All Posts from August, 2015

Villa Melzi a Bellagio

August 31st, 2015 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi e vicepresidente della Prima Repubblica Italiana al tempo di Napoleone, decise ai primi dell’Ottocento di realizzare una residenza estiva a Bellagio, sul Lago di Como. La villa, eretta in forme neoclassiche, esternamente è quasi priva di elementi architettonici decorativi; sono presenti solo le finestre che, con regolare successione, creano semplici motivi decorativi.

villa melzi

Il complesso è costituito, oltre che dalla villa anche dalla cappella, nell’estremità sudoccidentale della proprietà, dove sono conservate le spoglie della famiglia Melzi; dai giardini, che si estendono per 800 m lungo la costa del lago tra il Borgo di Bellagio e la frazione Loppia; dall’aranciera, posta a nord-est della villa, oggi adibita a museo; dalla collina-pineta (che si estende per vari ettari verso la frazione di Aureggio), in origine contigua ai giardini, poi separata dalla strada comunale costruita in seguito.

Il Parco, affidato ai realizzatori del Parco di Monza, è pieno di alberi, di essenze tradizionali ed esotiche e di statue distribuite in tutto il parco.

É presente un laghetto giapponese con piante acquatiche tra cui ninfee e tutt’intorno, aceri e cedri giapponesi. Fioriture di azalee e rododendri, nei mesi di aprile e maggio, danno vita a prati e pendii variopinti .

 

giardinoinglese Villa Melzi è introdotta dal suo giardino all’inglese che si  sviluppa lungo le rive del lago, a sud della zona abitata di  Bellagio.

Prima di giungere alla villa si percorre un viale alberato,  all’ombra dei platani, tagliati a ombrello, che riparano i  numerosi visitatori dalla calura estiva.

Arrivati alla fine del viale alberato si giunge alla grande  terrazza che fronteggia la villa da cui si può ammirare il  paesaggio del centro lago e la sobrietà e l’eleganza dell’edificio a cui si accende tramite una scalinata molto scenografica.

 

L’edificio fu eretto tra il 1815 e il 1820. Dimora del Melzi anche dopo la sua carriera politica, la costruzione, che egli volle elegante come la villa Reale di Monza e le altre ville situate sul lago di Como, fu decorata e arredata da noti artisti dell’epoca.

 

gardens-at-villa-melziMolti personaggi illustri soggiornarono alla villa tra cui il vice re Eugenio Beauharnais e la sua consorte Augusta, l’Imperatore e l’Imperatrice d’Austria Ferdinando I e Marianna nel 1838 accompagnati dal principe Metternich e l’Imperatrice di Russia Maria Feodorovna. Un assiduo frequentatore del parco fu anche Franz Litz che, ospite della villa presso un tempietto in stile arabo, si dice abbia composto alcuni tra i suoi più famosi brani per pianoforte, tra cui la “suonata a Dante”. La splendida veduta sul centro del lago e la bellezza del giardino e dei suoi monumenti sono descritte da Stendhal, a sua volta assiduo frequentatore dello splendido parco.

Alla dinastia dei Melzi succede per eredità quella dei Gallarati Scotti. Ludovico Melzi si unì, infatti, in matrimonio con Joséphine Barbò, dalla quale ebbe due figlie. La prediletta sposò Giancarlo Gallarati Scotti, principe di Molfetta, e con il matrimonio portò alla famiglia del marito anche la villa di Bellagio che non è visitabile.

chioscomelzi

Con l’arrivo della bella stagione, passeggiare nei giardini delle Ville di Bellagio è un’attività piacevole per ammirare queste bellezze architettoniche sulla riva del lago e per avere colori e del profumo dei fiori che le adornano.

 

 

 

 

Written by Sara Biacchi

MASSAGGIO AYURVEDA

August 24th, 2015 | By Deborah Giorno in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

L’Ayurveda non è soltanto un massaggio, ma una scienza infinita, una religione e una filosofia di vita, usiamo la parola religione per indicare determinati credi e discipline che conducono verso stati d’essere in cui le porte della percezione si aprono a tutti gli aspetti della vita.


shutterstock_24230554

 

L’Ayurveda è la scienza del vivere quotidiano, fondamentale la stretta relazione tra l’uomo e l’energia cosmica che si manifesta in tutte le cose animate ed inanimate; l’Ayurveda è un sistema olistico di medicina originario dall’India, dove là è largamente praticato, la parola Ayurveda è un termine sanscrito che significa “ Scienza della vita”.

Massage

L’Ayurveda ci insegna che l’uomo è un microcosmo, un universo in se stesso, l’uomo è il bambino delle forze cosmiche dell’ambiente eterno, il macrocosmo. La sua esistenza individuale è indivisibile dalla totale manifestazione cosmica.; considera la salute e la “ malattia” in termini olistici prendendo in considerazione l’intrinseca relazione esistente tra l’individuo e la coscienza cosmica, tra l’energia e la materia.

Secondo gli insegnanti dell’Ayurveda, ogni essere umano ha quattro istinti biologici e spirituali: religioso, economico, procreativo e l’istinto verso la libertà totale.

L’Ayurveda aiuta la persona in salute a mantenere la salute e la persona malata a riguadagnarla è una scienza vitale di cura medico metafisica la madre di tutte le arti di guarigione, attraverso lo studio di anni e anni di questa scienza impareremo che l’auto guarigione può essere acquisita da tutti elementi fondamentali: etere, aria, fuoco, acqua e terra, essi si manifestano nel funzionamneto dei cinque sensi dell’uomo: etere + aria = VATA , terra + fuoco = PITTA , terra + acqua = KAPHA.

image034

 

Questi tre elementi governano tutte le funzioni biologiche, fisiologiche e psicologiche e fisiopatologiche di corpo mente e coscienza, fondamentale l’equilibrio tra loro, quando invece sono in stato di squilibrio essi contribuiscono ai processi di malattia.

Il massaggio Ayurvedico aiuta a mettere in sintonia VATA PITTA KAPHA attraverso oli medicali e movimenti energetici mirati, esso risveglia l’energia perduta e scarica le negatività che nuocciono al nostro organismo, un vero e proprio viaggio mentale alla ricerca di quello che abbiamo perduto, un’esperienza sensazionale che regalerà emozioni e sensazioni positive.

PSM2014-06-141403

 

La Battaglia di Marignano

August 17th, 2015 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco | No Comments »

La battaglia di Marignano, detta anche la battaglia dei giganti, fu uno scontro armato avvenuto tra il 13 e 14 settembre 1515 a Melegnano e San Giuliano Milanese, 16 km sud est di Milano per il controllo del Ducato di Milano.

Circa 30.000 uomini di un esercito francese mossero contro circa 20.000 soldati confederati.

Quest’epica battaglia, definita dal condottiero Gian Giacomo Trivulzio ”non di uomini, ma di giganti”, segnò la fine della Lombardia sforzesca e costrinse la Svizzera, fino ad allora potenza emergente sulla scena europea, a ritirarsi per sempre nel campo della neutralità.

Battaglia-di-Marignano

Prologo

Nel 1515 non si sarebbe dovuto arrivare affatto alla battaglia: neanche una settimana prima dello scontro negoziatori confederati e francesi avevano concluso un accordo a Gallarate che prevedeva il ritiro degli svizzeri da Milano contro pagamento francese. Quando le assemblee dei soldati uranesi, svittesi e glaronesi rifiutarono questo accordo, essi e gli altri militi che erano della stessa opinione vennero abbandonati a Milano al loro destino dagli stati accettanti Berna, Friburgo e Soletta. Le strutture statali della Confederazione del tardo medioevo furono confrontate dal tentativo di una politica di grande potenza con una prova durissima: o si cambiavano le strutture attraverso il rinforzamento della Confederazione (e contro ciò vi erano attive enormi opposizioni) oppure i Confederati si sarebbero ritirati su se stessi, come effettivamente dovette essere il caso dopo la sconfitta.

La battaglia

Il pomeriggio e la sera del 13 settembre, stimolati dall’intraprendente Cardinale Matthäus Schiner, nativo del Vallese e accanito avversario dei francesi, gli svizzeri sembrarono vincere il combattimento nel momento in cui aggredirono dalla città il re di Francia Francesco I, forte dei suoi cannoni. Il campo di battaglia fu delimitato – nella direzione d’attacco a destra – dall’antico canale romano della Vettabbia e a sinistra dal fiume Lambro, che fluisce parallelamente alla Vettabbia. Numerose trincee trasversali rendevano particolarmente difficile per i rispettivi aggressori l’avvicinamento all’avversario quando questo da là dietro aveva puntato le sue armi da fuoco in fila. I francesi con le loro forse trecento canne di ogni tipo erano fortemente superiori agli svizzeri per quanto riguarda le armi da fuoco. Grazie a questa superiorità in entrambi i giorni poterono impedire lo sfondamento confederato in direzione del ponte sul Lambro di Melegnano davanti a Santa Brera (quartier generale del re francese, nell’odierno Parco Agricolo Sud Milano) e passare al contrattacco.
Siccome il 13 settembre avevano mantenuto il ponte sul Lambro, il 14 i francesi poterono accogliere a Melegnano le truppe fresche pagate da Venezia sotto la guida del condottiero Bartolomeo d’Alviano e, grazie a questo rafforzamento, ottenere il sopravvento e sottrarre agli svizzeri la pressione, nella lingua immaginifica del tardo medioevo. I Confederati si ritirarono di lento passo, come ricorda il quadro di Ferdinand Hodler. Sul campo di battaglia stesso si svolsero scene desolate che ci si aspetta anche di fronte alla lotta di concorrenza economica di mercenari svizzeri e lanzichenecchi tedeschi: la guerra mostrò la sua brutta faccia.
Ma la sera del 14 settembre 1515 la Svizzera, la Francia e il mondo furono cambiati per sempre. Il frastuono della battaglia non è ancora smorzato: sarà sentito tanto a lungo quanto la musica di Clément Janequins.

Marignano diede alla Confederazione l’importante impulso di sviluppare la sua politica estera in direzione della neutralità così benefica nei secoli seguenti. A ciò si riferisce, sul monumento di Josef Bisa eretto a Zivido, l’iscrizione EX CLADE SALUS, “dalla sconfitta la salvezza”. La sconfitta mitigò un po’ l’entusiasmo confederato per i principi stranieri e le loro brillanti offerte, per i servizi esteri, per la guerra in generale e pose così anche una base per il successo della Riforma, critica del servizio straniero, a Zurigo e oltre. Ma era centrale il fatto che ora per i Confederati era fuori ogni questione una rinuncia anche al Sottoceneri, diversamente dalle stipulazioni ancora dell’accordo di Gallarate; Marignano dunque ha fatto molto direttamente da padrino al Canton Ticino come noi svizzeri lo conosciamo e amiamo dal 1803.

I vincitori

Il vincitore francese, re Francesco I, nel suo stato d’animo trionfale fece coniare una medaglia, sulla quale annunciava ai contemporanei e ai posteri che lui aveva vinto gli elvezi come solo Giulio Cesare aveva fatto prima di lui: VICI AB UNO CAESARE VICTOS. Francesco I, che anche da morto volle essere circondato nella sua tomba a Saint Denis da scene della battaglia di Marignano create dallo scultore Pierre Bontemps, in vita fu abbastanza saggio da offrire nel 1516 una favorevole pace ai Confederati provati e coraggiosi. Nel 1521 suggellò con i potenti svizzeri un’alleanza di soldo. Entrambi i trattati, anche se più tardi cambiarono diverse volte e in parte rimasero temporaneamente attaccati solo a un sottile filo, motivarono insieme la lunga pace svizzero-francese mai interrotta fra il 1516 e il 1798 e contribuirono, anche dopo il 1815 attraverso il raggiante ricordo di altre generazioni, ad assicurare la buona vicinanza e l’amicizia gallico-elvetiche per ulteriori due secoli. Il rispetto francese per l’avversario che si era valorosamente battuto corrispondeva all’atteggiamento dei covincitori veneziani che, da allora in poi, per tanto che durò il loro stato, incontrarono con vistosa e interessata simpatia l’altrettanto repubblicana Confederazione.

 Swissinfo-image-41151334

 Alla fine gli svizzeri combatterono in Lombardia dalla parte del legittimo Duca di Milano Massimiliano Sforza, ai cui genitori Ludovico il Moro e Beatrice d’Este è dedicato il più famoso monumento funebre della Certosa di Pavia. Marignano consolidò in questo modo anche il buon rapporto fra la Confederazione e Milano. A livello internazionale – grazie all’eliminazione della Confederazione quale grande potenza – Marignano aprì la via al confronto franco-asburgico in Lombardia, un contrasto che doveva scaricarsi militarmente sempre di nuovo fino alla battaglia di Solferino nel 1859 e, in forma mutata, diventare definitivamente storico solo nel 1945 dopo le Guerre Mondiali del ventesimo secolo.

cartolina3

Come accade con tutte le grandi battaglie, ogni epoca sa usare Marignano per i propri scopi, quale illustrazione per l’irrefrenabile sviluppo della tecnica nella condotta della guerra, quale testimonianza per l’eroismo dei Confederati, quale origine della neutralità svizzera, quale materia per canti, sculture e dipinti, quale evento benvenuto per commemorazioni e feste, quale importante pagina della propria storia regionale lombarda, quale oggetto per la demitizzazione di miti esistenti e nuovamente creati, quale dimostrazione della nullità di tutte le attività terrene, quale conferma del valore di una famiglia, di una diocesi, di un paese o di un piccolo villaggio. In tutto questo vi è ciò che è vero e giusto e legittimo. Durerà certamente ancora un momento, ma arriverà il giorno in cui da un’ampia maggioranza il pluralismo di tutte le spiegazioni storiche verrà concepito come ricchezza della vita culturale che unisce i popoli e non come minaccia di ristretti punti di vista politici. Se arriviamo a questo stato illuminato un po’ prima di altrove all’ombra della chiesetta di Zivido, è grazie a pionieri italiani e svizzeri quali Pierino Esposti, Roland Haudenschild e David Vogelsanger che, con lavoro disinteressato e impegnato, hanno fatto del comune ricordo di un antico fatto d’armi di mezzo millennio fa un’espressione dell’ideale che Gottfried Keller ci ha lasciato, l’amicizia nella libertà.

 

 

 

 

I mirtilli della Valle di Mello

August 3rd, 2015 | By Endy Broglio in Parco San Marco | No Comments »

La Val di Mello è una delle mete più affascinanti delle Alpi della Valtellina, e si apre nel cuore della Valmasino.

Il suo sviluppo è contornato da massi erratici e vaste pareti granitiche che contribuirono a creare nella Valle, a partire dagli anni Settanta, richiamo per i praticanti dell’arrampicata a mani nude (bouldering) che hanno tracciato e tramandato decine di vie ancora oggi praticate dai climber contemporanei.berries-221193_1280

Ma la Val di Mello non è una valle per i soli specialisti dell’alpinismo: è adatta anche ai principianti grazie ad un andamento dolce ed un panorama in cui la natura montana offrono il meglio di sé, per di più nell’ambiente protetto dalla neo-costituita ‘Riserva Naturale’ con ghiacciai, cascate, limpidi torrenti, pareti monumentali, vette ad oltre tremila metri in un solo colpo d’occhio. Da San Martino a Cascina Piana il dislivello medio di circa 150m è distribuito su un percorso di 3 chilometri e mezzo, rendendo così questa escursione abbordabile da chiunque voglia concedersi una bella camminata in un suggestivo scorcio della montagna di Lombardia.

forest-348995_1280

Durante questa suggestiva passeggiata, potrete gustare uno dei frutti piú preziosi del bosco, i mirtilli.  Buoni e super salutari, questi piccoli frutti di bosco hanno ottime proprietà nutrizionali e possono essere mangiati da soli, mischiati ad altra frutta, insieme allo yogurt o utilizzati per realizzare frullati e succhi. Scopriamone le proprietà…

ANTIOSSIDANTI

I mirtilli sono potenti antiossidanti naturali (ovvero riescono a contrastare i radicali liberi). Questo perché possiedono una serie di vitamine dotate di questa capacità (come la vitamina C) ma soprattutto grazie alla presenza in questi piccoli frutti delle antocianine, sostanze che appartengono alla classe dei flavonoidi.

blueberry-834623_1280ANTINFIAMMATORI

Il mirtillo ha ottime proprietà antinfiammatorie, soprattutto se ad essere infiammato è l’intestino. Viene infatti spesso consigliato in caso di diarree o ulcere proprio per la sua capacità di agire anche sull’attività enzimatica dell’intestino sgonfiando, sfiammando e contribuendo alla sua regolare motilità.

RICCHI DI VITAMINE E SALI MINERALI

Se mangiati frequentemente quando sono di stagione, i mirtilli freschi assicurano un’ottima dose di vitamine al nostro corpo, in particolare C, A, E e gruppo B tra cui l’acido folico. Buono anche il quantitativo di sali minerali, soprattutto potassio. Variando con altra frutta e verdura fresca otterrete il massimo dei benefici.

wood-691629_1280PROTEGGONO CUORE E CIRCOLAZIONE

I mirtilli vengono spesso consigliati a chi soffre di problemi venosi: gambe gonfie, crampi, varici, emorroidi e altre problematiche circolatorie che si intensificano soprattutto nella stagione calda. In questo caso potrebbe non bastare inserire ogni giorno nella propria dieta dei mirtilli freschi ma si mostrerà certamente più utile prendere un integratore con alte concentrazioni dei principi attivi del mirtillo. Alcune ricerche hanno poi messo in luce la capacità del mirtillo di abbassare la concentrazione di colesterolo cattivo (LDL).

CONTRASTANO LA RITENZIONE IDRICA E PREVENGONO INFEZIONI

Ricchi di acqua, i mirtilli favoriscono la diuresi e, grazie a tutti i principi attivi in essi contenuti, riescono anche a prevenire cistiti e altre infezioni alle vie urinarie. Diversi studi hanno comprovato questa capacità dei mirtilli e in particolare il mirtillo rosso americano (cranberry) si è mostrato capace di impedire l’adesione dei batteri alla parete della vescica evitandone così la riproduzione.

blueberries-801571_1280AIUTANO LA VISTA

Una delle proprietà più conosciute del mirtillo è senza dubbio la sua capacità di aiutare gli occhi nelle loro funzioni e in particolare al momento della visione notturna. Ecco perché spesso questi frutti, o meglio l’integratore più ricco di principi attivi concentrati, sono un ottimo coadiuvante in caso di problemi alla retina e ai capillari degli occhi.

I frutti freschi hanno tutte queste ottime proprietà se mangiati spesso e in grandi quantità, mangiarne anche solo una manciatina contribuisce comunque al nostro benessere.