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“…vraiment l’aventure” – Una vera avventura

August 26th, 2012 | By Deborah Giorno in Parco San Marco | No Comments »

Guardando dal lago di Lugano verso la montagna rocciosa sopra Parco San Marco, non ci si aspetterebbe mai di potere arrivare lassù. Ma, nascosta tra le rocce, si trova una incredibile parete per arrampicata.

Tre volte alla settimana, piccoli gruppi di ospiti del nostro hotel partecipano a questo tour guidato chiamato “Adventure climbing” (parco avventura). Questo insieme di avventura, vedute uniche e un po’ di adrenalina è adatta sia ai bambini a partire dai 12 anni che agli adulti.

Il parco avventura è un insieme di  “high-rope garden” e  via ferrata , vale a dire, scalini e rocce su cui arrampicarsi, così come vallate da attraversare su scivoli.

Vale veramente la pena provare questa nuova esperienza, in modo particolare  in una giornata soleggiata, raggiungendo la parte finale dell’arrampicata, avrete l’opportunità di godere del meraviglioso panorama del lago di Lugano con vista di Porlezza, Osteno e del lago di Piano.

Coloro che decideranno di partecipare a questa nuova avventura, saranno d’accordo con un giovane arrampicatore Francese che durante l’ultima arrampicata ha detto: “C’est vraiment l’aventure!” – E’ stata veramente un’avventura!

Giardini Del Merlo

August 8th, 2012 | By Annalisa De Maria in Parco San Marco, Sapienza, Wissenswertes | No Comments »

Se si è alla ricerca di un luogo inusuale, ricco di fascino, il consiglio è quello di  e spingersi  Musso, per visitare il giardino del Merlo. Questo parco si sviluppa ai piedi di un castello, oggi in rovina, legato al nome di Gian Giacomo Medici di Marignano, detto “il Meneghino” che lo conquistò nel 1522 e che per una decina d’anni ne fece il suo quartier generale quando – come lo definisce Cesare Cantù – pirata, re, brigante, traditore, ribelle, assasino, eroe, dominava incontrastato il lago.

A metà dell’Ottocento Giovanni Manzi volle realizzare in questo luogo un parco che prese spunto dai giardini della riviera ligure, sviluppati su terreni scoscesi.

Manzi, tra il 1853 e il 1883, sfruttò la conformazione del terreno con un versante esposto a sud e uno a nord per creare un luogo visionario in cui dominano i contrasti, dalla natura lussureggiante e mediterranea alle varietà tipiche dell’ambiente alpino, in un succedersi di passerelle, ponticelli, grotte, piccole gole e cascate.