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IL CIBO DEL FUTURO

July 27th, 2015 | By Francesco Sagliocco in Parco San Marco | No Comments »

CLIENTE: “Cameriere, ho un insetto nel piatto”.

CAMERIERE: “No signore: ne ha molti”.

Dunque, trovare un insetto nel piatto non sarà più una sgradevole sorpresa, ma, a lungo andare, sarà nella norma.

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L’entomofagia è il consumo di insetti da parte dell’uomo. Scienza praticata soprattutto  in Asia, Africa ed America Latina. Gli insetti integrano la dieta di circa 2 miliardi di persone. Tuttavia, solo di recente l’entomofagia ha catturato l’attenzione dei media, dei cuochi ed altri operatori dell’industria alimentare. 

L’effetto serra si prepara a colpirci dove siamo più deboli: lo stomaco. L’impatto del clima sull’agricoltura e sull’ecosistema di mari e oceani ci costringerà a nuove abitudini alimentari. Secondo uno studio, nel 2050 gli ‘Insetti’ potrebbero sostituire pesci, crostacei e bistecche. Ma anche prugne, legumi (e champagne) scarseggeranno sulle nostre tavole.

Economici ed ecosostenibili, gli insetti compongono i cinque sesti del regno animale (con un milione di specie) e contengono proprietà nutritive come qualunque altro alimento di origine animale: proteine, ferro, carboidrati, fosforo e via dicendo.

Una fonte di proteine, che insieme alle piante selvatiche, può essere considerata un’alternativa alimentare sostenibile per la dieta umana.hungry-worm-24634_1280

L’uso degli insetti in cucina, ci riporta alla ri-scoperta dei prodotti che i nostri antenati usavano, e soprattutto al sapore.

Infatti, i tre punti cardine dell’argomento ‘Insetti’sono:

impatto ambientale, accessibilità per tutti e sapore.

Alle prime due, nessuno dubita, al sapore, invece, ci vorrà molto più tempo. Soprattutto convincersi di quello che si sta ingerendo in quel momento. Ma se provassimo ad utilizzare un po’ di fantasia?? Immaginazione??

Sembrerebbe che le formiche amazzoniche sorprendono il palato per il loro gusto asprigno e piccante, che ricorda il lemon-grass. I grilli ricordano il formaggio alla griglia.

Alcuni chef per abbattere la grande barriera visiva, di quello che si sta ingerendo in quel momento, hanno creato dei menù interamente dedicati agli insetti.

-         Insalata di radice di prezzemolo e rafano con larve di api fritte croccanti salate con sale alla betulla.

-         Zuppa chiara di grillo, locuste e funghi.

-         Bignè con panna emulsionata con larve di api che danno note di polline, miele e frutta secca.

dsafdasdfPiatti che a prima vista sembrano ‘normalissimi’ ma con l’ingrediente principale, nascosto. Sicuramente come inizio, come prima volta, potrebbe andare bene.

Un’altra alternativa, senza cambiare abitudini alimentari, è che gli insetti possono diventare farina e ingredienti di tantissime preparazioni: biscotti, pasta, spezie, zuppe”. Il risultato? Qualcosa che fa meglio all’ambiente e alla nostra salute. Infatti ci sono numerevoli vantaggi nel consumo degli insetti.

Basso rischio di trasmissione di zoonosi (malattie trasmesse dagli animali all’uomo) quali l’H1N1 (influenza aviaria) o la BSE (morbo della mucca pazza). Poiché sono a sangue freddo, gli insetti non usano energia da alimenti per mantenere la temperatura corporea. In media, gli insetti usano solo 2 kg di mangime per produrre un chilo di carne. I bovini invece, richiedono 8 kg di foraggio per produrre 1 kg di carne. Non solo, ma gli insetti producono molte meno emissioni che contaminano l’ambiente, come metano, ammoniaca, gas serra e letame. Infatti, gli insetti possono essere utilizzati per scomporre i rifiuti, aiutando i processi di compostaggio che forniscono nutrienti al suolo, facendo diminuire al tempo stesso cattivi odori.

Molti sostengono che per assicurarci la sopravvivenza dovremmo diventare tutti vegetariani. Altri vedono un futuro di carne sintetizzata in laboratorio a partire dalle staminali.

centipede-513006_1280La via di mezzo sembrerebbe la dieta entomofaga.

Il Cibo del Futuro.

 

Written by:

Angelo Lentinio

Restaurant Manager

Una leggenda —- una realtà al Parco San Marco

July 20th, 2015 | By Roberto Fornari in Parco San Marco | No Comments »

La sirena ….. la leggenda ….

L’origine letteraria e culturale, nell’antichità classica, della figura delle sirene è nell’Odissea di Omero dove vengono presentate come affascinanti cantatrici marine abitanti un’isola presso Scilla e Cariddi, le quali incantavano con il loro fascino, facendo poi morire, i marinai che incautamente ed ingenuamente  vi sbarcavano. La loro isola mortifera era disseminata di cadaveri in putrefazione. Ma Odisseo, consigliato da Circe, la supererà indenne.

 Catturakkk Questa naturalmente è la leggenda , ma veniamo a noi …. Come mai al Parco San Marco quando si parla di sirena si parla di realtà.

Cominciano a dire che al Parco San Marco si trova la spiaggia più ampia del lago di Lugano. Poi spieghiamo che il luogo è incantato. La bellezza della natura, del parco, dei fiori del panorama e dell’orizzonte sono semplicemente unici.

Inoltre ricordo che al Parco San Marco ci si lascia trasportare dal vento della spensieratezza e dove si vivono giornate piene di gioia , piene di momenti indimenticabili … piene di amore per la vita.

Fatte queste premesse arrivo però ad una spiegazione logica per dare un senso del fatto che ci sono le sirene da queste parti.

shgbdNon è un miraggio ….

All´interno della nostra struttura si trova la scuola sub l´azzurro che propone diverse ed interessanti attività.

Una di queste è imparare a nuotare come una sirenetta. Tutta l´attrezzatura è presente basta iscriversi e divertirsi.

Nella nostra spiaggia ci sono anche tante altre attività.

Si possono noleggiare i pedalò, si puó farsi trascinare nella freschezza del lago sulla banana boat, si possono fare delle vere e proprie immersioni e conseguire il brevetto PADI.

151981_web_R_by_Paul-Georg Meister_pixelio.deTutto questo è valido per chi ha voglia di sport ed animazione.

Certamente si ha anche la possibilità di trascorrere giornate ad oziare al sole per tornare poi a casa con una abbronzatura invidiabile.

Ma non è finita qua ….

Il luogo piú bello in assoluto sul lago di Lugano per gustare una pizza è sulla spiaggia del nostro resort.

 

 

Queste sono le pizze …

MARGHERITA

Pomodoro e mozzarella

Tomaten und Mozzarella

Tomato and mozzarella

PROSCIUTTO

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Pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto

Tomaten, Mozzarella, Kochschinken

Tomato, mozzarella, ham

DIAVOLA

Pomodoro, mozzarella, salame piccante, olive nere

Tomaten, Mozzarella, scharfe Salami, schwarze Oliven

Tomato, mozzarella, spicy salami, black olives

4 STAGIONI

Pomodoro, mozzarella, cotto, funghi, carciofi, salsiccietta

Tomaten, Mozzarella, Kochschinken, Pilze, Artischocken, Salami

Tomato, mozzarella, mushrooms, ham, artichokes, salami

GORGONZOLA

Pomodoro, mozzarella, gorgonzola dolce

Tomaten, Mozzarella, milder Gorgonzola

Tomato, mozzarella, mild gorgonzolafhjfhg

CALZONE FARCITO

Pomodoro, mozzarella, prosciutto cotto, funghi

Tomaten, Mozzarella, Kochschinken, Pilze

Tomato, mozzarella, ham, mushrooms

TONNO E CIPOLLE

Pomodoro, mozzarella, tonno, cipolle rosse

Tomaten, Mozzarella, Thunfisch, rote Zwiebeln

Tomato, mozzarella, tuna, red onions

 

Poi ci sono anche dei piatti freddi …..

INSALATA VERDE

Grüner Salat

Green Salad

INSALATA MISTA

Gemischter Salat

Mixed Salad125391_web_R_by_www.sonjawinzer.de_pixelio.de

POMODORI

E MOZZARELLA

ALLA CAPRESE

Tomaten mit Mozzarella

Tomato with mozzarella

PROSCIUTTO

E MELONE

Parmaschinken mit Melone

Parma ham with melon

BRESAOLA

CARPACCIATA

RUCOLA E GRANA

Bresaola, rucola, limone,

scaglie di grana ed olio affiorato

Bresaola, Rucola, Zitrone,

Parmesansplitter und Olivenöl

Bresaola, rocket, lemon,

parmesan chippings and olive oil

 

Non vi resta che provare.

Le surfinie, un´alternativa colorata ai soliti gerani

July 6th, 2015 | By Annalisa De Maria in Benessere, Dintorni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Spesso “sfrattano” dai nostri balconi i classici gerani, vessati dalla devastante farfallina tropicale che invece le snobba. Sono le surfinie, gloria dei balconi di tutta Italia. Fanno fiori, fiori e ancora fiori per tutta la stagione calda. Irrinunciabili, hanno quel fascino un pò lezioso unito però all’allegria e alla sfrontatezza delle piante stagionali che si danno tutte in un momento. Ma per i migliori risultati ci sono un paio di trucchi da conoscere: ecco quali.

ComposizioneLe surfinie cominciano la fiorire verso la metá di maggio, quando da piccole piantine con poche foglie si trasformano lentamente in magnifiche cascate di puro colore. Il trucco però per averle perfettamente in forma e pronte al massimo exploit è comprarle presto, quando i vivai, che le hanno coltivate in serra in inverno, ancora non le pubblicizzano. Ci sono due cose di cui le surfinie, o petunie ricadenti, non possono fare a meno: l’acqua, tanta e regolarmente, e il concime per piante da fiore. Per l’acqua il problema sta cominciando a farsi spinoso a partire da questo mese, con l’alzarsi delle temperature. Per affrontarlo meglio sui balconi assolati, provate ad usare fioriere con la riserva d’acqua. Questo non eviterà di doverle annaffiare praticamente ogni giorno in estate ma risolverete fenomeni di “collasso” o “colpi di calore” (dal quale è più difficile recuperarle) e, dopo una pioggia, potrete contare su una minima riserva a cui la surfinia potrà attingere. Il concime va dato una volta alla settimana, vanno bene tutti

Particolare Fiore quelli liquidi per piante fiorite. Parliamo infatti piante molto voraci, che spendono moltissime energie essendo molto produttive. Il concime servirà a reintegrare le sostanze di cui hanno bisogno e che nelle balconette, con pochissima terra, non possono procurarsi da sole. A proposito di terra, va benissimo il terriccio universale venduto in tutti i garden, integrato però con una buona dose di stallatico. Sul fondo dei vasi ricordatevi di stendere uno strato di un paio di cm di argilla espansa, che permetterà un buon drenaggio. Usate vasi più capienti possibile, sarà più facile mantenerli umidi. Nel mese di luglio le surfinie possono avere una battuta d’arresto, con fiori nuovi solo sulla punta dei rami e spogli per la lunghezza. E’ arrivato il momento di potarle, senza pietà. Armatevi di cesoie affilate e tagliate i rami (anche con qualche corolla) a circa due terzi, tenetele umide (non fradice!) e vedrete che nel giro di un paio di settimane cominceranno ad allungarsi e riprenderanno a fare fiori fino a settembre o anche ottobre se il tempo si mantiene mite. Durante la crescita tenderà infatti ad allungarsi ma a rimanere un pò spoglia nella parte superiore.

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Durante l’estate, le piante possono essere preda del ragnetto rosso, invisibile se non per i suoi nefasti effetti. Le foglie ingialliscono e la pianta comincia a prendere un aspetto esaurito e povero, addirittura alcuni rami si seccano. Per evitarne gli attacchi, è utile una precauzione, quella di non bagnare le foglie ma irrigare direttamente sulla superficie del terreno, che magari avrete ricoperto con un piccolo strato di ghiaia o corteccia da pacciamatura, che vi aiuterà a combattere la disidratazione nei giorni più caldi.Ormai le surfinie non sono più solo le tipiche ricadenti a fiore semplice. Dato il loro successo, il mercato ne sta sfornando continuamente di nuove: a fiore doppio, formato XL, sfumate di colori delicati, venate, a strisce come ombrellini estivi.

E l’anno prossimo?  Fate delle talee verso fine stagione quando la pianta non si è troppo esaurita. Prendete dei pezzetti di ramo senza fiori di circa 7/8cm e piantatele in una cassetta al riparo del sole in un misto di torba, terriccio e perlite e mantenetele umide. Quando radicheranno proteggetele dal gelo e a primavera mettetele sul balcone: sicuramente l’anno prossimo vi costeranno molto meno!

 

Written by Annalisa De Maria for Housekeeping