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Presepe vivente in Val Cavargna

December 22nd, 2014 | By Annalisa De Maria in Cucina, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

L’atmosfera natalizia di una vallata alpina senza vetrine e senza regali ma solo con stradine addobbate da rami di pino, camini accesi, bracieri fumanti e migliaia di visitatori increduli che esitano ad entrare in quelle vecchie case ritornate calde e accoglienti come un tempo, è un’esperienza che la Val Cavargna ripropone anche quest’anno.

Presepe in Val CavargnaCosì è il presepe della Val Cavargna che da quattordici anni coinvolge in questa incredibile manifestazione tutta la popolazione della valle.

Si tratta di un presepe laborioso: tutti i personaggi svolgono un mestiere  dimenticato e sconosciuto ai più giovani, ma descritto con tanto entusiasmo dai visitatori più anziani. E’ il lavoro dello stagnino, dell’arrotino che intento ad affilare coltelli e forbici non esita a corteggiare le giovani massaie che gli affidano i loro utensili, dei segantini appesi a 3 metri da terra, sul cavalletto dove è già pronto il tronco dal quale si ricaveranno assi per pavimenti, porte e armadi. Oppure delle massaie che preparano la cena a base di “busèca o matuscia”, salumi e formaggi, degli artigiani che da tozzi pezzi di legno ricavano zoccoli o con l’aiuto del tornio scodelle e altri utensili.

Uomini al lavoro

Ed è da qui, da Sora, che parte la statua di Gesù Bambino, che è deposta all’inizio della messa di mezzanotte nel presepe della chiesa parrocchiale, al termine della suggestiva fiaccolata che solo i più giovani riescono a seguire visto il percorso ripido che collega Sora a S. Bartolomeo V.C., ma poi la chiesa parrocchiale si riempie e insieme si celebra la messa della notte santa.

Gli abitanti di Sora prestano volentieri le loro case ai personaggi del presepe ed altri prestano anche i loro animali: un manzo per fare il bue, gli asini che tutti gli anni arrivano da Porlezza e da Cusino, le pecore e le capre da S. Bartolomeo, i cavalli della frazione e così via per pochi giorni la zona torna a rivivere come all’inizio del 1900. I vecchi camini e le consumate stufe sono riaccesi, l’antico lavatoio torna alla pulizia originaria, cantine in disuso ridiventano ospitali per l’angolo dei contrabbandieri, oppure per un’improvvisata osteria.  Si riscoprono case col pavimento di cotto, camini con passaggi segreti per nascondere nelle viscere della terra generi alimentari, ai quali si può accedere solo spegnendo il fuoco.  I locali adibiti a laboratori per la lavorazione del latte sono riaperti e da personaggi esperti viene descritto come si fa il burro e il formaggio, più sotto in un’altra casa si riscopre l’arte della filatura della lana. E’ l’espressione delle donne più anziane che suggerisce il titolo alla scena che vede il visitatore: l’arte della filatura, una sensazione di serenità pervade chi osserva le abili filatrici ed entrare a chiedere spiegazione sembra di interrompere quella magica atmosfera.Lavandaia

Perché un presepe così? Per non rinunciare a tramandare alle nuove generazioni il messaggio di pace e di serenità che Gesù ha portato sulla terra e che le vetrine e i regali rischiano di cancellare e di rendere inutile, per rendere consapevoli le nuove generazioni che il progresso di una valle può essere solo frutto di un impegno costante e continuo. Il lavoro collettivo che esercita alla fatica, alla costanza e all’impegno, la fiaccolata che collega la frazione alla chiesa, la gioia di aver partecipato, questi sono i sentimenti che animano i personaggi di questo presepe vivente che ogni anno raduna migliaia di visitatori provenienti da tutta la Lombardia e dal Canton Ticino.

Agli ultimi abitanti di Sora va la gratitudine degli organizzatori per la pazienza con la quale fin dall’inizio di dicembre accolgono chi lo prepara.

Senza di loro e senza i volontari tutto questo non sarebbe possibile. Ecco di seguito il programma dell´evento:

24 dicembre 2014 – Ore 18:30 – 23:30
26 dicembre 2014 – Ore 14:30 – 19:00
27 dicembre 2014 – Ore 14:30 – 19:00
28 dicembre 2014 – Ore 14:30 – 19:00

La mangiatoia

Natale sul lago: perché scegliere di trascorrere le vacanze di Natale sul lago?

December 15th, 2014 | By Valentina Guerranti in Cucina, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

Antiche tradizioni, mercatini natalizi e presepi viventi animano i centri storici dei piccoli borghi che si affacciano sul lago creando paesaggi suggestivi.

Vetro soffiatoIn ogni paese vengono allestiti mercatini enogastronomici  dove é possibile acquistare biscotti e cioccolatini natalizi, torroni e panettoni sorseggiando del buon “Vin Brulé” per riscaldarsi in un´atmosfera di festa e magia per tutte le età .  Oltre ad assaggiare i sapori tradizionali è possibile comprare piccoli oggetti confezionati a mano dagli artigiani locali. Per chi ama l’unicità e la qualità dei lavori artigianali, risultato di un attento lavoro da parte di artigiani, il punto di riferimento è Bellagio, rinomato borgo custode dell’antica tradizione del vetro soffiato.

 

Tra gli eventi organizzati per il periodo natalizio si consigliano:

Sul lago di Como:

-          “Menaggio in red”: il Weekend dal 20 al 22 Dicembre, le strade di Menaggio ospiteranno numerosi artisti di strada, concerti live e cantastorie per i più piccoli.

Cittá dei Balocchi-          “Città dei Balocchi” a Como dal 29 novembre al 7 gennaio a Como, presso le vie della città  sono previste varie attività  tra cui la pista del ghiaccio in Piazza Cavour gratuita (il noleggio dei pattini è di € 5,00), mercatini di prodotti tipici nelle principali piazze, la giostra dell´800 in Piazza Volta e la ruota panoramica nei giardini a lago. Cori, bande e artisti di strada colorano i mercatini di suoni e spettacoli, mentre le luci creano un’atmosfera particolarmente magica: il Como Magic Light Festival è infatti una delle principali attrazioni di questi mercatini;  manifestazione che attraverso proiezioni di immagini e giochi di luce illuminano le piazze e i palazzi cittadini.  La Vigilia di Natale e l’Epifania sono le giornate interamente dedicate ai bambini e alle famiglie grazie alla distribuzione di doni e caramelle a tutti i presenti.

Sul lago di Lugano:

-          Natale a Porlezza: i visitatori si godranno nella piazza principale il mercatino enogastronomico sorseggiando  Vin Brulé e ascoltando la musica dei tradizionali Zampognari (18-24 dicembre). In particolare verrà allestito il Villaggio di Babbo Natale con animazione per bambini e una meravigliosa slitta natalizia trainata da cavalli.

Mercatini Porlezza

 -           Natale in grotta: a Claino con Osteno si ha la possibilità di visitare le magnifiche grotte di Rescia la notte della Vigilia di Natale dalla mezzanotte alle 1.30 e il 26 dicembre dalle 20.00 alle 22.00 (Gli altri giorni di apertura: 27, 28, 29, 30 dicembre e  2,3,4,5,6,10,11,17,18,24,25 gennaio dalle 14.00 alle 17.30. L´ingresso costa € 5,00 e per i bambini da 3 a 10 anni € 3,00.

-          “Natale in Piazza” a Lugano dal 1 dicembre al 6 gennaio le vie del centro saranno decorate e arricchite da chalet gastronomici in Piazza della Riforma, pista sul ghiaccio (noleggio pattini CHF 5.-), mercatini di Natale nelle principali vie (13-24 dicembre) e molte attività d´animazione soprattutto nel week-end (fiabe, concerti e giri gratuiti sul trenino turistico l´8 il 14 e il 21 dicembre).

Il team del Parco San Marco augura Buone Vacanze e Buone Feste a tutti.

Il vin brulé

December 8th, 2014 | By Endy Broglio in Benessere, Cucina, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Il vin brulé (Mulled Wine in inglese) è una bevanda calda a base di vino rosso, zucchero e spezie, molto diffusa nei paesi del nord europa, ma anche in Italia si trova spesso nei mercatini di Natale oppure durante le feste popolari che si tengono nel periodo invernale. In questo periodo ho visto il vin brûlé varie volte sulle bancarelle, così mi è venuta voglia di prepararlo e berlo al calduccio della mia casetta e farlo assaggiate anche ai miei, così mi sono attrezzata e detto fatto era sulla mia tavola. Potete prepararlo e conservarlo in frigo per due giorni e scaldarlo al momento di servirlo, e’ ottimo per scaldarsi, accompagnare frutta secca o durante i pasti, e vista la semplicità con cui si prepara potete servirlo anche durante queste feste di natale in occasione di una visita dei vostri amici o parenti, ne rimarranno rapiti.

Vin Brulé

Il caffè è sicuramente il nettare migliore per consacrare i momenti di gioiosa comunione con amici e parenti, gustoso pretesto per scambiare quattro chiacchiere ed efficace panacea per ogni tipo di lite. A dispetto di quanto si possa credere, l’idea di consacrare il caffè a bevanda simbolo di “amicizia” non è legata alla tradizione dei territori del sud Italia, da sempre patria dell’espresso, ma alla regione più a nord del nostro amato Paese: la Val d’Aosta. La “coppa dell’amicizia” o “grolla” è un recipiente di legno, con coperchio all’estremità, caratterizzato dalla presenza di un numero variabile di beccucci dai quali gruppi di amici e/o parenti sono soliti bere una bevanda a base di caffè e grappa. Questo particolarissimo “calumet” tutto italiano è da sempre destinato a contenere il famoso caffè alla valdostana, bevuto normalmente dopo abbondanti banchetti, servito accendendo la grappa con la quale viene tradizionalmente corretto.

Grolla

Ma cerchiamo di capire meglio come avviene la preparazione di questa miscela letteralmente esplosiva. Innanzitutto serviranno quattro tazze di caffè bollente, quattro bicchieri di grappa (con una gradazione non inferiore ai 50°), un bicchierino di Cointreau, alcune scorze di limone e arancia, dagli otto ai dieci cucchiaini di zucchero. Passiamo adesso alla preparazione vera e propria. Scaldate tutti gli ingredienti in una pentolino e aspettate pazientemente che diventino abbastanza caldi; attenzione, la miscela, per quanto esplosiva, non deve mai raggiungere il punto di ebollizione, il rischio è di alterare il delicato equilibrio di sapori. Una volta raggiunta la temperatura desiderata, cospargete abbondantemente il bordo della grolla con lo zucchero, bagnatelo con qualche goccia di grappa, quindi versate il composto all’interno. A questo punto date fuoco all’alcool e mescolate il tutto fino al momento in cui lo zucchero non diventerà caramello; fatto questo, soffocate la fiamma con il coperchio stesso della grolla e decidete liberamente da quale beccuccio gustare la preziosa bevanda. Attenzione, se utilizzate una grolla nuova abbiate cura di lavarla con del caffè amaro o con della grappa, questo per evitare spiacevoli contaminazioni di sapori accentuate dall’elevata temperatura della bevanda all’interno. Consigliamo inoltre di non lavare mai la grolla con dell’acqua, ma di preferire un panno leggermente umido e caldo, ricordiamo inoltre di tenere tale recipiente lontano da fonti di calore dirette e da luoghi molto secchi, il rischio potrebbe essere quello di crepare il legno pregiudicandone l’utilizzo futuro.

Il caffè è da sempre il simbolo stesso di tutto un complesso universo di emozioni, questo in Val d’Aosta lo sanno bene; mettiamo da parte dunque tutti i pregiudizi legati alla tradizione e scopriamo insieme le infinite suggestioni emotive di un caffè bevuto da una “grolla”.