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L’ARTE E LA STORIA DELLA DISTILLAZIONE

June 26th, 2014 | By Francesco Sagliocco in Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

La distillazione e il procedimento con cui si separano i componenti di una miscela, sfruttando la differenza dei punti di ebollizione delle diverse sostanze che la compongono. La tecnica ha origine in tempi assai remoti, ma le precise circostanze della sua scoperta rimangono tuttora nebulose.disegno distillazione

E’ risaputo che gli antichi egizi fossero a conoscenza di questa tecnica già nel I secolo A.C. per quanto le testimonianze siano tutte di provenienza ellenica. I testi alchemici ci hanno conservato lo schema della cosiddetta Crisopea di Cleopatra, letteralmente “ Fabbrica dell’oro” (Cleopatra era un alchimista omonimo della regina): il disegno, epurato dei simboli esoterici, riporta in modo efficace le parti essenziali di un distillatore raffreddato ad aria. A supportare la tesi, una scritta nel disegno stesso.

 

Il serpente è uno, colui che ha il veleno con le due composizioni.

La  diffusione successiva delle attrezzature e del Know-how è dovuta agli arabi. La stessa terminologia che noi adoperiamo ha avuto origine nella loro lingua:

ALAMBICCO, dall’arabo.  “Coppa o Vaso”

Alcol, dall’arabo “Kohol” è il nome di una finissima polvere cosmetica, usata per truccare gli occhi che era ottenuta sublimando minerali di antimonio. Dato che il processo estraeva lo spirito dalla materia grezza, ben presto il termine divenne sinonimo per tutti i composti ricavati per sublimazione.

L’arrivo nella penisola italiana portò a un rapido perfezionamento della tecnica. Primi a codificare le regole di distillazione furono i dottori della scuola salernitana. Nell’undicesimo secolo: essi distillavano principalmente vino e vinacce, ottenendo la prima acqua vitis. In seguito gli alchimisti si appropriarono del procedimento, che ascese rapidamente a trasformazione fondamentale. Fu grazie al loro infuso che la primitiva aqua vitis generò una figlia,l’aqua ardens, e una nipote, l’acqua vitae.

Il presunto effetto medicamentoso era probabilmente solo una potente ubriacatura eppure il procedimento si diffuse rapidamente su tutto il continente europeo. Nel 1500 Hieronymus Braunschweig riunisce tutto il sapere dell’epoca nel” liber de arte destillandi”. Tra i tedeschi furoreggiano l’aqua vitae  italiana e il gebrandtwein che dopo molti perfezionamenti si trasformerà nel brandy.

La Tecnologia si evolve, nel tentativo di ricavare maggiori concentrazioni alcoliche dalla materia prima. Nel 1600 il partenopeo Giambattista della porta inventa l’idra dalle sette teste, prima tra le colonne di distillazione in senso moderno. Ci vorrà qualche secolo perché la tecnica faccia un passo avanti altrettanto grande, con l ‘alambicco di comboni e con il primo disalcolatore della storia, il Coffey still.

Per definizione, la grappa e un liquore ottenuto dalla distillazione di vinacce fermentate, tramite vapore o dopo l’aggiunta di acqua; il nome Grappa si applica esclusivamente ad acqueviti di questa tipologia prodotte in Italia. La legislazione italiana ha precisato che le vinacce in Italia. Questo freddo elenco e solo la punta di un colossale iceberg di storia, abilità e talento.

La leggenda più famosa sulla nascita della grappa narra di un legionario romano,  che nel I secolo A.C. ricevette come compenso un piccolo vitigno in Friuli. Questo soldato,un po’ pirata e un po’ signore, avrebbe sottratto in Egitto un esemplare della citata Crisopea di Cleopatra, producendo con essa la prima acquavite . Altre storie fanno derivare il nome del liquore dalla città di Bassano del Grappa.

Diciamo subito che le cose non stanno proprio così. Il nome grappa, con quasi tutte le sue derivazioni dialettali è una corruzione di termini legati alla materia prima. Abbiamo quindi graspa , traspa, brasca, filu e ferru in sarbegna ecc..

L’origine reale della grappa, in quanto distillato con caratteristiche codificate risale alla scuola salerntina.Esistono documenti  del 1451 che fanno riferimento a una forte esportazione di grappa dal veneto all’olanda e una buona produzione nel Friuli.

La produzione di grappa e ben più complessa di quanto possa sembrare a prima vista. Estrarre alcol da una materia prima solida richiedeva la miscelazione con un liquido: l’azeotropo che si otterrà con la prima bollitura andrà conseguentemente ridi stillato, con tutti i relativi problemi di separazione. Ma l’ingegno italiano non rimase a lungo sopito. Primo a codificare le regole per ottenere una buona acquavite fu il gesuita Francesco Lana de Terzi, nel 1600.

distillatore grappaNel 1800 Comboni e Andrea da Ponte mettono a punto un alambicco innovativo:le vinacce, poste su cestelli forati, vengono investite da un getto di vapore; la flemma idroalcolica risultante viene concentrata in una serpentina e ricondensata mediante raffreddamento ad acqua. Tra i primi ad utilizzarlo, i Nardini di Bassano del Grappa. Da allora è il sistema più utilizzato per la produzione di grappa.

Le Tipologie di Grappe: la grappa viene classificata secondo la sua età, il vitigno o vitigni da cui sono state ricavate le vinacce e, eventualmente,le essenze vegetali utilizzate per la sua aromatizzazione.

La grappa si classifica quindi in:

Giovane – rimane in contenitori inerti (acciaio-vetro) dopo la produzione fino all’imbottigliamento.

Aromatica – prodotta da uve aromatiche o semiaromatiche, come per esempio il moscato, il gewurztraminer, la malvasia, ecc…

Affinata – imbottigliata dopo essere stata conservata per meno di 12 mesi in contenitori di legno.

Invecchiata o Vecchia – imbottigliata dopo essere rimasta per un periodo fra i 12 e i 18 mesi in contenitori di legno

Stravecchia o Riserva – imbottigliata dopo essere rimasta per un periodo superiore a 18 mesi in contenitori di legno

Monovarietale – ottenuta da vinacce di una sola varietà di uva e che solitamente e riportata in etichetta

Polivitigno – prodotta con una cuvèe di singoli vitigni appartenenti alla stessa famiglia ma diversi per clone, provenienza, epoca di maturazione, tempi di raccolta e tecnica di vinificazione

Aromatizzata – grappa alla quale e stata aggiunta, al termine della distillazione, una o più essenze naturali di origine vegetale.

 

Giancarlo Sgrò, Maître

Villa Fogazzaro

June 19th, 2014 | By Annalisa De Maria in Dintorni, Escursioni, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

villa fogazzaroAffacciata sulla sponda italiana del Lago di Lugano, Villa Fogazzaro Roi rappresenta quel luogo di pace e ispirazione in cui Antonio Fogazzaro trascorse lunghi periodi della sua vita. Gli ambienti rievocano ancora le descrizioni di Piccolo Mondo Antico: è in queste stanze, tra le montagne della Valsolda, che si muovono e vivono i personaggi del suo romanzo, dalla terrazzina, trasformata dal protagonista Franco Maironi nella “poesia lirica della casa”, al piccolo giardino con l’olea fragrans, che “diceva in un angolo la potenza delle cose gentili sul caldo impetuoso spirito del poeta”; e ancora, dalla stretta galleria che “chiamavan loggia forse perché lo era stato in antico”, alla darsena, in cui si consumò la tragica morte della piccola Ombretta.
Nell’Ottocento, la villa fu di proprietà dei Barrera, famiglia a cui apparteneva Teresa, madre dello scrittore. L’edificio fu realizzato su una preesistente costruzione risalente al XVI secolo e presenta ancora oggi l’originario giardino coevo.

Lavori di restauro

La dimora mostra tratti tipicamente ottocenteschi, sia nello stile complessivo che nelle ridotte proporzioni degli ambienti. Le piccole dimensioni delle sale sono probabilmente dovute anche alla posizione dell’edificio, costruito a ridosso del pendio verso il lago. Sopravvivono inoltre, pur fortemente restaurati, i motivi decorativi ad affresco di due ambienti: la Loggia e il Salone, che presenta motivi a medaglioni e girali vegetali ascrivibili ai primi decenni del XIX secolo. Grazie ai lavori realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento dall’ultimo proprietario, Giuseppe Roi (pronipote di Fogazzaro), il primo e il secondo piano sono stati modificati per alloggiare nuove stanze da bagno e camere da letto, in modo da accogliere numerosi ospiti.
L’allestimento visibile oggi è anch’esso frutto dell’intervento raffinato e meticoloso di Roi, che ha affiancato al nucleo di oggetti originali (quali ad esempio quelli esposti nello studio e nella camera da letto di Fogazzaro), mobili e manufatti provenienti da altre dimore fogazzariane e di famiglia, integrando le collezioni esistenti con nuovi pezzi reperiti sul mercato.

Le tracce di Fogazzaro

Grazie alle competenti cure di Giuseppe Roi, ogni forma di ricordo dello scrittore è stata custodita e valorizzata, dagli oggetti personali (compresi ad esempio i suoi gemelli da polso) al manoscritto di Miranda, al tavolo della terrazza presso il quale Antonio si fece fotografare col figlio Mariano, morto di tifo in giovane età. A lui sono dedicate le strazianti parole incise da Fogazzaro nel cassetto della sua scrivania nello Studio: ‘Mariano, Mariano, Mariano mio! Fuori da ogni vanità, da ogni passione raccolgo il mio cuore in Dio e in te”.

I SITI UNESCO DEL NOSTRO TERRITORIO

June 5th, 2014 | By Valentina Guerranti in Dintorni, Escursioni, Parco San Marco | No Comments »

SACRI MONTI DI VARESE E OSSUCCIO

SP_SITUNE_MAIN_SACRI_MONTI_VARESE_E_OSSUCCIOSacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo. In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza e sono integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Queste le motivazioni che hanno spinto l’Unesco ha includerli nella lista del Patrimonio Mondiale nel 2003.

Il Sacro Monte sopra Varese sorge a 883 m. s.l.m., il percorso devozionale si sviluppa lungo le pendici del Monte Velate, in una splendida posizione panoramica che volge lo sguardo sui laghi prealpini e della pianura. Al Sacro Monte di Varese hanno lavorato artisti importanti nel panorama culturale lombardo, quali Giovan Mauro della Rovere, uno dei Fiammenghini, Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, fra altri.

madonna-soccorsoPosto sul lato occidentale del Lago di Como, il Sacro Monte di Ossuccio ha un notevole valore paesaggistico. Il complesso devozionale è situato su un pendio immediatamente alle spalle di Ossuccio (419 m s.l.m.), di fronte all’isola Comacina, in una splendida posizione panoramica sul lago. Il Sacro Monte è costituito da quindici cappelle dedicate ai Misteri del Rosario, realizzate tra il 1635 e il 1710. Queste sono distribuite lungo una strada acciottolata che conduce al santuario, costeggiando coltivazioni di ulivi che conferiscono al complesso una grande armonia fra architettura e paesaggio.

IL MONTE SAN GIORGIO

monte san giorgio panorama

Il Monte San Giorgio rappresenta la migliore testimonianza di una storia geologica risalente al Triassico 245–230 milioni di anni fa e, attraverso le migliaia di fossili rinvenuti dal XIX secolo fino ai giorni nostri, ha permesso di studiare l’evoluzione di alcune specie animali e vegetali. Il sito presenta i resti di un ambiente di laguna tropicale, separato dal mare aperto, vicino a terre emerse, il cui contenuto paleontologico comprende organismi anche terrestri quali rettili, insetti e piante.

La piramide rocciosa del Monte San Giorgio, con i suoi 1.097 metri di altezza, sorge a cavallo tra la Lombardia e il Canton Ticino, tra i due rami meridionali del Lago di Lugano, Porto Ceresio (Italia) e Capolago (Svizzera).
Dal XIX secolo ad oggi sono stati rinvenuti 21.000 esemplari che hanno permesso di studiare la storia e l’evoluzione di numerose specie animali e vegetali, alcune delle quali esclusive del Monte San Giorgio che lo rende un punto di riferimento per gli studi del Triassico medio.

I CASTELLI E LE MURA MEDIEVALI DI BELLINZONA

I castelli di Bellinzona si annoverano fra e più mirabili testimonianze dell’architettura fortificata medievale in Svizzera. La configurazione odierna della chiusa bellinzonese, che ha le sue lontane origini in un nucleo tardo-antico sito sulla collina di Castelgrande, si deve sostanzialmente alla complessa attività edilizia promossa dai duchi di Milano nel Quattrocento. Rimonta a quell’epoca la costruzione di un possente impianto difensivo che sbarrava la valle del Ticino in tutta la sua larghezza per arrestare l’avanzata dei confederati. Ancora oggi questa fortificazione, con le sue mura merlate, le torri e le porte, non cessa di destare meraviglia.

Dopo ricostruzioni avvenute nei secoli, restauri e migliorie recenti i tre castelli, castello-2_slideshowCastelgrande, Montebello e Sasso Corbaro hanno ricevuto  nel 2000 dall’ UNESCO il riconoscimento di Patrimonio mondiale dell’umanità.

Oggi il mezzo più semplice per salire al Castelgrande è l’ascensore, che dalla base della collina porta direttamente all’interno del complesso.

 

Silvia Crosta, Reception