione di questo piatto!

 Iniziamo preparando il condimento: spuntiamo e peliamo una carota con il pela verdura; togliamo i filamenti più esterni dal sedano e mondiamo sia l´aglio che la cipolla. Laviamo e tritiamo finemente il tutto, tenendo però da parte gli spicchi di aglio per interi.

Versiamo l´olio in una pentola con il fondo spesso e uniamo le carote, il sedano e la cipolla tritati.

Uniamo anche l’aglio a pezzi grandi (così possiamo toglierlo più facilmente a fine cottura) e lasciamo stufare il tutto per una decina di minuti a fiamma dolce. Aggiungiamo anche il trito di cinghiale,  il rosmarino sminuzzato e le foglie di alloro.

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Alziamo leggermente la fiamma e lasciamo rosolare per altri 10 minuti mescolando con una spatola, in modo da cuocere la carne in maniera uniforme. A questo punto sfumiamo con il vino rosso e, solo quando la parte alcolica sarà totalmente evaporata, uniamo la passata di pomodoro.

Saliamo a piacimento, prepariamo e lasciamo cuocere coperto per circa 3 ore e mezza a fuoco dolce.

Passate le 3 ore e mezza togliamo il coperchio e lasciamo asciugare il ragù per ancora 30 minuti. Mettiamo a cuocere la nostra pasta in abbondante acqua bollente, saliamo a piacere.

Nel frattempo trasferiamo il ragù in una pentola capiente, scoliamo la pasta e versiamola nella padella con il condimento, mescoliamo fino ad amalgamare il tutto e serviamo le nostre pappardelle al ragù di cinghiale ancora belle fumanti.

Questa è una delle nostre piccole proposte per rendere più gustoso il vostro autunno!

Scritto da Lara Beatrice

 

Brunate e la sua funicolare

06 November 2017 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Brunate è un comune italiano di 1734 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Noto per essere collegato alla città di Como tramite una funicolare e per numerosi punti panoramici da cui si può vedere l’intero arco alpino occidentale, la Pianura Padana e gli Appennini è stato denominato “Balcone sulle Alpi”.

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La cittadina di Brunateè situata a circa 700 metri di altitudine ed è sempre stata meta di villeggiatura della nobiltà comasca e milanese che qui costruì numerose belle ville in stile Liberty. Brunate è anche il punto di partenza ideale per piacevoli passeggiate nel verde. Dal belvedere è possibile riconoscere la sagoma del centro storico, l’antico castrum romano; poi la vista spazia sulle Alpi e sulla pianura della Brianza.

Tra i punti panoramici più emozionanti c´è il Faro Voltiani, un vero e proprio faro situato in cima al Monte Tre Croci, nella frazione di San Maurizio. La torre è alta 29 metri e contiene una scala a chiocciola di 143 scalini che conduce a due terrazzi circolari: uno dei quali regala un´ampia veduta dell´arco occidentale delle Alpi, sino alla vetta imponente del Monte Rosa. Il faro si illumina di verde, bianco e rosso tutte le notti, dal tramonto all´alba.

 

Altri punti panoramici sono il Belvedere di Via Pirotta, quello del Piazzale Bonacossa e il Sagrato della Chiesa di Sant´Andrea. Quest´ultima, dedicata al Santo Patrono dell cittá, è una bella chiesa di origine trecentesca, che un tempo si trovava annessa a un monastero. All´interno si possono ammirare gli affreschi realizzati dalla Famiglia Recchi nel XVII Secolo., che nella volta rappresentano Sant´Andrea e San Maurizio.

Un´altra chiesa da visitare passeggiando per il centro è la Chiesetta della Madonna di Pompei.3835_chiesa-di-sant-andrea-brunate-(1)

La particolarità architettonica di Brunate sta soprattutto negli edifici civili, che con i loro portali in pietra e i cortili segreti raccontano storie di tempi lontani. Le corti più esclusive sono quelle del Castello e la Corte degli Ebrei, quest´ultima risalente al 1300.

Lontano dal centro si trovano moltissime ville in stile eclettico e Liberty, spesso circondate da splendidi parchi. Le piú notevoli sono Villa Duca, Villa Calderini, Villa Ancona-Capé, Villa Pirotta.

Grazie alla funicolare si puó raggiungere comodamente in soli 7 minuti, incantati da una meravigliosa vista sul Lago di Como. La funicolare viaggia su una rotaia, la quale raggiunge la massima pendenza consentita, cioè 55%.

La funicolare Como-Brunate, inaugurata nel 1894, unisce i due comuni lombardi.

Fino agli inizi del diciannovesimo secolo, il paese di Brunate era raggiungibile tramite una mulattiera tracciata nel 1817 che lo collegava a Como.

Su iniziativa della popolazione il 3 novembre 1891 fu costituita la Società Anonima per la Funicolare Como-Brunate. Il 3 settembre 1892 il consiglio di amministrazione approvò il progetto dell’impianto e il successivo 4 gennaio si poté dare inizio ai relativi lavori di costruzione.

L’11 novembre 1894, dopo meno di un anno di lavori, la funicolare Como-Brunate fu aperta al pubblico.

La costruzione della funicolare contribuì non poco allo sviluppo turistico della località collinare, grazie anche al panorama su Como e sull’omonimo lago che si può ammirare durante il viaggio.

La funicolare viaggia tutti i giorni ogni trenta minuti fino alle 22.30, il sabato fino a mezzanotte.

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Scritto da Sara Biacchi

La Polenta

30 October 2017 | By Deborah Giorno in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments Yet

Tra gli alimenti tipici di questa stagione troviamo anche questa gustosa e antica pietanza: la polenta infatti è un piatto arcaico, uno dei primi impasti cotti dell’umanità.

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Veniva già preparata circa 3000 anni fa tra le popolazioni sumere e in Mesopotamia dove veniva cucinata con miglio e segale. Successivamente anche i greci ne fecero uso preparandola con la farina d’orzo. Dobbiamo però ai romani l’origine del suo nome: essi eseguivano un impasto chiamato Puls (era una polenta o farinata di farro o fave, che non scomparve mai del tutto dall’alimentazione romana, conservandosi come alimento popolare) che poi prese il nome di pulmentum.

La ricetta per la cottura della polenta varia sempre  a secondo del luogo, del tempo e delle persone. I primi ingredienti (orzo, farro, piselli, fagioli, eccetera) erano indigeni. Inoltre, dobbiamo ringraziare Cristoforo Colombo che introdusse il granturco dopo il suo viaggio nelle Americhe. Successivamente, è stato facile far crescere questo particolare prodotto anche in tutta Europa poichè facilmente adattabile.

Nell’antichità la polenta è sempre stata conosciuta  come piatto poco costoso e facile da cucinare e come tale consumato dalle classi più povere della società. A causa della sua facile preparazione e soprattutto del basso costo, l’eccessiva consumazione di questo alimento causò la Pellagra: un disturbo alimentare dovuto al mancato assorbimento della vitamina B. Inizialmente questa malattia fu scambiata per lebbra poiché causava piaghe sulla pelle.

La polenta ha un sapore neutro e quindi si accompagna ad una grande quantità di alimenti come carne, formaggi ecc. Oggi viene preparata con acqua, sale e farina di cereali; la farina maggiormente impiegata è quella di granoturco. Fate molta attenzione a scegliere il tipo di farina per ottenere un’ottima polenta; il consiglio che vi posso dare è di utilizzare una farina mista composta quindi da farina gialla di mais e da quella di grano saraceno. La tradizione vuole che venga preparata in un paiolo di rame e cotta sul fuoco per circa un’ora e poi servita su un piatto di legno e tagliata mai con un coltello bensì con un filo di cotone. SONY DSC

Gita al Rogolone, quercia monumentale

23 October 2017 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Umgebung | No Comments Yet

Il Rogolone si trova su un pianoro circondato dai boschi, in Val Menaggio, tra il Lago di Como e il Lago di Lugano, al centro di un grande prato, stupendo, grandioso come una cattedrale, ma ancora più bello e affascinante, perché è un essere vivente, una quercia leggendaria.

Rogolone in primavera

Ha ottocento anni, e dopo tanti secoli la corteccia del suo tronco, attraversata da profondi solchi longitudinali, ha il colore e l’aspetto della roccia, identico a quello dell’antico sedile in pietra che si trova alla sua base. L’albero presenta purtroppo una evidente ferita, un grande ramo tagliato qualche anno fa da uno scriteriato in cerca di legna. E’ difficile impedire che venga danneggiato, nonostante abbia ottenuto, fin dal 1928, un vincolo di protezione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione e oggi sia sotto la tutela dell’Associazione Italia Nostra.

La chioma, cinquanta metri di circonferenza, copre con la sua ombra tutto il prato e la struttura perfetta dei suoi rami si staglia netta contro il cielo. Qui, un tempo, si riunivano i saggi, gli anziani dei paesi circostanti per amministrare la giustizia e ratificare le decisioni più importanti. Un documento del ’500, che si conserva ancora, registra l’incontro, sotto il Rogolone, dei rappresentanti di Beilate, Grona, Naggio e Grandola, per stabilire i confini dei quattro paesi e porre fine alle continue liti, prendendo a testimone del loro impegno la grande quercia, sacra alle popolazioni locali dai tempi più antichi, quando sotto le sue fronde si celebrava la “Festa della Primavera” e si tenevano riti magici e religiosi.

Immagine storica del Rogolone

 

Una seconda quercia che si trova ai margini del grande prato, più piccola, ma anch’essa già classificata come “albero monumentale”, potrebbe testimoniare la sacralità del luogo, delimitato un tempo da una corona di alberi dei quali due soltanto sarebbero sopravvissuti e da una sorgente che si trova ancora oggi a cento metri dal Rogolone, la cui acqua purissima era indispensabile per le antiche cerimonie religiose.

Rogolone- magia

 

Per raggiungere il Rogolone dal Parco San Marco: dirigersi con l´automobile in direzione Menaggio, al primo semaforo girare a sinistra in direzione Carlazzo. Giunti a Carlazzo seguire le indicazioni per Gottro (frazione del comune di Carlazzo). Arrivati alla frazione girare a destra in Via San Giorgio, una stretta ed asfaltata strada in discesa che porta alla chiesa di San Giorgio con annesso cimitero. Nel piccolo piazzale antistante la chiesa inizia un sentiero che porta direttamente e sempre in piano al Rogolone (attenzione al primo bivio che si incontra prendere il sentiero di destra).

Appuntamenti da non perdere!

16 October 2017 | By Valentina Guerranti in Benessere, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

L´estate é ormai un dolce ricordo, ma questo non significa che la voglia di far festa o di una bella sagra cittadina venga meno.

sapori e saperi
In Ticino le sagre e le feste popolari sono sempre all´ordine del giorno: dal 20 ottobre al 22 ottobre 2017 a Giubiasco si terrá una manifestazione chiamata „Sapori e Saperi“.
All´interno del mercato coperto di Giubiasco verranno allestiti degli stands dove la gente potrá assaporare i vari sapori del Ticino. La manifestazione é finalizzata a far conoscere e ad apprezzare i prodotti gastronomici tipici del canton piú mediterraneo della Svizzera.
É suddivisa in 6 aree tematiche, che rappresentano ognuna una peculiaritá del cantone: latticini e formaggi, frutta e verdura, miele e castagne, salumi e carne, vino e distillati, erbe, olio e cereali.
(Mercato Coperto, Mercato Coperto, 6512 Giubiasco – ven: 17.00 – 21.00 / sab: 10.00 – 21.00 / dom: 10.00 – 19.00)

A Castel San Pietro, nel mendrisiotto, dal 28 al 29 ottobre 2017 presso il centro scolastico si terrá luogo la Sagra della Zucca.
Questa sará giá la 6a edizione della manifestazione. Protagoniste saranno le zucche, ma non solo: ci saranno percorsi di agility per cani, spettacoli di marionette e tanto altro.
Avverrá anche l´elezione della zucca regina, a cui possono partecipare tutte le persone interessate.
(Centro scolastico, 6874 Castel San Pietro – sab: 14:00 – 19:30 / dom: 10:00 – 16:00)

zucca

E per finire dal 10 al 12 novembre 2017 a Mendrisio si terrá la Fiera di San Martino.
Quando i lavori agricoli sono ormai giunti al termine, é tempo di tirare le somme del lavoro svolto e infine di iniziare i festeggiamenti: con questo si apre la festa di San Martino. Questa fiera é una ricorrenza molto importante per il medrisiotto: si rinnova ormai da quasi quattrocento anni.
Si possono trovare bancarelle con prodotti del mondo agircolo, compravendita di mucche di razza bruna e molto altro ancora.
È un´atmosfera gioiosa e caratteristica del canton Ticino: un appuntamento da non perdere!
(Zona San Martino, 6850 Mendrisio)

Queste sono solo alcune delle proposte che noi vi suggeriamo. Il canton Ticino e il Lago di Lugano offrono molte attivitá da sperimentare e assaporare e sono tutte nelle vicinanze del nostro Parco San Marco Lifestyle Beach Resort. Quindi, durante il vostro soggiorno, approfittate di questa occasione per festeggiare ed assaporare insieme a noi i gusti tipici del Ticino con i colori di questo meraviglioso autunno!

 

Castagne, castagne e ancora castagne!

09 October 2017 | By Endy Broglio in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Le castagne sono un frutto tipico della stagione autunnale. Le possiamo raccogliere nei boschi nei dintorni del Parco San Marco, sul lago di Como e in Valsolda: in zone quindi lontane dall’inquinamento cittadino. Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale.

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- Un dessert piuttosto autunnale ma comunque molto fresco:

Ingredienti per la pasta frolla (per 5 stampini):
125 gr farina 00
85 gr burro di soia
1/2 cucchiaino estratto vaniglia
40 gr zucchero
1 pizzico di sale

Ingredienti per la crema pasticcera:
1,5 dl latte di soia alla vaniglia
25 gr di farina
9 gr fecola patate
40 gr zucchero
panna montata di soia a piacere

Ingredienti decorativi:
vermicelles in tubetto
panna montata di soia
ribes
foglie di menta

Procedimento per la pasta frolla:
Mischiare tutti gli ingredienti e spianare la pasta (3-4 mm). Inserire la pasta negli stampini di carta da muffin, bucherellare il fondo e metterli in frigo per 1 ora. Infornarli nel forno preriscaldato per 15 min a 180°.

Procedimento per la crema pasticcera:
In un pentolino mischiare la farina, lo zucchero e la fecola. Unire poco a poco il latte e formare una crema omogenea. Mettere il pentolino su fuoco basso e mescolare finché si creerà una crema densa. Lasciare raffreddare e una volta freddo, unire al composto ad occhio la panna montata per rendere la crema più liscia e facile da maneggiare.
Inserire la crema pasticcera negli stampini di frolla, e mettervi sopra i vermicelles “spremuti” dal tubetto (io l’ho trovato già coi buchi).
Decorare con panna montata di soia, ribes e foglie di menta. Eventualmente anche col cioccolato fondente.

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- Una ricetta con le castagne salata pronta in 5 minuti: l‘insalata veloce ideale per accompagnare i secondi e perfetta come piatto unico!
L’autunno alle porte e la voglia di mangiare castagne aumenta ogni giorno di più! Ecco una ricetta davvero veloce per gustare le prime castagne senza sensi di colpa: un’insalata veloce ma ricca di gusto e croccantezza!

Ingredienti:
– Insalata verde mista
– 25 castagne arrostite
– 5 albicocche secche
– Mezzo finocchio
– 1 mela renetta
– 50 gr di mandorle sgusciate
– Un mazzetto di aneto ed erba cipollina
– olio di oliva
– succo di limone
– sale e pepe
– Due fette di pane bianco a fette

Preparazione:
Tagliate a dadini le albicocche secche, a fettine sottilissime il finocchio e la mela. Tagliate invece grossolanamente le castagne arrostite e le mandorle; infine triturate le erbe aromatiche. In una ciotola versate l’insalata e tutti gli ingredienti che avete tagliato. Prima di condirla tagliate a dadini il pane bianco e fatelo saltare in padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio: quando i dadini saranno dorati e croccanti toglieteli dal fuoco. Condite con un filo di olio, il succo di mezzo limone, sale e pepe e infine aggiungete i dadini di pane!

 

La stagione delle castagne

27 September 2017 | By Paola Mazzo in Cucina, Gastronomie, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Con l´arrivo dell´autunno tornano in voga le vecchie ricette di una volta, con i prodotti tipici dei nostri boschi come ad esempio le castagne. Il nome scientifico della castagna è Castanea vulgaris.

Castagne

Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell’ippocastano, che sono invece dei semi. Le castagne sono un alimento ad alto valore energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze. Contengono fibre utili per l’attività intestinale e sono una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute. 100 grammi di castagne forniscono 165 chilocalorie.

Vi presentiamo nel nostro blog un menú completo alternativo a base di castagne con il quale potrete sorprendere i vostri ospiti. Buona lettura e buon divertimento in cucina!

Risotto alle castagne:

da preparare con riso integrale, castagne lessate, brodo di verdure, cipolla, alloro, vino bianco e panna vegetale. Dovrete preparare il classico trito di cipolla per la cottura del risotto. Agli ingredienti per il risotto alle castagne potrete aggiungere anche la zucca o i funghi.

castagne con riccio

Stufato di seitan e castagne:

Volete provare a preparare il seitan in modo diverso dal solito? Allora mettetevi ai fornelli per realizzare un bel piatto di seitan stufato alle castagne con cipolla rossa tritata, salsa di soia, olio extravergine d’oliva, limone, zenzero e erbe aromatiche. Una ricetta veloce ma dal grande effetto!

Castagne ricoperte di cioccolato:

Per preparare questo goloso dessert vi occorreranno semplicemente delle castagne che dovrete sbucciare e lessare e del cioccolato fondente (o a vostro piacere personale) da sciogliere a bagnomaria che vi servirà poi per ricoprirle.

Vino e castagne

I vini da abbinare per la vostra cena devono essere giovani, meglio se si tratta di vini novelli, ancora meglio se leggermente frizzanti per sgrassare la bocca. Esempi classici tra i vini italiani sono il Lambrusco di Sorbara, il Sangue di Giuda, il Barbera del Monferrato, la Bonarda, e molti altri vini rossi frizzanti.

Vi aspettiamo quindi presso i ristornati del nostro Resort per una cena ai sapori d´autunno!

Cioccolata, cioccolata e cioccolata

18 September 2017 | By Roberto Fornari in Cucina, Dintorni, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Giá mi viene ridere, sorridere e gioire

Certo la cioccolata porta il buon umore. Lo stesso che si vive al Parco San Marco.

Dunque come mai parlo di cioccolata. Semplice. A Lugano verrá organizzato il salone del cioccolato.

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CHOC è un evento organizzato da CHOC SAGL con il patrocinio della Città di Lugano, in collaborazione con l’Ente Turistico del luganese e la Società Mastri Panettieri – Pasticcieri – Confettieri del Cantone Ticino (SMPPC).
Si tratta dell’unica fiera della Svizzera Italiana completamente dedicata al cioccolato, alla sua storia, produzione e lavorazione. Il target di CHOC sono le famiglie e tutte le categorie professionali legate alla confetteria, pasticceria ed alla gastronomia in generale, con un occhio particolare ai giovani desiderosi di intraprendere una professione nel ramo.

Una ghiotta opportunità per poter vivere un’esperienza dedicata al gusto ed allo stesso tempo confrontarsi con produttori, conoscere macchinari per lavorazioni industriali ed artigianali ed allo stesso tempo usufruire di servizi di prima qualità.
CHOC completa il ricco calendario luganese dedicato alle fiere, con un evento che si posiziona certamente nel settore del “food”, ma nel contempo mirato anche al tempo libero, coinvolgendo anche settori dedicati al turismo, alla grande distribuzione, ai centri benessere, all’intrattenimento ed allo sport, senza dimenticare i settori della produzione del cioccolato artigianale ed industriale, l’oggettistica, i macchinari, le scuole professionali, l’alimentazione e l’editoria del settore.

L’obbiettivo della 1.a edizione di CHOC, è quello di coinvolgere paesi produttori ospiti, 50 espositori su un’area espositiva di oltre 2’000 metri quadrati, in attesa di oltre 20’000 visitatori provenienti dal Ticino, dalla vicina Italia ma soprattutto da oltre Gottardo, sfruttando a pieno le potenzialità della nuova galleria di base del San Gottardo.gocce-di-cioccolato
Alla fiera CHOC oltre che paesi coltivatori delle fave del cacao, si potranno incontrare stilisti con le sfilate dedicate, maestri pasticceri con speciali “Show-CHOCking”, ristoratori e cuochi stellati che presenteranno numerose applicazioni del cioccolato nella cucina tradizionale, scrittori che presenteranno in anteprima libri dedicati al settore, personaggi pubblici, artisti con mostre fotografiche e scuole svizzere ed europee del settore formativo professionale.

Oltre agli espositori presenti con prodotti e servizi, CHOC offrirà diversi valori aggiunti quali laboratori del cioccolato, workshops, conferenze, dibattiti senza dimenticare dimostrazioni e concorsi professionali che saranno presentati nell’area demo, dove si potranno vedere dal vivo tutti i trucchi dei maestri pasticceri che si alterneranno nelle loro presentazioni e preparazioni.

Tutte le animazioni saranno organizzate direttamente in collaborazione con gli espositori, aziende partner e scuole professionali svizzere ed estere ospiti della 1.a edizione della fiera CHOC.

CHOC proporrà diverse aree tematiche tra le quali: il museo del cioccolato, l’area conferenze e “Workshop” aperte al pubblico e per esperti del settore, l’area dimostrativa e spettacoli per degli speciali “Show-CHOCking”, l’esposizione fotografica sulla storia del cioccolato, il “Press corner” con la presenza di riviste nazionali ed internazionali, l’area cioccolato bio – vegano e commercio equo e tante altre sorprese!

E per i piú piccoli ci saranno delle belle occasioni di divertimento.

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CHOColandia

CHOC in occasione della fiera del cioccolato, dedica ai più piccoli CHOColandia, una golosissima area svago con attività d’intrattenimento, giochi d’animazione e laboratorio creativo tutto accompagnato dal protagonista dell’evento, il cioccolato.

Un luogo ideale per trascorrere un momento di grande divertimento con la propria famiglia e con tanti nuovi amici.

In collaborazione con Giocolandia che ogni anno interessa 5 “location” ticinesi, coinvolgendo bambini della fascia di età compresa tra i 2 ed i 12 anni, CHOColandia vuole trasmettere un messaggio positivo e di benessere nel tempo libero.

Mode Alimentari

04 September 2017 | By Michele Pili in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Le diete fai da te fatte seguendo un corso su youtube che ci spiega come dimagrire, senza bisogno di fare movimento (basta eliminare determinati prodotti) oppure mangiare la magnifica barretta che elimina anni di studio dei dietologi, azzera il mio lavoro e anche il piacere di un buon piatto equilibrato, così come il sedersi tutta la famiglia a tavola. Invece basta mangiare corretto e fare del movimento, guardare Jill Cooper non basta, bisogna imitarla, anche se il ricordo di Barbara Bouchet e la sua tutina fucsia sono sempre nei nostri cuori.

Tanti modelli alimentari nascono per fare business, magari sponsorizzati dalla bella attrice americana che deve puntare al grande pubblico e far credere di avere l’antidoto, che sarebbe tu stai sul tuo divano ti mangi la barretta magica oppure ti fai il tuo bel beverone e perdi i tuoi kg in eccesso. Però, lei ha gli addominali scolpiti che sembrano marmo e ha già fatto otto ore di palestra. Perché è inutile se stai sul divano e la tartaruga resta sempre girata, e parlo per esperienza, cintura nera di Divano a due piazze, guardando la bella attrice Americana.

Naturalmente alla dieta deve essere sempre abbinato dell’esercizio fisico, che facciamo?………… le prime due settimane, ma dopo “oggi salto”, “domani dovrò fare la spesa” e giù con le scuse, tanto abbiamo la barretta miracolosa di fibre.

La moda più comune è la strategia del terrorismo alimentare: mettiamo all’angolo gruppi di alimenti e non gli assumiamo più: meno cibo meno peso.

Una ricerca statistica ha mostrato che confrontando tre tra le principali diete (Weight Watchers, Zona, Atkins, South beach) nell’arco di 12 mesi solo il 10% va a buon fine.

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Chi ha seguito una dieta sul modello mediterraneo ha una probabilità di successo in un anno dell’86%. La dieta, intesa come sistema di criteri e di principi con cui l’uomo cerca di regolare il suo rapporto personale con il cibo, è diventata nello stesso tempo fattore positivo e promozionale di salute. Naturalmente serve costanza, impegno e tempo, perché non si perderanno così in fretta i panettoni mangiati a Natale.

Da quando allo star bene si è andato progressivamente sostituendo il sentirsi bene, la dieta è diventata un punto chiave per il proprio benessere.

Alla base di un miglioramento della qualità della vita ci sono: la semplicità, la responsabilità e il cambiamento, infatti, l’organismo possiede tutte le caratteristiche per raggiungere il benessere da solo, in maniera naturale e senza sforzi.

Gli insuccessi di queste fantomatiche diete non fanno comunque che sottolineare che l’alimentarsi in modo sano e corretto è un atto di coscienza e non una moda.

Prendiamo la dieta iperproteica come esempio di terrorismo alimentare: essa si basa sul fatto che è impossibile trasformare i grassi alimentari in grassi di deposito in assenza di carboidrati. Essa provoca radicali acidi che possono danneggiare i tessuti, in particolar modo i reni.

In definitiva mangiare sano equilibrato e non di più di quello che ci serve, e se facciamo una dieta facciamoci seguire da un dietologo.

In fondo, come ci insegna Ludwig Feuerbach “Noi siamo ciò che mangiamo”.

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