All Posts from May, 2016

Gite fuori porta vicino al Parco San Marco

May 23rd, 2016 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Con la primavera si avvicina il periodo delle gite fuori porta e personalmente consiglio vivamente di visitare :

VILLA BALBIANELLO, LENNO

La prestigiosa Villa Balbianello si trova a Lenno, sul lago di Como, a circa 30 minuti in macchina dal Parco San Marco. La costruzione della Villa e della loggia risale a fine ‘700, quando il cardinal Durini acquistò la punta di Lavedo per edificarvi una dimora di villeggiatura e di svago letterario. Gli arredi e il giardino vennero lasciati in eredità al Fai nel 1988, con una dote che ne aiuta la manutenzione.

Di Villa Balbianello sarà possibile visitare solo il giardino. Le visite guidate del parco si svolgeranno sabato e domenica. Visite guidate anche in lingua inglese, francese, tedesca, spagnola.

Villa-del-Balbianello-Giorgio-Majno

VILLA FOGAZZARO-ROI, VALSOLDA

A Oria di Valsolda, si sono giá riaperte le porte di Villa Fogazzaro-Roi, luogo di soggiorno di Antonio Fogazzaro e d’ispirazione per il suo capolavoro: “Piccolo mondo antico”. La dimora mostra tratti ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. L’allestimento è frutto dell’intervento raffinato e meticoloso del nipote dello stesso scrittore, il marchese Roi.

LE VILLE DI MOLTRASIO

anche Moltrasio mette in mostra i suoi beni artistici come ad esempio la Chiesa di S. Agata, situata lungo il percorso dell’antica Via Regina in frazione Crotti, Villa Passalacqua, eretta, verso la fine del ’700, sulle rovine di un antico monastero degli Umiliati per volontà della famiglia Odescalchi. I suoi giardini storici sono considerati tra i più belli del Lago di Como.

VAL DI MELLO

riserva-naturale-valLa Val di Mello è il posto perfetto per una gita fuoriporta o per un weekend di assoluto relax, di assoluto sport. La vallata protetta da una riserva che ne tutela l’ambiente, si offre agli amanti dell’arrampicata e delle cascate di ghiaccio, dell’alpinismo come dell’escursionismo o, semplicemente, a chi volesse ammirarne la natura. Scopritela senza nessun pericolo, anche i più piccoli, sul fondovalle, oppure forte e scorbutica lungo le pareti e le cascate, rude e impervia nell’alta valle, ma sempre di una bellezza straordinaria. Nessuna più di questa valle mette d’accordo famiglie e scalatori, escursionisti e amanti del “riposino sul prato”. D’estate si trova un po’ di gente, è vero, ma lo spazio è tanto e la bellezza comunque esagerata

MONTE GALBIGA E MONTE DI TREMEZZO

A San Fedele di Intelvi si abbandona la statale seguendo le indicazioni per Blessagno e Pigra; prima di entrare nel centro di Pigra si prende la strada a sinistra seguendo le indicazioni per l’Alpe di Colonno: la strada è piuttosto stretta e in molti tratti il ciglio a valle non è protetto; procedete con cautela soprattutto nelle frequenti curve cieche. Dopo 5km si raggiunge l’Alpe di Colonno (1322m), dove sorge l’omonimo rifugio. E’ possibile proseguire oltre con l’auto, ma noi suggeriamo di parcheggiarla qui: proseguendo infatti la carreggiata diventa molto stretta e senza protezioni sul precipizio, ed inoltre il continuo transito di auto è una vera tortura per gli escursionisti! Si prosegue in discesa lungo la strada asfaltata per circa venti minuti fino a raggiungere il Rifugio Boffalora (1252m). Continuiamo lungo la strada ignorando le deviazioni per i vari alpeggi ed affrontiamo una rampa piuttosto ripida, che conduce poi ad un tornante nei pressi dell’Alpe di Ossuccio (1306m), dove è possibile acquistare latte e formaggio. La strada, sempre asfaltata, continua con pendenza modesta ma costante ed entra nel bosco. Camminiamo per circa mezz’ora quando abbandoniamo il bosco e di fronte a noi inizia a scorgersi il Rifugio Venini, proprio ai piedi del Monte Galbiga, alla sua sinistra; sulla destra è evidente inoltre la sagoma del Monte di Tremezzo. In breve raggiungiamo l’Alpe di Lenno (1495m), da dove si gode di uno stupendo panorama sul Lago di Lugano.

 

 

Il caffé colombiano

May 16th, 2016 | By Andrea Rera in Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Da sempre la Colombia è sinonimo di “caffè delizioso e appena macinato”.

La Colombia, è il quarto paese al mondo per quantità di sacchi di caffè prodotti annualmente. Il caffè fu introdotto in Colombia nel 1723 dai Gesuiti e con il passare del tempo si è diffuso in varie zone del paese, crescendo pian piano di importanza fino a diventare nel 1912 quasi il 50% dell’export Colombiano.

Caffé-colombiano-sacco

Tutto il caffè coltivato nel paese è di specie Arabica e le più diffuse varietà botaniche sono Typica, Bourbon, Caturra, Colombia, Maragogype, Tekisik e Castillo principalmente lavorati con il metodo lavato.

Circa il 20% della produzione viene utilizzata per il consumo interno.

In Colombia è possibile raccogliere il caffè durante tutto l’anno, anche se le stagioni principali della raccolta sono nei mesi di ottobre, maggio e giugno.  Principalmente in Colombia si coltivano piante di caffè arabica, con tutte le varianti del paese, che produce un caffè delicato e leggero apprezzato in tutto il mondo.

Il processo del caffè parte dalla semina, dove i semi vengono posti in un macchinario a germogliare per circa 75 giorni. Dopo vengono messi in contenitori di plastica, tipo borse, ed esposte al sole per raggiungere la germinazione. Successivamente vengono piantate nel terreno e dopo circa 2 anni daranno i primi frutti. Dopo la raccolta che avviene quando i frutti sono maturi ed assumono un colore rosso intenso,  vengono spolpati, lavati e posti a seccare al sole. Il chicco di caffè seccato viene poi commercializzato, ossia venduto, dove poi verrà tostato e consumato.

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I caffè colombiani sono rinomati per la loro ricchezza aromatica e la buona corposità in tazza con note aromatiche dolci che vanno dalla nocciola al cioccolato, floreali e fruttate con profili ben riconoscibili per ogni zona produttiva.

C’è una zona in Colombia denominata ‘Triangolo del Caffè’, compreso tra i dipartimenti di Risaralda, Caldas e Quindìo, dove si produce uno dei migliori caffè del mondo. Ma la particolarità di questa zona, oltre al caffè, è quella di poter visitare tipiche fattorie, parchi tematici, piantagioni di caffè, località termali, luoghi per lo sport estremo e sentieri ecologici.

Un’altra regione importante dove si produce un ottimo caffè, e forse il più famoso, è la regione di Cauca che si trova nel sud dello Stato ed è una terra di paesaggi seducenti, ricca di sorgenti e cascate.turismo-colombia-tazza-caffe
Il capoluogo Popayàn, fondato nel XVI secolo e noto come la “ciudad blanca”, è una meta turistica rinomata e un importante centro religioso, famoso anche per le tradizionali celebrazioni della Settimana Santa che vi si svolgono. In una terra tanto varia come Cauca, la zona dove viene prodotto il caffè – a nord del Río Patía – si distingue per la sua omogeneità, e offre condizioni ideali per il raccolto.

Stretto tra le alte cordigliere e l’altopiano, a un’altitudine di circa 1700 metri, in questo territorio di montagna il clima è stabile, le piogge abbondanti, il suolo di origini vulcaniche molto fertile e le stagioni si differenziano nettamente tra una secca e una umida. L’Arabica di Cauca viene raccolta a mano, ed è apprezzata in tutto il mondo per la sua particolare dolcezza.

Tutto ciò concorre a produrre un caffè di qualità eccellente

Scritto da Angelo Lentinio, Maitre

Il Ponte Tibetano della Svizzera Italiana

May 9th, 2016 | By Roberto Fornari in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Una gita speciale ….. si va in funivia, si passeggia tra i boschi e si attraversa un vero ponte tibetano…

Fantastico.

Meraviglioso.

Al Parco San Marco ci sono mille attività da fare ma anche nella regione che ci circonda è possibile vivere delle belle esperienze emozionanti.

Una novità interessante, dove l´adrenalina viene scaricata nel proprio corpo per l´avventura nell´attraversare un ponte Tibetano.

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Il ponte tibetano è una struttura di collegamento costituita da una fune che ha funzione di marciapiede e da due funi/mancorrenti laterali superiori distanziate di circa un metro da quella marciapiede.

Le tre funi, poste a triangolo, sono solidarizzate da stralli laterali distanziati l’uno dall’altro da 50 a 100 cm. In una tale struttura l’oscillazione è inversamente proporzionale al carico di tensione: più tese sono le funi, più stabile è il ponte, in quanto si riducono le oscillazioni laterali, in particolar modo nella sezione centrale.

Secondo il libro del Guinness dei primati il ponte tibetano più lungo del mondo sarebbe quello costruito tra il promontorio di Santa Margherita a Procida e l’isolotto di Vivara, nel golfo di Napoli.

Ma dal 31 maggio 2015 esiste però un nuovo ponte Tibetano. Si trova in Svizzera. Nel Canton Ticino nella Valle Sementina.

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Il Pont Carasc è un ponte tibetano lungo 270 metri collega i comuni di Monte Carasso e Sementina in Canton Ticino, vicino a Bellinzona scavalcando l’impervia valle di Sementina a quota 696 metri e unendo Curzútt e S. Bernardo alla Via delle Vigne dove si possono effettuare escursioni e passeggiate tra i castagneti, i vigneti, le cantine del Merlot e le antiche chiese.

Pesa circa 50 tonnellate e nel punto centrale s’innalza a 130 metri dal suolo. Il camminamento è largo meno di un metro ed è stato realizzato in legno di larice. Nonostante le dimensioni ridotte il ponte si percorre in tutta sicurezza grazie agli ancoraggi che ne limitano il movimento.

Per raggiungere il ponte dal Parco San Marco bisogna arrivare fino a Carasso, circa 50 minuti in auto prendendo l´autostrada in direzione di Bellinzona. Una volta giunti nel paesino di Carasso, si deve prendere la Funivia Monte Carasso – Mornera.

cartina_ponte_tibetanoIl paesino di Curzútt è formato dalle tipiche casette in pietra, con vigneti, orti e campi di cereali disposti su terrazzamenti. Nel corso degli ultimi anni, un’apposita fondazione, la Fondazione Curzútt -San Barnàrd, ha provveduto a ristrutturare la località con un investimento di oltre sei milioni di franchi svizzeri.

La funivia è in funzione dal 1966 e permette di giungere a Mornera in poco più di 10 minuti.  L’impianto può trasportare al massimo 8 persone oppure 650 Kg di merce. Oltre alla fermata in Mornera, la tratta prevede due fermate intermedie: quella di Pientina a quota 1000 metri e quella nuova di Curzùtt che si trova all’altezza di ca. 600 metri, dove è presente anche un buon ristorantino dove poter rifocillarsi ed un ostello.