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L`UVA: il toccasana di fine estate a tavola e nella cosmesi

August 31st, 2018 | By Wendy Koppen in Benessere, Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, SPA San Marco | No Comments »

La fine dell´estate segna una svolta nella nostra vita, per alcuni le vacanze al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort stanno per finire e la necessità di energia per riprendere i doveri quotidiani si fa sempre più immediata ed indispensabile.

Abbiamo trovato per voi il rimedio perfetto: un frutto delle proprietà nutrizionali importantissime, con elevato contenuto di zuccheri semplici, subito disponibili a dare forza e vitalità: la Vitis Vinifera, detta anche vite europea o meglio l`uva. Precisiamo innanzitutto che di Vitis vinifera a piede franco ce ne siano rimaste pochissime coltivazioni, a causa della fillossera: un insetto che attacca le radici, derivato dal continente americano il quale ha rischiato di distruggere completamente la vite in Europa alla fine del XIX secolo. Sempre dall`America è arrivata anche la soluzione per impedire questo disastro: alcuni radici della Vitis labrusca o meglio la vite americana, avevano sviluppato una resistenza genetica alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

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Tutto ciò non ha impedito a questa pianta divina a donaci le migliori qualità nutrizionali attraverso i suoi frutti. A prescindere da colore, forma e tempi di maturazione, l’uva è ricca di glucosio, levulosio e mannosio, tutti zuccheri assimilabili in tempi brevi che aiutano a combattere stanchezza e carenza, appunto, di zucchero. Proprio per questa sua caratteristica, chi soffre di diabete deve mangiare piccole quantità di uva e preferibilmente senza buccia. Le stesse precauzioni dovrebbero essere seguite da chi ha problemi digestivi.alla fillossera. Sulla radice americana venne così innestata la pianta europea (con le sue caratteristiche di tipicità e qualità) ed in cambio la radice conferisce a tutta la pianta la resistenza alla fillossera. Quindi quando parliamo di vite europea oggi, si tratta nel 99% di Vitis vinifera su radici di vitis labrusca e non di vite a piede franco.

L’uva combatte i radicali liberi grazie ai flavonoidi contenuti, soprattutto la quercetina ed il resveratrolo che hanno proprietà antiossidanti e antitumorali, utile nella prevenzione del tumore al seno e al colon.

Indicata soprattutto per chi vuol disintossicarsi, nota è l’ ampeloterapia, la dieta dell’uva che prevede di mangiare 2 kg di uva al giorno per qualche giorno come unico alimento giornaliero, infatti l’uva ha proprietà disintossicante, indicata anche per chi vuol eliminare le tossine dal corpo e per chi ha problemi renali. Inoltre è antibatterica e antinfiammatoria, ed aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo, irrobustisce le ossa, quindi è indicata per prevenire l’osteoporosi, ed è fonte di energia soprattutto per studenti e sportivi, rinforza il sistema immunitario e mantiene in salute gli occhi. Le foglie di vite, ricche di omega-3 invece, si possono usare come tisana facendo bollire 50 gr. di foglie in un litro di acqua, filtrare e bere due bicchieri almeno due volte al giorno. I tannini contenuti nelle foglie prevengono l’invecchiamento e favoriscono la circolazione periferica.

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I semi di uva vengono utilizzati  per estrarre l’olio di vinacciolo, molto usato in cosmesi.  L’olio dona elasticità e morbidezza alla pelle, andando a impattare sulle due proteine strutturali: vale a dire collagene ed elastina. Le nostre colleghe della SPA San Marco saranno felici di presentarVi diversi trattamenti a base di uva, ad esempio il trattamento viso Vinoble Selection o Vinoble Deluxe oppure il Vinoble Peeling facciale.

Grappoli di bellezza: dal frutto al nettare divino, acino e succo fermentato, dal piatto al bicchiere; un passaggio che segna la nascita del mondo dionisiaco e insieme del più caro rubino a Bacco.

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L’ uva rientra nella cosmogonia cristiana sia come vino, trasfigurazione del Salvatore ed eredità dell’ultima cena, sia come vigna. La Carta dei Vini nei ristoranti dell Parco San Marco è ricca di numerosi etichette locali ed internazionali che accompagneranno le Vostre cene gourmet. I nostri colleghi sommelier saranno felici di assisterVi nella selezione e guidare le Vostre degustazioni.

.La vigna è bella in primavera, verde giovinezza, in estate – con le sue foglie fitte ma sopratutto in autunno, accendendo d’improvviso il paesaggio con secchiate purpuree o giallastre. E come descrivere la vendemmia, che in questa stagione riempie l`aria con profumi dolciastri e invitanti ed  è un momento conviviale e tappa considerevole nel ciclo annuale agricolo.

Ricorderete però di certo anche la nota favola di Esopo, la cui protagonista, la volpe, disprezzava l`uva perché irraggiungibile: ancora una volta, attraverso questo dolce frutto divino, il celebre scrittore greco ci racconta come “anche alcuni tra gli uomini, che per incapacità non riescono a superare le difficoltà, accusano le circostanze”. Il team del nostro del Club Bim Bam Bino, raccontano e spiegano questa fiaba ai Vostri bambini al Parco San Marco Lifestyle Beach Resort.

Ricca di sostanze nutritive e proprietà curative, buona, dolce e succosa, capace di trasformarsi in grandi vini attraverso la fermentazione, protagonista atavica di racconti e fiabe, l`uva è un toccasana per la salute. Il fine estate é il momento ideale per godere al pieno di tutti suoi benefici, approfittiamo!

La Via del Ferro

August 17th, 2018 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Per gli amanti del trekking, il Parco San Marco Lifestyle Beach Resort grazie alla sua posizione offre ai clienti molteplici possibilità di meravigliose passeggiate.

Una degna di nota é la ” Via del Ferro”. Questa passeggiata era ai tempi un´antica strada che collegava la Val Menaggio con i paesi dell´alta Val Cavargna. Nel XVIII – XIX secolo veniva utilizzata per il trasporto del ferro grezzo proveniente dalle miniere dell´alta valle, passando per Forni Vecchi dove il ferro veniva fuso per poi raggiungere le fucine di Begna.

Il percorso:

Questa incantevole passeggiata inizia partendo dal nostro resort arrivando sino a Carlazzo. Si prosegue sulla strada che attraversa il centro storico, raggiungendo così la frazione di Maggione. Percorsa la strada in selciato di pietra si incontra l’ex caserma della Guardia di Finanza fino a raggiungere il ponte di pietra che sovrasta il fiume Cuccio.

Da qui una salita, che porta a raggiungere un´altezza di 650 m. Lungo il percorso si incontrano sorgenti che sgorgano da blocchi di calcare a tufo, alcuni casolari e la chiesa di S. Ambrogio di Cusino.

Via del Ferro percorso

Qui inizierà una strada in discesa, dal quale si raggiunge il Ponte Dovia, luogo in cui ammirare la caserma austro-ungarica (che ora è abitazione private) con un maglio ad acqua, un mulino, una calcineria, un deposito di carbone e uno sbarramento idrico. Con questa passeggiata si potranno vedere aree di opere idrauliche molto interessanti, che hanno permesso la canalizzazione delle acque del fiume Cuccio; in modo tale da poter sfruttare la grande forza motrice che ai tempi era utile al funzionamento della fornace (diroccata) e ancora oggi viene sfruttata per la produzione di energia elettrica.

Proseguendo per il ponte ad arco in pietra, si sale lungo il lato sinistro del fiume, dove la strada sale fino a 700 m, raggiungendo Sora.  Attraversando il piccolo borgo, attraverso la vecchia strada, si incontrerà un’edicola sacra in stile barocco dove è ancora conservato un bellissimo fontanile.

Imboccando la discesa lungo il bordo del fiume, si attraverserà un bosco ed in breve tempo raggiungerete la località Forni Vecchi che rappresenta la meta finale di questo itinerario. Qui si potranno ammirare alcune costruzioni in pietra (ca. XV secolo) che ricordano le attività industriali del tempo, quando le fucine per la lavorazione dei minerali ferrosi erano ancora attive. Molti edifici sono oggi diroccati e vengono utilizzati per il ricovero degli animali. Quelli che sono ancora riconoscibili sono l´impianto di un maglio funzionante ad energia idraulica e i resti del primo altoforno in Val Cavargna del 1783 che venne trasformato poi in segheria a causa dei costi troppo elevati della ghisa prodotta.

Lungo il percorso si possono fare delle lunghe soste , magari anche per un bel pic-nic vista la presenza di vasti prati contornati da una ruota di mulino abbandonata, corsi d’acqua e da una fitta vegetazione che lo rendono un luogo molto gradevole e rilassante.

Per tornare al Parco San Marco sará possibile ripercorrere il sentiero o salire per il breve e ripido sentiero sino a S. Nazzaro per poi prendere il bus che li porterà sino all’hotel.

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L’itinerario:

Percorso fra acciottolato e sterrato, percorribile con facilità nelle belle stagioni; qualche difficoltà in inverno a causa di neve e ghiaccio Dislivello: da 481m di di Carlazzo ai 995m di S.NazzaroV.C. Tempo di percorrenza: 5 ore, solo andata. Difficoltà: per tutti, discreto impegno f isico.