C’era una volta ma io ci sono ancora..

02 October 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Escursioni, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes

“C’era una volta un piccolo paesino nascosto nella parte più recondita di una bella valle, ricca e lussureggiante, raccolta fra due Teli, la famosa Valle d’Intelvi. Questo piccolo paesino, confinante con la Svizzera, era ben noto fino in Brianza, fino addirittura nella Grande Milano. Molti infatti erano i ricchi e nobili milanesi che si trasferivano nel fine settimana (ai quei tempi la parola “Weekend” non esisteva ancora) o durante le vacanze estive nelle importanti ville e dimore di ancor più ricchi antenati per passare delle piacevoli giornate lontani dall’inquinamento di una nascente realtà industriale.

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Nelle strade di questo piccolo paese, a seconda della stagione, si potevano vedere le grandi signore con freschi abiti di seta o vaporose pellicce che parlavano con le contadine e i bottegai del luogo, si sentiva il profumo di un famoso “Numero 5” misto ai genuini aromi di latte appena munto e sapori di montagna.

Tutti si riunivano nella piazza principale, dove nei grandi Hotel e case del caffè ci si trovava per discorrere della guerra, delle terre lontane o di quanti funghi avesse raccolto “il Zale” e quante castagne avesse trovato “il Toni triicuu”.

Oh che bella vita! Sembrava un piccolo angolo di paradiso immerso nel verde e nella tranquillità di una zona che pareva non risentire delle sciagure dei conflitti mondiali che colpivano tutta l’Italia.

Ma non erano solo le belle ville e la vita sana a rendere questo piccolo paesino tanto amato e tanto ambito come meta di soggiorno. Esso infatti custodiva un meraviglioso tesoro, una vista mozzafiato su di me e sui boschi e luoghi che si trovavano sopra i pendii che tutt’oggi mi raccolgono. Tutti mi conoscono come “Lago di Lugano” ma io sono famoso anche come “Ceresio”, appellativo che mi era stato dato dai celti data la mia strana e complessa forma ramificata. Quante diatribe sul mio nome e sulla mia appartenenza fra gli italiani “sfrusadur” e gli svizzeri “mangia ciculat”! A me a dire il vero queste cose non sono mai importate: ciò che mi rendeva e mi rende ancora orgoglioso della mia sempre verde bellezza sono le parole di stupore dei visitatori di un tempo e di oggi che affacciati sul Balcone d’Italia del bel paesino mi possono ammirare stupefatti.

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Certo raggiungere la vetta della mia cara amica Sighignola a 1320 metri sul livello del mare non è facile, ci si arriva partendo dal piccolo paesino di Lanzo d’Intelvi attraverso una tortuosa strada di montagna che venne costruita durante la Prima Guerra Mondiale nell’ambito dei lavori di realizzazione del sistema difensivo italiano verso il confine svizzero della Frontiera Nord, parte del progetto della Linea Cadorna.

Oggi il piccolo paesino non è più così ridente e prospero, le grandi ville e i famosi alberghi sono in decadenza, la bicentenaria funicolare che collegava Lanzo alle mie lussureggianti sponde è ormai in disuso e rifugio degli animali dei miei bei boschi, la Svizzera ed i suoi Franchi non sono più così ostili ma per fortuna la mia bellezza è rimasta. Venite ad osservarmi dalla vetta della Sighignola, cercate fra le numerose cime il luccichio lontano della “bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina” che domina Milano e lasciatevi sorprendere della mia meravigliosa bellezza:

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perché c’era una volta si, ma io ci sono ancora e sono meraviglioso!

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Parco San Marco Lifestyle Beach Resort
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Paola Mazzo
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0344 629 111

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