All Posts from December, 2015

Riflessologia plantare

December 28th, 2015 | By Deborah Giorno in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Benefici e controindicazioni

La riflessologia plantare è una tecnica che sfrutta il massaggio su punti specifici del piede per ristabilire l’equilibrio del corpo. Utile in caso di congestione e tensione, aiuta contro il mal di schiena, la cistite,l’ansia e lo stress. Scopriamola meglio.

Che cos’è la riflessologia plantare

La riflessologia plantare è una tecnica mediante la quale si ristabilisce l’equilibrio energetico del corpo, servendosi di un particolare tipo di massaggio che, attraverso la stimolazione e compressione di specifici punti di riflesso sui piedi, relazionati energicamente con organi e apparati,riflessologia plantare consente di esercitare un’azione preventiva e d’intervento su eventuali squilibri dell’organismo. L’esordio della riflessologia plantare viene fatto risalire alle antiche civiltà, soprattutto orientali. Tuttavia, documenti di vario tipo ci indicano che questa tecnica venisse praticata anche dalle civiltà precolombiane e dai pellerossa. La rappresentazione di un feto nel piede è presente in un graffito di 6.000 anni fa scoperto in Valcamonica.In tempi più recenti, la riflessologia plantare sopravvive, e si sviluppa, grazie a Ivan P. Pavlov, un fisiologo russo vissuto negli ultimi anni del 1800. All’inizio del Novecento, per merito di un otorinolaringoiatra statunitense, William Fitzgerald, si cominciano a codificare alcuni concetti in tema di riflessologia plantare. A sviluppare poi i concetti del maestro è soprattutto la fisioterapista Eunice Ingham, oggi considerata la vera fondatrice della moderna riflessoterapia.

Benefici e controindicazioni della riflessologia plantare

I piedi sono una struttura delicata, preziosa, fondamentale per una buona qualità della vita, che viene sottoposta a inevitabile sovraccarico quotidiano. Meritano quindi di essere oggetto di attenzione e di venir trattati con cura. Un bel bagno caldo, un buon massaggio ai piedi sono sempre seguiti da una sensazione molto piacevole e rilassante.
La riflessologia plantare tende al miglioramento in tre ambiti principali: congestione, infiammazione e tensione. L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente, durante le sedute, queste condizioni spesso interconnesse, riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo.
Vi sono alcune controindicazioni. La riflessologia plantare evita di trattare donne in gravidanza e durante il ciclo mestruale. È consigliabile effettuare il trattamento lontano dai pasti e si evita di trattare soggetti estremamente agitati o nervosi.

Quando è indicata la riflessologia plantare

La riflessologia plantare è indicata per i dolori più comuni: dal mal di schiena, al mal di testa, al fastidio alla cavità degli zigomi (seni nasali), riflessologia plantarefino ai problemi alle ginocchia.

Il massaggio riflessologico del piede è anche un ottimo strumento per smettere di fumare o per aiutarsi durante un episodio di insonnia. Si riescono a combattere problemi quali cistiti, indigestione, stress, crampi, artrosi e ansia.

Presso il centro massaggi della SPA San Marco è possibile prenotare dei trattamenti di riflessologia uniti a dei massaggi combinati di schiena, spalle, collo e testa. La riflessologia si basa sul principio che ogni singola funzione vitale del corpo sia collegata a dei punti riflessi nel piede. Il massaggio mirato dei punti riflessi crea un flusso che permette all’energia di ricominciare a fluire stimolando le capacità auto curative del corpo: il nostro team di esperti massaggiatori sarà lieto di indicarvi quello che si adatta maggiormente alle vostre esigenze!

Written by Deborah Giorno

La „Lucia“

December 21st, 2015 | By Wendy Koppen in Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

La “LUCIA” è l’imbarcazione che più di ogni altra attira l’attenzione di quanti arrivano sul lago di Como di cui oggi ne è forse il simbolo più conosciuto a livello internazionale. La sua notorietà è legata alle vicende di Lucia, la protagonista del celebre romanzo storico “I Promessi Sposi” scritto da Alessandro Manzoni fra il 1840 e il 1842.lucia1

Il romanzo è ambientato tra il 1628 e il 1630 in Lombardia durante il dominio spagnolo, e narra le vicende di due innamorati, Renzo e Lucia, ostacolati nel coronamento del loro amore da Don Rodrigo e dalla peste. Principalmente la storia si svolge nella zona della Brianza, a Milano e a Lecco come citato all´inizio del racconto: « Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. »Si deve infatti alla fantasia popolare il romantico nome di “Lucia” (quello vero è “batèll”). Le origini del “batèll” si fanno risalire tra il 1500 e il 1600. Si tratta di una barca a fondo piatto, robusta e maneggevole, venne ideata e costruita per la pesca ma anche per il trasporto di persone e di piccole merci. Per la costruzione del “batèll” i maestri usavano quasi tutti legname di castagno ma nell’ultimo secolo sono stati preferiti legni più pregiati (mogano, larice) più che altro per accontentare il gusto delle famiglie patrizie.

Lucia

Un gruppo di appassionati del Lario e delle sue tradizioni ha costituito l’associazione “Amici della Lucia” con l’intento di conservare nel tempo l’immagine di questa imbarcazione che si è affermata nel mondo come il simbolo del lago di Como. A tale scopo gli “Amici della Lucia” promuovono varie iniziative atte a far sì che i turisti, i villeggianti e le nuove generazioni nostrane abbiano la possibilità di ammirare la “Lucia”.
Un esempio di queste manifestazioni è il “Palio remiero del Lario”, non si tratta soltanto di una gara ma é un tradizionale appuntamento storico-culturale che dal 1947 vede la partecipazione delle “Lucie” dei Comuni rivieraschi del Lario. Quando Enrico Luigi Ferrario, meglio noto come “Fel”, direttore del settimanale “Ul Tivan”, pensò a qualcosa capace di rialzare il morale ai lariani nell’immediato dopoguerra, nessuno avrebbe creduto alla longevità di questa manifestazione in quanto a quell’epoca sul lago questo tipo di imbarcazione era utilizzato ancora per la pesca.

Qui di seguito l´Albo d’Oro del Palio Remiero del Lario (dal 1947 al 2015): Lezzeno (16 vittorie), Bellagio (12 vittorie), Domaso (10 vittorie), Ossuccio (6 vittorie), Lenno (4 vittorie), Menaggio (3 vittorie), Tremezzo (1 vittoria).

Written by Sara Biacchi & Silvia Crosta

Le Grotte di Rescia

December 14th, 2015 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Oggi ci troviamo a Rescia, piccola frazione che fa parte di Claino con Osteno, un piccolo comune della provincia di Como con 527 abitanti, posto lungo il Lago di Lugano dove è possibile trovare le famose Grotte di Rescia. Le Grotte sono un´attrattiva per tutti: grandi e piccini che arrivano da ogni parte del mondo.grotte di rescia

Le Grotte di Rescia sono una serie di insenature naturali fatte di tufo, formatesi grazie all´attivitá continua di acque di sorgenti calcaree. Tramite il persistente gocciolio di queste acque, si formarono i cosiddetti stalattiti ovvero depositi di carbonato di calcio a forma conica che pendono dai soffitti di queste grotte. È sorprendente notare come la forza dell´acqua possa essere tanto “costruttiva” come un abile architetto. Inoltre da una breccia naturale all´interno delle grotte si puó notare la cascata del torrente di Santa Giulia alta circa 90 metri.

Grotte di ResciaDall´8 dicembre al 25 gennaio è possibile visitare le Grotte di Rescia sotto un´altra veste: le Grotte vengono adornate con una rappresentazione del presepe; ci sono diverse statuine fatte a mano: dai pastorelli ai Re Magi, dagli animali alle decorazioni natalizie, stelle, fiocchetti,  luci e addobbi decorativi per rendere il Natale ancora piú magico. Il presepe ha una tradizione del tutto italiana, diversi artigiani hanno fatto del loro meglio per creare un presepe il piú fedele possibile alla storia della nascita di Gesú Bambino.  Una volta entrati all´interno delle Grotte cosí adornate in piena atmosfera natalizia, potrebbe sembrarci addirittura di essere accolti in un piccolo mondo di Babbo Natale. Oppure si ha l´impressione di essere all´interno della Grotta che accolse La Sacra Famiglia.

Le Grotte sono visitabili sia in estate che in inverno e sono raggiungibili da diversi punti. Venendo da Lugano si prosegue fino a Porlezza e si continua in direzione Valle d´Intelvi fino a Rescia. Oppure da Argegno si procede per San Fedele d´Intelvi fino ad arrivare ad Osteno e poi proseguendo fino a Rescia. Il bello è che in estate si puó raggiungere le Grotte anche in barca.

In estate invece dal Parco San Marco Lifestyle Beach Resort  vengono organizzate delle gite in barca fino a Rescia. Lo spostamento in barca Grotta di Resciaè decisamente un´esperienza da provare, perché regala emozioni sia per gli occhi che per la mente. Si possono infatti ammirare le montagne che circondano il lago di Lugano,diverse specie di uccelli della fauna locale che creano i loro nidi lungo i bordi del Ceresio, oppure si puó incontrare qualche pescatore del posto, impegnato a portare a casa qualche piccola “conquista”. Si puó quindi “navigare” il lago da Cima di Porlezza a Rescia ammirando le bellezze del paesaggio montano. Tra i tanti servizi del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort  c´è anche il team de il Water Sport Center: un gruppo di giovani ragazzi che organizzano attività sportive all´aperto tra cui anche la visita guidata delle Grotte di Rescia. Le Grotte sono visitabili a tutti e anche per i bambini il divertimento è assicurato perché i ragazzi del team sanno abilmente attrarre l´attenzione dei piú piccoli proponendo la famosa “Caccia al Tesoro” che viene organizzata direttamente all´interno della Grotta.

 Written by Miriam Baratella

 

La Magia del Natale a Como

December 7th, 2015 | By Endy Broglio in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Durante il periodo natalizio la cittá di Como, a circa 45 minuti in auto dal Parco San Marco Lifestyle Beach Resort, diventa il fulcro di una serie di attivitá sia per i piú piccoli che per gli adulti con giochi, mercatini che si sviluppano tra Piazza Cavour e i Portici Plinio, spettacoli e molto altro.

Il Lungo Lago e le vie all´interno della cittá murata si illuminano e addobbano a festa, la piazza del Duomo e del Broletto diventano il cuore delle celebrazioni natalizie con luminarie e giochi di colore spettacolari: siamo infatti giunti alla sesta edizione del “Como Magic Light Festival” durante il quale alcuni dei principali edifici storici, dalla Cattedrale al Broletto, da San Giacomo al Vescovado, dal Teatro Sociale al Tempio Voltiano, si illuminano per lo scenografico e suggestivo progetto di proiezioni artistiche che rappresenta ogni anno un elemento di forte richiamo; uno spettacolo di grande effetto che accende il Natale di nuove emozioni.

Como Magic Light Festival

Come ogni anno poi il nostro bel capoluogo viene animato dalla rappresentazione della “Cittá dei Balocchi”, una tradizione giunta ormai alla sua 22esima edizione.

La Città dei Balocchi costituisce un’attrattiva unica sul nostro territorio grazie ad un programma che si rinnova ogni anno pur mantenendo alcune delle caratteristiche che ne rappresentano la forza: la quasi totale gratuità delle iniziative – quelle a pagamento rientrano in iniziative legate alla solidarietà -, la poliedricità delle stesse che spaziano dallo sport alla cultura, dalla didattica all’aspetto ludico e la complicità della magia natalizia. Con un ulteriore valore aggiunto, quello di costituire un’attrattiva turistica di grande richiamo nel periodo invernale.

Tutte le edizioni della kermesse natalizia, fin dalla prima, hanno rappresentato per la città e per il territorio comasco una grande festa, pensata e dedicata a tanti bambini ed a tante famiglie che hanno potuto trascorrere momenti educativi e ludici.

La grande protagonista degli eventi che si svolgeranno a Como durante tutto il periodo natalizio è senza dubbio la Pista di ghiaccio in Piazza Cavour dove è  possibile pattinare nella cornice della Piazza e del Lago di Como: insomma, un’emozione imperdibile!  Senza contare che un po’ di movimento aiuta a tenersi in forma. La pista di pattinaggio della Città dei Balocchi è gestita dal personale di Croce Azzurra Como Onlus e il ricavato, dedotti i costi di realizzazione e di gestione, verrà devoluto all’importante realtà comasca attiva nel soccorso. Lo scorso anno, grazie a Città dei Balocchi, è stato acquistato un furgone attrezzato per il trasporto dei malati e dei disabili.

mercatino natale como

Il contributo richiesto per l’ingresso in pista è di 5 euro. La pista è aperta tutti i giorni dalle ore 14:30 alle ore 23:00 mentre nel fine settimana e nei giorni festivi apre giá alle ore 10:00.

Questa edizione della Cittá dei Balocchi è caratterizzata anche dal ritorno tanto atteso della Ruota

panoramica presso i Giardini a Lago, dalle quale sará possibile ammirare dell´alto la bellezza di Como. In un attimo si sale ad alta quota e si vive l’illusione di stare tra le nuvole lasciando vagare lo sguardo sul lago e sulla nostra città illuminata a festa!

ruota panoramica giardini a lago

Non perdete l´occasione di prendere parte ai festeggiamenti durante il vostro soggiorno al Parco San Marco!

Written by Endi Broglio

Il Natale cala il Tris: le origini dei tre dolci tipici

December 3rd, 2015 | By Andrea Rera in Cucina, Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

PANDORO:

Come da tradizione dell’alimentazione italiana che si basa sulle tradizioni locali, anche il pandoro ha la sua origine geografica specifica, infatti la città di Verona riconosce come alimento tipico e tradizionale il pandoro. Dolce la cui storia si perde nella notte dei tempi; c’è chi riconduce la sua scoperta all’epoca della Repubblica Veneziana nel ‘500 e c’è chi invece pensa che sia la trasformazione di un altro dolce tipico veronese, sempre a forma di stella, il Nadalin. Un’ulteriore ipotesi sulla nascita del pandoro lo farebbe derivare dal tipico Pane di Vienna, ottenuto dalla lavorazione di un impasto ricco di burro. Di sicuro il pandoro a Verona ha cominciato ad essere prodotto industrialmente verso la fine dell’800 ed è divenuto un vero e proprio alimento tipico, in un primo momento della zona veronese e poi a livello nazionale. Di sicuro uno dei dolci che non mancherà sulla nostra tavola.

Pandoro

TORRONE:

Come il pandoro anche il torrone è un dolce tradizionalmente natalizio. Spesso però lo troviamo sotto forma di cioccolatino per tutto l’anno. Noi italiani attribuiamo la nascita del torrone a Cremona, ed in parte è vero, ma un prodotto molto simile ha origine nel popolo arabo che poi lo esportò nella zona mediterranea, in particolare Spagna ed Italia.
Secondo una leggenda molto accreditata si narra che questo dolce fu prodotto per la prima volta verso la fine del 1441, in onore al banchetto di nozze celebrato nella città lombarda, quando Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti si unirono in matrimonio. Sempre secondo questa leggenda il torrone venne realizzato secondo la forma del Torrazzo, campanile vicino al Duomo di Cremona, uno dei simboli più noti della città. Probabilmente il nome “torrone” è stato influenzato dal nome del Torrazzo. Un’altra tradizione racconta che la prima notizia del torrone a Cremona risale al 1543 quando il Comune acquistò una certa quantità di torroni per farne dono alle autorità in visita alla città, soprattutto autorità milanesi. Questo ci fa capire come all’epoca il torrone era già radicato nella tradizione popolare cremonese. Di sicuro non ci priveremo di un bel pezzo di torrone da accompagnare con il caffè.

Il torrone

PANETTONE:

Una delle leggende più accreditate sul panettone milanese narra che questo dolce natalizio nasce durante uno sfarzoso pranzo di Natale offerto dal Conte Sforza quando il suo cuoco si accorge che il forno gli aveva bruciato il dolce. L’aiutante del cuoco, di nome Toni, vedendo il cuoco disperato e non sapendo cosa fare, gli propone di presentare il dolce da lui preparato con gli avanzi. Si trattava di una specie di pane dolce fatto con burro, frutta candita e pasta. I commensali, con grande stupore del cuoco, del suo garzone e del padrone di casa rimangono favorevolmente impressionati ed alzano un coro d’entusiasmo ricco di complimenti. Il cuoco imbarazzato da questa ovazione, ammette che il merito era tutto del suo aiutante e del suo “Pan di Toni” come era stato battezzato il nome del dolce realizzato dal suo aiutante. Un’altra leggenda accreditata narra di un giovane falconiere, tale Ughetto Atellani, perdutamente innamorato di una fornaia di nome Algisa che gestiva un forno vicino alla Chiesa delle Grazie. Purtroppo per lei gli affari non andavano bene con l’avvicinarsi del Natale. Difatti vedeva lunghe code di gente fare la fila davanti al forno suo concorrente non molto distante da lei.  Allora Ughetto Atellani,vedendo la disperazione della sua amata, decide di dare fondo ai suoi ultimi denari comprando burro, zucchero, uova ed uva sultanina. Impasta il tutto con la farina e, potere dell’amore, il successo è assicurato. Dopo questo avvenimento i due innamorati convolarono a nozze. Indipendentemente dalle leggende il panettone, come suggerisce il nome stesso, non è altro che un pane arricchito con altri ingredienti molto semplici ma che messi insieme hanno dato vita ad uno dei dolci più famosi al mondo. Di sicuro una fetta di panettone al cenone di Natale non mancherà.

Il panettone

Written by Angelo Lentinio