All Posts from October, 2013

San Siro

October 24th, 2013 | By Annalisa De Maria in Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Sapienza | No Comments »

Il comune di San Siro si estende sulle pendici meridionali del Monte Bregagno ed è suddiviso in 20 frazioni. In ciascuno dei suoi nuclei abitati è possibile ammirare angoli pittoreschi e testimonianze storiche artistiche, come il castello di Rezzonico (frazione del comune di San Siro) di origine trecentesca, e la fortezza tardo-romana nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione Santa Maria. La passeggiata che da Menaggio, frazione Nobiallo, porta fino a Rezzonico, segue il tracciato dell’ Antica Strada Regina. Questa antica strada romana collegava Como ai passi alpini, e si snoda attraverso i borghi antichi che costeggiano il lago. La frazione di Rezzonico conserva l’antico aspetto grazie alla presenza di case-torri a ridosso l’una dell’altra e strade strette con arcate e portici. A memoria dell’ illustre passato rimangono i resti del castello costruito a Rezzonico nel XIII secolo e oggi utilizzato come abitazione privata, con la robusta torre trecentesca e le mura merlate. Il percorso da Breglia frazione di Plesio attraverso Carcente, Treccione, Noledo Lucena, Marena, Roncatea Rezzonico, dove storicamente passava prima l’Antica Strada Regina, offre dei bellissimi scorci paesaggistici.

Chiesa di Santa Maria

Come menzionato in precedenza in frazione Santa Maria si trova l´omonima Chiesa. Questa è una costruzione di epoca quattrocentesca, con una sola navata, il portale rinascimentale è della scuola dei Rodari abbellito con i marmi di Musso, la facciata è ornata da archetti gotici.
All’interno si trovano dipinti di Michelangelo Carminati e di Sigismondo De Magistris. I dipinti di maggior pregio sono la Battaglia di Lepanto del Cinquecento e la pala dell’altare maggiore di Giovanni Pietro Gnocchi. Vicino alla chiesa si trovano i ruderi di un’antica fortezza romana.

Antica fortezza romanaAntica fortezza romana

A destra della Chiesa di Santa Maria Assunta sorge un imponente quadrilatero murario, unico per dimensioni in tutta la provincia di Como. Le mura di questo monumento raggiungono un’ altezza di sei metri con murature di notevole spessore. Originariamente il perimetro si estendeva fino all’area attualmente occupata dalla Chiesa e dalla piazza. La struttura potrebbe costituire ciò che resta di una fortezza eretta per vigilare il traffico terrestre e lacustre dell’antica Strada Regina. Recenti campagne di scavi hanno messo in evidenza la presenza di numerosi vani e percorsi interni alla cinta muraria.

Castello di RezzonicoCastello di Rezzonico

Il castello di Rezzonico, di origine trecentesca, presenta alte mura merlate ed è probabilmente stato costruito dalla famiglia Della Torre sui resti di una precedente costruzione. La struttura è di forma trapezoidale con tre torri merlate, di cui una sovrasta la costruzione e presenta finestre ad arco acuto. Un portale ad arco acuto immette in una piazzetta erbosa all’interno della cinta muraria. Un giardino con alberi degrada verso il lago. A pochi metri dal Torrione, con due facciate interne al giardino del castello e due facciate su Piazza Castello, sorge la chiesetta detta dei Re Magi. I Magi sono raffigurati sul paliotto e sopra la nicchia della statua di Sant’Antonio.

Il castagno delle valli lariane

October 8th, 2013 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Cucina, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Il castagno delle valli lariane

LA SELVA
La selva castanile montana, semplicemente selva nella parlata popolare, è in sostanza un frutteto di castagni: gli alberi, generalmente innestati con varietà di pregio (per dimensione e bontà dei frutti o per capacità d’adattamento a peculiari condizioni ambientali), sono allevati a fustaia, con impalcatura dei rami solitamente alta. La loro disposizione è a maglia larga e irregolare, a sesto libero in gergo tecnico, per favorire il soleggiamento
delle chiome e sfruttare al meglio l’accidentato profilo dei versanti e la
forma delle singole proprietà. Di norma nelle piccole selve famigliari,con pochi alberi, i castagni sono innestati con varietà diverse al fine di ottenere maturazioni scalari (e dunque un periodo di raccolta più lungo) e frutti adatti sia al consumo fresco che alla conservazione. La selva, rada e pulita, oltre alle castagne produce foraggi, per il taglio estivo e il pascolo autunnale, foglie e strame per la lettiera degli animali, legna da fuoco e legname da opera. Indiretta,ma comunque preziosa, è infine la produzione di funghi
e miele.

Miele di castagno :
Il miele di castagno tende a rimanere liquido, a causa della forte componente di fruttosio. L’eventuale cristallizzazione è molto lenta, non sempre regolare. Il colore è ambrato scuro, con tonalità rossiccio-verdastre nel miele liquido; se cristallizzato, assume un colore marrone. Sia l’odore che l’aroma sono intensi, è poco dolce, amaro, molto persistente.
Proprietà terapeutiche delle castagne non contengono glutine e sono quindi consumabili da tutte le persone interessate dal morbo celiaco.
La castagna è molto digeribile ed è consigliata in casi di anemia e inappetenza; grazie all’abbondante presenza di fibre sono molto utili per la funzionalità dell’intestino. In virtù della presenza dell’acido folico la castagna è anche consigliata in casi di gravidanza in quanto quest’ultimo è in grado di prevenire l’insorgere di alcune malformazioni a livello fetale. Essendo ricche di minerali le castagne sono particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza cronica, per chi deve riprendere le forze dopo l’influenza e per bambini ed anziani; il potassio è utile per rinforzare i muscoli, il fosforo collabora alla costituzione del tessuto nervoso, lo zolfo è antisettico e disinfettante, il sodio è utile alla digestione, il magnesio agisce sulla rigenerazione dei nervi.

Grazie alla presenza di vitamina B e di fosforo, le castagne contribuiscono al mantenimento dell’equilibrio nervoso e, grazie alla presenza di zuccheri, possono costituire un alimento alternativo per i bambini allergici al latte

Le caldarroste

Dopo la raccolta, le castagne vanno fatte asciugare per qualche giorno. Poi vanno “castrate”, ovvero va fatta una piccola incisione longitudinale sul lato convesso di ogni castagna. Questi due procedimenti, hanno lo scopo di impedire a quest’ultima che esploda una volta sottoposte al calore. Preparato un bel fuoco vivo, si adagiano le castagne castrate su una padella da castagne.
È comunque consigliabile effettuare la cottura più intensa e breve possibile (meglio la stufa o un fuocherello del gas di cucina), in primis perché carbonizzandosi i vari strati esterni se ne favorisce la rimozione (che può essere molto ostica in caso contrario), secondariamente perché una cottura accelerata non permette una eccessiva disidratazione della parte interna del seme, sicché la caldarrosta si mantiene tonica e croccante. Viceversa una cottura dolce e prolungata tende a favorire la perdita di vapore, ottenendo però castagne molli, vizze o addirittura rinsecchite

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C’era una volta ma io ci sono ancora..

October 2nd, 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Escursioni, Per saperne di più, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

“C’era una volta un piccolo paesino nascosto nella parte più recondita di una bella valle, ricca e lussureggiante, raccolta fra due Teli, la famosa Valle d’Intelvi. Questo piccolo paesino, confinante con la Svizzera, era ben noto fino in Brianza, fino addirittura nella Grande Milano. Molti infatti erano i ricchi e nobili milanesi che si trasferivano nel fine settimana (ai quei tempi la parola “Weekend” non esisteva ancora) o durante le vacanze estive nelle importanti ville e dimore di ancor più ricchi antenati per passare delle piacevoli giornate lontani dall’inquinamento di una nascente realtà industriale.

www.quattrobaj.com

Nelle strade di questo piccolo paese, a seconda della stagione, si potevano vedere le grandi signore con freschi abiti di seta o vaporose pellicce che parlavano con le contadine e i bottegai del luogo, si sentiva il profumo di un famoso “Numero 5” misto ai genuini aromi di latte appena munto e sapori di montagna.

Tutti si riunivano nella piazza principale, dove nei grandi Hotel e case del caffè ci si trovava per discorrere della guerra, delle terre lontane o di quanti funghi avesse raccolto “il Zale” e quante castagne avesse trovato “il Toni triicuu”.

Oh che bella vita! Sembrava un piccolo angolo di paradiso immerso nel verde e nella tranquillità di una zona che pareva non risentire delle sciagure dei conflitti mondiali che colpivano tutta l’Italia.

Ma non erano solo le belle ville e la vita sana a rendere questo piccolo paesino tanto amato e tanto ambito come meta di soggiorno. Esso infatti custodiva un meraviglioso tesoro, una vista mozzafiato su di me e sui boschi e luoghi che si trovavano sopra i pendii che tutt’oggi mi raccolgono. Tutti mi conoscono come “Lago di Lugano” ma io sono famoso anche come “Ceresio”, appellativo che mi era stato dato dai celti data la mia strana e complessa forma ramificata. Quante diatribe sul mio nome e sulla mia appartenenza fra gli italiani “sfrusadur” e gli svizzeri “mangia ciculat”! A me a dire il vero queste cose non sono mai importate: ciò che mi rendeva e mi rende ancora orgoglioso della mia sempre verde bellezza sono le parole di stupore dei visitatori di un tempo e di oggi che affacciati sul Balcone d’Italia del bel paesino mi possono ammirare stupefatti.

www.naturamediterraneo.com

Certo raggiungere la vetta della mia cara amica Sighignola a 1320 metri sul livello del mare non è facile, ci si arriva partendo dal piccolo paesino di Lanzo d’Intelvi attraverso una tortuosa strada di montagna che venne costruita durante la Prima Guerra Mondiale nell’ambito dei lavori di realizzazione del sistema difensivo italiano verso il confine svizzero della Frontiera Nord, parte del progetto della Linea Cadorna.

Oggi il piccolo paesino non è più così ridente e prospero, le grandi ville e i famosi alberghi sono in decadenza, la bicentenaria funicolare che collegava Lanzo alle mie lussureggianti sponde è ormai in disuso e rifugio degli animali dei miei bei boschi, la Svizzera ed i suoi Franchi non sono più così ostili ma per fortuna la mia bellezza è rimasta. Venite ad osservarmi dalla vetta della Sighignola, cercate fra le numerose cime il luccichio lontano della “bela Madunina che te brillet de lontan tuta d’ora e piscinina” che domina Milano e lasciatevi sorprendere della mia meravigliosa bellezza:

www.panoramio.com

perché c’era una volta si, ma io ci sono ancora e sono meraviglioso!

www.labaita-lanzo.it

Parco San Marco Lifestyle Beach Resort
Reservation
Paola Mazzo
info(at)parco-san-marco.com
0344 629 111