All Posts from November, 2015

Il borgo di San Siro

November 23rd, 2015 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Andiamo alla scoperta di uno dei tesori della nostra zona, il borgo di San Siro, e pochi chilometri dal Parco San Marco Lifestyle Beach Resort!strada regina

Il comune di San Siro si estende sulle pendici meridionali del Monte Bregagno ed è suddiviso in 20 frazioni. In ciascuno dei suoi nuclei abitati è possibile ammirare angoli pittoreschi e testimonianze storiche artistiche, come il castello di Rezzonico (frazione del comune di San Siro) di origine trecentesca, e la fortezza tardo-romana nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione Santa Maria. La passeggiata che da Menaggio, frazione Nobiallo, porta fino  a Rezzonico,  segue il tracciato dell’ Antica Strada Regina. Questa antica strada romana  collegava Como ai passi alpini,  e si snoda attraverso i borghi antichi che costeggiano il lago.  La frazione di  Rezzonico conserva l’antico aspetto grazie alla presenza di case-torri a ridosso l’una dell’altra e strade strette con arcate e portici. A memoria dell’ illustre passato rimangono i resti del castello costruito a Rezzonico nel XIII secolo e oggi utilizzato come abitazione privata, con la robusta torre trecentesca e le mura merlate. Il percorso da Breglia frazione di Plesio attraverso Carcente, Treccione, Noledo Lucena, Marena, Roncatea Rezzonico, dove storicamente passava prima l’Antica Strada Regina, offre dei bellissimi scorci paesaggistici.

Chiesa di Santa Maria

Antica fortezza romanaCome menzionato in precedenza in frazione Santa Maria si trova l´omonima Chiesa. Questa è una costruzione di epoca quattrocentesca, con una sola navata, il portale rinascimentale è della scuola dei Rodari abbellito con i marmi di Musso, la facciata è ornata da archetti gotici. All’interno si trovano dipinti di Michelangelo Carminati e di Sigismondo De Magistris. I dipinti di maggior pregio sono la Battaglia di Lepanto del Cinquecento e la pala dell’altare maggiore di Giovanni Pietro Gnocchi. Vicino alla chiesa si trovano i ruderi di un’antica fortezza romana.

Fortezza RomanaA destra della Chiesa di Santa Maria Assunta sorge un imponente quadrilatero murario, unico per dimensioni in tutta la provincia di Como. Le mura di questo monumento raggiungono un’ altezza di sei metri con murature di notevole spessore. Originariamente il perimetro si estendeva fino all’area attualmente occupata dalla Chiesa e dalla piazza. La struttura potrebbe costituire ciò che resta di una fortezza eretta per vigilare il traffico terrestre e lacustre dell’antica Strada Regina. Recenti campagne di scavi hanno messo in evidenza la presenza di numerosi vani e percorsi interni alla cinta muraria

Castello di Rezzonico

Il castello di Rezzonico, di origine trecentesca, presenta alte mura merlate ed è probabilmente stato costruito dalla famiglia Della Torre sui resti di una precedente costruzione. La struttura è di forma trapezoidale con tre torri merlate, di cui una sovrasta la costruzione e presenta finestre ad arco acuto. Un portale ad arco acuto immette in una piazzetta erbosa all’interno della cinta muraria. Un giardino con alberi degrada verso il lago. A pochi metri dal Torrione, con due facciate interne al giardino del castello e due facciate su Piazza Castello, sorge la chiesetta detta dei Re Magi. I Magi sono raffigurati sul paliotto e sopra la nicchia della statua di Sant’Antonio.

Castello di Rezzonico

Le marmellate

November 17th, 2015 | By Michele Pili in Cucina, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

MarmellateFin dalla preistoria l’uomo ha cercato di proteggersi dalle carestie conservando il cibo, soprattutto la carne degli animali cacciati, con l’unico metodo possibile: l’essiccazione.

La scoperta del fuoco apportò nuove tecniche quale l’affumicatura e la salatura metodi tuttora usati per conservare la carne.

Per quanto riguarda la conservazione della frutta e la verdura, essa avveniva attraverso la sua essicazione al sole o vicino al fuoco.

Ben presto la conservazione in salamoia e quella sottoaceto prese piede e soltanto dopo millenni si giunse allaconservazione con lo zucchero.

Nicolas AppertLa conservazione in vaso fatta in casa è una pratica che ha solo due secoli di vita e fu per primo il francese Appert nel 1795 a scoprire il metodo per conservare i cibi in barattoli di metallo o bottiglie di vetro ermeticamente sigillati impedendo in questo modo lafermentazione e di conseguenza la decomposizione delle sostanze organiche.

 

Oggi la produzione industriale inscatola marmellate usando esclusivamente il metodo del sottovuoto e con doppia sterilizzazione: questa tecnica, eseguibile anche in ambito casalingo, evita la crescita di muffe.

L’aggiunta di piccole quantità di Pectina riduce drasticamente i tempi di cottura necessari per ottenere l’addensamento, portandoli da ore a minuti; per tale motivo è comunemente utilizzata nella produzione industriale ma può facilmente essere reperita anche per uso domestico. Viene quindi messa (bollente) in barattoli, subito tappati e messi capovolti (dalla parte del tappo) in mezzo a coperte fino a raffreddamento (questa operazione serve per sterilizzare, con il calore del composto, anche la parte interna del tappo, evitando la formazione di muffe). La piccola quantità di aria che rimane nel barattolo, raffreddandosi, diminuisce di volume e si forma quindi il sottovuoto.

Il botulino invece non può svilupparsi nella marmellata né nelle confetture perché il loro tenore di zucchero è letale per questo batterio anaerobico; le contaminazioni da botulino nei prodotti casalinghi sono spesso riscontrabili nei sottoli. Lo zucchero o miele rappresenta circa il 40-50% del peso totale: la marmellata è sostanzialmente metà frutta e metà zucchero

Confetture, marmellate e gelatine

Le confetture si preparano usando dei frutti interi o a pezzi grossi.

Le marmellate si preparano con agrumi tagliati a pezzettini o passati al passaverdure dopo una prima cottura.

Le gelatine si ottengono solo con il succo filtrato della frutta parzialmente bollita e successivamente fatta bollire con lo zucchero.

Confettura di kiwi

 Marmellata di kiwi

Ingredienti :

2 kg di kiwi (maturi e sodi) puliti

1/2 kg di mele pulite

1 limone succoso non trattato

800 g di zucchero

1 cucchiaio di Gin

 

Inoltre…

Stampa etichette – conserve dolci

Regole per conserve dolci

Procedimento :

Lavate spazzolando con cura sotto l’acqua corrente il limone e asciugatelo, con un pelapatate togliete la buccia (senza la parte bianca) e riducetela a fettuccine.

Sbucciate i kiwi, mondateli e affettateli. Spremete il limone. Sbucciate le mele, togliete torsolo e semi e affettatele finemente, cospargendole subito col succo di limone per evitare che si ossidino.

Mettete la frutta in una terrina alternandola a strati con lo zucchero e con la buccia del limone e lasciate macerare il tutto, coperto con una pellicola, per qualche ora. Trasferite la frutta nella pentola e portate a bollore. Schiumate con cura e cuocete mescolando con delicatezza per non spappolare la frutta fino a quando la confettura sarà sufficientemente densa e i frutti traslucidi.

Aggiungete un cucchiaio di gin pochi minuti prima che la confettura sia pronta.

Controllate la densità nel solito modo e quando la otterrete spegnete il fornello e invasate come di consueto.

Non dimenticate di mettere le etichette con la data di produzione!Vaso da marmellata

Le Falconerie vicine al Parco San Marco

November 9th, 2015 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Alla scoperta di un´antica tradizione e dell´affascinante mondo dei rapaci, divertimento per grandi e piccini. Vicino al Parco San Marco si possono scoprire ben due attrazioni di questo genere: La Falconeria di Locarno e La Falconeria del Castello di Vezio a Varenna.

Falconeria di Locarno

RapaceA circa 1 ora d´auto dal Parco San Marco si raggiunge la Falconeria a Locarno. Una narrazione sull´importante ruolo che questa pratica ha ricoperto per lunghi anni vi catapulterà nel passato. Infatti, la falconeria nasce come antica arte della caccia, sugli altopiani delle steppe asiatiche circa 4000 anni fa. Gli uomini falconieri, che localmente venivano chiamati Berkuci, andavano a cavallo con le loro aquile e cacciavano volpi, conigli e persino lupi. Andare a caccia nella vastità delle steppe senza armi da fuoco non era certamente facile e l’aquila diventò il miglior alleato dell’uomo. Durante lo spettacolo di falconeria verrete incantati da una rappresentazione di volo con le diverse specie di rapaci ospitate dalla Falconeria: aquile, avvoltoi, falchi, gufi che voleranno a pochi centimetri da voi. Ed inoltre, tra un´esibizione e l´altra scoprirete tante curiosità sul mondo di questi maestosi uccelli. Alla fine dello spettacolo, è possibile per i più piccoli fare un giro gratuito sul cavallo islandese o su un pony ed inoltre scattare foto ricordo con uno dei rapaci della Falconeria sul proprio braccio. La Falconeria di Locarno è possibile visitarla tutto l´anno. Durante i mesi invernali sono disponibili sotto la tribuna coperta, cuscini e coperte termiche per poter vivere le emozioni degli spettacoli anche in casi di brutto tempo. Inoltre è presente una tensostruttura sempre riscaldata per organizzare feste ed eventi. Per maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale: http://falconeria.ch/.

Falconeria al Castello di VezioCastello di Vezio

A Vezio, piccolo paesino sopra il comune di Varenna, affacciato sulla costa orientale del Lago di Como, si erge il Castello con l´omonimo nome, una fortificazione romanica del V secolo. I resti di questo avamposto militare erano utilizzati fin dai tempi della Regina Teodolinda quale torre di avvistamento. Una scalinata in sasso vi permetterà, passando su un vero e proprio ponte levatoio, di raggiungere la sommità della torre dalla quale si avrà una vista ineguagliabile del lago di Como.

Da qualche anno anche il Castello di Vezio ospita un centro di cura e addestramento rapaci che permette al pubblico di conoscere, apprezzare e sostenere questa antica arte. Con questa iniziativa, entrando nel Castello di Vezio si torna a vivere l’atmosfera di un tempo, tra falchi e falconieri. Le fasi di addestramento si tengono nel giardino del Castello così da potere dare la possibilità ai visitatori di scattare fotografie, vedere da vicino i vari esemplari e farsi intrattenere dal falconiere in spiegazioni dettagliate sulla storia della falconeria, il suo utilizzo moderno, la biologia e l’addestramento dei rapaci. Il “Falconiere del Castello”, vestito in abiti d’epoca, vi mostrerà i rapaci presenti al Castello: barbagianni, gufi, poiane, falchi ed altri ancora. In alcuni orari si potranno anche ammirare dei voli spettacolari. Per ulteriori informazioni http://www.castellodivezio.it/ .

Aquila

IL MASSAGGIO HOT STONE

November 2nd, 2015 | By Deborah Giorno in Benessere, Parco San Marco | No Comments »

Fin dalla notte dei tempi, civiltà e culture millenarie si sono sempre affidate alle pietre per scopi medicinali e per riequilibrare chakra distonici o intervenire su vibrazioni di energia negativa. E il fuoco, e il calore in generale, sono da sempre preziosi alleati anche per fini terapeutici. Combinare questi elementi insieme dà vita all’Hot Stone Massage, conosciuto già da tempo anche in Italia come Massaggio con pietre laviche , praticato da millenni e recentemente tornato in auge grazie alla riscoperta delle beauty farm americane, che lo hanno poi rilanciato in tutto il mondo. L’azione terapeutica si ottiene applicando sul corpo pietre basaltiche, vulcaniche, ma anche provenienti dal Gange e dai letti di altri fiumi. Le pietre rilasciano lentamente il loro calore: sotto questo punto di vista è importante anche tenere in considerazione il diverso effetto di ogni tipo di pietra: una pietra levigata rilascia il calore in modo più lento e uniforme. A seconda del disturbo da trattare, all’azione della pietra viene associato il massaggio adatto e spesso la terapia viene accompagnata con l’azione di oli o aromi. Il massaggio Hot Stone si può in ogni caso praticare anche a freddo, per venire incontro a chi ha problemi di fragilità capillare, cioè le uniche persone per cui il massaggio con pietre calde è controindicato.

Hot Stone

Massaggio con pietre calde, fredde e alternato

Per il massaggio a caldo si scelgono in genere pietre laviche, la cui dimensione e il cui peso dipendono dal tipo di trattamento che è necessario effettuare. Se in genere si prediligono pietre che abbiano una forma che le rende maneggevoli, a volte, per il trattamento di estese parti del corpo, si utilizzano pietre più grandi. Le pietre vengono scaldate, generalmente in acqua, a 65-70 gradi. Sulla parte del corpo da massaggiare viene prima applicato un olio e poi la parte viene manipolata grazie alle pietre, che nel frattempo sono state asciugate. Quando hanno disperso il loro calore vengono sostituite con altre pietre calde. Per il massaggio con pietre fredde vengono usati particolari tipi di quarzo, raffreddati ad hoc per la terapia. Oltre che per coloro che soffrono di fragilità capillare, questa variante del massaggio è particolarmente indicata per gli sportivi. Le pietre fredde stimolano infatti la circolazione causando un restringimento dei vasi sanguigni, migliorando così lo smaltimento delle tossine e l’ossigenazione delle cellule. La tecnica con pietre calde alternate ad altre fredde è consigliato per il trattamento di lesioni muscolari e infiammazioni, poiché stimola la vasodilatazione e successivamente la vasocostrizione, oltre ad avere un effetto sedativo sul sistema nervoso.

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I benefici

In generale, questo tipo di trattamento è indicato nel caso di:

  • dolori muscolari, reumatici o artritici
  • mal di schiena
  • stress
  • insonnia
  • depressione

È inoltre indicato per migliorare la circolazione. Ma la terapia, soprattutto se abbinata ad aromaterapia, uso di oli e massaggi, può anche procurare benefici più specifici.

Il massaggio Hot Stone aiuta a sciogliere la rigidezza muscolare, a migliorare la mobilità delle articolazioni e ad alleviare la tensione della colonna vertebrale, principale causa di dolorosi e invalidanti mal di schiena. Decongestiona i depositi linfatici, migliora la ritenzione dei liquidi e influisce positivamente sulla circolazione arteriosa, oltre a migliorare il ritorno venoso. Aiuta a disintossicare l’organismo, sbloccando inoltre gli scambi metabolici. Ha inoltre anche effetti estetici, poiché leviga e rilassa la pelle.

Senza contare i benefici sull’umore e sul benessere dello spirito, che troppo spesso si tende a mettere in secondo piano rispetto al corpo. La tecnica Hot Stone procura una generale sensazione di benessere e relax, e l’aumento della sensibilità nei confronti delle persone e del mondo. Inoltre, contribuisce ad acquisire una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

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Controindicazioni

Il trattamento con pietre calde è controindicato per chi soffre di fragilità capillare. È inoltre sconsigliato su ferite aperte e lesioni cutanee e in caso di nausea, febbre e infiammazioni dei vasi linfatici.