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Percorso Etnografico del contrabbando

August 13th, 2013 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Il 04 agosto 2013, quindi fatto recentissimo, è stato inaugurato a Casasco d´Intelvi, all´interno del sistema museale della provincia di Como, il percorso etnografico dei contrabbandieri.

Il percorso è strutturato a tappe e organizzato con cartelloni informativi. Lo scopo di questo percorso è quello di far conoscere il tema del contrabbando, oltre ovviamente a far conoscere la Valle d´Intelvi e le sue bellezze naturali.
Il percorso si snoda seguendo l´antico sentiero utilizzato dagli spalloni (coloro che portavano a spalla gli zaini con merce di contrabbando), che parte dal centro del paese e arriva fino ad Aragno nel Canton Ticino, salendo fino a Erbonne lungo i fianchi del Monte Generoso.

Il contrabbando è stato, dalla Seconda Guerra Mondiale fino all´inizio degli anni ´70 un fenomeno molto diffuso nelle Valli del comasco e quasi l´unica risorsa economica della popolazione.
La sua diffusione era dovuta al fatto che il territorio fosse molto povero di risorse e la popolazione, specialmente quella di montagna, faceva la fame. La scelta era quindi in un certo senso obbligata, e mentre le donne si dedicavano alla casa e alle magre colture possibili nelle vallate, gli uomini facevano gli spalloni, trasportando di notte lungo irti sentieri bricolle di anche trenta chili.

Vi era proprio poco da scegliere: o eri “sfrusaduù” o “burlanda”, cioè o eri contrabbandiere o eri guardia, ma dato che le guardie di confine venivano mandate nelle valli direttamente da Roma, la scelta di fare il contrabbandiere era praticamente obbligata.

I prodotti contrabbandati variarono molto negli anni, si inzió con prodotti alimentari e si arrivò anche a smerciare valuta, uomini e pietre preziose.

Negli anni 30-40 il contrabbando nelle Valli del comasco assunse sfumature epiche e romantiche. Figure come il “Ment” al secolo Clemente Malacrida, furono a dir poco leggendarie nella zona e circondate da un´aura quasi mistica. Addirittura nel 1936 finí sulla copertina della Domenica del Corriere, in un´illustrazione di Beltrame, perché tentó l´impresa di passare la frontiera al comando di un “battaglione” di almeno 100 spalloni.
È indubbia la creatività della popolazione locale, che aveva anche inventato un sistema di contrabbando a dir poco inusuale. Sotto trovate l´immagine del mitico “Sigaro del Ceresio”

Questo piccolo e rudimentale sommergibile, con trazione a pedali, venne utilizzato per il trasporto della merce di contrabbando attraverso il lago di Lugano fino al novembre del 1948, quando fu sequestrato dalla guardia di Finanza di stanza a Porlezza.