All Posts from July, 2013

Le Grotte di Rescia

July 30th, 2013 | By Endy Broglio in Ausflugstipps, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più | No Comments »

Queste grotte naturali sono formate da tufo depositato, per azione secolare, dalle acque sorgive calcaree ivi scorrenti contenenti in soluzione bicarbonato di calcio. Questo composto trasformandosi in carbonato di calcio, e come tale essendo insolubile all’acqua, viene a deporsi sulle sostanze colle quali si trova in contatto.

Nelle grotte si manifesta un continuo stillicidio di tali acque calcaree per modo che il visitatore può osservare il processo di formazione delle stallattiti.

Le grotte vennero illuminate a luce elettrica per renderne più facile ed interessante la visita.Da una apertura naturale esistente in una delle grotte si gode la vista della Cascata del Torrente di santa Giulia.

Il Bucone di Tremezzo, esso e’ composto da due cunicoli paralleli (uno sopra l’altro) in leggera salita di oltre 400 metri ognuno.

Si accede al cunicolo superiore tramite un’ampia apertura che via via si restringe, verso la fine del percorso un pozzo quasi verticale lungo qualche metro permette di immettersi nella galleria inferiore.

La Grotta “dell’Orso”

http://www.montegeneroso.chSituata sul versante orientale del Monte Generoso, la Grotta “dell’Orso” dove è venuto alla luce un importante giacimento con reperti di oltre 500 orsi delle caverne (Ursus spelaeus) vissuti ed estinti sul Monte Generoso tra gli oltre 50.000 ed i 30.000 circa anni fa, è stata preparata affinché anche l’uomo comune, e non solo il paleontologo o lo speleologo, possa visitarla.

 

http://www.montegeneroso.chIl lavoro di preparazione all’avventura è avvenuto con il prezioso e qualificato apporto dell’Università degli Studi di Milano, in particolare del Dipartimento di Scienze della terra e del Museo Cantonale di Storia naturale.

 
http://www.montegeneroso.chNon essendo terminati gli scavi di ricerca della Grotta, continuando gli stessi a seguito dei sempre maggiori e ricchi ritrovamenti, viene data la possibilità di visitare la Grotta anche per osservare il minuzioso e delicato lavoro dei ricercatori dell’Università degli Studi di Milano.

 

Il Parco delle Gole della Breggia è ubicato nelle Alpi calcaree meridionali svizzere, verso la punta più meridionale del Ticino. L’intaglio erosivo del fiume Breggia, lungo un tratto di un chilometro e mezzo allo sbocco della Valle di Muggio, espone una tra le più rappresentative serie stratigrafiche delle Alpi Meridionali.

Il comprensorio del Parco delle Gole della Breggia si sviluppa per circa 1,5 km lungo l’omonimo torrente e interessa una superficie di 1,5 km2 nei territori dei Comuni di Balerna, Castel San Pietro, Morbio Inferiore e Morbio Superiore.

È stato ideato negli anni ’80 dal Museo cantonale di storia naturale, che ha proposto di istituire un parco naturale nella bassa Valle di Muggio nell’ambito dell’allestimento del Piano Direttore cantonale.

Nel Parco sono presenti numerose componenti sia naturali sia umane, ma i particolari contenuti geologici delle Gole della Breggia ne fanno uno dei geotopi più importanti a livello svizzero e il primo geoparco elvetico.

Lungo questo tratto del fiume Breggia, la sezione naturale creata dall’ opera di scavo dell’acqua ha messo a nudo un profilo geologico quasi continuo fra il Giurassico ed il Terziario (oltre 80 milioni di anni).

Nelle rocce delle Gole sono presenti numerose testimonianze degli antichi mari: strati ricchissimi di fossili, resti di frane subacquee, testimonianze di cambiamenti climatici in epoche ben precedenti alla comparsa dell’uomo sulla Terra, e prove di eruzioni vulcaniche.

Questi resti hanno permesso di ricostruire l’evoluzione di questa parte del territorio – il Bacino del Monte Generoso – durante epoche remotissime, quando le attuali Alpi non esistevano ancora e le rocce che attualmente le compongono si trovavano a migliaia di metri di profondità nella crosta terrestre o sul fondo di remoti oceani.

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Maintenance Manager
Enrico Broglio  
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0344 629 111

AVVENTURA E DIVERTIMENTO AL MONTE TAMARO

July 26th, 2013 | By Paola Mazzo in Ausflugstipps, Dintorni, Escursioni, Parco San Marco, Per saperne di più, Wissenswertes | No Comments »

Il Monte Tamaro, situato nei pressi di Rivera nel vicinissimo Canton Ticino in Svizzera, a circa 30 minuti in auto dal Parco San Marco, offre una lunga serie di possibilita´ di svago e divertimento per tutta la famiglia.
All´uscita di Rivera dall´autostrada Lugano – Bellinzona, a circa 15 KM da Lugano, e a 200 metri dalla stazione ferroviaria, si trova un ampio parcheggio.

Nelle immediate vicinanze si trova l´ ingresso del fantastico  AcquaPark Splash & Spa Tamaro. Al suo interno e´ possibile farsi coinvolgere dal divertimento in molteplici attivita´: sono presenti infatti ben 5 scivoli emozionanti, una piscina con le onde, una piscina con poolbar – il bancone e gli sgabelli sono proprio immersi in acqua !  potrete rinfrescare il corpo stando nella piscina e il palato sorseggiando un buon drink – una zona bambini con scivoli e giochi acquatici interattivi, una piscina esterna riscaldata con acqua a 34 gradi. Anche la vista sulle montagne regala grandi emozioni e per un buon pranzo o uno snack veloce e´ possibile prendere posto presso il ristorante.

L´area SPA invece, con le sue saune, bagni di vapore, vasca relax, piscina con acqua salina, percorsi Kneipp e la possibilita´ di effettuare trattamenti, sapra´ donarvi tranquillita´, pace e benessere.

Se siete amanti dell´azione consigliamo invece il Tamaro Adventure Park : raggiunta la stazione intermedia della funicolare, dopo un breve briefing nei pressi del parco giochi per bambini, andrete nel bosco alla scoperta del percorso con tutti i suoi esercizi di vara difficolta´, in ordine progressivo: arrampicatevi sugli alberi, state sospesi su ponti di corda, scalate, saltate  e scivolate lungo tirolesi equipaggiati di carrucole e moschettoni di sicurezza.

Per i piu´ sportivi, il Monte Tamaro offre diverse alternative: una pista di Downhill e Freeride, piste per mountain bike, il percorso di traversata Tamaro – Lema, diversi percorsi panoramici a piedi e per la pratica del Nordic Walking, possibilita´ di volo in parapendio. Inoltre e´ possibile provare l´emozionante seggiovia mono oppure biposto, della lunghezza complessiva di 800 metri e utilizzare la tirolese piu´ lunga della Svizzera, di ben 440 metri.

Scendendo alla seconda stazione della funivia, vi ritroverete in cima all´Alpe Foppa a 1530 metri sul livello del mare e potrete proseguire a piedi fino alla cima del Monte Tamaro oppure rilassarvi e prendere il sole.
All´Alpe Foppa e´ possibile anche assaporare piatti della tradizione culinaria ticinese presso il ristorante dotato di ben 400 posti a sedere e terrazza solarium, adatto anche per banchetti, aperitivi, buffet fino a 250 persone, oppure consumare uno spuntino presso lo  Snack-Bar.

Insomma che siate amanti del relax, dell´acqua e dei giochi acquatici, della cucina locale, dello sport e dell´avventura o di ognuna di queste cose, il Monte Tamaro sara´ in grado di offrirvi una lunga e piacevole giornata da soli, tra amici o in compagnia di tutta la famiglia.

Alla Reception potrete trovare numerosi volantini e depliant. Inoltre potete richiedere il coupon per ottenere una riduzione del 10% sul prezzo del biglietto, valevole per l´entrata al Parco SPLASH & SPA

Il  Team del Parco San Marco e´ a vostra disposizioni per tutte le informazioni.

Parco San Marco Lifestyle Beach Resort

La Farina

July 8th, 2013 | By Paola Mazzo in Parco San Marco | No Comments »

Nonostante tutti sappiamo cos’è la “farina”, pochi di noi sanno cosa si nasconde realmente dietro questo termine generico con il quale identifichiamo principalmente il macinato di grano ad uso dolciario o per produrre il pane.

Innanzi tutto si intende generalmente per farina  il prodotto ottenuto dalla macinazione di cereali, la semola invece è di granulometria maggiore e normalmente è ottenuta dal grano duro.

La farina di grano tenero

Dalla macinazione del grano tenero si ottiene una farina che ha una resa tra il 70 e l’82%, il rimanente 18-30% è costituito altri prodotti  come il cruschello, il farinaccio e crusca per che viene utilizzata nell’alimentazione animale.

Per ottenere la farina si inizia bagnando il grano per portare l’umidità del chicco al giusto grado necessario per la macinatura, nel caso di una farina forte,  cioè con un valore W uguale o inferiore a 300, (vedremo in seguito di cosa si tratta) si porta l’umidità al 15,5 % per 24 ore, mentre invece se la forza, W, è superiore, l’umidità verrà portata al 16,5 % per circa 48 ore.

Il primo passaggio sarà quello di spogliare il chicco della parte esterna, lavorazione che avviene passando il grano attraverso una serie di rulli di acciaio che compiono questo processo, in seguito verrà ridotta in particelle più fini con caratteristiche fisiche conformi al prodotto atteso. Tutti i  prodotti di scarto vengono generalmente utilizzati in campo zootecnico ed alcuni anche per alimentazione umana.

Nella produzione industriale di prodotti da forno si aggiungono, talvolta, degli additivi alle farine: agenti di trattamento, coadiuvanti di processo  o glutine vegetale secco per migliorarne le caratteristiche tecnologiche,  tra gli additivi più conosciuti troviamo l’acido ascorbico (vitamina C) ammesso come antiossidante in misura massima di 200 mg x kg.

Dal colore della farina possiamo dedurre inoltre il tipo di estrazione, più essa è bianca, più è ricavata dal centro del chicco ( si dice abburattamento o setacciatura del 70/75%, cioè dalla parte centrale del chicco lontana dalle parti esterne come la crusca ), queste sono farine denominate 00; per contro, farine con un tasso piu alto di estrazione ( per esempio dell’80% o più ) saranno meno chiare, in quanto contenenti anche la parte esterna del chicco, quindi farine denominate di tipo 0, 1 e 2. Si ottiene invece la farina integrale, quando  il tasso di estrazione è del 100%, cioè comprensiva di tutte le parti del chicco, ivi compresa la crusca.

 

La tabella seguente riassume le principali caratteristiche delle farine di grano tenero in commercio in Italia, e le equivalenti classificazioni statunitensi, tedesche e francesi ed il loro utilizzo:

Denominaz. prodotto
(in Italia)

Umidità max

Ceneri min/max

Abburat-tamento

Proteine min.

Denom.
USA

Denom.
DE

Denom.
FR

Utilizzo

Farina di grano tenero tipo 00

14,50%

–/0,55%

50%

9,00%

pastry flour

405

40

(letteralmente doppio zero). E’ una farina assolutamente priva di crusca, e quindi bianchissima.
 Viene chiamata anche “fior di farina

Farina di grano tenero tipo 0

14,50%

–/0,65%

72%

11,00%

all-purpose flour

550

55

Meno bianca della farina “00″ in quanto possiede una piccola percentuale di crusca. E’ la farina normalmente utilizzata per la panificazione e per la pasta fresca.

Farina di grano tenero tipo 1

14,50%

–/0,80%

80%

12,00%

high gluten flour

812

80

Ancora meno bianca della farina “0″ in quanto possiede una percentuale maggiore di crusca. Utilizzata per il pane e per le pizze

Farina di grano tenero tipo 2

14,50%

–/0,95%

85%

12,00%

first clear flour

1050

110

Si può considerare una farina semi integrale poco consumata ma rappresenta una buona alternativa alla farina bianca quando non si è abituati alla farina integrale.

Farina integrale di grano tenero

14,50%

1,30/
1,70%

100%

12,00%

white whole wheat

1600

150

Contiene la massima quantità di crusca e risulta più ricca di fibre, di vitamine e di minerali rispetto alle farine bianche

 

 

 

di seguito una tabella comparativa dei contenuti delle farine in base alla loro raffinazione:

 

FARINA INTEGRALE

100% abburattamento

FARINA BIANCA

70 % abburattamento

Proteine (g)

13

9

Sali minerali (%)

2,2

0,5

Calcio (mg)

50

14

Fosforo (mg)

450

90

Magnesio (mg)

150

50

Vitamina B1 (mg) 

0,6

0,1

Vitamina B2 (mg)

0,3

0

Vitamina B6 (mg)

0,7

0,2

 

Possiamo vedere così come più la farina è raffinata e bianca, e meno principi ed elementi contiene. Durante il processo di raffinazione vengono persi all’incirca:

•la metà dei preziosi acidi grassi polinsaturi

•quasi tutte le vitamine

•il 98% del magnesio

•l’80% del ferro

•il 75% del manganese

•il 70% del fosforo

•il 50% del calcio

•il 50% del potassio

 

 

Come detto in precedenza, il valore “W”, serve ad indicare la “forza” della farina,

Con riferimento a questi dati, la farina viene classificata in queste categorie:

Tipologia Gradazione Utilizzo
Farine deboli da 90 a 130 W Farine per biscotti,cialde,grissini,piccola pasticceria assorbono circa il 50% del loro peso in acqua. Biscotti ad impasto diretto
da 130 a 200 W Grissini, Crackers
Farine medie da 170 a 220 W Farine per impasti lievitati che necessitano di una media quantità di acqua (o altri liquidi) come pane francese, all’olio o alcuni tipi di pizza, assorbono dal 55%-65% del loro peso in acqua e sono quelle più usate comunemente in pizzeria. Pane comune, Ciabatte, impasto diretto, pancarré, pizze, focacce, fette biscottate
da 220 a 240 W Baguettes, pane comune con impasto diretto, maggiolini, ciabatte a impasto diretto e biga di 5/6 ore
Farine forti
(Manitoba)
da 280 a 310 W Pane lavorato, pasticceria lievitata con biga di 15 ore e impasto diretto
da 310 a 340 W Farine per impasti lievitati che necessitano di una elevata quantità di acqua (o altri liquidi) come babà, brioches, pasticceria lievitata naturalmente e pizza assorbono circa il 65% 75% del loro peso in acqua.
Farine Speciali da 350  a 420 W circa Farine prodotte con grani speciali , soprattutto Americane, Canadesi (una delle più note tra queste è la Manitoba o altri tipi di farine di farine di forza ricche di GLUTINE) usate soprattutto per tagliare farine deboli o rinforzanti di farine come segale, miglio, avena etc. Assorbono fino al 90% del loro peso in acqua indicata a lunghissima lievitazione (impasto con biga). Pane soffiato, pandoro, panettone, lievitati a lunga fermentazione, pasticceria lievitata con biga oltre le 15 ore, pane per Hamburgher

 

 

Un alto valore di W indica un alto contenuto di glutine; questo vuol dire che la farina assorbirà molta acqua e che l’impasto sarà resistente e tenace, e che lieviterà lentamente perché le maglie del reticolo di glutine saranno fitte e resistenti. Viceversa, un W basso indica una farina che ha bisogno di poca acqua e che lievita in fretta, ma che darà un impasto (e per esempio, un pane) leggero e poco consistente.

 

La farina di grano duro

Il prodotto ottenuto dalla macinazione del grano duro viene denominato semola, ulteriormente macinata dà vita al rimacinato di grano duro. Si distingue dalla farina di grano tenero per il colore giallo ambrato e per la dimensione della granulometria, colore che si trasmette ai prodotti da essa ottenuti. La semola di grano duro viene utilizzata principalmente per la produzione di pani e pasta, il rimacinato viene utilizzato puro o mescolato con altre farine per la produzione di pani, focacce o dolci.

La tabella seguente riassume le principali caratteristiche delle farine di grano duro in commercio in Italia:

Denominazione del prodotto Umidità max Ceneri min Ceneri max Proteine min
Semola * 14,50% 0,90% 10,50%
Semolato 14,50% 0,90% 1,35% 11,50%
Semola integrale di grano duro 14,50% 1,40% 1,80% 11,50%
Farina di grano duro 14,50% 1,36% 1,70% 11,50%

* Prova di setacciatura: passaggio allo staccio con maglie di 0,180 mm: massimo 25%.

Nota: questa tabella è contenuta nel DPR 9 febbraio 2001, n. 187. I valori delle ceneri e proteine sono calcolati sul secco. L’umidità è consentita fino al 15,50% se indicato in etichetta.
È tollerata la presenza di farina di grano tenero in misura non superiore al 3%.

Come già detto le semole di grano duro sono indicate nella produzione di pasta ed alcuni pani per le loro caratteristiche, l’impasto di farina di grano duro differisce da quella di grano tenero per una alta tenacità e ridotta estensibilità, requisiti ottimi per la produzione di pasta ed anche per la panificazione, contiene inoltre più glutine e proteine ed una capacità maggiore di assorbimento di acqua. La legge italiana del 1967 numero 580  stabilisce l’uso obbligatorio della semola di grano duro per la produzione della pasta secca.

Sino a qui abbiamo parlato di farine di grano, quelle più diffuse in Italia e generalmente  le più utilizzate, ma il mondo delle farine è molto esteso, di seguito alcuni accenni alle più diffuse nel mondo

Ricavate da cereali:

Farina di mais: ottenuta dal mais,

Farina di segale: ottenuta dalla  segale,

Farina di riso: ottenuta dal riso,

Farina di miglio: ottenuta dal miglio.

Farina di teff: è ricavata dal cereale teff,

Farina Atta: è un tipo di farina integrale di grano,

Farina Tang: è un tipo di farina di grano utilizzata principalmente nella cucina cinese ,

 

Ricavate da non cereali:

Farina di grano saraceno: dai semi del grano saraceno

Farina amaranto: è una farina ottenuta dal grano amaranto.

Farina di canapa: è ottenuta da piante del genere Cannabis

 

Ricavate da leguminose:
Farina di ceci (chiamata anche gram flour o besan): ottenuta dal cece,

Farina di piselli: è una farina prodotta da piselli gialli arrostiti e polverizzati.

Farina di fagioli: è una farina ottenuta da fagioli essiccati e polverizzati.

Farina di soia: è una farina ottenuta dalla soia.

Farina di fave: è una farina ottenuta dalla fava.

 

Fecole:

Farina di patate o fecola di patate: è ottenuta riducendo le patate ad una poltiglia ed eliminando le fibre con lavaggio in  acqua. Il prodotto essiccato è essenzialmente amido ma contiene anche qualche proteina.

Farina di castagne: è ottenuta da castagne,

Farina di manioca (o farina di tapioca): ottenuta dalla manioca (o tapioca).

 

Con queste poche righe si è voluto dare una breve ed elementare spiegazione, senza troppo approfondire, ad un argomento semplice solo nell’apparenza, ma alquanto vasto e complesso per la quantità e la varietà di tipi di farina; non ci si pensa mai, ma in qualche modo tutti i giorni ne abbiamo a che fare sulle nostre tavole, senza peraltro mai immaginare cosa c’è dietro quello che mangiamo.

 

Parco San Marco Lifestyle Beach Resort
Executive Chef
Paolo Platini 
cucina(at)parco-san-marco.it
0344 629 111

 

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