All Posts from November, 2012

Un regalo semplicemente unico per Natale

November 30th, 2012 | By Stephanie Urban in Benessere, Gastronomia, Parco San Marco | No Comments »

A Natale regalate un´esperienza indimenticabile presso il Parco San Marco! Su tutti i buoni acquistati entro il 24 dicembre 2012, verrà applicato uno sconto del 10% Approfittatene subito! Andate all´indirizzo http://www.parco-san-marco.com/it/ e cliccate sulla voce buoni; qui potrete scegliere il vostro regalo ed inserire il codice promozionale “Natale2012”. Naturalmente nulla vieta di fare un regalo anche a se stessi…

I ruderi della chiesa di San Maurizio – Porlezza

November 19th, 2012 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

Anticamente la chiesa sorgeva in posizione solitaria, ai piedi del Monte Galbiga, presso la strada che conduce ad Osteno ed è caratterizzata dalla particolare leggenda che velatamente circonda i suoi resti.

Si narra, infatti, che questa piccola chiesetta, un tempo in riva al lago, nel luogo dov’era situata l’antica Porlezza, fu sepolta, nel 1300, da una frana che staccatasi dalle falde nord-occidentali del Monte Galbiga, distrusse il borgo – in tal modo punito da San Maurizio perché gli era stata negata l’ospitalità – lasciando salve solo la torre della chiesetta e una pia donna, l’unica che gli aveva prestato aiuto.
Porlezza venne ricostruita dov’è ancora oggi. È però soltanto una leggenda, perché la frana cadde, attorno al XVII secolo, quando già il paese esisteva nel luogo attuale.

Per secoli questo complesso religioso rimase celato sotto una fitta vegetazione che aveva ricoperto tutto. Solo nel 1966 si diede inizio, grazie ai volontari dell’Associazione Culturale san Maurizio, guidati dall’architetto Luigi Mario Belloni, ai lavori di recupero e di restauro del complesso romanico opera dei maestri comacini.

Dopo lunghi anni di intenso e faticoso lavoro vennero riportati alla luce L’oratorio (sec. X – XI), il campanile (sec. XII) staccato dallo stesso oratorio, alto 18 m., a pianta quadrata con aperture sui quattro lati ad ordini sovrapposti: feritoie, monofore, e due bifore ed un -sacellum- (sec. XIV). Nel settembre del 1979, terminati i lavori di riscoperta, ricupero e restauro, eseguiti con l’approvazione delle Soprintendenze competenti e della Curia Arcivescovile di Milano, tre secoli dopo il disastro il parroco celebrò la messa sull’antico altare ed i rintocchi della nuova campana comunicarono la rinascita dell’oratorio.

 

Formaggio Bitto

November 13th, 2012 | By Andrea Rera in Gastronomia, Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

by Andrea Rera

Il Bitto è un formaggio lombardo a Denominazione d’Origine Protetta. Viene prodotto esclusivamente nei mesi estivi e nei pascoli d’alta quota, infatti le caratteristiche del formaggio sono condizionate dalle qualità di erbe consumate dalle mucche sugli alpeggi. Il Bitto è un formaggio che, unico al mondo, può essere conservato e stagionato per oltre dieci anni.

La zona di produzione comprende l’intera provincia di Sondrio e alcuni comuni dell’alta Val Brembana anche se il vero Bitto viene prodotto nelle valli del Bitto (torrente omonimo da cui il formaggio prende il nome): la val Gerola e la Valle di Albaredo.

Le più antiche testimonianze scritte che lo riguardano, risalgono agli inizi del 1600: la parola celtica “Bitu” significa perenne, infatti questo prodotto è l’unico formaggio che può essere stagionato per più di dieci anni

Viene prodotto con latte vaccino intero a cui può essere aggiunta una percentuale di latte caprino non superiore al 10%.

Quando si assaggia una scaglia di  Bitto di 10 anni si rimane sorpresi e meravigliati dalla bontà, figlia della    assoluta genuinità di questo formaggio. L’iniziale piacevole sorpresa si accompagna allora a mille domande su come sia possibile una simile bomba alimentare. E’ indispensabile dunque conoscerne la storia per capire che ci si trova di fronte ad una produzione “che definirei di fabbricazione medievale. Per questo unica, inimitabile, straordinaria

In cucina il Bitto si può mangiare in diversi modi, ma la caratteristica particolare di questo formaggio è che si fonde completamente e per questo ha largo uso nella cucina regionale della Valtellina: ricordiamo infatti i famigerati “Pizzoccheri alla valtellinese”.
Si mangia come ottimo formaggio da tavola, ma anche alla piastra o fuso sulle carni : se molto stagionato si usa anche come formaggio da grattugia.

Dove visse S. Lucio

November 10th, 2012 | By Endy Broglio in Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

L’itinerario percorre valli paesaggisticamente molto suggestive, rimaste a lungo isolate, a causa delle difficili comunicazioni stradali. Infatti, solo nel 1953, è stato completato il percorso che da Carlazzo arriva a Cavargna E’ facile raggiungere Cavargna (1071m) che, con le sue frazioni di Mandraco(1139m) e Vegna(1119m), è il comune più alto della provincia di Como. Di origine pre-romana, Cavargna presenta un aspetto relativamente moderno, con poche testimonianze del suo passato. Anche la chiesa parrochiale di S.Lorenzo è stata costruita nel 1967 e del precedente edificio secentesco conserva solo il campanile. Caratteristico è il cosidetto “bosco sacro” o “Dolai”, a monte dell’abitato, che ha conservato nel tempo la sua funzione di barriera antivalanghe. Nel Museo della Valle (sorge nei pressi della chiesa parrocchiale) è possibile visitare nelle sue dieci sale gli ambienti tipici della cultura contadina della valle. Di particolare interesse sono le ricostruzioni dedicate ai “magnani” (calderai), agli “spalloni” (contrabbandieri) e alle tecniche di estrazione del minerale ferroso. Da Cavargna, per un tortuoso percorso stradale che porta fino a Buggiolo, in Val Rezzo, si raggiunge il Passo della Cava (1148m) e poi il piccolo nucleo di Dasio Val Rezzo dove, nei pressi dell’ex caserma della Guardia di Finanza (1180m), si lascia la macchina. Qui ha inizio il tracciato per S.Lucio e l’Alpe di Tabano. Il colpo d’occhio sulla Val Rezzo è ampio e rilassante. Il facile percorso si snoda fra cespugli di ginestre che in primavera si colorano di un giallo fosforescente. Una ragnatela di sentieri permette di evitare i tornanti della strada che, zigzagando, si inerpica tagliando il fianco della montagna. In poco più di un’ora si arriva alla “chiesetta del Cepp” dove c’è un’area attrezzata per la sosta. E’ questo un punto di sosta obbligatorio per chi percorre il “Sentiero delle 4 Valli”, provenendo da Cavargna, prima di scendere verso Seghebbia e per le mandrie di mucche (per loro c’è un grande abbeveratoio), quando transitano in occasione della transumanza verso gli alpeggi. Ripreso il cammino si attraversa un maestoso faggeto e si sbuca nei pressi di un roccolo (1380m) per poi imboccare sulla sinistra il sentiero che, snodandosi in salita a monte della strada, in mezzo ai cespugli di mirtilli e di rododendri, vi porta fin sotto l’oratorio di San Lucio (1542m). Questo edificio, esistente già nel sec. XIV, è stato più volte ampliato e rimaneggiato, ma ha conservato intatto nel tempo il suo fascino, rievocato all’interno dai bellissimi affreschi tardogotici recentemente restaurati. La tradizione popolare identifica in San Lucio un mandriano locale, vissuto nel sec. XIII, che fu ucciso dal padrone, in quanto troppo caritatevole nei confronti dei poveri (l’iconografia popolare lo raffigura intento a distribuire lore del formaggio). San Lucio venerato come patrono dei mandriani e dei casari, viene ricordato il 12 luglio di ogni anno, dagli abitanti di Cavargna che si recano in processione fino all’oratorio e il 16 agosto, giorno di S.Rocco, con una festa popolare, che riunisce gli abitanti delle valli limitrofe italiane e svizzere. Nei pressi il rifugio S.Lucio (aperto tutto l’anno), ricavato dall’ex caserma della Guardia di Finanza ed offre quanto meglio serve agli escursionisti in cerca di ristoro. Proseguire verso il Monte Garzirola è facile: basta seguire lo sterrato che porta in direzione dell’Alpe Tabano, passare accanto alla grande bolla chiamata “il laghetto di San Lucio”, dove la leggenda dice che il santo sia stato ucciso, proseguire sulla sinistra lungo la linea di confine, ancora visibile per i brandelli di reticolato abbandonato e per alcuni cippi dedicati ai militari delle Fiamme Gialle morti nel tentativo di contrastare il fenomeno di contrabbando. Non alberi, ma un manto di erba e di fiori, che copre il dolce crinale vi accompagnerà fin sotto la cima della Garzirola. Fino al piano (1976m), dove sorge l’omonimo rifugio (anche questo ricavato da un ex caserma e aperto solo nei mesi estivi), che invita ad una sosta prima di salire fino alla grande croce posta sulla cima rocciosa (2116m), ormai vicinissima. Da qui, nelle giornate più limpide, si possono osservare a 360° laghi e monti in un susseguirsi di visioni mozzafiato.

L’Osservatorio

November 6th, 2012 | By Endy Broglio in Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

L’idea di costruire un osservatorio nacque nel 1992 dopo un’osservazione pubblica del Gruppo Astrofili Lariani, invitati dal prof.Corrado Lamberti, fatta dal lido di Lenno in occasione dello sciame meteorico delle Perseidi. Il Comune di Lenno, grazie alla mediazione del prof. Lamberti, espresse la sua disponibilità alla costruzione della struttura e partì così “l’avventura”. La progettazione venne fatta tramite ripetuti contatti tra G.A.L., che doveva fornire i consigli pratici, e Comune di Lenno, che invece doveva pensare alle leggi in materia architettonica. Oltretutto l’Osservatorio, trovandosi a 1600 metri di quota, doveva avere un impatto ambientale minimo. L’esistenza di trincee della Prima Guerra Mondiale fornì la soluzione al problema: si localizzò una trincea ormai crollata e, nell’ottica di un recupero della zona, si decise che l’Osservatorio sarebbe stato costruito all’interno di questa in modo tale che solo la cupola sarebbe stata visibile all’esterno e che comunque si sarebbe trovata sotto il profilo della montagna. Passata la fase di progettazione venne una lunga attesa per l’approvazione dei progetti dalla Regione, Beni Ambientali e dalla Comunità Montana. Finalmente nella seconda parte del 2001 vennero iniziati i lavori di muratura che si conclusero prima dell’inverno. La cupola, in rame coibentata, affidata alla costruzione di Gambato, venne installata nella primavera del 2002. L’inaugurazione dell’Osservatorio avvenne il 14 Luglio 2002. La struttura rimaneva di proprietà del Comune di Lenno mentre la gestione veniva affidata al Gruppo Astrofili Lariani, che ha fornito la strumentazione.

 

Tartufi – oro nero e bianco dal Piemonte!

November 1st, 2012 | By Sabine Geyer in Parco San Marco | No Comments »

Chi non lo conosce?

Nella Valle d´Intelvi si trovano da sempre tartufi neri, che pur non avendo una profumazione cosí intensa di quelli bianchi del Piemonte, sono comunque una vera delizia. Questi funghi crescono nel sottosuolo in prossimità delle radici degli alberi fornendogli sali minerali e acqu, in cambio approfittano dei prodotti della fotosintesi. Le regioni più famose per i tartufi sono in Francia (Perigord), in Croatia e in Italia (Piemonte).

Escursioni

Sighignola – il balcone d‘Italia

Sighignola è una montagna di 1.302 m di altezza. Si trova al confine tra Svizzera e Italia, nel territorio compreso tra Lanzo d’Intelvi, Arogno e Lugano. Il traggitto è di ca. 40 minuti dall’hotel. Una volta arrivati potrete godere di una vista mozzafiato su gran parte del territorio circostante (nelle giornate particolarmente serene fino a Milano), per questo viene chiamato anche “balcone d’Italia”.

Escursion da Orimento al Monte Generoso 1704 m

Orimento dista ca. 45 minuti dall’hotel. Da lì in solo 2 ore potrete salire sul Monte Generoso. È una montagna ai confini tra Italia e Svizzera. È la montagna più significativa del Ticino, in quanto permette di ammirare, con il cielo limpido, le alpi marine fino al Bernina. Partendo da Capolago si puó arrivare in 40 minuti in cima al Monte Generoso anche con una ferrovia a cremagliera, esistente fin dal 1890 ed unica ferrovia a cremagliera svizzera a sud delle Alpi.

Pelle pura con il sale Beauty & Massage

Beauty & Massagi

Peeling purificante ai fiori di lavanda e sale marino. Le eccezionali proprietà purificanti e calmanti della lavanda sono ideali per tutti i tipi di pelle, in particolare per le pelli sensibili. Unita al sale marino agisce purificando la pelle in profondità. 35 Minuti – Euro 42,00

Massaggio riattivante e tonificante con guanti di cotone all’essenza di basilico biologico. 55 Minuti – Euro 78,00

Impacco corpo drenante al sale con Riflessologia plantare. Un efficace trattamento contro la ritenzione idrica, con sale integrale e essenza di pompelmo, combinato con una sessione di riflessologia mirata a stimolare il sistema linfatico. 55 Minuti – Euro 72,00