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Escursioni nei dintorni del Parco San Marco

May 29th, 2018 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Parco San Marco | No Comments »

MONTE GRONA 

monte grona

Dalla cima della Grona si ammira uno dei migliori panorami delle Prealpi; oltre ai tre laghi (Como, Lugano e Piano), le vicine cime (Bregagno, Pizzo di Gino, Legnone, Grigne, Corni di Canzo) si possono scorgere le più alte montagne dell’arco alpino, dal Monviso al Bernina. Le salite partono dal Rifugio Menaggio.

RIFUGIO MENAGGIO

Il Rifugio Menaggio (1400 m) si trova ai piedi del versante sud del Monte Grona e offre una spettacolare vista del Lago di Como e delle montagne circostanti. Dal rifugio c’è la possibilità di salire al Monte Grona (1736 m) o al Monte Bregagno (2107 m). Il rifugio è aperto da metà giugno a fine settembre tutti i giorni, durante il resto dell’anno sabato domenica e festivi; per informazioni tel. 0344 37282 oppure tel. 327 8855090.

  •  punto di partenza: Breglia 749 m (comune di Plesio)
  •  durata della passeggiata da Breglia fino al rifugio: 1h45
  •  dislivello: 650 m
  •  segnavia: rosso-bianco-rosso
  •  collegamenti: da Menaggio a Breglia bus linea C13
    possibilità di parcheggio a Breglia oppure ai Monti di Breglia – La strada agro-silvo-pastorale per i Monti di Breglia è a pagamento ( 3 euro), macchinetta all’imbocco della strada
  •  difficoltà: alcuni passaggi in forte salita

rifugio menaggio

Percorso: dalla fermata del bus di Breglia si percorre la carrozzabile che sale ai sovrastanti Monti di Breglia (cartello indicatore Rifugio Menaggio), e, superato il lavatoio, si imbocca a destra la prima scorciatoia che sbuca sulla strada che sale ai Monti di Breglia. La si attraversa per imboccare uno sterrato. Dopo un breve tratto, all’altezza del traliccio dell’alta tensione, si sale a destra fino alla teleferica. Tornati sulla carrozzabile, la si segue per una centinaio di metri per poi attraversare un prato sulla sinistra. Dopo aver di nuovo attraversato la carrozzabile si segue il sentiero che sbuca ai Monti di Breglia (996 m). Qui si trova un’area picnic con fontana e bella vista sul lago; superate alcune case ed entrati nel bosco si giunge ad un’area adibita a parcheggio, attraversata l’area si imbocca nuovamente il sentiero. Al prossimo bivio si risale il sentiero panoramico a destra (in inverno in caso di forte innevamento è consigliato quello a sinistra) che prosegue tra betulle e ginestre fino al bivio per S. Amate e Monte Bregagno; da qui si procede a sinistra e dopo un lungo passaggio in costa  si raggiunge il rifugio.  La bellissima vista  spazia sul centro lago con i paesi di Menaggio il Monte Crocione (1640 m), Bellagio con sullo sfondo il Monte San Primo (1682 m) e i Corni di Canzo, e Varenna sovrastata dalle Grigne (2410 m).

Passeggiate dal rifugio Menaggio

Pizzo Coppa
In altri quindici minuti si raggiunge il punto panoramico di Pizzo Coppa con vista su tre laghi: il Lago di Como, il lago di Piano con tutta la Val Menaggio, e il lago di  Lugano.  L’imbocco del sentiero rimane sulla sinistra del rifugio (guardando il rifugio).

Monte Grona 1736 m

Salite:
Per la Via Normale
: dislivello m 336, tempo di salita ore 1.15 ca.
Il sentiero inizia dietro al rifugio e conduce prima alla Forcoletta, poi, risalendo a sinistra la ripida cresta, si giunge in vetta.

Per la Via Direttissima: dislivello m 336, tempo di salita ore 1 ca;
sempre alle spalle del rifugio parte il sentiero per il ripido canalone sud; per la sua esposizione, è il più utilizzato nel periodo invernale per la rara presenza di neve.

Per la Via Ferrata del Centenario: tempo di salita ore 3.00;
riservata ad alpinisti esperti muniti di adeguate attrezzature, per raggiungere l’attacco della Via Ferrata seguire in parte il sentiero della via panoramica.

monte grona2

S. Amate 1623 m e Monte Bregagno 2107 m
Sempre dal Rifugio Menaggio si può intraprendere l’escursione panoramica, su un sentiero che attraversa i pascoli, alla chiesetta di S. Amate (dislivello m 240 – tempo di salita ore 0.45 dal Rifugio) e alla cima del Monte Bregagno (dislivello m 707 – tempo di salita dal rifugio ore 2.00)

Percorso: il sentiero si imbocca alle spalle del rifugio, seguendo l’indicazione per la via normale al M. Grona, e giunti al bivio S. Amate/M. Grona si prende a destra per S. Amate e si descrive un ampio giro a mezza costa della Val Pessina. Si raggiunge la quota 1643 m e si scende alla sella di S. Amate, dove sorge l’omonima chiesetta. La spettacolare vista abbraccia il Lago di Como, i boschi e pascoli della Val Sanagra, il lago di Lugano e la catena alpina. Dalla cappella, seguendo l’indicazione, si può tornare a Breglia, lungo un sentiero che si estende in costa lungo il pendio erboso fino a una piccola sella denominata dai locali “el capel de Jiovan”. Da qui si scende fino a raggiungere il sentiero seguito prima per raggiungere il Rifugio Menaggio.
Chi invece vuole salire in cima al Monte Bregagno, segue da S. Amate il panoramico ed erboso Costone del Bregagno. Si raggiunge la quota 1905 (il Bregagnino) e si scende alla sottostante insellatura da dove si risale l’ultimo pendio fino alla tondeggiante cima del Monte Bregagno 2107 m. Si gode una splendida vista sull’Alto Lago e la Valle Albano. Si ritorno sui propri passi fino a S. Amate per poi imboccare il sentiero per Bre.

Villa Carlotta

May 21st, 2018 | By Valentina Guerranti in Parco San Marco | No Comments »

È ormai arrivato Maggio, primavera ormai inoltrata.villa-carlotta-giardino-fiorito_david-spender

La Natura si sveglia, i fiori sbocciano, gli animali escono dal letargo ed un nuovo ciclo comincia, come ogni anno, metodico eppur sempre nuovo, mai monotono.

Anche al Parco San Marco si respira aria nuova: son finalmente arrivati i due asinelli Limone a Paprika, giovani e pieni di energie; persino dalla casetta degli insetti s’iniziano a sentire i primi ronzii, poiché le api, ormai pronte, ricominciano a raccogliere il polline riposandosi proprio lì.

Grazie a questa stagione, non troppo fredda ma neanche troppo calda, è arrivato il momento ideale per godersi la bellezza della natura.

E le occasioni non mancano di certo!

Che sia una passeggiata in riva al lago con tutta la famiglia, magari mangiando un gelato dopo pranzo, o una passeggiata romantica tra gli alberi, avvolti nel silenzio e nella pace, il rilassamento è garantito!

E quale posto migliore per assaporare questo clima di rinascita e recuperare le energie, se non Villa Carlotta sul Lago di Como, con il suo parco botanico?Villa Carlotta

Essa è stata costruita alla fine del 1600 dal marchese Giorgio Clerici e vanta l’ampiezza di ben 70.000 mq tra i giardini e gli interni. Nonostante paia imponente, è in realtà piuttosto sobria, ma presenta una vista mozzafiato sul lago e sulle montagne circostanti.

Tuttavia fu solo con il successivo proprietario, Gian Battista Sommariva, che la villa arrivò al massimo del proprio splendore: egli, infatti, arricchì l’edificio con numerose opere d’arte, tra cui capolavori di Canova, Thorvaldsen e Hayez, oltre a cambiare una parte del giardino, trasformandola in un parco romantico.

Sebbene questo luogo valga la pena di essere visitato tutto l’anno, è proprio adesso, in primavera, che il giardino botanico raggiunge il picco della propria magnificenza, in quanto in esso sono presenti rododendri ed azalee di oltre 150 varietà, che, come è noto, fioriscono proprio in questa stagione. Naturalmente vi sono anche altri tipi di piante, non ultimi antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie secolari, grandi platani.

Non solo vegetali italiani, ma ci si può immergere in sentieri che presentano anche specie provenienti da tutto il mondo. E allora perché non approfittarne e farsi trasportare per qualche minuto dall’altra parte della Terra, nel lontano ed esotico Giappone, ricco di cultura e tradizioni?

Vi è infatti una parte di 3.000 mq dedicata ai giardini di questo magnifico paese, che presenta i famosi bambù in armonia con cascatelle, ruscelli e strutture in pietra; per accedervi bisogna attraversare una scalinata con un Torii (鳥居), una sorta di arco rosso che si trova all’ingresso dei templi shintoisti che segna il passaggio tra il mondano ed il sacro. Una volta dentro non è difficile trovare la pace interiore grazie all’atmosfera tranquilla e rilassante, ed è quindi un ottimo modo per lasciarsi alle spalle lo stress accumulato ed acquisire un piacevole stato di serenità.

È dunque uno spettacolo assolutamente da non perdere, che si presenta al meglio soltanto per poco tempo durante l’anno.

Che cosa aspettate? È giunto il tempo di una gita!

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 scritto da Silvia Fantapiè A.

Villa Fogazzaro

May 9th, 2018 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

villa fogazzaro

Affacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

villa fogazzaro scalinata

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.