All Posts from September, 2012

Partecipa anche tu alla vendemmia

September 24th, 2012 | By Roberto Fornari in Gastronomia, Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

Il Parco San Marco ti suggerisce un´idea originale per trascorrere una giornata in mezzo alla natura: partecipa anche tu alla vendemmia

Dal 11.09 al 31.10.2012

Diverse aziende vitivinicole della regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio offrono ai visitatori la possibilità di raccogliere l’uva a stretto contatto con i produttori, apprendendo da vicino le prime fasi della vinificazione. Orari: dalle ore 10.00 alle 17.00 circa. A pranzo è prevista una pausa conviviale per gustare un semplice pasto in un clima rilassante e festoso.

Iscrizioni presso Mendrisiotto Turismo, tel. +41 91 641 30 50 oppure info@mendrisiottoturismo.ch.

Amore e tavola

September 18th, 2012 | By Michele Pili in Gastronomia, Parco San Marco | No Comments »

Preferire l’amore alla tavola  è  amore. Preferire la tavola all’amore è ancora amore.

Pochi fenomeni sono noti come l’amore: tutti ne sappiamo qualche cosa ,conosciamo l’appagamento che da esso ci deriva, le pene che comporta o il senso di vuoto che provoca in sua assenza.  Noi usiamo la parola amore anche in tanti altri casi, diversissimi tra loro: amo una buona pietanza,  i miei amici, la musica, i poveri, Dio… E sono diversi non soltanto gli “oggetti “ del mio amore ma anche i modi in cui mi rapporto ad essi e le conseguenze che tali amori hanno su di me.

I casi, in cui usiamo la parola amore, a due atteggiamenti fondamentali: chi ama la buona cucina cerca il godimento che gli deriva da tale pietanza, e quindi il proprio bene, mentre chi ama il prossimo cerca il bene dell’altro.

Possiamo  distinguere nell’amore due movimenti ben diversi: uno ego-centrico, per cui desideriamo ciò che ci piace e che ci arricchisce, ed uno allo-centrico, per cui ci doniamo all’altro.

Amore-desiderio e amore-dono, dunque il rapporto tra questi due atteggiamenti vive e si esalta nella cucina “ dell’amore “, consentendo un  piacevole gioco di ombre e luci, di illusioni e speranze che l’uomo ( o la donna ) cullando se stesso, si porta con sé da epoche immemorabili.

. Noi crediamo in quello che desideriamo che avvenga, ed ha avuto una fiducia illimitata nei…cibi afrodisiaci.   Ciò spiega il loro successo universale, che non conobbe mai crisi e che è riuscito a far scarseggiare gli squali negli oceani e a ridurre al minimo la stirpe dei rinoceronti.

L’eterna illusione, grazie a certe ricette speciali, può diventare “ la vie en rose “ !

Su due spezie facili da reperire, pepe e zafferano, abbiamo ancora qualche risposta di fiducia.

E’ importante che il pepe non abbia subito il calore di una lunga cottura, in tale caso rimane solo il piccante mentre l’alcaloide se n’è andato. Il pepe non deve essere di remoto acquisto, ma lo si deve macinare al momento sopra le vivande, con piglio deciso, e non versato da uno spargipepe. La presenza sulla tavola di certi  pepaioli (altissimi obelischi ) la si può intendere come …feticci sessuali.

Altra spezia, dal colore straordinario che rende allegri al solo guardarlo: lo zafferano. Non è solo colore, è un odore sapore di fluidi di particelle sospese e vibranti nell’aria che, insieme, dopo aver eccitati occhi e narici, formano un sapore.

Certo le cucine nuove, creative, molecolari…eccetera, sono antiafrodisiache per eccellenza.

Ne stiano alla larga gli innamorati.

Riserva naturale Valsolda

September 12th, 2012 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

La Riserva Naturale Valsolda si trova nel territorio del comune omonimo, sul ramo orientale del Lago di Lugano, e confina per un lungo tratto a nord-ovest con la Svizzera e a est coi comuni di Val Rezzo e Porlezza. La Riserva, che si trova a un’altitudine compresa fra i 700 m della valle del torrente Soldo e i 1810 m della Cima Fiorina, rappresenta un angolo di natura selvaggia e suggestiva.

La Regione Lombardia è proprietaria di 318 ettari di territorio boscato della valle del torrente Soldo e, in minima parte, di quella del Rezzo. L’area rientra nel novero delle 20 Foreste Regionali Lombarde. La sua estrema naturalità, i paesaggi resi aspri e selvaggi dagli affioramenti del calcare, e i suoi boschi fitti e vari fanno di questo luogo un posto di estremo interesse e di coinvolgimento emotivo.

La Foresta Valsolda ha anche un patrimonio faunistico e botanico pregiato. Nel 2004 infatti è stata inserita tra i siti Natura 2000 di interesse della Comunità Europea come Zona di Protezione Speciale (ZPS) perché ha mostrato di possedere habitat rari e poco antropizzati, e una fauna, in particolare l’avifauna, pregevole e varia. Successivamente, nel marzo del 2007, si è arrivati a dichiarare l’intera Foresta Riserva Naturale, in modo da garantirle un regime di tutela maggiore e specifico per preservare la sua alta naturalità, le sue specie endemiche e la sua ricca fauna.

La gestione della Riserva è attualmente affidata all’ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e Foreste), ente che ha ereditato le competenze e le attività gestionali dell’ARF (Azienda Regionale delle Foreste) dal 2002. La politica di gestione è mirata a proteggere il valore naturalistico della Foresta e, allo stesso tempo, a permettere comunque una sua fruizione compatibile.

La Valsolda: un luogo che colpisce per la sua forza, la sua primitiva asprezza, la sua varietà di ambienti. Si passa da possenti pareti verticali compatte e solide, a declivi boscati meno scabri, a guglie e dirupi frastagliati in via di disfacimento. Sono questi forse gli ambienti più suggestivi e caratteristici: pinnacoli e creste che sfidano le leggi della gravità. Questo paesaggio tormentato è il felice risultato di vari fattori:

Alla asprezza delle rocce si oppone però il panorama suggestivo che dall’alto si domina, delle acque azzurre e lontane del lago di Lugano, di quello di Piano e, in ultimo, di quello di Como.

La Valsolda presenta una biodiversità, sia floristica che vegetazionale, molto elevata. Il substrato basico, o poco acido, ha permesso lo sviluppo di una foresta ricca e varia. Alle quote inferiori i versanti sono dominati dall’orno-ostrieto, formazione vegetazionale più amante del caldo, caratterizzata da Carpino nero, Orniello, Sorbo, Acero montano e Nocciolo. Alle quote più fresche si attesta invece il Faggio, che crea in alcune zone macchie di popolamenti quasi puri da considerarsi lembi della vecchia faggeta che ricopriva in altre epoche tutta la fascia prealpina. Tutto il bosco è comunque relativamente recente. La sua età si aggira intorno ai 30-40 anni, tempo necessario perché “riconquistasse” il terreno prima utilizzato per l’attività pastorale. Le conifere, piante che siamo da sempre abituati a associare all’ambiente montano, sono rappresentate nella Riserva solo da boschi artificiali di Larice, Abete rosso e Pino nero piantati subito dopo la seconda Guerra Mondiale in prossimità dei vecchi pascoli (Alpe Serte, Fiorina e Pessina).

Alle quote più elevate si trovano gli aspetti forse più pregiati della Riserva: localizzati ma pregevoli popolamenti di Pino mugo e Rododendro, che rientrano negli habitat protetti di Natura 2000, e soprattutto una flora rupicola ricca di specie endemiche e rare. Due dati sono significativi al riguardo: la percentuale di specie endemiche sul totale di quelle presenti è, nella Riserva, il 10.9%, contro il 2.5% relativo alla Lombardia. Inoltre le specie sottoposte ad almeno un vincolo di tutela, quindi “preziose”, sono 45 sulle 254 rilevate, una percentuale estremamente elevata.

Consideriamo infine che le specie avventizie, ossia le piante che si diffondono allo stato spontaneo su territori diversi dal loro areale originario, sono praticamente assenti. Questo dato indica che siamo in presenza di un ambiente in cui il peso antropico risulta praticamente trascurabile. La scelta dell’Ente gestore di trasformare la parte più elevata della Riserva in zona integrale, per tutelare nel modo migliore la sua naturalità rara e pregiata, risulta quindi estremamente pertinente

La varietà di ambienti presenti nella Riserva e la loro buona salute permette l’esistenza di una fauna ricca di specie e di individui, sia che si tratti dell’entomofauna, di Rettili, Uccelli o Mammiferi.

Sono presenti, e facilmente osservabili, le specie tipiche dell’ambiente prealpino, in particolare Camoscio, Cervo e Capriolo. Il primo è presente grazie a reintroduzioni compiute negli anni passati. Cervo e Capriolo invece sono molto più abbondanti, essendo stimati intorno alla trentina di capi. Nella Riserva è presente anche il Cinghiale, in basse densità.

Studi recenti hanno confermato che Tasso, Faina, Volpe e Donnola fanno sicuramente parte della fauna della Riserva. La presenza di questi carnivori, a cui si aggiungono i Rapaci diurni e notturni (Aquila reale, Sparviere, Poiana, Gheppio, Falco pellegrino, Falco pecchiaiolo, Allocco, Civetta capogrosso), è garante di un ecosistema equilibrato, con una piramide alimentare ben strutturata. Interessante anche il dato recente che annovera almeno 5 specie di chirotteri nella Foresta.

Un avvistamento relativamente “facile” da effettuare nella Riserva è quello dell’Aquila reale, qui nidificante, mentre al tramonto è quasi sempre possibile ascoltare il canto secco della Coturnice.
Ultimo accenno di dovere alla presenza della zecca, parassita abituale degli ungulati, e alla possibilità di diventarne ospiti involontari nel caso si uscisse dai sentieri per camminare nel sottobosco o nell’erba alta.

Valtellina – fin dall’antichità l’arte del vino

September 4th, 2012 | By Francesco Sagliocco in Gastronomia, Parco San Marco | No Comments »

Si può certamente definire eroica l’attività svolta oltre 2000 anni fa dai viticoltori valtellinesi. I pendii scoscesi della valle non sembravano affatto adatti per essere coltivati, ma grazie all‘ingegno degli agricoltori di quel tempo ci si rese conto che in queste zone, baciate dal sole per lunghi periodi dell‘anno, poteva crescere ottima uva: bisognava solo creare le strutture adatte. Grazie a un immane lavoro sono così sorti 2500 chilometri di muri a secco, che si estendono per tutta la zona viticola valtellinese (50 chilometri): migliaia di sassi, posati con cura certosina, formano ora una delle più estesa area vinicola terrazzata del mondo.

Le uve Nebbiolo della Valtellina maturano su questi pendii soleggiati, prima di essere raccolte con cura, grappolo dopo grappolo, dalla mano dell’uomo. Il clima mediterraneo e le condizioni del terreno particolarmente favorevoli completano l’elenco dei fattori che rendono possibile la produzione di vini di grande qualità. Tra questi figurano anche quelli ottenuti da uve Nebbiolo, le stesse usate per i pregiati Barolo del Piemonte.

Accanto ai favori della natura, la passione, l‘esperienza e l’inventiva del produttore permettono di ottenere vini nobili, ricchi di sapori e pieni di vigore. È questo estro che ha fatto nascere, per esempio, lo Sforzato, sul mercato sin dal 1946. Come allora, anche oggi i coltivatori si impegnano a produrre vini dal sapore nuovo e che sanno distinguersi, contribuendo così a migliorare l‘immagine, ancora un po’ appannata, dei vini di Valtellina.

Tra i fattori principali alla base del successo dei vini Valtellinesi , fanno parte anche il tempo dedicato alla lavorazione e un‘infrastruttura ottimale per la vinificazione e la maturazione.

Autunno dorato al Parco San Marco

September 1st, 2012 | By Sabine Geyer in Benessere, Parco San Marco, Sapienza | No Comments »

La festa della vendemmia è una delle feste più antiche. In passato più dell’80% della popolazione viveva in campagna. La sopravvivenza invernale dipendeva anche dall´esito della vendemmia autunnale, per questo motivo attraverso la festa veniva ringraziato Dio del buon esito della vendemmia. L’idea di ringraziare gli dei per i doni della terra è un´usanza che si perde nella notte dei tempi, infatti giá romani e giudei erano soliti festeggiare in autunno il buon esito del raccolto. Oggi viene festeggiata sempre la prima domenica di ottobre.

Un motivo per festeggiare!

Escursioni

Festa della vendemmia a Bellinzona

All´inizio di settembre nel centro di Bellinzona si svolge la tradizionale festa della vendemmia. Oltre all‘immancabile sfilata di gruppi in costume, propone numerosi intrat-tenimenti. L’attrazione principale é indubbiamente la degustazione di vino con i vinificatori del Sopraceneri ma anche i costumi, il teatro e la musica tradizionale rallegrano i numerosi visitatori.

Sagra dell‘uva

L’ultimo weekend di settembre l’antico borgo di Mendrisio veste il suo abito della festa. La sagra dell’uva attira i curiosi che vengono da lontano in questa cittadina al sud del Ticino. Con musica dal vivo e buon umore i visitatori possono assaggiare dei vini e delle specialità della regione passeggiando tra i mercatini.

 

Beauty & Massaggi

Esfoliazione anti-età all’uva e loto con impacco gel di uva e alghe.

55 minuti – Euro 78,00

Massaggio rilassante all’olio di vinaccioli e agrumi.

55 minuti – Euro 72,00