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Storia del contrabbando tra Italia e Svizzera

April 25th, 2016 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Il contrabbando nasce come reazione alla volontà di un potere di imporre limiti, o addirittura divieti, al passaggio di merci e persone da una parte all’altra di un territorio. La parola contrabbando significa proprio “andare contro” (cioè, contra) il bando, il decreto emesso dall’autorità governativa, dal potere costituito. In tutto il mondo, ed in tutte le epoche, ci sono sempre stati poteri che si ritenevano in diritto di imporre bandi di questo tipo, e contrabbandieri che contravvenivano a quanto stabilito. Nelle nostre zone padane, l’area del contrabbando per eccellenza è quella di confine tra Como ed il Canton Ticino, e più in particolare la Valle Intelvi e le valli dell’Alto Lago, caratterizzate dalla presenza di forre e canaloni, con pendii ripidi e scoscesi che permettevano ai contrabbandieri di sfuggire alle ricerche delle  guardi di finanza italiane.

Tutti i poteri che si sono succeduti lungo i secoli, dagli Spagnoli ai Francesi, dagli Austriaci agli Italiani, hanno sempre dovuto fare i conti con gli spalloni del Lario. Questo perché, dall’altra parte del confine c’erano gli Svizzeri, i quali, mancando di quasi tutte le materie prime, avevano bisogno di ottenerle all’estero, e per assicurarsele erano decisi a qualunque azione. Anche a sostenere – o perlomeno a tollerare – attività considerate illegali nei paesi confinanti.

Nel tempo, le merci contrabbandate sono cambiate, adattandosi alle condizioni del mercato. Il Ducato di Milano, per esempio, lottò strenuamente contro l’esportazione di granaglie e biade lombarde nei territori elvetici, allora nemici dello stato meneghino, al quale contendevano il controllo su Ticino, Valtellina e Valchiavenna.

Donne spallone

L’imposizione, il 31 dicembre del 1803, di monopoli su sali, tabacchi e polveri da sparo da parte della Repubblica Italiana costituita da Napoleone Bonaparte dopo la sua prima spedizione nella penisola diede il via all’epoca romantica del contrabbando lariano: è allora che prende il via quell’incessante flusso di merci di monopolio da una parte all’altra del confine. Alle merci si aggiunsero, durante gli anni del Risorgimento, le persone: i patrioti italiani, per sfuggire ai poliziotti austriaci, ricorsero spesso all’aiuto degli spalloni, ed alla loro conoscenza dei sentieri che attraversavano la frontiera montana.

Gli svizzeri non adottarono mai sanzioni contro il contrabbando: al contrario, ne trassero grande profitto. Nel 1848, a Brissago, nella parte elvetica di Lago Maggiore, venne impiantata una fabbrica di sigari. Finanziata dai fuoriusciti italiani, produsse sigari del tutto uguali a quelli della fabbrica di Venezia, autorizzata e di controllo imperiale. Il danno per l’erario asburgico fu enorme, come testimonia la violenza della repressione attuata nei confronti delle popolazioni delle valli lariane.

L’atteggiamento più che permissivista dell’amministrazione confederata si ripropose molto più avanti, negli anni Cinquanta del Novecento, quando avrebbe ribattezzato il contrabbando di sigarette e affini Esportazione 2, di fatto classificandolo tra i commerci leciti per legge.

Tra la fine dell’Ottocento ed i primi del Novecento, il Regno d’Italia costruì la rete di confine, intesa ad isolare i territori montani delle due parti del confine e porre fine ai commerci di frodo. Il risultato fu, invece, un aumento della solidarietà tra le popolazioni lariane e ticinesi tanto che, si può, dire, il contrabbando finì per coinvolgere anche coloro che, fino a quel momento, ne erano rimasti alla larga, trasformandosi nella maggiore – ed in qualche caso, unica – industria di quelle zone.

Neppure il Fascismo e la seconda guerra mondiale, con tutti i suoi problemi di approvvigionamenti derivanti dai blocchi del commercio, riuscirono a vincere il contrabbando tra Como e Canton Ticino. Anzi, negli ultimi anni del conflitto uno dei prodotti più contrabbandati fu il riso, di cui i ticinesi – lombardi per lingua e cultura – erano particolarmente ghiotti. Pur di sottrarlo alle requisizioni tedesche, i contadini padani preferivano sfidare le guardie di confine, ma vendere il loro riso a Lugano e Bellinzona.

Scontro a fuoco in Valle Intelvi- Domenica del Corriere

Il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta segnò la fine dell’epoca romantica del contrabbando e dello spallone, soppiantati dalla tecnologia e da sistemi di commercio illegale meno romantici, che non lasciano spazio ad una figura nata dal bisogno e dalla fame. Non più zucchero, tabacco, orologi, ma droga, uranio, soldi, immigrati clandestini, come dimostrato dal triste fenomeno dei passatori. Le organizzazioni che lo curano non hanno nulla a che fare con le vecchie combriccole di paesani. Semplicemente schiacciando un tasto di invio di un computer, si possono contrabbandare più soldi che durante l’intero periodo d’oro del contrabbando lariano. Il progresso economico e sociale delle popolazioni ticinesi e dell’Alto Lago, poi, ha fatto il resto, eliminando quelle sacche di povertà che fino al dopoguerra servivano da serbatoio per le organizzazioni di contrabbandieri. La gente si è imborghesita: chi mai, oggi, se la sentirebbe di arrampicarsi sui sentieri ripidi che costeggiano il Sasso Gordona, portando sulla schiena trenta o quaranta chili di zucchero, sigarette, orologi e sfidando i proiettili e le trappole delle guardi di finanza? Rimane l’eredità culturale di un’epoca che è durata secoli e che ha costituito l’asse portante di una popolazione e del suo tentativo di affrancarsi dalla schiavitù della povertà.

La lavorazione del riso e l´agricoltura biodinamica

April 18th, 2016 | By Michele Pili in Cucina, Gastronomia, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Il riso, è una graminacea del genere Oryza appartenente alla famiglia delle Oryzeae. Pianta di ciclo annuale, seminata in primavera e raccolta fra settembre e ottobre a secondo delle varietà, il chicco di riso è formato da una cariosside, un germe, uno strato aleuronico (detto pula) e da strati di glume (chiamate lolla). La cariosside del riso, appena raccolta grazie all’operazione di mietitura, è detta risone, riso grezzo o riso vestito. Esso viene lavorato tramite operazioni atte a liberarlo dalle parti tegumentali, le glume e le glumelle, che andranno a costituire la lolla o pula.

Riso_maturo

Per rendere il riso commestibile, sono necessarie varie lavorazioni, svolte in un’industria risiera. Nell’ordine:

  • la sbramatura, che viene effettuata con due dischi asmeriglio, ruotanti in senso contrario e ad adeguata distanza, che rompono le glumelle senza intaccare il granello;
  • la sbiancatura o raffinatura, che prevede uno o più passaggi nella sbiancatrice, in cui due coni (uno dentro l’altro) ricoperti da una superficie smerigliata tolgono i residui delle glumelle. Si ottiene il riso semilavorato o mercantile;
  • la lucidatura, compiuta in macchinari simili alle sbiancatrici ma con coni rivestiti da strisce di cuoio, che ha lo scopo di rendere il chicco più bianco e levigato. Il riso così ottenuto è noto come lavorato o raffinato. Esso viene infine selezionato e confezionato.

È poi possibile effettuare altri procedimenti come la brillatura, che prevede un trattamento con talco o glucosio, che fornisce il riso brillato, bianco e traslucido.

L’industria ha inoltre sviluppato ulteriori procedimenti per ottenere un prodotto con una maggiore qualità alimentare e maggior resistenza alla cottura. Il riso parboiled è tra questi. La tecnica di parboilizzazione consiste nel sottoporre il risone ad un trattamento idrotermico e successivo essiccamento. Ciò determina la parziale gelatinizzazione dell’amido, la denaturazione delle proteine dell’endosperma e la migrazione verso gli strati più interni di alcune vitamine e sali minerali aumentandone così il valore nutrizionale. Come svantaggio, il riso ottenuto a fine processo si presenta più scuro e con un aroma differente.

Varietá-di-riso

L’Oryza Sativa si suddivide essenzialmente in:

•  varietà Indica : sono coltivate prevalentemente nelle zone tropicali ( Asia meridionale e sud-orientale, stati meridionali degli USA, Madagascar, Caraibi) e hanno il vantaggio di riuscire a superare facilmente, e senza subire grandi danni, la siccità e le malattie. I chicchi di questa varietà hanno una forma snella e allungata.
• varietà Japonica: sono di casa nell’Asia orientale, negli stati arabi, nella zona mediterranea, in America del Sud, in California e in Australia. I gruppi varietali Japonica presentano chicchi corti, da ovali a tondeggianti. In Italia soprattutto nella Pianura Padana troviamo una serie di varietà, della sottospecie Japonica.
• varietà Javanica: solo in Italia le varietà iscritte al registro nazionale sono ben 126 e molti Paesi hanno sviluppato coltivazioni particolarmente adatte alla loro cultura gastronomica.

Nelle ricette servite nei ristoranti del Parco San Marco viene utilizzato un riso biodinamico prodotto a Vercelli. I prodotti biodinamici, hanno tutte le caratteristiche di quelli biologici e sono infatti sottoposti agli stessi regimi di controllo e certificazione. Un´azienda agricola biodinamica è considerata un organismo vivente, dove la produzione vegetale si integra con l’allevamento animale che fornisce il giusto concime per le coltivazioni. Tiene conto inoltre dei cicli astronomici e lunari nel calendario delle lavorazioni. Il terreno è trattato come un enorme laboratorio, “dinamizzato” con preparati a base di sostanze naturali e letame, per incrementare la sua vitalità e le sue difese.

Venite a provare il nostro risottino Carnaroli da coltivazione biodinamica di Vercelli al cacio e pepe con rape rosse e croccante di parmigiano ai semi di lino, una vera delizia!

Nordic Walking: scopriamo questa disciplina

April 4th, 2016 | By Deborah Giorno in Benessere, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Già negli anni 50 i fondisti introdussero nel loro allenamento estivo il cosiddetto “passo sci”; questo metodo di allenamento basato su elementi di slancio e corsa veniva praticato dai migliori atleti dello sci di fondo, ma inizialmente non era adatto per il fitness ed il tempo libero proprio a causa della lunghezza dei bastoncini nello sci di fondo che richiedeva infatti una tecnica difficile ed implicava uno sforzo maggiore nell’allenamento.

I materiali dei bastoni di alluminio in uso in quel periodo trasmettevano le vibrazioni alle articolazioni di mani, braccia e spalle provocando disturbi in quelle parti.Nordic walking

Non era stato ancora inventato un sistema di passanti per le mani che rendesse superflua una tensione costante della muscolatura del braccio.Il produttore finlandese di bastoni Exel sviluppò un bastone speciale che, grazie alla struttura e al materiale in fibra di vetro e carbonio, eliminò tutti gli svantaggi consentendo lo sviluppo di una appropriata tecnica di movimento che va a coinvolgere il 90% della muscolatura del nostro corpo come in nessun altro sport avviene.

Quindi il Nordic Walking non è altro che una camminata naturale resa però ancor più efficace e benefica attraverso l’impiego degli appositi bastoncini. Il passo è determinato da spinte di gamba e braccia opposto che si muovono alternativamente, cioè nel Nordic Walking si muovono in alternato rispettivamente la gamba sinistra e il braccio destro, la gamba destra e il braccio sinistro. Il movimento del bastone avviene sempre vicino al corpo, le mani eseguono movimenti rettilinei in avanti e all’indietro e il corpo dovrebbe essere sempre flesso in avanti.

I benefici del nordic walking sono tanti ad esempi:

rassoda la muscolatura delle spalle, dei pettorali e dei dorsali,dei glutei, cosce addominali e dorsali, aiuta a migliorare la mobilizzazione della colonna vertebrale e grazie all’uso dei bastoncini vi è un allegerimento del carico su articolazioni, schiena e ginocchia. E’ ideale per chi è in sovrappeso, per chi a problemi di articolazioni e alla colonna vertebrale o persone che devono effettuare una riabilitazione motoria.

Ricerche in Finlandia nel 1999 hanno dimostrato che il Nordic Walking ha aiutato a migliorare persone con danni alla schiena causati da errori di postura.

spina

Il Nordic Walking è uno sport dolce che favorisce l’allenamento senza controindicazioni, è più efficace di una camminata normale ed è più salutare di una corsa  in quanto il peso del corpo non grava solo su una gamba e quindi non si sforzano le articolazioni.

Nel Nordic Walking la velocità viene determinata dallo svolgimento stesso del movimento., la lunghezza dei passi può essere aumentata a piacere, la velocità del movimento ha un limite biologico naturale. Questi fattori limitano il grado di affaticamento al punto che la circolazione ne trae vantaggio e non vengono superati i limiti massimi di un sano sforzo.

Condizione questa che premette di praticare un’attività sportiva anche a coloro che hanno problemi cardiaci.

Scritto da Deborah Giorno