Alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco

11 October 2018 | By Valentina Guerranti in Ausflugstipps, Cucina, Dintorni, Escursioni, Gastronomie, Parco San Marco | No Comments Yet

In una splendida cornice, circondata dalle montagne e dallo splendido lago di Lugano si trova il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un hotel dedicato alle famiglie che saprà accogliervi e vi fará trascorrere un soggiorno da mille e una notte.

In prossimità del  Parco San Marco, a soli pochi minuti in auto, si possono visitare le splendide ville che si affacciano sul Lago di Como come Villa Carlotta, Villa del Balbianello oppure ancora Villa Melzi.

giardinoinglese

Potrete fare delle splendide passeggiate immersi nella natura e nel verde visitando la Val Sanagra e il Rogolone splendida quercia secolare, oppure ancora visitare Morcote splendido villaggio vicino Lugano eletto nel 2016 il più bel villaggio della Svizzera.

Potrete ancora liberare la vostra voglia di sport estremo e di vivere un’esperienza unica  lanciandovi nel vuoto oppure effettuare dei percorsi ad ostacoli immersi nella natura con Fly Emotion nella bassa Valtellina a circa un’ora d´auto dal Parco San Marco. Sempre rimanendo in Valtellina nel mese di ottobre e più precisamente nel week end di  sabato 13 ottobre / domenica 14 ottobre nei paesi di Albaredo per San Marco, Mello e Traona potrete partecipare all’evento “Gustosando”, un tour alla scoperta degli antichi sapori della Valtellina:  un itinerario enogastronomico volto a scoprire i piatti della tradizione e dei vini valtellinesi tra storiche cantine, corti peculiari e locali tipici. Con un simpatico kit, contenente posate in legno ed un calice per la degustazione dei vini avrà inizio un’indimenticabile passeggiata all’insegna del gusto. Sarà possibile seguire un itinerario enogastronomico in 8 tappe degustando le antiche ricette valtellinesi come i pizzoccheri, le tradizionali tagliatelle ricavate dall’impasto di grano saraceno e farina di frumento, condite con formaggio Casera, burro e verze. Tra i dolci tipici potrete gustare il pane dolce bio ed infine, il grandissimo l’orgoglio Valtellinese: il Bitto, un formaggio  d’alpeggio e di stalla a denominazione di origine protetta (DOP) la cui variante storica é prodotta esclusivamente in questi territori montani.

Pizzoccheri-classici

Per continuare la vostra esperienza alla scoperta dei dintorni del Parco San Marco, anche la splendida città di Lugano desidera regalare momenti indimenticabili ai turisti grazie alle escursioni guidate della Città alla scoperta degli angoli più nascosti e deliziando il palato con piccole degustazioni di varie specialità ticinesi e di altri cantoni, compreso il delizioso vino Merlot.  Le varie tappe che compongono le passeggiate permetteranno ai partecipanti di conoscere aneddoti e curiosità su molti dei locali, bar e ristoranti più caratteristici della perla del Ceresio. Più che una passeggiata di assaggi, il tour consiste in un vero e proprio menu… itinerante.

Bicchiere di Merlot

Per tutte queste ragioni se volete vivere una vacanza veramente unica ed irripetibile all’insegna del relax, della cultura, dell’avventura e della gastronomia non potete far altro che scegliere il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, un paradiso a 360 gradi.

L`UVA: il toccasana di fine estate a tavola e nella cosmesi

31 August 2018 | By Wendy Koppen in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments Yet

La fine dell´estate segna una svolta nella nostra vita, per alcuni le vacanze al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort stanno per finire e la necessità di energia per riprendere i doveri quotidiani si fa sempre più immediata ed indispensabile.

Abbiamo trovato per voi il rimedio perfetto: un frutto delle proprietà nutrizionali importantissime, con elevato contenuto di zuccheri semplici, subito disponibili a dare forza e vitalità: la Vitis Vinifera, detta anche vite europea o meglio l`uva. Precisiamo innanzitutto che di Vitis vinifera a piede franco ce ne siano rimaste pochissime coltivazioni, a causa della fillossera: un insetto che attacca le radici, derivato dal continente americano il quale ha rischiato di distruggere completamente la vite in Europa alla fine del XIX secolo. Sempre dall`America è arrivata anche la soluzione per impedire questo disastro: alcuni radici della Vitis labrusca o meglio la vite americana, avevano sviluppato una resistenza genetica alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

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Tutto ciò non ha impedito a questa pianta divina a donaci le migliori qualità nutrizionali attraverso i suoi frutti. A prescindere da colore, forma e tempi di maturazione, l’uva è ricca di glucosio, levulosio e mannosio, tutti zuccheri assimilabili in tempi brevi che aiutano a combattere stanchezza e carenza, appunto, di zucchero. Proprio per questa sua caratteristica, chi soffre di diabete deve mangiare piccole quantità di uva e preferibilmente senza buccia. Le stesse precauzioni dovrebbero essere seguite da chi ha problemi digestivi.alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

L’uva combatte i radicali liberi grazie ai flavonoidi contenuti, soprattutto la quercetina ed il resveratrolo che hanno proprietà antiossidanti e antitumorali, utile nella prevenzione del tumore al seno e al colon.

Indicata soprattutto per chi vuol disintossicarsi, nota è l’ ampeloterapia, la dieta dell’uva che prevede di mangiare 2 kg di uva al giorno per qualche giorno come unico alimento giornaliero, infatti l’uva ha proprietà disintossicante, indicata anche per chi vuol eliminare le tossine dal corpo e per chi ha problemi renali. Inoltre è antibatterica e antinfiammatoria, ed aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, irrobustisce le ossa, quindi è indicata per prevenire l’osteoporosi, ed è fonte di energia soprattutto per studenti e sportivi, rinforza il sistema immunitario e mantiene in salute gli occhi. Le foglie di vite, ricche di omega-3 invece, si possono usare come tisana facendo bollire 50 gr. di foglie in un litro di acqua, filtrare e bere due bicchieri almeno due volte al giorno. I tannini contenuti nelle foglie prevengono l’invecchiamento e favoriscono la circolazione periferica.

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I semi di uva vengono utilizzati  per estrarre l’olio di vinacciolo, molto usato in cosmesi.  L’olio dona elasticità e morbidezza alla pelle, andando a impattare sulle due proteine strutturali: vale a dire collagene ed elastina. Le nostre colleghe della SPA San Marco saranno felici di presentarVi diversi trattamenti a base di uva, ad esempio il trattamento viso Vinoble Selection o Vinoble Deluxe oppure il Vinoble Peeling facciale.

Grappoli di bellezza: dal frutto al nettare divino, acino e succo fermentato, dal piatto al bicchiere; un passaggio che segna la nascita del mondo dionisiaco e insieme del più caro rubino a Bacco.

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L’ uva rientra nella cosmogonia cristiana sia come vino, trasfigurazione del Salvatore ed eredità dell’ultima cena, sia come vigna. La Carta dei Vini nei ristoranti dell Parco San Marco è ricca di numerosi etichette locali ed internazionali che accompagneranno le Vostre cene gourmet. I nostri colleghi sommelier saranno felici di assisterVi nella selezione e guidare le Vostre degustazioni.

.La vigna è bella in primavera, verde giovinezza, in estate – con le sue foglie fitte ma sopratutto in autunno, accendendo d’improvviso il paesaggio con secchiate purpuree o giallastre. E come descrivere la vendemmia, che in questa stagione riempie l`aria con profumi dolciastri e invitanti ed  è un momento conviviale e tappa considerevole nel ciclo annuale agricolo.

Ricorderete però di certo anche la nota favola di Esopo, la cui protagonista, la volpe, disprezzava l`uva perché irraggiungibile: ancora una volta, attraverso questo dolce frutto divino, il celebre scrittore greco ci racconta come “anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze”. Il team del nostro del Club Bim Bam Bino, raccontano e spiegano questa fiaba ai Vostri bambini al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort.

Ricca di sostanze nutritive e proprietà curative, buona, dolce e succosa, capace di trasformarsi in grandi vini attraverso la fermentazione, protagonista atavica di racconti e fiabe, l`uva è un toccasana per la salute. Il fine estate é il momento ideale per godere al pieno di tutti suoi benefici, approfittiamo!

La Via del Ferro

17 August 2018 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments Yet

Per gli amanti del trekking, il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort grazie alla sua posizione offre ai clienti molteplici possibilità di meravigliose passeggiate.

Una degna di nota é la ” Via del Ferro”. Questa passeggiata era ai tempi un´antica strada che collegava la Val Menaggio con i paesi dell´alta Val Cavargna. Nel XVIII – XIX secolo veniva utilizzata per il trasporto del ferro grezzo proveniente dalle miniere dell´alta valle, passando per Forni Vecchi dove il ferro veniva fuso per poi raggiungere le fucine di Begna.

Il percorso:

Questa incantevole passeggiata inizia partendo dal nostro resort arrivando sino a Carlazzo. Si prosegue sulla strada che attraversa il centro storico, raggiungendo così la frazione di Maggione. Percorsa la strada in selciato di pietra si incontra l’ex caserma della Guardia di Finanza fino a raggiungere il ponte di pietra che sovrasta il fiume Cuccio.

Da qui una salita, che porta a raggiungere un´altezza di 650 m. Lungo il percorso si incontrano sorgenti che sgorgano da blocchi di calcare a tufo, alcuni casolari e la chiesa di S. Ambrogio di Cusino.

Via del Ferro percorso

Qui inizierà una strada in discesa, dal quale si raggiunge il Ponte Dovia, luogo in cui ammirare la caserma austro-ungarica (che ora è abitazione private) con un maglio ad acqua, un mulino, una calcineria, un deposito di carbone e uno sbarramento idrico. Con questa passeggiata si potranno vedere aree di opere idrauliche molto interessanti, che hanno permesso la canalizzazione delle acque del fiume Cuccio; in modo tale da poter sfruttare la grande forza motrice che ai tempi era utile al funzionamento della fornace (diroccata) e ancora oggi viene sfruttata per la produzione di energia elettrica.

Proseguendo per il ponte ad arco in pietra, si sale lungo il lato sinistro del fiume, dove la strada sale fino a 700 m, raggiungendo Sora.  Attraversando il piccolo borgo, attraverso la vecchia strada, si incontrerà un’edicola sacra in stile barocco dove è ancora conservato un bellissimo fontanile.

Imboccando la discesa lungo il bordo del fiume, si attraverserà un bosco ed in breve tempo raggiungerete la località Forni Vecchi che rappresenta la meta finale di questo itinerario. Qui si potranno ammirare alcune costruzioni in pietra (ca. XV secolo) che ricordano le attività industriali del tempo, quando le fucine per la lavorazione dei minerali ferrosi erano ancora attive. Molti edifici sono oggi diroccati e vengono utilizzati per il ricovero degli animali. Quelli che sono ancora riconoscibili sono l´impianto di un maglio funzionante ad energia idraulica e i resti del primo altoforno in Val Cavargna del 1783 che venne trasformato poi in segheria a causa dei costi troppo elevati della ghisa prodotta.

Lungo il percorso si possono fare delle lunghe soste , magari anche per un bel pic-nic vista la presenza di vasti prati contornati da una ruota di mulino abbandonata, corsi d’acqua e da una fitta vegetazione che lo rendono un luogo molto gradevole e rilassante.

Per tornare al Parco San Marco sará possibile ripercorrere il sentiero o salire per il breve e ripido sentiero sino a S. Nazzaro per poi prendere il bus che li porterà sino all’hotel.

Via del Ferro percorso2

L’itinerario:

Percorso fra acciottolato e sterrato, percorribile con facilità nelle belle stagioni; qualche difficoltà in inverno a causa di neve e ghiaccio Dislivello: da 481m di di Carlazzo ai 995m di S.NazzaroV.C. Tempo di percorrenza: 5 ore, solo andata. Difficoltà: per tutti, discreto impegno f isico.

Leggende Culinarie

13 July 2018 | By Elisa Novati in Parco San Marco | No Comments Yet

Cappuccino

La nostra prima colazione, intesa come diffusione e non certo come valore nutrizionale, ha sulle sue spalle un forte legame e soprattutto sono legati a una bellissima storia. Siamo nel 1683 e gli ottomani sono oramai alle porte di Vienna che se cedesse aprirebbe le porte dell’Europa centrale all’Impero Ottomano. La battaglia si conclude il 12 settembre, dopo mesi di assedio e di morte; la vittoria dei Cristiani è dovuta al Re polacco Giovanni III di Polonia che con 30.000 uomini sconfisse gli ottomani.

Capuccino e cornetto

Nella loro fuga da Vienna, questi ultimi lasciarono sul campo i sacchi di caffè che furono usati e la bevanda con l’aggiunta di latte e zucchero originò il cappuccino. Secondo altri, per festeggiare la vittoria, i pasticcieri viennesi inventarono il cornetto che simboleggiava la mezzaluna ottomana. In sintesi ogni volta che facciamo colazione con cornetto e cappuccino, ricordiamo involontariamente una battaglia di oltre trecento anni fa’ che significò molto nello sviluppo della successiva politica europea di espansione nei Balcani.

 

Caponata

In Sicilia, anticamente, il pesce Capone si preparava in cucina con cipolla, sedano, olive, capperi e aceto: il piatto prendeva il nome di “Caponatina”; oggigiorno al posto del pesce si usano le melanzane, ma il nome è rimasto immutato.

 

Spaghetti carbonara

Ora, dopo tante ricerche storie e leggende, l’amico Executive Chef Luca Alfieri ci riporta una grande testimonianza: quella dello Chef Alberto Ciarla. Queste le parole di Luca Alfieri: “Finalmente! Ho pregato uscisse la vera storia, ho sempre omesso la fonte, per stima, rispetto e perché volevo fossi tu a raccontarla” ha rivelato ad Alberto Ciarla, maestro e amico.

Carbonara

La  carbonara  nacque a Roma nell’immediato dopoguerra, intorno a Via della Scrofa in una piccola trattoria romana forse in Vicolo della Campana, con ingredienti tipicamente americani. Ero piccolo ma c’ero. Mia madre, cuoca da tradizioni, non la volle mai cucinare perché venivano usati degli ingredienti stranieri, come il bacon e l’uovo liofilizzato, che non ci appartenevano come cultura gastronomica e non fu un’invenzione, ma un mero e sorprendente risultato della necessità di sopravvivenza“, spiega Alberto Ciarla da Roma.Luca Alfieri mi raccontò inoltre che, di fatto, in quella piccola trattoria all’angolo di via della Scrofa e vicolo della Campana, un giorno del ‘44 si presentarono degli ufficiali americani, stanchi di mangiare razioni “K”. Diedero al cuoco uova in polvere e bacon e gli imposero di realizzare qualcosa di buono. Mi diede un ulteriore dettaglio. Successivamente la ricetta fu riproposta con i medesimi ingredienti, quelli reperibili allora, ma con una interessante variante: l’aggiunta di pecorino al parmigiano, quasi in uguali proporzioni. La scelta era motivata dalla scarsa reperibilità di parmigiano.

 

Il tortellino

Nel 1200 arrivò in una locanda chiamata Corona, a Castelfranco Emilia, una giovane e bella Marchesina da una carrozza tirata da quattro cavalli, per riposarsi. Il locandiere accompagnò la dama in camera e attratto irrimediabilmente dalla sua bellezza rimase a spiarla dalla serratura, rimanendo colpito dal suo ombelico.

Al momento di preparare la cena l’immagine lo aveva talmente ispirato da tirare la sfoglia riproducendo le fattezze dell’ombelico della giovane nobile ma non sapendo cosa farne della sola pasta li riempì di carne. E così nacque il prelibato tortellino ripieno. Per altri la medesima storia assume un valore divino, vedendo, al posto della Marchesina, protagonista la Dea Venere.

Escursioni nei dintorni del Parco San Marco

29 May 2018 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Parco San Marco | No Comments Yet

MONTE GRONA 

monte grona

Dalla cima della Grona si ammira uno dei migliori panorami delle Prealpi; oltre ai tre laghi (Como, Lugano e Piano), le vicine cime (Bregagno, Pizzo di Gino, Legnone, Grigne, Corni di Canzo) si possono scorgere le più alte montagne dell’arco alpino, dal Monviso al Bernina. Le salite partono dal Rifugio Menaggio.

RIFUGIO MENAGGIO

Il Rifugio Menaggio (1400 m) si trova ai piedi del versante sud del Monte Grona e offre una spettacolare vista del Lago di Como e delle montagne circostanti. Dal rifugio c’è la possibilità di salire al Monte Grona (1736 m) o al Monte Bregagno (2107 m). Il rifugio è aperto da metà giugno a fine settembre tutti i giorni, durante il resto dell’anno sabato domenica e festivi; per informazioni tel. 0344 37282 oppure tel. 327 8855090.

  •  punto di partenza: Breglia 749 m (comune di Plesio)
  •  durata della passeggiata da Breglia fino al rifugio: 1h45
  •  dislivello: 650 m
  •  segnavia: rosso-bianco-rosso
  •  collegamenti: da Menaggio a Breglia bus linea C13
    possibilità di parcheggio a Breglia oppure ai Monti di Breglia – La strada agro-silvo-pastorale per i Monti di Breglia è a pagamento ( 3 euro), macchinetta all’imbocco della strada
  •  difficoltà: alcuni passaggi in forte salita

rifugio menaggio

Percorso: dalla fermata del bus di Breglia si percorre la carrozzabile che sale ai sovrastanti Monti di Breglia (cartello indicatore Rifugio Menaggio), e, superato il lavatoio, si imbocca a destra la prima scorciatoia che sbuca sulla strada che sale ai Monti di Breglia. La si attraversa per imboccare uno sterrato. Dopo un breve tratto, all’altezza del traliccio dell’alta tensione, si sale a destra fino alla teleferica. Tornati sulla carrozzabile, la si segue per una centinaio di metri per poi attraversare un prato sulla sinistra. Dopo aver di nuovo attraversato la carrozzabile si segue il sentiero che sbuca ai Monti di Breglia (996 m). Qui si trova un’area picnic con fontana e bella vista sul lago; superate alcune case ed entrati nel bosco si giunge ad un’area adibita a parcheggio, attraversata l’area si imbocca nuovamente il sentiero. Al prossimo bivio si risale il sentiero panoramico a destra (in inverno in caso di forte innevamento è consigliato quello a sinistra) che prosegue tra betulle e ginestre fino al bivio per S. Amate e Monte Bregagno; da qui si procede a sinistra e dopo un lungo passaggio in costa  si raggiunge il rifugio.  La bellissima vista  spazia sul centro lago con i paesi di Menaggio il Monte Crocione (1640 m), Bellagio con sullo sfondo il Monte San Primo (1682 m) e i Corni di Canzo, e Varenna sovrastata dalle Grigne (2410 m).

Passeggiate dal rifugio Menaggio

Pizzo Coppa
In altri quindici minuti si raggiunge il punto panoramico di Pizzo Coppa con vista su tre laghi: il Lago di Como, il lago di Piano con tutta la Val Menaggio, e il lago di  Lugano.  L’imbocco del sentiero rimane sulla sinistra del rifugio (guardando il rifugio).

Monte Grona 1736 m

Salite:
Per la Via Normale
: dislivello m 336, tempo di salita ore 1.15 ca.
Il sentiero inizia dietro al rifugio e conduce prima alla Forcoletta, poi, risalendo a sinistra la ripida cresta, si giunge in vetta.

Per la Via Direttissima: dislivello m 336, tempo di salita ore 1 ca;
sempre alle spalle del rifugio parte il sentiero per il ripido canalone sud; per la sua esposizione, è il più utilizzato nel periodo invernale per la rara presenza di neve.

Per la Via Ferrata del Centenario: tempo di salita ore 3.00;
riservata ad alpinisti esperti muniti di adeguate attrezzature, per raggiungere l’attacco della Via Ferrata seguire in parte il sentiero della via panoramica.

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S. Amate 1623 m e Monte Bregagno 2107 m
Sempre dal Rifugio Menaggio si può intraprendere l’escursione panoramica, su un sentiero che attraversa i pascoli, alla chiesetta di S. Amate (dislivello m 240 – tempo di salita ore 0.45 dal Rifugio) e alla cima del Monte Bregagno (dislivello m 707 – tempo di salita dal rifugio ore 2.00)

Percorso: il sentiero si imbocca alle spalle del rifugio, seguendo l’indicazione per la via normale al M. Grona, e giunti al bivio S. Amate/M. Grona si prende a destra per S. Amate e si descrive un ampio giro a mezza costa della Val Pessina. Si raggiunge la quota 1643 m e si scende alla sella di S. Amate, dove sorge l’omonima chiesetta. La spettacolare vista abbraccia il Lago di Como, i boschi e pascoli della Val Sanagra, il lago di Lugano e la catena alpina. Dalla cappella, seguendo l’indicazione, si può tornare a Breglia, lungo un sentiero che si estende in costa lungo il pendio erboso fino a una piccola sella denominata dai locali “el capel de Jiovan”. Da qui si scende fino a raggiungere il sentiero seguito prima per raggiungere il Rifugio Menaggio.
Chi invece vuole salire in cima al Monte Bregagno, segue da S. Amate il panoramico ed erboso Costone del Bregagno. Si raggiunge la quota 1905 (il Bregagnino) e si scende alla sottostante insellatura da dove si risale l’ultimo pendio fino alla tondeggiante cima del Monte Bregagno 2107 m. Si gode una splendida vista sull’Alto Lago e la Valle Albano. Si ritorno sui propri passi fino a S. Amate per poi imboccare il sentiero per Bre.

Villa Carlotta

21 May 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments Yet

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

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 scritto da Silvia Fantapiè A.

Villa Fogazzaro

09 May 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

villa fogazzaro

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

Il Maggiolino

30 April 2018 | By Roberto Fornari in Parco San Marco | No Comments Yet

Al Parco San Marco i bambini possono vivere i loro sogni di spensieratezza. Ci sono molte belle attività.

Si parte dal cuore che il Club Bim Bam Bino per proseguire per il Mini Club e per finire nel Teen Club.

Ma chi viene in vacanza da noi ha anche tante altre occasioni per far felici i propri bambini. Ed a questo proposito mi fa piacere segnalare il seguente evento:

Un festival …. Titolo: Il Maggiolino

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I bambini sono invitati a vivere le seguenti attività: teatro, danza, arte e musica.

Questo festival è indicato per i bambini più piccoli.

Un rito da scoprire e vivere per bambini ed adulti insieme nell’universo dell’arte.

La direttrice artistica (Vania Luraschi) spiega l’evento:

Dieci anni fa abbiamo creato il primo festival interamente dedicato alla prima infanzia, un bel giardino che abbiamo coltivato con amore, spargendo semi d’arte, di fiori, di novità, d’incontri, di sorprese con artisti del nostro territorio e con compagnie provenienti da altri paesi.

Incredibilmente il tempo è volato, tutto cambia, i piccoli di allora sono cresciuti e quest’anno si festeggia il decimo compleanno.

Il Maggiolino del Teatro Pan è pronto a spiccare il volo per la decima volta. Un festival in continua trasformazione che saprà meravigliare ancora bambine e bambini, adulti e docenti, curiosi di incontrare gli artisti provenienti da Belgio, Italia, Russia e Svizzera. Un appuntamento importante con tante novità: spettacoli teatrali di cui 6 in prima nazionale, performances originali, laboratori di arte giapponese, teatro e poesia sia per le scuole dell’infanzia che per tutto il pubblico.

Dal Belgio si scopriranno i nascondini di “Cache-cache” e i segreti del percorso creativo “Between” indirizzati ai piccolissimi. Gli artisti russi di Novgorod riporteranno un soffio di vento, gli italiani di Scarlattine Teatro ci incanteranno con la nuova produzione “Dall’altra parte” e Antonio Catalano trascinerà il pubblico con i suoi “Quattro passi” tra i vicoli di Gandria. Gli artisti di Taranto presenteranno una premiata “Biancaneve”. I danzatori di Moto Perpetuo e Xocolat ci sorprenderanno nei parchi giochi della città, mentre il Pan presenterà il suo delicato “Giardino di Gaia” e allestirà un giardino profumato dove accogliere narratori pronti a stupirci con fiabe sul regno della natura: Valeria Nidola, Stefania Mariani, Viviana Gysin, Luca Chieregato, Annamaria Maccauso, Francesco Mariotta, gli artisti del Brockenhaus e i narratori dei Confabula e per concludere “Mam’zelle Chapeau” aprirà le sue scatole fantastiche per stupirci con i suoi cappelli.

teatro

Ci piace pensare che il fare arte per, e con, i bambini possa essere uno di questi spazi speciali, dove a volte si può vivere, bambini ed adulti, una splendida e semplice condivisione di sensibilità diverse, per una nuova crescita.

Per i più grandi sarà un’occasione per guardare il mondo con gli occhi dei più piccoli.

E, come sempre, il battello Airone sarà pronto a trasportare i piccoli spettatori con i loro genitori a Gandria e alla Villa Heleneum per una domenica speciale immersa nel mondo delle favole.

Per raggiungere il Festival dal Parco San Marco ci vogliono circa 20 minuti di macchina.

Dunque ora  tocca a voi …..

Buon divertimento!

Primavera di Corsa

23 April 2018 | By Elisa Novati in Benessere, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments Yet

Proprio questa mattina mi sono imbattuta nel post pubblicato su una delle app più famose per runners che sosteneva “correre è come bere il caffè, dopo stai meglio”. In parte pienamente d`accordo che dopo ogni allenamento immerge la grinta di una leonessa, ma d`altronde in questa frase viene trascurata la parte più importante, cioè le sensazioni che si provano durante la corsa. Perché che sazietà sarebbe se non assaporiamo il pasto e quale destinazione se sorvoliamo il viaggio?

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Ecco perché oggi vorrei parlarvi proprio dei benefici durante ma anche dopo una bella corsa all`aria aperta.

Arrivata la bella stagione, la natura risplende nei suoi mille colori, il sole accarezza le guance ancora gelide, e tra alberi fioriti e profumi incantevoli, risveglia i nostri sensi.  Ci riempie di entusiasmo ed energia, invitandoci fuori porta per sentire la liberta sotto i piedi, l`ossigeno che riempie i polmoni e la gioia – la nostra anima.  Perché non esiste antidepressivo migliore dell`attività fisica all`aria aperta ed in particolare lo jogging o running che dir si voglia, che riesce a liberarci dalle nostre ansie, sviluppa la nostra creatività e migliora l`umore. Infatti grazie all`inondazione di ossigeno che il sangue sta trasportando dai polmoni contratti, migliora il funzionamento di tutti nostri sistemi e tessuti: il cervello viene sollecitato nel trovare  nuove idee e soluzioni;  le ossa e le cartilagini vengono rafforzati con la produzione di vitamina D; migliora la digestione e l`assunzione di vitamine e minerali, rafforzando anche il sistema immunitario; vengono rilasciati endorfine e serotonina nel corpo, gli ormoni della felicità e poi …. bruciamo grassi “cattivi” come il colesterolo, riducendo peso e rotondità. Insomma: prestazioni, postura migliore, pelle più sana, minor grasso corporeo e muscoli più tonici, sentire che stiamo migliorando e che abbiamo il controllo del proprio corpo e della propria vita, faranno miracoli all`autostima. Ma vediamo dove avviene questo miracolo e dove possiamo beneficiare al meglio di tutti questi vantaggi nei dintorni.

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Parco San Marco, con la sua posizione magnifica sulla riva del lago di Lugano, offre degli scenari incantevoli per assaporare la natura, impegnandosi in una corsa che risveglia la nostra linfa vitale. Il primo percorso che potremo intraprendere costeggia la sponda nord-ovest del Lago di Lugano. Partendo da Parco San Marco in poco più di 2 km si arriva a Porlezza, costeggiando il Lago e proseguendo sulla vecchia statale esterna alla galleria. In questo percorso approfittiamo doppiamente dei raggi solari mattutini, rispecchi e giochi acquatici di anatre e cigni che ci accompagnano nel nostro allenamento.

Chi invece ha molta energia da bruciare, potrebbe avventurarsi sulla pista ciclopedonale che collega Porlezza con Bene Lario. Si tratta del percorso della ex-ferrovia, cui binari sono stati rimossi, trasformandolo attualmente in un sentiero immerso nel bosco, che attraversa la Riserva Naturale del Lago di Piano, sfiorando il Borgo e l`Antico Crotto del Castello di Carlazzo. E´ lunga quasi 6 km e presenta un  dislivello di quasi 300 slm.

Ma si sa i traguardi hanno più significato quando sono condivisi. Infatti anche a Porlezza, seguendo le ormai innumerevoli manifestazioni podistiche per amatori organizzati in tutta la nostra penisola, quest`anno si terrà la prima edizione di “Vivi Porlezza di Corsa”, una corsa non competitiva aperta a tutti, della distanza 12 km, che si svolgerà il 7 Luglio 2018. È un grande evento ricco di sport, musica e spettacolo pirotecnico e le iscrizioni sono già aperte sul sito.

Non posso che concludere invitandovi a mettere le scarpe sportive  ed uscire di casa alla prima occasione. E vedrete:

Run, run, run … 10 Km Lento in 48:40 … Se dai un cuore alle gambe loro ti porteranno anche dove la mente non vuol andare. Oltre i Limiti!
(emituitt, Twitter)

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scritto da Nedelina Martinova

Argilla: proprietà terapeutiche

01 April 2018 | By Elisa Novati in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments Yet

L’argilla è uno tra i rimedi più antichi che l’uomo abbia a disposizione perché cura efficacemente e in modo naturale moltissimi disturbi. Eppure le virtù di questa polvere magica si tramandano soprattutto come segreti di bellezza. L’argilla è un deposito minerale prodotto dall’erosione delle rocce; ha granelli molto piccoli e contiene silicati, alluminio e acqua in percentuali diverse a seconda del tipo di argilla. L’argilla viene utilizzata in diversi ambiti e settori, soprattutto in edilizia e nella lavorazione della ceramica, ma trova impiego anche nei trattamenti terapeutici e si rivela una grande alleata per la bellezza della pelle; l’argilla infatti agisce sul nostro organismo sia internamente che esternamente, apportando oligoelementi e purificando dalle tossine. L’argilla può essere assunta sia per via interna sia esternamente applicandola sulla pelle.

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LE PROPRIETA’ DELL’ARGILLA

Oltre al noto potere assorbente, che la rende particolarmente adatta ad effettuare maschere di bellezza purificanti, l’argilla ha azione rimineralizzante grazie alla presenza di minerali come il magnesio, potassio, sodio, calcio ferro e alluminio e vengono ceduti alle cellule dell’organismo per osmosi.

Ha proprietà antiossidanti in quanto è in gradi di legarsi ai radicali liberi ( responsabili dell’invecchiamento cutaneo), svolge azione cicatrizzante e disinfettante in caso di ferite favorendo la coagulazione del sangue e la rigenerazione della pelle.

TIPI DI ARGILLA

Le argille utilizzabili per scopi curativi si suddividono in base al colore. La differenza di colore fra le argille (verde, bianca, rossa, gialla, grigia,) dipende dalla composizione chimica; dall’età dell’argilla stessa; dalla locazione dei giacimenti.

Argilla Verde

Ha proprietà antinfiammatorie elevate e, se impiegata per uso esterno, ha un alto potere assorbente, che la rende particolarmente adatta per la cura dell’acne e degli eczemi. Se usata per via interna: svolge un’attività disintossicante.

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Argilla Bianca

È la più fine di tutte le argille ed è indicata per uso interno: combatte intossicazioni.
Per uso esterno, invece, l’argilla bianca viene usata soprattutto per maschere di bellezza o come antismagliature generico su tutto il corpo. L’argilla bianca purifica la pelle e restringe i pori dilatati. Inoltre può essere usata per la pelle screpolata, soprattutto sui talloni. È utile anche per esfoliare la pelle.

Argilla Rossa

L’uso di argilla rossa è più indicato per pelli sensibili e delicate con problemi di dermatite.
Molto assorbente, l’argilla rossa è consigliata per lenire le irritazioni cutanee e dare sollievo in caso di dolori dovuti a storte e trauma. Sulle contusioni, gli ematomi, le ecchimosi e i dolori muscolari, l’argilla rossa permette di sgonfiare le zone e di attenuare il dolore.L’argilla rossa apporta benefici in caso di mal di testa, di nevralgia, di gotta. È indicata per stimolare la circolazione sanguigna.

Argilla Gialla

Molto indicata per essere applicata sul collo, sulla schiena e anche sulla colonna vertebrale in caso di dolori. Ha una buona azione rinfrescante e può essere usata mescolata alla rossa per un’azione più completa. Per i problemi di ossa, per attenuare i dolori, in caso di grave affaticamento, combinata con l’argilla verde, l’argilla gialla stimola la riparazione dei muscoli e legamenti e mantiene gli organi interni puliti.

Argilla Grigia

L’argilla grigia è indicata per uso interno nella cura dell’acidità di stomaco e delle infiammazioni intestinali. Favorisce inoltre il drenaggio dei liquidi in eccesso e svolge un’importante azione alcalinizzante. È adatta per tutti i tipi di pelle.

scritto da Deborah Giorno