All Posts from April, 2015

Ricette naturali per le pulizie di primavera

April 27th, 2015 | By Paola Mazzo in Benessere, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Forza e dolcezza, insieme.  Così la natura ci consiglia di pulire casa.

Forza, perché ci dice che una delle sostanze più sgrassanti in assoluto è l’olio essenziale d’agrume. Cioè, tre gocce d’olio d’arancio su una spugnetta umida, e via.  L’estratto di semi d’agrume è un portentoso antimicrobico.

Dolcezza, perché poi rimane in casa per due giorni un soave profumo da aromaterapia! Per questo utilizzare un prodotto naturale a base di erbe tramuta i lavori di casa quasi in una delizia. E, facendo pure due conti,preparare in casa i detergenti non è dispendioso, tutt’altro. Qualche minuto per riempire uno spruzzatore di acqua e aceto, poche goccie d’olio essenziale e voilà, ecco un detergente per vetri ed elettrodomestici, e una corsia in meno da percorrere al supermercato.

pulizie-di-primavera

In cucina e in bagno abbiamo in media almeno 30 prodotti commerciali per pulizia. Migliaia di molecole sintetiche. E velenose. Ma ci viene in soccorso questa piccola guida per pulire in casa. Ecco cosa occorre.

Oli essenziali. Flaconcini da 15 ml che si trovano in ogni erboristeria, farmacia, negozio bio. Ma attenzione, devono essere naturali, non artificiali.

Erbe. Si possono coltivare e far seccare in casa, oppure prendere già pronte.

Sapone. Basta detergenti distillati dal petrolio: solo sapone di Marsiglia, fatto di olii di cocco e d’oliva.

Aceto. Si sa, un perfetto anticalcare. Meglio usare quello bianco però, e, dato che costa poco di più, quello bio che si trova ovunque.

Alcol. Alimentare, non certo quello denaturato.

sapone_naturaleBicarbonato. Ottimo sia per le proprietà naturalmente sbiancanti, sia meccaniche, per la lieve abrasività. Attenzione a non mischiarlo mai all’aceto però, specialmente in lavatrice, altrimenti fa moltissima schiuma e la blocca.

E per chi vuol andare un po’ oltre, servono ingredienti un po’ più peculiari quali cremor tartaro, cerca carnauba, borace. Dai saponi liquidi al “vim” alle spezie, ecco alcune ricette. La loro efficacia sarà sorprendente.

Cucina: sapone per i piatti. Sapone di Marsiglia; 20 gocce di olio essenziale limone, 6 di lavanda, 5 di bergamotto.

Forno: pasta sgrassaforno. 1/2 tazza di sale; 1/4 tazza di soda (o borace); 500 gr di bicarbonato. Fare la pasta con un po’ d’acqua, riscaldare il forno e spegnerlo, poi applicare la pasta e lasciar agire per qualche minuto, poi spruzzare con 3/4 tazza di aceto; 10 gocce di olio essenziale di timo, 10 di limone.

Lavello: polvere detergente alle spezie. 1 tazza di bicarbonato di sodio; 3 cucchiaini di cannella macinata; 3 gocce di olio essenziale di legno di cedro. Spargere, strofinare con spugna e sciacquare, Contro le incrostazioni alla base del rubinetto, olio essenziale d’arancio direttamente sullo sporco.

Elettrodomestici bianchi: detergente universale. Gli elettrodomestici non si dovrebbero lavare con prodotti aggressivi. Da provare quindi questo: 1 cucchiaino di sapone di Marsiglia liquido; 1/8 tazza d’aceto di vino bianco; 1/4 tazzza di succo di limone; 2 tazze d’acqua; 6 gocce d’estratto di semi di pompelmo; 4 gocce olio di limone; 1 cucchiaino borace.

Disinfettante per il bagno. 2 tazze d’acqua calda; 10 gocce olio essenziale di timo; 1/4 tazza borace.Detersivo-fai-da-te-ecologico

WC: detergente battericida. Gran parte dei germi non s’annida nella tazza, sempre relativamente pulita, ma dietro e sotto il sedile. Ecco come snidarli. 2 tazze d’acqua. 1/4 sapone di Marsiglia liquido; 1 cucchiaino olio essenziale di tea tree (melaleuca); 10 gocce olio di eucalipto o di menta.

Camicie: pretrattare le macchie. Sulla riga sui colletti, prima di lavare: 1/4 tazza d’aceto; 4 gocce d’olio essenziale di limone; 1 cucchiaio bicarbonato.

Ammorbidente. Gli ammorbidenti in commercio sono concentrati di sostanze tossiche inquinanti. E costosi. E’ l’aceto, il miglior ammorbidente in assoluto! Prendete 4 litri d’aceto bianco e aggiungete 10 gocce di olio essenziale di: lavanda, oppure di menta; oppure di limone; oppure di ylang-ylang; oppure… fantasia!

Ma c’è anche la cera per parquet fatta con olio di lino; succo di limone, cera d’api e cera carnauba (con le immancabili 6 gocce d’olio essenziale di rosmarino e d’arancio). C’è il modo per pulire naturalmente rame, ottone e cromature (acqua gassata e strofinare poi con stagnola dalla parte lucida).

Ci sono perfino rimedi naturali per la nostra auto! Per esempio, ottimo detergente per fari è 1/4 tazza di bicarbonato, sapone liquido e olio essenziale di pino; rigenerante per cruscotto con sapone e olio essenziale di legno di cedro; Sui morsetti della batteria, niente grasso chimico, ma vaselina e olio d’oliva. Il succo di limone rinforzato col suo olio essenziale rimuove il catrame.

Non esistono detersivi chimici così allettanti.

 

Ananas e mango: l´estate é servita!

April 20th, 2015 | By Michele Pili in Benessere, Cucina, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Buongiorno a tutti, sono Michele Pili e sono l´Executive Chef del Parco San Marco Lifestyle Beach Resort a Cima di Porlezza sul Lago di Lugano.

La bella stagione è ormai alle porte e per questo motivo ho deciso di scrivere il mio articolo del blog su due ricette fresche, veloci e a basso contenuto di zuccheri. Rimettersi in forma non è mai stato cosí facile e divertente e la prova costume non sará piú il vostro incubo!

Gli ingredienti principali delle mie proposte, la Pinapple and Mango Cake e l´ananas sciroppato al mango, sono come potete facilmente capire l´ananas ed il mango, due frutti freschi e colorati dal sapore dell´estate.

Piante dell´ananas L’Ananas è una pianta che già Maya, Atzechi e Incas conoscevano e coltivavano. Cristoforo Colombo aveva visto questo frutto a Guadalupa nel 1493. Gli indigeni del Sud America la chiamavano “nana”, i Portoghesi “ananaz”, quindi ananas in italiano, francese e tedesco; per gli Spagnoli era la “piña” per la somiglianza ad una pigna: da qui il termine inglese “pine apple”. Nel XVI secolo lo scrittore spagnolo Fernandez de Oviedo definì l’Ananas come “la donna più bella nel mondo delle piante” in riferimento alla bellezza e alla bontà del frutto.

Nell’acquisto dell’Ananas, bisogna evitare i frutti che hanno la buccia tra le losanghe esterne di colore verde-grigio o marrone: nel primo caso sono acerbi, nel secondo sono troppo maturi. La buccia dev’essere arancione sfumato ed il frutto deve avere un profumo leggero caratteristico. L’ananas non va tenuto a temperatura inferiore agli 8°C

Il mango invece è un colorato frutto esotico di forma ovale ed è il prodotto dell’albero Mangifera Indica, della famiglia delle Anacardiaceae. La buccia è piena di buchini e la polpa, giallo arancAlbero del mangoia, è gustosa e profumata. Esistono varietà dalla buccia verde, gialla e rossa. Questo frutto è reperibile durante tutto l´anno e le coltivazioni si trovano in India, in Cina, in Thailandia,in Pakistan e quasi tutti i paesi sui Tropici come ad esempio la Tenzania. In Italia viene coltivato anche in Italia, in Sicilia ed in Calabria. Il mango è il protagonista di molte leggende indiane ed è considerato sacro dagli Indù: in questo frutto, secondo la credenza, si incarnò la Figlia del Sole.

Pineapple and mango cake(  sugar /gluten free and dairy  free)

q.b.          ananas sciroppato

gr   200    farina di mandorle

gr   400    maltitolo

gr   100    sciroppo di agave

gr   200    farina di riso integrale

gr   200     amido di patata

gr       5     baking powder

gr       2      fibra di guar

gr    100     rosso d’ uova

gr    450      uova intere

gr    800      dadolata di mango

procedimento:

Montare assieme, maltitolo, sciroppo di agave, farina di mandorle ,uova e il rosso d’uova. Unire  le farine setacciate  precedentemente al baking. Unire la dadolata di mango e versare l’impasto in appositi stampini precedentemente ingrassati con burro di cacao fuso, decorare la superficie di ogni singolo tortino con ananas sciroppato. Cottura 160°c con il 20% di vapore per circa 15 minuti circa.

Ananas sciroppato al mango :

gr   500     ananas privato della buccia

gr   100     sciroppo di agave

gr   500     purea di mango

gr 1500     acqua minerale

 procedimento:

Suddividere l’ananas a metà  della sua lunghezza, ed affettarlo ad uno spessore di 5mm . A parte portare ad ebollizione l’acqua , la purea di frutta e lo sciroppo di agave, unire le fette di ananas e lasciare sobbollire il tutto dolcemente  per circa 5 minuti . Lasciare macerare l’ananas  in frigo per 24 ore.

Ananas

Parco Val Sanagra – Tra Lario e Ceresio

April 13th, 2015 | By Wendy Koppen in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Wissenswertes | No Comments »

Parco Val Sanagra - Tra Lario e Ceresio

sanagra-cascata

La Valle Sanagra è costituita dal bacino del fiume che si incunea a nord-ovest di Menaggio, con uno sviluppo di circa 15 chilometri tra i Monti Bregagno, Grona e Monti di Gottro. Il territorio, che fa parte dei Comuni di Menaggio, Plesio e Grandola è caratterizzato da molteplici elementi di pregio, naturalistici e storico-etnografici.

Senagra o Sanagra?

Soprattutto in ambito locale la “Val Sanagra” è conosciuta come “Val Senagra”. Questo errore è tramandato da molto tempo tanto che il termine Senagra è riportato in alcune cartografie ufficiali. Il termine corretto “Sanagra” , la valle ha preso il nome dall’omonimo torrente, è riportato nelle cartografie piû antiche.

Come raggiungere il Parco Val Sanagra?

come-raggiungere-parco-val-sanagra

Attraverso due strade principali, dette arterie: la n°7 di Grandola ed Uniti e la n°8 di Plesio, che si diramano dalla Strada Statale n°340 della Val Menaggio che collega Menaggio a Como (detta “strada Regina”).

L’arteria n°7 collega le frazioni di Grandola ed Uniti e consente di addentrarsi nella Valle alta  in corrispondenza dei Monti di Grandola.

L’arteria n°8 collega la frazione alta di Menaggio (Loveno) a Pianmuro dove vicino al cimitero è possibile lasciare l’automobile e addentrarsi nel Parco verso i Mulini della Valle e la Vecchia Chioderia percorrendo una strada sterrata. Questa arteria consente inoltre di raggiungere il paese di Plesio poi, proseguendo su strada asfaltata i Monti di Breglia (965m) e poco oltre su fondo sterrato. Da questa arteria si ramificano poi due tratti stradali brevi che collegano le frazioni di Ligomena e Barna e il paese di Plesio ai Monti di Pratostella (845m). Dai Monti di Breglia si puo’ raggiungere il Rifugio Menaggio dal quale, a sua volta, si entra nel Parco Val Sanagra.

Una volta arrivati a Loveno (320m), piccola e graziosa località sopra Menaggio, seguendo le indicazioni per Pianmuro (o Pianure) si arriva al grande pianoro dedicato a pascolo dal quale parte il Percorso della Salute (adibito a jogging, lungo circa 4 chilometri). Proseguendo su questo percorso per circa un chilometro, oltrepassando la Cappella dell’Artus, si raggiunge il fiume Sanagra, sul quale è costruito il Ponte Nogara. Non si attraversa il ponte e si costeggia il fiume sulla destra . Passando davanti alla vecchia fornace Galli (dove una volta si producevano mattoni e tegole)si arriva alla vecchia “Ciuderia”, fabbrica di chiodi fino agli anni ’50 del secolo scorso, ora agriturismo con annesso allevamento di trote.

parco-val-sanagra-piamuro-526x350

 

Proseguendo sempre sulla destra del fiume si arriva ai Molini (dove si macinavano cereali e castagne)e passando il ponte ad arco si arriva al Sass Curbeè, dove il Sanagra sembra scaturire da una stretta gola quasi ostruita dai massi franati dalla parete sovrastante.

Dai Molini si imbocca un sentiero ripido grazie al quale si puo’ raggiungere il paesino di Naggio (657m). Passando il piccolo borgo, si procede su strada asfaltata in direzione Monti di Gottro raggiungendo la chiesa di San Rocco. Da qui, lungo sempre  strada asfaltata, si procede lungo la zona dei crotti (900m). La strada asfaltata prosegue per circa 3 chilometrie termina dove passa il sentiero delle quattro valli. Questa porzione di territorio “nasconde” uno dei più importanti giacimenti fossiliferi italiani risalenti al periodo Carbonifero. Qui sono stati rinvenuti , in gallerie da cui veniva estratto il carbone, frammenti di flora fossile, tra i quali specie estinte simili alle attuali felci, muschi ed equiseti (detti “code cavalline”)che, a differenza di oggi, potevano superare i 20m di altezza. Gli scavi sono stati effettuati allo scopo di allestire una sala presso il “Museo Etnografico Naturalistico” di Grandola ed Uniti.

parco sanagra

Una volta finito il giro, tornando a casa, seguendo la strada provinciale, si scnede verso Grandola ed Uniti all’insegna di scorci panoramici che alternano il verde dei monti circostanti al blu del Lago di Como. Giunti a Codogna, dopo aver visitato il Museo della Val Sanagra di Villa Camozzi , si imbocca sulla sinistra una strada acciottolata , che una volta attraversato il paese in discesa porterà al Ponte Nogara sul Sanagra, visto all’inizio. Superatolo si risale la china fino alla “Cappella dell’Artus” e, ripercorrendo il tratto iniziale del “Percorso della Salute”, si giunge a “Painmuro” da dove si è partiti.

Il sentiero dell’olivo: una passeggiata tra natura, storia e curiosità sul prezioso nettare del Mediterraneo.

April 8th, 2015 | By Paola Mazzo in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Ecco un consiglio meraviglioso su come trascorrere delle piacevoli ore con una semplice e panoramica passeggiata di sette kilometri che potrete fare durante il vostro prossimo soggiorno a Cima di Porlezza, il sentiero dell’olivo.
Sentiero dell´olivoIl sentiero dell’olivo si snoda tra il quartiere di Lugano Castagnola e il piccolo borgo di Gandria  e attraversa una zona dove esistono i resti di antichi oliveti e dove è stato reintrodotto recentemente l’olivo. Si accede al sentiero sia da Castagnola (nelle vicinanze dell’ex Municipio), sia da Gandria (dal posteggio sulla strada cantonale, sopra il villaggio). Chi inizia il percorso a Castagnola, vi ritorna da Gandria con la corriera Porlezza-Lugano (fermata vicino al ristorante Gandria); chi lo inizia a Gandria, vi ritorna da Castagnola con la corriera Lugano-Porlezza (con fermata vicino all’ufficio postale di Castagnola). La fermata dell’autobus per il Parco San Marco si trova direttamente all’entrata del nostro resort ed i biglietti per il tragitto sono acquistabili alla reception dell’hotel.

 
Il percorso panoramico è arricchito da 18 tavole che informano sulla storia, la botanica e la coltivazione dell’olivo, nonché sui suoi prodotti ossia le olive ed il loro ricco nettare, l’olio, ed è inoltre attrezzato per ciechi e ipovedenti.

Il sentiero è stato progettato dall’Associazione amici dell’olivo in collaborazione con il Fondo per il sito naturalistico e archeologico di Gandria (F.SNAG) che fa parte della Fondazione della Svizzera Italiana per la ricerca scientifica e gli studi universitari (F.SIRSSU).
Chi inizia il percorso a Gandria, giunto a San Domenico può scegliere tra due varianti: la variante A che prosegue verso ovest e raggiunge l’ex Municipio di Castagnola salendo poi per il Viottolo delle agavi e la variante B che sale invece nel Parco degli Ulivi, raggiunge il Sentiero dei fiori e si ricongiunge alla variante A in Via Discepoli seguendo un breve tratto di strada cantonale.

Punto panoramico
Sui due percorsi sono presenti diversi tipi di uliveti dove è possibile trovare differenti varietà come Frantoio, Leccino, Pendolino e Maurino, tutte piante volte alle produzione dell’olio. Da un punto di vista storico, merita una vista durante la vostra passeggiata la cantina della casa della Filanda, di proprietà della Parrocchia di Gandria, dove venne rinvenuta una mola di pietra rudimentale che serviva per la frantumazione delle olive durante il processo di produzione dell’olio: ora è possibile vedere questa mola e la vasca nella quale girava nei pressi del municipio di Gandria.

Molti sono punti panoramici dai quale potrete godere di una meravigliosa vista sul Lago di Lugano e sui monti circostanti: ad esempio nei pressi della tavola numero dieci, appena dopo aver lasciato alle spalle il piccolo villaggio di Gandria, si costeggia la riva del lago e volgendo lo sguardo verso la rupe, è possibile vedere un oleastro  ed un bel esemplare di olivo coltivato. Degno di nota è anche il meraviglioso parco degli olivi, un’oasi di pace che appartiene al Comune di Lugano.