La leggenda delle origini dell´Oratorio di San Giovanni Battista sull´Isola Comacina

07 Juni 2013 | By Annalisa De Maria in Ausflugstipps, Parco San Marco

Battista sull´Isola ComacinaIn una sera d´estate di un anno non ben precisato dal XV o XVI secolo, un contadino di Campo (frazione di Lenno antistante l´isola Comacina) se ne stava sotto un vecchio ciliegio, gli occhi fissi all´infinito, il volto segnato da profonde rughe, segno non giá di vecchiaia, bensí di gravi preoccupazioni. Lo sconforto, il dolore piú amaro, trasparivano da tutta la sua persona, né pareva consolarlo lo splendido spettacolo che la vista da quel punto di osservazione gli regalava.

La causa del suo dramma era la perdita del suo raccolto. Ancora una volta il frutto del suo duro lavoro era stato spazzato via da una violenta grandinata.

 

Ad un tratto una voce lo scuote dai sui cupi pensieri:

“Pace a te, buon uomo” La voce è calda, improvvisa sembra nata dal nulla. Il nostro uomo sussulta e voltandosi vede davanti a sé un viandante dal lungo bastone e dagli occhi azzurri e luminosi.

“Mi hai spaventato. Non avevo udito il tuo passo …” Il viandante sorride e sedendosi accanto riprende con voce chiara e vibrante, voce che sembra provenire da un altro mondo.

“Vengo da molto lontano e molto lontano devo andare. Sono stanco e ho fame. Ti prego, dammi qualcosa con cui mi possa ristorare”

“ Anch´io sono povero e disgraziato e il mio raccolto è stato distrutto, ma se mi seguirai fino a casa, vedró di trovar qualcosa con cui rifocillarti”

Insieme scendono al povero casolare ed insieme mangiano il pane e si dissetano con l´acqua della fonte. Quanto rimasero i due uomini seduti l´uno accanto all´altro senza proferir parola, rimirando solo lo spettacolo delle stelle che illuminavano il cielo é difficile da dirsi, fatto sta che era giá notte inoltrata quando il misterioso viandante se ne andó. Prima di andarsene disse: “ Sei stato buono con me e io ti ringrazio con tutto il cuore. Domani quando il sole sorgerà, recati sull´Isola. Sulla punta estrema che guarda ad oriente c´e´ un vecchi noce carico d´anni. Scava ai suoi piedi: troverai una pietra.”

L´uomo non fece nemmeno in tempo a rispondere che il viandante era scomparso.

L´indomani raccontò ai compaesani del misterioso incontro e delle oscure parole con le quali era stato salutato. Si parló a lungo per le strade e nelle case di Campo di quella strana avventura: ci fu chi tacciò il nostro di essere un visionario, ci fu chi lo consigliò di alzare meno il gomito e di tenere a  freno la fantasia, ma alla fine il partito di chi credeva alla storia ebbe il sopravvento e si decise di scavare nel punto indicato dall´”angelo”- cosí avevano iniziato ad indicare il viandante.

Nel giorno stabilito molte barche raggiunsero l´Isola Comacina: molti curiosi vollero assistere alle ricerche della misteriosa pietra.

E sotto il vecchio noce si cominciò a scavare.

La fossa diventava a vista d´occhio sempre piú profonda, il sudore scorreva copioso sulle tempie degli uomini che lavoravano di badile, ma nulla appariva agli occhi ansiosi dei presenti.

Tutti ormai erano convinti della falsità della favola dell´angelo ed erano ormai pronti ad abbandonare l´impresa, quando ad un colpo di piccone si sentí un suono come d´un sasso colpito dal metallo.

Lentamente qualcosa apparve: una lastra marmorea, una pietra d´altare, candida e finemente scolpita. Si grida al miracolo. Sul paliotto sono raffigurate alcune scene della vita di San Giovanni Battista e a lui, naturalmente, è dedicata la Chiesa che a furor di popolo venne eretta nel punto esatto del ritrovamento.

E ogni anno, da allora, da Campo e da Spurano, da Ossuccio e da Sala, come da tutti i paesi del litorale, nel giorno dedicato al Santo, i terrazzani si recano sull´Isola, alla chiesina di San Giovann, per ricordare l´antico “miracolo” ed impetrare la protezione del cielo sui loro campi.

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