Sentiero Lago di Origlio

14 February 2018 | By Melanie Pohl in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più

Tesserete – Origlio

Un percorso di facile percorrenza nella regione della Capriasca, poco distante dal centro città di Lugano. Una gita ideale per chi vuole rifugiarsi nella natura lontano dal caos cittadino. Il lago di Orglio è il luogo ideale per il relax e il divertimento in compagnia.

L’itinerario si snoda in gran parte nei boschi della Capriasca e sbocca sull’incantevole laghetto di Origlio. A metà del tracciato, nel cuore del bosco, vi invitiamo a visitare la Torre medioevale di Redde presso la quale si intravedono parti delle rovine sepolte dell’omonimo villaggio e il contiguo oratorio di San Clemente. Ad Origlio vi aspettano il tipico nucleo del paese e la chiesa di San Giorgio che sovrasta il territorio. Ma il cuore prezioso di Origlio è il suo lago, autentica perla ambientale di eccezionale importanza naturalistica.

Caratteristiche

Lunghezza: 6 km

Tempo di marcia: Tesserete–Origlio: 1 h 30 min e Origlio–Tesserete: 1 h 30 min

Requisiti: facile (sentiero escursionistico)

Forma fisica: facile

Dislivello: Tesserete–Origlio: 200 m e Origlio–Tesserete: 300 m

Sentiero Lago di Origlio

A soli 25 minuti a piedi da Origlio in direzione Tesserete si può raggiungere la chiesa di Sant’Ambrogio, un edificio religioso neoclassico costruito su una pre-esistente chiesa duecentesca a Ponte Capriasca.  La prima menzione dell’edificio risale al 9 maggio 1356, quando fu consacrato. Il 14 febbraio 1455 diventò sede di una parrocchia. Il suo aspetto attuale, tuttavia, si deve alle modifiche operate da Carlo Brilli nel 1835: la nuova chiesa, che inglobava il campanile romanico della struttura precedente e la sua navata, fu impostata su una pianta a croce greca e dotata di coro. Dell’edificio pre-esistente restano una torre campanaria, che nonostante le modifiche apportate in tre riprese (nel 1717, nel 1818 e nel 1913) per tre piani conserva lo stile romanico ed è dotata di monofore e bifore originarie, e l’affresco con l’Ultima cena, copia della celeberrima opera di Leonardo da Vinci, attribuita nel 1735 a Cesare da Sesto, ma oggi a un anonimo leonardesco riferibile all’ambito della bottega di Bernardino Luini risalente al 1550 circa, sebbene con modifiche soprattutto nell’ambientazione e nello sfondo, dove compaiono le scene del Sacrificio di Isacco e della Preghiera nell’orto dei Getsemani.

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